Rappresentazione: il cuore furioso di ogni cosa
La rappresentazione non è mai stata così centrale e, al tempo stesso, così esposta al rischio di tradire ciò che interpreta. Rappresentare, oggi, significa allora riconoscerne il valore critico: porre domande alla realtà, renderne leggibili le trasformazioni e misurarsi consapevolmente con le possibilità dell’innovazione.
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Cosa significa, oggi, rappresentare? A partire da Gombrich e dalle riflessioni emerse al 47° Congresso UID “Il Disegno Furioso”, la rappresentazione si rivela un atto di sostituzione: rende presente ciò che è assente, dal rilievo al progetto, dalla documentazione alla creazione. Nell’attuale flusso di immagini, simulazioni e processi digitali, questo ruolo diventa ancora più centrale ma anche più esposto a traduzioni e tradimenti. Il Disegno conserva allora una funzione critica: pone domande alla realtà, ne interpreta le trasformazioni e apre nuovi spazi di ricerca, alimentati dall’interdisciplinarità e dalle nuove generazioni.
Rappresentazione, realtà e simulazione: da Gombrich e Baudrillard al “Disegno Furioso”
Rappresentare. Ernst H. Gombrich, usando il suo Pocket Oxford Dictionary oltre sessant’anni fa, estraeva questa definizione: «evocare per mezzo di una descrizione o di un ritratto o della fantasia, raffigurare, porre la copia somigliante di qualche cosa di fronte alla nostra mente o ai nostri sensi, servire come o essere intese, somiglianza… stare al posto di, essere un esempio o campione di, prendere il posto di, essere un sostituto per».
In fondo, si potrebbe sintetizzare: rappresentare? È fare una cosa al posto di un’altra! L’azione sostitutiva insita nella creazione è potentissima, è furiosa, si potrebbe affermare dopo il 47° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione “Il Disegno Furioso” di Ferrara, concluso sabato 12 settembre dopo tre giorni di denso e qualificato confronto/dibattito.
Gombrich ne scriveva cercando di andare alle “radici della forma artistica”, giocando con la metafora del cavallo a manico di scopa. L’idolo sostituisce il dio? Si desiderano (veramente) così tanti simulacri?
Jean Baudrillard descrive la rappresentazione intrisa di simulazione, iperrealtà e apparenza. Come se per vedere la realtà da una direzione (un punto di osservazione fisico e mentale) si debba generare doppi, traslazioni di senso lacaniane. Quanto l’attuale (il presente) appare incessantemente dislocato (su terminali digitali, attraverso portali, in eco chamber e in echo platform), proporzionatamente la rappresentazione diviene utile e necessaria. E non si creda che l’ossessione di una fedeltà storica a qualcosa (regole, norme, ideali) possa funzionare come un approccio critico finalizzato alla “resa perfetta”. Pratiche manipolatorie e aleatorie (si potrebbero definire meglio plausibili) sono come uccelli predatori nascosti (neppure tanto) fra i rami dei processi digitali in attesa che le prede (modelli, prodotti, utenti) si stanchino. Bisogna lubrificare i contorni?
La rappresentazione, con le proprie immagini (tecniche e non solo) inonda la coscienza, soprattutto quando è sovrapposta, dinamica, accelerata, appare come un flusso, una cascata.

Rappresentare l’assenza: tra impronta, somiglianza e progetto
Comunque, la rappresentazione è sempre connessa all’assenza. Se si fa una cosa al posto di un’altra è perché questa altra cosa non c’è, non c’è più o non c’è ancora. Si pensi al rilievo, al progetto architettonico e al progetto di restauro. Philippe-Alain Michaud scrive che ogni somiglianza deriva dall’impronta, attraverso qualcosa di ancestrale e totemico probabilmente (Claude Lévi-Strauss e Aby Warburg hanno scritto parole memorabili al proposito). Ogni somiglianza deriva da qualcosa che cerca di preservare la vita, ereditando “il ruolo magico della rappresentazione.”
È un potere che durante il Congresso UID “Disegno Furioso” di Ferrara è apparso risorgere più volte, fino all’ultimo giorno in cui Gek Tessaro ha presentato una lectio sulla follia donchisciottesca attraverso il disegno dal vivo del suo teatro disegnato!

Dalla rappresentazione alla “presentazione”: quando l’immagine diventa spettacolo
Ma la “presentazione” possiede un potere seduttivo molto più articolato della “rappresentazione” (Byung-Chul Han). La dimensione comunicativa della rappresentazione, che si vorrebbe ancora narrativa (ma spesso produce solo storytelling), è divenuta un luogo metamorfico, contingente, sostituibile e modificabile a piacimento.
La “presentazione” si alimenta del principio di novità, quando contrariamente la “rappresentazione” richiede identità e coerenza descrittiva finalizzata. Lo spettacolo (Guy Deboard) è un Capitale che diventa immagine e l’immagine si articola in un processo da presentare. Roland Barthes scrive che le società attuali “consumano immagini e non più, come quelle del passato, credenze.” David Levi Strauss sintetizza molto bene, in un suo recente saggio, come la trasformazione di mappe in schemi, di modalità rappresentative in costanti e incessanti processi di alterazione, stia trasformando una tradizione che possiede radici millenarie.
La rappresentazione oggi: centrale, necessaria e al tempo stesso “tradente”
Quindi? Quindi c’è tanto spazio. La rappresentazione è ovunque e chiede di essere riconosciuta nella sua essenza, non di essere distrattamente e inconsapevolmente contaminata.
La rappresentazione non ha mai vissuto un momento così centrale, ma al contempo tanto tradente.
La rappresentazione (in tutto il suo fluire dalla ricerca, alla documentazione, al rilievo fino al progetto e ai confini più estesi della creatività) pone domande, esplicita i rischi di traduzioni/tradimenti possibili nelle diverse (e a volte ammiccanti) ramificazioni dell’innovazione.
Il Disegno furioso ha dimostrato la presenza di una energia inclusiva, soprattutto nelle nuove generazioni, che fluisce nelle ricerche, nei casi studio, nella interdisciplinarità sempre più frequente. Una curiosità e una scoperta che il Disegno non cessa mai di proporre.
CONSULTA GLI ATTI DEL CONVEGNO, DISPONIBILI IN OPEN ACCESS

Comitato Scientifico / Scientific Committee
Marcello Balzani Università degli Studi di Ferrara, Carlo Bianchini Sapienza Università di Roma, Marco Giorgio Bevilacqua Università degli Studi di Pisa, Stefano Brusaporci Università degli Studi dell’Aquila, Stefano Chiarenza Università Telematica San Raffaele Roma, Emanuela Chiavoni Sapienza Università di Roma, Enrico Cicalò Università degli Studi di Sassari, Luigi Cocchiarella Politecnico di Milano, Mario Docci Sapienza Università di Roma, Laura Farroni Università degli Studi di Roma Tre, Francesca Fatta Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Andrea Giordano Università degli Studi di Padova, Vincenza Garofalo Università degli Studi di Palermo, Alessandro Luigini Libera Università di Bolzano, Valeria Menchetelli Università degli Studi di Perugia, Anna Osello Politecnico di Torino, Caterina Palestini Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Sandro Parrinello Università degli Studi di Firenze, Cettina Santagati Università degli Studi di Catania, Graziano Mario Valenti Sapienza Università di Roma, Ornella Zerlenga Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Coordinamento Scientifico / Scientific Coordination
Marcello Balzani, Manuela Incerti, Federica Maietti, Luca Rossato, Fabiana Raco
Comitato organizzativo / Organisation committee
Martina Suppa, Gabriele Giau, Fabio Planu, Dario Rizzi, Greta Montanari, Chiara Marcantonio, Giulia Ursino, Giulia Albini, Lorenzo Del Chierico, Lucia Antognozzi, Alessandra Perez Amitrano, Francesco Viroli, Guido Galvani

INGENIO è stata mediapartner di "Il Disegno Furioso" nell’ambito di un accordo editoriale con l’Unione Italiana per il Disegno (UID). Grazie a questa collaborazione, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sul portale di Ingenio saranno pubblicati numerosi contributi scientifici selezionati dal 47° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione e Congresso dell’Unione Italiana per il Disegno, dando spazio alle ricerche e ai temi affrontati nell’edizione 2026 tenutasi a Ferrara.

Architettura
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Disegno e Rappresentazione
Il disegno è il linguaggio dell’architettura e uno strumento essenziale per progettare, verificare e comunicare lo spazio costruito. In questa sezione INGENIO raccoglie approfondimenti su disegno tecnico, geometria descrittiva, CAD, BIM, modellazione 3D, rendering, rilievo digitale e nuove tecnologie di rappresentazione architettonica.
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