Qualità dell’aria indoor: il ruolo delle finiture edilizie nel progetto secondo CasaClima
La scelta di materiali basso emissivi e l’impiego di adeguate strategie di ventilazione rappresentano i principali strumenti con cui poter ridurre le concentrazioni interne di contaminanti e migliorare di conseguenza la qualità dell’aria, sia nelle nuove costruzioni che nei risanamenti di edifici esistenti. A tale proposito, le certificazioni di sostenibilità CasaClima ne sono una chiara dimostrazione.
Le fonti interne di inquinamento, che comprendono materiali da costruzione, finiture, arredamenti e prodotti di pulizia, possono rilasciare contaminanti in quantità più o meno elevate a seconda delle rispettive caratteristiche di emissione. Queste sostanze includono un ampio range di composti organici volatili (VOC), alcuni dei quali dannosi per l’uomo, come la formaldeide, il benzene e il toluene, e altri apparentemente inoffensivi. Se i primi rappresentano la causa di numerose irritazioni, allergie e malattie cancerogene, i secondi possono reagire con alcuni elementi contenuti nell’aria, dando luogo a prodotti secondari ben più pericolosi rispetto ai reagenti iniziali. Un esempio è rappresentato dalle emissioni di terpeni da prodotti a base di legno che, in presenza di elevati livelli di ozono, possono reagire formando formaldeide.
Per porre rimedio a tali fenomeni, si consiglia di utilizzare solamente materiali basso emissivi e di attuare delle tecniche di pulizia che minimizzino la loro influenza sulla qualità dell’aria interna. Ciò nonostante, alcune attività associate alla costruzione e alla conduzione dell’edificio potrebbero alterare il comportamento dei materiali o rappresentare esse stesse delle fonti di inquinamento: in tali circostanze, si suggerisce di adottare dei metodi di inibizione delle emissioni e delle strategie di ventilazione che intervengano direttamente sulla sorgente inquinante.
Per rispondere efficacemente a tutte queste esigenze, i protocolli di sostenibilità CasaClima offrono ai professionisti una guida sicura nelle diverse fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un edificio, in funzione della destinazione d’uso dello stesso. Infatti, oltre alla certificazione CasaClima Nature dedicata ad edifici residenziali di nuova costruzione, l’Agenzia ha sviluppato nel corso degli anni un’intera famiglia di protocolli di sostenibilità, con l’obiettivo di creare un sistema di criteri ed indicatori specifici per alcune tipologie di strutture quali alberghi, pensioni, agriturismi, cantine vinicole, scuole ed uffici. Attraverso la verifica dei requisiti ivi contenuti, è possibile minimizzare l’uso di risorse e l’impatto ambientale del sistema edifico-impianto, nonché salvaguardare il benessere delle persone.
L’articolo che segue è a cura di Mirko Zancarli, ingegnere presso il Reparto Ricerca e Sviluppo dell’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima.
Il corretto utilizzo dei materiali basso-emissivi
È ben noto come le popolazioni dei Paesi avanzati trascorrano gran parte della giornata in ambienti chiusi, quali abitazioni, uffici, scuole e mezzi di trasporto. Far sì che l’aria respirata sia salubre diventa quindi un requisito fondamentale per preservare la salute di coloro che frequentano tali spazi, garantendo in particolar modo il benessere di adulti e bambini. Quest’ultimi, infatti, in virtù della loro vulnerabilità, risentono maggiormente della presenza di inquinanti indoor in elevate concentrazioni, le quali, se superiori ai valori di soglia previsti da normative e linee guida, possono dar luogo alla cosiddetta “sindrome da edificio malato”, con conseguente nausea, mal di testa, sonnolenza e difficoltà respiratorie. Dunque, per scongiurare l’insorgere di tale fenomeno, così come di asma ed allergie, è necessario assicurare una qualità accettabile dell’aria interna, definita da ASHRAE come:
Qualità accettabile dell’aria interna: definizione secondo ASHRAE
Aria in cui non sono presenti contaminanti conosciuti in concentrazioni pericolose secondo quanto stabilito dalle autorità competenti e rispetto alla quale la maggioranza delle persone esposte (80% o più) non esprime insoddisfazione.
Strategie per il controllo dell’IAQ negli edifici
Al fine di verificare questa condizione, si possono percorrere tre diverse strade:
- Evitare o limitare l’uso di quei materiali, prodotti e apparecchiature che emettono inquinanti ed effettuare quelle manutenzioni che minimizzano la produzione di contaminanti biologici da parte degli impianti di ventilazione e climatizzazione;
- Rimuovere gli inquinanti alla fonte, utilizzando appositi sistemi di estrazione dell’aria, come nei bagni e nelle cucine. Ove non possibile, si dovrà ridurre il periodo di utilizzo degli spazi contaminati, al fine di limitare i tempi di esposizione;
- Diluire i contaminanti introducendo aria esterna, mediante la ventilazione naturale o forzata; in quest’ultimo caso, a monte dell’impianto, si renderà necessario un accurato sistema di filtrazione, con cui è possibile limitare l’ingresso di inquinanti esterni rispetto a quanto accadrebbe con la sola apertura delle finestre.
Ventilazione, diluizione e controllo dell’umidità
La ventilazione, inoltre, permette di controllare l’umidità relativa, evitando che questa possa dar luogo a condensa superficiale con conseguente formazione di muffe e funghi, responsabili di disturbi respiratori e di manifestazioni allergiche. Analogamente, la risoluzione dei ponti termici e il corretto isolamento dell’involucro rappresentano degli interventi imprescindibili nel raggiungimento dei suddetti obiettivi, da declinare opportunamente sia alle nuove costruzioni che ai risanamenti.
Alle tre azioni precedentemente esposte corrispondono quindi due macroaree di intervento, una afferente al controllo delle emissioni di inquinanti da parte dei materiali, l’altra relativa alla rimozione o diluizione degli stessi tramite sistemi di ventilazione.
Si sottolinea come tali strategie non siano in alternativa l’una all’altra, ma andrebbero sempre implementate all’unisono, in modo da assicurare, in ogni condizione d’esercizio, un’elevata qualità ambientale interna.
Ciò diventa particolarmente evidente durante l’applicazione delle finiture interne, come pitture e vernici, su cui si concentrerà il presente lavoro.
Come riconoscere il comportamento emissivo di un materiale
Il rilascio di inquinanti da parte di un materiale può essere descritto sotto forma di un tasso di emissione , esprimibile mediante la seguente relazione:
dove è il fattore di emissione specifico in µg/m2/h
o in µg/prodotto/h
a seconda che il materiale sia composito od omogeneo. Ne deriva che l’unità di materiale che compare nella formula possa essere inteso sia come numeri di unità di prodotto che come m2 di superficie emittente a contatto con l’aria interna.
Il fattore di emissione (EF) non è un parametro costante: ad esempio, soprattutto per vernici, sigillanti e adesivi, assume valori elevati nel periodo immediatamente successivo al completamento dei lavori, per poi diminuire fino ad annullarsi in funzione della quantità residua di inquinanti presenti nel prodotto.
È altresì corretto precisare come il parametro ER dipenda fortemente dalle condizioni termo-igrometriche interne:
- all’aumentare della temperatura e dell’umidità relativa, aumenta il rilascio di composti organici volatili;
- anche le caratteristiche di posa incidono prepotentemente sul comportamento emissivo dei prodotti edilizi:
- in particolare, quelli applicati ancora bagnati, come rivestimenti, adesivi e stucchi, sono contraddistinti, inizialmente, da tassi di emissione elevati e controllati dalla velocità dell’aria;
- mentre per i materiali applicati a secco si evidenzia un rilascio di inquinanti relativamente lento e indipendente dalla velocità dell’aria.
È importante sottolineare come la formaldeide, rispetto alla stragrande maggioranza dei VOC, sia caratterizzata da un’emissione pressoché costante nel tempo e ciò giustifica la grande attenzione da riporre nella scelta e nel trattamento dei materiali contenenti tale sostanza.
Per comprendere appieno il legame che intercorre tra fonte e contaminante, nella tabella sottostante viene proposta una panoramica dei principali inquinanti presenti negli spazi indoor e delle relative sorgenti, che può fungere da primo strumento di diagnosi per individuare i materiali e/o le parti di edificio su cui intervenire.
Tabella 1 - Principali inquinanti emessi dai materiali e dai prodotti utilizzati all’interno degli edifici
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Fonti di emissione |
Inquinanti |
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Materiali da costruzione e isolanti |
amianto, fibre vetrose e minerali, particolato, radon, agenti biologici (per presenza di umidità e/o polvere) |
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Materiali di rivestimento e moquette |
formaldeide, ftalati (SVOC), altri VOC, agenti biologici (per presenza di umidità e/o polvere) |
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Arredi e pavimentazioni |
formaldeide, benzene, altri VOC, agenti biologici (per presenza di umidità e/o polvere) |
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Collanti, pitture, sigillanti, adesivi, vernici |
formaldeide, benzene, altri VOC |
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Vernici resistenti all’acqua |
benzene, toluene, ethylbenzene, xylene, altri VOC |
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Pannelli fonoassorbenti |
formaldeide |
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Prodotti per le pulizie, deodoranti, detergenti e disinfettanti |
VOC, pesticidi, particolato, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) |
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Pennarelli a secco e prodotti di cancelleria |
formaldeide |
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Tessuti |
formaldeide, organofosfati, acari della polvere |
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Sorgenti naturali (lave, tufi, graniti, ecc..) |
radon |
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Fotocopiatrici |
ozono (O3), polvere di toner, idrocarburi volatili (VOC) |
Si intuisce pertanto come le finiture interne, essendo caratterizzate da emissioni di VOC e in particolare formaldeide, richiedano grande attenzione sia nell’applicazione che nella gestione delle stesse.
Ciò vale anche per i materiali compositi (come pannelli a base di legno incollato) e i sistemi formati da più componenti (come pavimentazioni e moquette), il cui comportamento emissivo è ben diverso da quello dei singoli elementi.
Indicazioni CasaClima: test di emissione e verifica delle etichette ambientali di prodotto
Di conseguenza, si consiglia di eseguire dei test di emissione sull’intero sistema e non solo sui componenti. Ulteriori test andrebbero effettuati nel caso in cui si intenda sottoporre il materiale, in fase d’installazione, a lavorazioni particolari; infatti, è ben noto come i tassi di emissione aumentino notevolmente in presenza di un foro o di una zona tagliata, a causa della maggiore superficie emissiva. Per limitare questo problema, è possibile applicare dei sigillanti o dei sistemi di tenuta in corrispondenza del punto in cui è avvenuta la modifica. Si suggerisce comunque di mantenere il prodotto il più intatto possibile, minimizzando le lavorazioni in fase d’installazione.
In conclusione, nella scelta di materiali basso-emissivi, è necessario assicurarsi che i test di emissione riflettano le effettive condizioni in cui tali materiali si troveranno a lavorare. A questo proposito, si consiglia di fare affidamento ai marchi ambientali di prodotto disponibili sul mercato o, in alternativa, alle informazioni riportate sulle etichette dei prodotti stessi.
Oltre ai suddetti sigilli di qualità ecologica, elaborati da terzi e quindi da preferire nella valutazione del potenziale di impatto sull’IAQ, sono disponibili anche le schede di sicurezza del produttore.
Schede di sicurezza: limiti e attenzioni operative
Queste, di fatto, riportano solo la composizione chimica del prodotto e non danno informazioni circa le emissioni inquinanti dello stesso. Ciò nonostante, per poter utilizzare talune categorie di prodotto, è necessario conoscere le informazioni riportate su entrambi i documenti. È il caso dei prodotti liquidi applicati sulle superfici interne, i quali devono soddisfare determinati vincoli circa il contenuto massimo di VOC in conformità alla Direttiva 2004/42/CE, nonché i valori limite di emissione a 28 giorni per diversi inquinanti, tra cui TVOC e formaldeide, imposti dai Criteri Ambientali Minimi disciplinati dal D.M. 24.11.2025.
Nel prosieguo verranno analizzate alcune categorie di materiali che, avendo un impatto rilevante sull’IAQ, richiedono un’analisi più dettagliata. L’attenzione si focalizzerà sui prodotti utilizzati entro lo strato di tenuta all’aria e che, una volta posati, si trovano direttamente a contatto con l’ambiente interno, come pitture, vernici e pavimenti; inoltre, le elevate superfici di emissione che caratterizzano questi materiali giustificano pienamente tale scelta.
Prodotti liquidi per finiture interne a basse emissioni: guida ai criteri di scelta
La categoria merceologica dei prodotti liquidi per interni comprende una vasta gamma di materiali, tra cui spiccano per importanza le pitture e le vernici.
Esse rappresentano una delle fonti di inquinamento indoor più significative: infatti, una volta entrate in contatto con l’ambiente interno, possono provocare delle reazioni secondarie che ne intensificano il comportamento emissivo. Ciò giustifica la grande attenzione da dedicare alle fasi di test in laboratorio, che dovrebbero rispecchiare le reali condizioni in cui un dato materiale si troverà a lavorare al fine di determinarne le effettive emissioni inquinanti.
Nonostante siano disponibili sul mercato numerose vernici con dicitura “low-VOC” e “zero-VOC”, nella scelta del materiale devono essere considerate anche le prestazioni dello stesso in termini di tossicità, resistenza nel tempo e infiammabilità.
Cosa sapere sulle vernici intumescenti
Alcune superfici, infatti, necessitano di essere trattate con appositi rivestimenti, noti come ritardanti di fiamma. Con tale appellativo si identificano le sostanze in grado di prevenire, ritardare o inibire la diffusione del fuoco, da utilizzarsi su molteplici strutture come elementi opachi, pavimenti, arredamento e attrezzature da ufficio. Tra queste, destano particolare preoccupazione gli eteri difenili polibromurati, appartenenti alla famiglia dei ritardanti di fiamma bromurati e sospettati di essere cancerogeni, oltre che dannosi per il sistema nervoso. Analogamente, sono sotto stretta osservazione i prodotti in poliuretano trattati con organofosfati, ai quali vengono imputate emissioni di VOC e degradazione di clorurati. Sono invece da preferire i trattamenti in poliammide per gli arredi e con acido borico per gli elementi isolanti in cellulosa, così come i ritardanti di fiamma cementizi.
Raccomandazioni nell'applicazione di pitture e vernici
Di seguito, alcune raccomandazioni da tenere a mente nell’applicazione delle vernici:
- utilizzare prodotti a basse emissioni di VOC e se possibile, ad asciugatura rapida. A tale proposito, è possibile consultare le etichette specificatamente dedicate alle vernici e ai rivestimenti come Natureplus e ANAB-ICEA;
- utilizzare, ove possibile, pitture ad emulsione e latex, che sono adatte a superfici minerali (per pareti e soffitti);
- preferire le vernici acriliche a base acquosa alle vernici a base di solvente, anche per il trattamento dei parquet. Le prime, infatti, contengono meno VOC rispetto alle seconde, sono inodore e asciugano molto rapidamente. Ciò nonostante, recenti studi hanno evidenziato come talune vernici a base acquosa diano luogo a reazioni secondarie che impattano notevolmente sull’IAQ: pertanto si consiglia ove possibile di limitarne comunque l’utilizzo;
- evitare pitture e vernici per interni che contengono plastificanti, preferendo sostanze che non diano luogo al cosiddetto effetto fogging;
- richiedere i dati di emissione relativi alla composizione finale della vernice, includendo eventuali coloranti in essa aggiunti;
- coprire eventuali mobili rivestiti in tessuto che potrebbero assorbire VOC, ad esempio con teli di plastica. Specificare la sequenza di installazione in modo che le applicazioni "bagnate", tra cui appunto le verniciature, si verifichino prima dell'installazione di materiali "soffici" e lanosi;
- applicare le vernici durante i periodi di chiusura della scuola, mantenendo un’adeguata ventilazione sia durante che dopo la tinteggiatura;
- effettuare il “flush out” dell’edificio prima che questo venga occupato. Nei periodi successivi, garantire ricambi d’aria maggiori rispetto a quelli normalmente registrati;
- evitare vernici spray e mantenere i contenitori chiusi più a lungo possibile sia durante che dopo l’utilizzo.
Si sottolinea inoltre l’importanza del fattore durabilità: un materiale che resiste a lungo senza subire deterioramenti, oltre ad emettere di meno, richiede poca manutenzione e minori riverniciature, senza considerare i benefici derivanti da un utilizzo più sporadico di cere e prodotti di pulizia.
Pavimenti a basse emissioni per la qualità dell'aria indoor: guida ai criteri di scelta
La scelta del materiale di rivestimento del pavimento dipende da molteplici aspetti, tra cui l’estetica, il comfort termico, l’acustica e l’illuminazione. Ciò nonostante, anche la qualità dell’aria risente fortemente di tale scelta, a causa dell’elevata superficie di emissione: l’obiettivo sarà allora quello di trovare un giusto compromesso tra tutti i sopracitati aspetti, a salvaguardia della qualità ambientale interna.
Nella trattazione che segue verranno prese in considerazione solo le caratteristiche di emissione dei vari materiali, senza considerarne i diversi parametri prestazionali e assumendo comunque rispettati i requisiti minimi in termini di trasmittanza, acustica e illuminazione naturale. Inoltre, verrà data grande importanza alla frequenza con cui un dato materiale necessita di essere pulito e manutenuto.
I pavimenti maggiormente utilizzati negli edifici non residenziali, come le scuole, corrispondono ai cosiddetti pavimenti resilienti: sono costituiti soprattutto da gomma, sughero, linoleum, pvc e composti vinilici. Tuttavia, negli ultimi anni è stata osservata, soprattutto in ambito residenziale, una crescente diffusione del legno e della ceramica.
Si sottolinea come, indipendentemente dalla natura del pavimento, nella valutazione del potenziale di emissione, così come nella fase di test in laboratorio, debba essere contemplato anche l’impatto di qualsiasi colla o adesivo ivi utilizzato.
Raccomandazioni da tenere in considerazione nella scelta di rivestimenti resilienti
Per quanto riguarda i pavimenti resilienti, si raccomanda di:
- scegliere prodotti che siano stati testati circa le emissioni di VOC, consultando etichette ambientali come Green Label, GEV-EMICODE e FloorScore;
- installare il prodotto con adesivi e colle a basse emissioni di VOC, al fine da minimizzare il carico inquinante da smaltire;
- selezionare materiali che richiedano poca pulizia e manutenzione, da effettuarsi con prodotti a basse emissioni di VOC secondo le indicazioni del costruttore;
- fornire una ventilazione addizionale per un minimo di 72 ore successive all’installazione.
Linoleum, pavimenti vinilici e in PVC, pavimentazioni tessili
Si presti inoltre attenzione agli oli contenuti nel linoleum che, reagendo con l’ozono dell’aria, possono dar luogo a formaldeide come prodotto di reazioni secondarie.
Ancora, per quanto riguarda i pavimenti vinilici e in pvc, si raccomanda sempre il rispetto del Regolamento REACH e quindi l’assenza di ftalati a basso peso molecolare.
La moquette, invece, può essere vista come un sistema formato da più componenti: il tessuto principale (in lana, nylon, polipropilene o poliestere) è adagiato su due strati di materiale di supporto (tipicamente in iuta o cotone), che aderiscono al solaio mediante appositi adesivi o tramite un sottofondo di poliuretano, fibre sintetiche o gomma. In aggiunta, la superfice del tessuto può essere trattata con coloranti, agenti antipolvere, protezioni antimacchia e ritardanti di fiamma. Tra i VOC, le emissioni più pericolose sono rappresentate dal 4-phenylcyclohexene (4-PC) il quale, reagendo con l’ozono contenuto nell’aria, dà origine a formaldeide e aldeidi ad alto peso molecolare; ancora, è bene verificare che il rilascio di stirene sia più basso possibile. Di conseguenza, per limitare l’impatto di questi sistemi sull’IAQ, il Carpet and Rug Institute (CRI) ha fissato dei valori soglia circa le emissioni di TVOC, formaldeide, stirene e 4-PC dalle moquette, mentre la Association of Environmentally Friendly Carpets (GUT) ha stabilito delle procedure standard per misurarne le emissioni in camera di prova. Tutti questi requisiti vengono soddisfatti dalle etichette Green Label e Green Label Plus, specificatamente dedicate alla certificazione di pavimentazioni in tessuto a basse emissioni di inquinanti.
Il corretto utilizzo delle finiture interne secondo CasaClima
Le certificazioni di sostenibilità CasaClima contengono una serie di criteri da verificare circa la scelta e l’utilizzo dei materiali e prodotti a basse emissioni di inquinanti, a salvaguardia sia della sostenibilità ambientale che della salubrità dell’aria interna.
In particolare, per gli edifici residenziali di nuova costruzione, vale la certificazione CasaClima Nature.

Pitture e vernici a basse emissioni: requisiti CasaClima Nature
Essa prevede il rispetto dei seguenti requisiti minimi in relazione all’applicazione sulle superfici interne dei prodotti liquidi:
- limiti del contenuto massimo di VOC in g/l a seconda che il rivestimento sia a base acquosa o a base solvente;
- assenza, nelle schede di sicurezza, di determinate indicazioni di pericolo (frasi H) secondo il Regolamento CE n. 1272/2008;
- assenza di metalli pesanti;
- contenuto totale di formaldeide libera nel prodotto minore o uguale a 10 ppm;
- assenza di determinati composti organici.
Per avere un dettaglio dei criteri e dei limiti previsti per ciascuna categoria di prodotto, si rimanda alle linee guida dei protocolli di sostenibilità liberamente consultabili sul sito di Agenzia CasaClima nella sezione dedicata.
ACCEDI ALLE LINEE GUIDA DEI PROTOCOLLI DI SOSTENIBILITA' AGENZIA CASACLIMA
In alternativa al rispetto dei requisiti di cui sopra, sono accettate le seguenti etichette ambientali di prodotto:
- Natureplus® (Direttiva RL0600ff Pitture murali e Direttiva RL0700ff Rivestimenti di superfici);
- Österreichisches Umweltzeichen (Direttiva UZ 01 “Vernici, smalti e lacche per il legno” e Direttiva UZ 17 “Pitture murali”);
- Blauer Engel (Direttiva RAL UZ 102 Pitture murali a basse emissioni, RAL UZ 12a Vernici a basse emissioni e basso inquinanti);
- Standard ANAB ICEA;
- Ecolabel per il gruppo di prodotti “Prodotti vernicianti per interni” (Decisione 2014/312/UE) | GEV Emicode EC1- EC1plus;
- Classe A+ Etichetta francese “Emissions dans l’air interieur” secondo Décret n° 2011321 del Ministère de l’écologie, du développement durable, des transports et du logement;
- Indoor Air Comfort Gold (Eurofins);
- Certificato M1 RTS finlandese.
Pavimenti in legno e parquet: requisiti CasaClima Nature
Analogamente, per i materiali e prodotti a base di legno incollato, che comprendono alcune tipologie di pavimenti, è richiesto il rispetto dei seguenti valori massimi di emissione di formaldeide:
Tabella 2 - Valori massimi di emissione di formaldeide da materiali e prodotti a base di legno incollato
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Metodi di prova per la determinazione della formaldeide nei prodotti legnosi |
Limiti |
|
Valore ai sensi di UNI EN 717-1 (Camera di prova) Pannelli grezzi o rivestiti |
0,05 ppm (0,062 mg/m³) |
|
Valore ai sensi della UNI EN ISO 12460-3 (Gas analisi) Compensati, pannelli di legno massiccio, LVL, pannelli rivestiti |
1,5 mg/m² h |
|
Valore ai sensi della UNI EN ISO 12460-5 (Perforatore) Pannelli di particelle grezzi, pannelli di fibre grezzi, pannelli di particelle e di fibre destinati ad essere rivestiti, MDF, OSB |
4 mg/100 g |
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Valori ai sensi di JIS A1460 (Desiccator Test) |
F**** 0,3 mg/l |
Anche in questo caso, il rispetto dei limiti presenti in Tabella 2 viene assicurato dalla presenza di una delle etichette ambientali già elencate, in relazione ai prodotti a base di legno e ai rivestimenti in legno per pavimenti.
Ulteriori indicazioni ai fini della verifica
In generale, ai fini della verifica, devono essere fornite le schede tecniche, le schede di sicurezza e i rapporti/certificati con indicazione dei valori di emissione dei prodotti testati tramite misura in laboratorio. Dalla data di emissione del certificato devono essere passati al massimo tre anni. Per i prodotti liquidi deve essere allegata anche la dichiarazione di conformità sottoscritta dal produttore. Per tutti i prodotti utilizzati va inoltre allegata adeguata foto documentazione di cantiere che ne attesti l’utilizzo.
Per gli edifici non residenziali, i criteri sono analoghi a quelli analizzati per la certificazione Nature, ma con alcune differenze in funzione della destinazione d’uso e del fatto che si tratti di una nuova costruzione o di un risanamento. Ad esempio, per gli hotel e le scuole, è necessario verificare che i rivestimenti, le finiture e i prodotti liquidi per interni rispettino i limiti di emissione a 28 giorni per le sostanze elencate nelle rispettive direttive, tra cui si sottolinea il limite massimo di 60 µg/m3 per la formaldeide, conformemente a quanto stabilito dai Criteri Ambientali Minimi.
Materiali e prodotti basso emissivi per le finiture, CAM Edilizia e certificazioni CasaClima
L’impiego di materiali e prodotti basso emissivi appare quanto mai fondamentale per preservare la salute di coloro che occupano gli ambienti interni confinati, sia per le abitazioni civili che per edifici non residenziali.
In merito a questo, i Criteri Ambientali Minimi hanno regolamentato i servizi di progettazione e direzione lavori nel settore della pubblica amministrazione, salvaguardando la qualità ambientale interna raggiunta in tali spazi.
Analogamente, le certificazioni di sostenibilità CasaClima propongono una serie di criteri e requisiti da soddisfare in funzione della tipologia di edificio, minimizzando gli impatti sull’ambiente e sul benessere delle persone, senza penalizzare l’efficienza energetica del sistema edifico-impianto.
L’utilizzo di materiali a basse emissioni rappresenta non solo il presupposto fondamentale per la salubrità dell’aria, ma anche un mezzo per contenere i costi energetici dell’edificio. In questo modo, infatti, il sistema di ventilazione può essere dimensionato sulla base di una portata di progetto inferiore, funzione dell’occupazione e del comfort termico, e può essere assicurata un’elevata IAQ anche nel caso in cui esso non sia funzionante.
In conclusione, vivere bene e costruire bene sono due concetti tra loro interconnessi: per godere di tutti i benefici del primo, è necessario curare attentamente il secondo, intervenendo soprattutto a livello di ventilazione e di eliminazione delle fonti interne di inquinamento.
FAQ sulla qualità dell’aria indoor: VOC, materiali e criteri CasaClima
- Quali sono i composti organici volatili più pericolosi per l’uomo?
La formaldeide, il benzene e il toluene.
- Quali sono le due principali strategie da attuare a garanzia della salubrità dell’aria interna?
Il controllo delle emissioni di inquinanti da parte dei materiali e la rimozione o diluizione degli stessi tramite i sistemi di ventilazione.
- Da quali parametri è influenzato il tasso di emissione ER?
Il tasso di emissione ER dipende fortemente dalle condizioni termo-igrometriche interne e dalle caratteristiche di posa.
- Quali vernici si consiglia di utilizzare?
Le vernici a base acquosa sono da preferire rispetto alle vernici a base di solvente, anche per il trattamento dei parquet. Le prime, infatti, contengono meno VOC, sono inodore e asciugano molto rapidamente.
- Quali etichette certificano le pavimentazioni in tessuto a basse emissioni di inquinanti?
Green Label e Green Label Plus.
- Nell’ambito della certificazione CasaClima Nature, quali documenti devono essere forniti per la verifica delle finiture interne a basse emissioni di inquinanti?
Ai fini della verifica, devono essere fornite le schede tecniche, le schede di sicurezza e i rapporti/certificati con indicazione dei valori di emissione dei prodotti testati tramite misura in laboratorio.
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