Protezione passiva antincendio con murature in calcestruzzo aerato autoclavato Gasbeton®
I blocchi Gasbeton sono costituiti da materiali minerali, inorganici e incombustibili e offrono prestazioni di protezione passiva antincendio intrinseche, senza necessità di rivestimenti aggiuntivi. Classificati in Euroclasse A1 per reazione al fuoco, i blocchi non bruciano né emettono fumi tossici a contatto con la fiamma. Le classificazioni di resistenza raggiungono il grado EI 240 per tamponamenti e divisori non portanti da spessore 10 cm, e REI 240 per murature portanti da spessore 24 cm.
La protezione passiva al fuoco comprende l'insieme delle misure strutturali e costruttive che limitano la propagazione dell'incendio e garantiscono la stabilità dell'edificio per un tempo sufficiente all'evacuazione e all'intervento dei soccorsi — senza richiedere alcuna azione attiva (impianti, sprinkler, rivelatori).
In questo contesto, la scelta del materiale da muratura è determinante. Il calcestruzzo aerato autoclavato Gasbeton® si distingue per prestazioni di resistenza al fuoco intrinseche, senza necessità di protezioni aggiuntive.
Protezione passiva al fuoco: perché la muratura incide sul progetto antincendio
Reazione al fuoco vs Resistenza al fuoco: la distinzione fondamentale
Sono due parametri distinti, spesso confusi in fase progettuale:
- Reazione al fuoco — misura il comportamento di un materiale come combustibile: quanto contribuisce all'innesco e alla propagazione dell'incendio. La classificazione europea va da A1 (non combustibile) a F (nessuna prestazione determinata). I blocchi Gasbeton, composti da materiali minerali e inorganici (cemento, calce, sabbia silicea), non bruciano, non si deformano e non emettono fumi o gas tossici nemmeno ad alte temperature. Classificazione: Euroclasse A1 — il massimo ottenibile.
- Resistenza al fuoco — misura la capacità di un elemento costruttivo (parete, solaio, pilastro) di mantenere le proprie funzioni strutturali e di separazione durante un incendio standard per un determinato periodo. Si esprime con le sigle REI o EI seguite dai minuti di resistenza.

Il sistema di classificazione REI/EI
La normativa definisce tre criteri prestazionali:
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Simbolo |
Significato |
Applicazione |
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R |
Capacità portante: mantiene la funzione strutturale sotto carico |
Strutture portanti |
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E |
Tenuta: impedisce il passaggio di fiamme e gas caldi |
Pareti separanti |
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I |
Isolamento: limita il trasferimento di calore dalla faccia esposta a quella non esposta |
Pareti separanti |
La sigla REI si applica a elementi portanti e separanti (pareti strutturali); la sigla EI si applica a elementi non portanti ma separanti (tramezzature interne o tamponamenti esterni). Il numero che segue indica i minuti di resistenza garantiti: EI60, EI120, EI240, REI180, ecc.
Prestazioni di resistenza al fuoco delle murature Gasbeton
Le misurazioni sono eseguite su murature "al rustico", senza intonaci né rasanti, secondo prove certificate da laboratori indipendenti accreditati.
Murature di tamponamento esterno
Le pareti di tamponamento realizzate con blocchi Gasbeton (Active ed Energy) ottengono la classificazione: EI 240
240 minuti di resistenza al fuoco su una parete non portante, separante. Un risultato notevole considerando che queste murature da spessori superiori a 30cm non necessitano di cappotto termico aggiuntivo, essendo già altamente isolanti: la protezione al fuoco e quella termica coesistono nello stesso elemento costruttivo.
Murature interne non portanti realizzate con blocchi Gasbeton Evolution
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Spessore |
Classificazione |
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8 cm |
EI 120 |
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≥ 10 cm |
EI 240 |
Dati particolarmente rilevanti in ambito di compartimentazione antincendio interna: a 10 cm di spessore si ottiene il massimo valore classificabile, rendendo questi blocchi la soluzione ottimale per pareti divisorie in edifici con requisiti elevati (ospedali, scuole, centri commerciali, depositi).
Murature portanti realizzate con blocchi Gasbeton Evolution Evolution e Sysmic con le limitazioni dimensionali imposte dalle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC
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Spessore |
Classificazione (metodo tabellare) |
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24 cm |
REI 180 |
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≥ 30 cm |
REI 240 |
La classificazione REI 240 vale solo per spessori uguali o superiori a 24 cm e posiziona il sistema Gasbeton tra le soluzioni strutturali con le più alte prestazioni di resistenza al fuoco disponibili sul mercato delle murature tradizionali.
Perché questi risultati senza protezioni aggiuntive?
La performance non è il frutto di additivi o trattamenti superficiali, ma della natura mineralogica del materiale e al contempo della sua elevata capacità isolante. Il processo produttivo dell'AAC combina cemento Portland, calce, sabbia fine e acqua, con l'aggiunta di alluminio in polvere come agente espandente. Il tutto viene fatto maturare velocemente in autoclave a 180°C e 12 bar. Il risultato è una matrice cristallina di tobermorite — silicato di calcio idrato — con struttura a celle chiuse.
Sotto l'azione del calore:
- il materiale non subisce ignizione perché non contiene componenti organiche combustibili;
- la struttura porosa rallenta la conduzione termica (bassa densità = bassa conducibilità termica);
- non si producono fumi, gas tossici o gocciolamenti infiammabili;
- la dilatazione termica è contenuta, riducendo il rischio di distacchi, deformazioni e crolli precoci.
Applicazioni tipiche nella protezione passiva
Compartimentazione antincendio. La realizzazione di compartimenti REI/EI con muratura Gasbeton consente di limitare la propagazione dell'incendio tra aree adiacenti senza ricorrere a sistemi compositi o pannelli protettivi. La parete è monolitica.
Protezione di vani scala e vie di esodo. Il mantenimento dell'agibilità delle vie di fuga dipende direttamente dal grado di resistenza al fuoco EI delle pareti che le delimitano. EI 240 garantisce l'integrità per l'intera durata dello scenario di incendio convenzionale adottato nei calcoli di prevenzione incendi.

Protezione di locali a rischio specifico. Centrali termiche, depositi, cabine elettriche: la normativa impone separazioni con requisiti REI/EI minimi che il Gasbeton soddisfa con spessori e pesi inferiori rispetto ad altre murature tradizionali.
Edifici in muratura portante. Nei sistemi a muratura portante in AAC, la stessa parete che sopporta i carichi verticali garantisce anche la separazione antincendio, eliminando la necessità di soluzioni ibride struttura/protezione.

Documentazione certificativa e riferimenti per il progettista
Il sistema Gasbeton dispone di:
- Rapporti di prova e classificazione per certificare la resistenza al fuoco di pareti non portanti secondo UNI EN 13501-2, rilasciati da laboratori terzi accreditati secondo UNI EN 1363-1 e UNI EN 1364-1;
- Fascicolo Tecnico "Resistenza al fuoco delle pareti non portanti in AAC" (Bacchi S.p.A. / Ekoru s.r.l.) che raccoglie i risultati delle prove e fornisce i parametri necessari per la verifica progettuale;
Per il progettista che opera nell'ambito del D.M. 03/08/2015 (Codice di Prevenzione Incendi), i dati certificati sono direttamente utilizzabili nella valutazione del progetto antincendio in sede di VV.FF., senza necessità di valutazioni specifiche aggiuntive.
Dimensioni realizzabili e limiti di campo applicativo
Le prestazioni EI/REI certificate non sono illimitate: si riferiscono a geometrie di parete definite durante le prove di laboratorio. Il progettista deve verificare che la parete in progetto rientri nel campo di diretta applicazione del certificato o del fascicolo tecnico.
Limiti dimensionali nel metodo tabellare
Il D.M. 16/02/2007 (Allegato D, §D.4) — il principale riferimento per la verifica tabellare delle murature — impone un limite di altezza massima 4 m tra solaio e solaio (o tra due elementi di irrigidimento con equivalente funzione di vincolo) per l'applicazione diretta delle tabelle riportanti lo spessore minimo. Questo limite risulta immediatamente restrittivo in ambito industriale, commerciale e terziario, dove le pareti di compartimentazione raggiungono facilmente 6–8 m di altezza o più.
Per pareti di altezza superiore ai 4m esistono due vie:
- Fascicolo tecnico con campo di applicazione fino a 8m di altezza (ai sensi del D.M. 16/02/2007, Allegato B, §B.8): il produttore, sulla base di prove sperimentali su scala reale, redige un fascicolo tecnico che estende la validità dei risultati ad altezze e condizioni al contorno differenti rispetto al campione testato, previo parere tecnico di laboratorio accreditato. Il Fascicolo Tecnico Gasbeton® per le pareti non portanti in AAC segue questo percorso.
- Metodo analitico (D.M. 16/02/2007, Allegato C): valutazione svolta da un professionista iscritto nell'apposito elenco del Ministero dell'Interno, applicabile quando la geometria esula dai limiti tabellari o del fascicolo tecnico e quando siano disponibili modelli di calcolo validati per il materiale in esame.
Dimensioni certificate con il fascicolo tecnico Gasbeton
Il Fascicolo Tecnico Gasbeton® per pareti non portanti certifica le prestazioni — senza intonaco né rasatura — per altezze fino a 8 m, grazie all'impiego del sistema di irrigidimenti descritto al paragrafo successivo. Questo consente di coprire la grande maggioranza dei casi applicativi in edilizia industriale e commerciale, mantenendo la classificazione EI 240 da sp.20cm in caso di presenza di irrigidimenti anche per specchiature di ampia dimensione.
Irrigidimenti armati per grandi specchiature
Per pareti di rilevante altezza o lunghezza, la stabilità meccanica va garantita con elementi di irrigidimento integrati nella muratura. Il sistema Gasbeton prevede due tipologie di blocchi speciali che fungono da cassero a perdere per elementi in c.a. gettati in opera: il Blocco Forato per gli irrigidimenti verticali e il Blocco Canaletta (a U) per quelli orizzontali.
- Il Blocco Forato genera un pilastrino in c.a. non portante, inglobato nella muratura, ancorato alla soletta inferiore e alla struttura orizzontale superiore. È necessario per specchiature di lunghezza ≥ 6 m, in presenza di serramenti particolarmente pesanti (porte REI, porte blindate) o in adiacenza a strutture deformabili.
- Il Blocco Canaletta crea un cordolo orizzontale continuo armato, da realizzare per pareti con altezza ≥ 4 m, alla base della parete in presenza di strutture d'appoggio cedevoli, e a quota intermedia ogni 3–4 m per pareti che superano i limiti tabellari. Ai fini della resistenza al fuoco, il D.M. 16/02/2007 tratta il cordolo sufficientemente rigido come elemento che divide virtualmente la parete in segmenti di altezza certificata.
Su grandi superfici murarie — tipicamente in ambito industriale o terziario — i due sistemi cooperano formando una maglia di irrigidimento ortogonale: i pilastrini verticali e i cordoli orizzontali si connettono tra loro creando un telaio in c.a. inglobato nella muratura AAC, che ne garantisce la stabilità sia a freddo che durante l'incendio, senza alterare la continuità della superficie e senza richiedere protezioni aggiuntive sugli irrigidimenti stessi. Il blocco AAC circostante, infatti, avvolge completamente il nucleo in c.a. e ne garantisce la protezione termica coerente con la classificazione EI dell'intera parete secondo i limiti e le modalità realizzate descritte nel fascicolo tecnico.
Metodi di certificazione della resistenza al fuoco
Il D.M. 16/02/2007 ammette tre percorsi per determinare le prestazioni di resistenza al fuoco di un elemento costruttivo.
Il riferimento principale per le murature Gasbeton è il metodo sperimentale con Fascicolo Tecnico. Le prestazioni sono determinate attraverso prove in forno su campioni in scala reale eseguite da laboratori accreditati (UNI EN 1364-1), con esito in un rapporto di classificazione ai sensi di UNI EN 13501-2. Il rapporto definisce il campo di diretta applicazione: spessori, altezze e condizioni al contorno entro cui il risultato è valido. Il produttore estende questo campo con un Fascicolo Tecnico (D.M. 16/02/2007, Allegato B, §B.8), con parere tecnico del laboratorio di prova. È il percorso adottato da Gasbeton per le pareti non portanti, che copre altezze fino a 8 m e tutti gli spessori di gamma (da 8cm a 50 cm).
Il metodo tabellare (D.M. 16/02/2007, Allegato D; o D.M. 03/08/2015, §S.2.15) è utilizzabile come riserva per densità e tipologie murarie eventualmente non incluse nel fascicolo tecnico del produttore. Le tabelle normative indicano spessori minimi validi per calcestruzzo aerato autoclavato e impongono un limite di altezza di 4 m tra elementi di vincolo. Nessuna interpolazione o estrapolazione è ammessa.
Il metodo analitico, infine, richiede una valutazione ingegneristica specifica affidata a un professionista abilitato e iscritto nell'apposito elenco del Ministero dell'Interno. Va considerato solo nei casi in cui né il fascicolo tecnico né le tabelle coprono la configurazione in esame.
Considerazioni progettuali
La scelta di un materiale con queste prestazioni intrinseche ha ricadute dirette sul processo di progettazione:
- Semplificazione del sistema costruttivo.
- Eliminare la necessità di protezioni aggiuntive (cartongesso antincendio, pannelli REI, rivestimenti intumescenti) riduce le lavorazioni, i dettagli costruttivi critici e le possibilità di errore esecutivo.
- Verifica delle connessioni e dei giunti. Talvolta il punto debole nelle murature EI non è il pannello murario o il singolo blocco, ma le connessioni perimetrali: ancoraggio a solaio/trave superiore, ancoraggi alle strutture verticali, giunti con pareti ortogonali/pilastri/travi. Il fascicolo tecnico Gasbeton fornisce indicazioni specifiche su questi nodi.
- Coordinamento con le aperture. Porte e serramenti tagliafuoco devono essere dimensionati coerentemente con la classificazione della parete. Una parete EI 240 con una porta EI 30 non garantisce EI 240 al compartimento.
- Attenzione agli spessori minimi certificati. I valori EI sono legati agli spessori testati in laboratorio. L'utilizzo di spessori inferiori a quelli certificati richiede una nuova valutazione o una riduzione della classificazione dichiarata. Per contro i valori dichiarati nei rapporti di classificazione per un determinato spessore valgono anche per gli spessori superiori.

FAQ TECNICHE: Protezione passiva al fuoco: perché il materiale da muratura è decisivo | Ingenio
Che cosa sono le murature Gasbeton in calcestruzzo aerato autoclavato AAC?
Sono murature realizzate con blocchi in AAC, materiale minerale composto da leganti, sabbia silicea e struttura porosa ottenuta tramite processo in autoclave. La loro caratteristica rilevante in ambito antincendio è l’incombustibilità del materiale. Nel progetto antincendio possono essere utilizzate come pareti separanti, tamponamenti o murature portanti, secondo le prestazioni certificate e il campo di applicazione disponibile.
Dove si usano le murature Gasbeton per la protezione passiva al fuoco?
Gli impieghi tipici riguardano compartimentazioni interne, tamponamenti esterni, vani scala, vie di esodo e locali a rischio specifico. Sono pertinenti anche in edifici scolastici, sanitari, commerciali, industriali e residenziali con requisiti di compartimentazione. La scelta va sempre coordinata con altezza, lunghezza, spessore, presenza di aperture e dettagli di vincolo.
Qual è la differenza tra Euroclasse A1, EI e REI?
L’Euroclasse A1 riguarda la reazione al fuoco del materiale, cioè il suo contributo all’innesco e alla propagazione dell’incendio. EI e REI riguardano invece la resistenza al fuoco dell’elemento costruttivo. EI si applica agli elementi separanti non portanti; REI agli elementi che svolgono anche funzione portante. La UNI EN 13501-2 disciplina la classificazione in base ai dati di prova di resistenza al fuoco.
Quali prestazioni antincendio sono indicate per i blocchi Gasbeton?
Il testo indica prestazioni fino a EI 240 per tamponamenti e divisori non portanti e fino a REI 240 per murature portanti, in funzione dello spessore.Per i divisori interni vengono indicati EI 120 da 8 cm ed EI 240 da 10 cm. Per le murature portanti il testo va verificato perché riporta indicazioni non perfettamente coerenti tra 24 cm e 30 cm per il raggiungimento del REI 240.
La muratura Gasbeton necessita di intonaco o rivestimenti antincendio?
Secondo l’articolo, le prestazioni sono riferite a murature “al rustico”, cioè senza intonaci, rasanti o rivestimenti protettivi aggiuntivi. Questo è un punto di forza progettuale perché riduce lavorazioni, stratigrafie e dettagli di posa sensibili. Va però verificato che la parete reale corrisponda al campione testato o al campo esteso del fascicolo tecnico.
Quali controlli servono per pareti alte più di 4 metri?
Il metodo tabellare del D.M. 16 febbraio 2007 prevede limiti applicativi, tra cui il riferimento ai vincoli e alle altezze ammesse dalle tabelle. Il decreto distingue classificazione tramite prove, calcoli e tabelle negli allegati B, C e D. Per pareti oltre il campo tabellare occorre fare riferimento al fascicolo tecnico del produttore o al metodo analitico. Nel caso Gasbeton il testo indica un campo fino a 8 m con irrigidimenti, da verificare sul fascicolo tecnico applicabile.
Riferimenti normativi principali:
- D.M. 16/02/2007— Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi (metodi tabellare, sperimentale, analitico)
- D.M. 03/08/2015— Codice di Prevenzione Incendi (livelli prestazionali, compartimentazione, §S.2)
- UNI EN 13501-2— Classificazione al fuoco dei prodotti da costruzione
- UNI EN 1363-1 — Metodi di prova per la resistenza al fuoco (prova standard)
- UNI EN 1364-1 — Prove di resistenza al fuoco per elementi non portanti (pareti)
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