Recepimento Direttiva Case Green: facciamo il punto. Italia, Germania, Austria e Spagna a confronto
Al 29 maggio 2026, scadenza di recepimento dell'EPBD IV, l'Italia è il paese più inadempiente tra i quattro analizzati: nessun decreto legislativo, nessun PNRE presentato, due procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea. Germania, Austria e Spagna mostrano approcci e avanzamenti significativamente diversi.
La Direttiva (UE) 2024/1275 – EPBD IV – impone agli Stati membri la decarbonizzazione completa del parco edilizio europeo entro il 2050 e il recepimento in diritto nazionale entro il 29 maggio 2026. L'articolo analizza lo stato di avanzamento del recepimento in quattro paesi – Italia, Germania, Austria e Spagna – evidenziando approcci, strumenti normativi e criticità significativamente differenti.
L'Italia risulta il caso più critico, con due procedure di infrazione aperte, nessun Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici presentato e il recepimento formale assente dall'agenda legislativa; la Germania ha approvato in Consiglio dei ministri il Gebäudemodernisierungsgesetz ma non rispetterà la scadenza e introduce misure contestate sul fronte delle energie rinnovabili; l'Austria procede attraverso il sistema OIB in un quadro multilivello federale; la Spagna si distingue positivamente per aver presentato la bozza del PNRE e avviato la revisione del Código Técnico de la Edificación.
Il confronto mette in luce come il vero banco di prova non sia la trasposizione formale, ma la capacità di ciascun paese di costruire strategie di ristrutturazione credibili e finanziabili per i decenni a venire.
Il quadro europeo: obblighi, scadenze e novità strutturali dell'EPBD IV
La direttiva(UE) 2024/1275 – nota come EPBD IV o "Direttiva Case Green" – è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e deve essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 29 maggio 2026. Il suo obiettivo centrale è la decarbonizzazione completa del parco edilizio europeo entro il 2050, attraverso quattro aree di intervento principali: ristrutturazione, decarbonizzazione, modernizzazione e digitalizzazione, finanziamento e assistenza tecnica. Il contesto di partenza è critico: l'85% degli edifici europei è stato costruito prima del 2000 e il 75% presenta prestazioni energetiche scadenti. Il tasso annuale di ristrutturazione profonda rimane intorno all'1%, del tutto insufficiente rispetto agli obiettivi al 2050.
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Le scadenze operative 2025–2050: dalla bozza PNRE al parco edilizio a emissioni zero
Le principali scadenze operative sono riportate in Tabella 1. Per molti stati le prime scadenze non sono state rispettate.
Tabella 1 – Scadenze e obblighi della Direttiva EPBD IV
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Scadenza |
Obbligo |
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1° gennaio 2025 |
Divieto di incentivi per nuove caldaie a soli combustibili fossili (Art. 17) |
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31 dicembre 2025 |
Presentazione alla CE della bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP/PNRE) |
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29 maggio 2026 |
Recepimento completo della direttiva a livello nazionale |
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31 dicembre 2026 |
Obblighi solar-ready: nuovi edifici pubblici e non residenziali >250 m²; versione finale NBRP alla CE |
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1° gennaio 2027 |
Obblighi fotovoltaico su edifici pubblici esistenti >2.000 m² e non residenziali >500 m² in caso di ristrutturazione |
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1° gennaio 2028 |
ZEB obbligatorio per nuovi edifici pubblici; LCA (GWP) obbligatoria per nuovi edifici >1.000 m² |
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1° gennaio 2030 |
ZEB obbligatorio per tutti i nuovi edifici; calcolo GWP per tutti; riduzione 16% consumo residenziale vs 2020 |
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2033 |
26% degli edifici non residenziali peggiori ristrutturati; riduzione 20-22% residenziale |
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2050 |
Parco edilizio europeo a emissioni zero |
Renovation Passport, MEPS, GWP e Smart Readiness Indicator: i nuovi strumenti tecnici
L'EPBD IV introduce sette novità strutturali di rilievo. Sul fronte della certificazione energetica, viene adottata una scala armonizzata A–G valida in tutti i 27 Stati membri, dove la classe A identifica gli edifici a emissioni zero (ZEB) e la classe G il 15% degli edifici con le prestazioni peggiori del parco nazionale.
A supporto della ristrutturazione progressiva viene introdotto il Passaporto di ristrutturazione (Renovation Passport), strumento volontario che consente ai proprietari di pianificare gli interventi per gradi fino al raggiungimento dello standard ZEB entro il 2050.
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Direttiva Case Green (EPBD IV): che cosa è il passaporto di ristrutturazione

Sul versante ambientale, l'indicatore GWP (Global Warming Potential) diventa obbligatorio nel ciclo di vita degli edifici, con riferimento alla norma EN 15978 e al framework Level(s).
PER APPROFONDIRE
APE e nuovi edifici: con il Regolamento (UE) 2026/52 il GWP nel ciclo di vita diventa obbligatorio
Per il patrimonio esistente non residenziale vengono introdotti i MEPS (Minimum Energy Performance Standards), standard minimi di prestazione energetica che impongono soglie progressive di efficienza. La direttiva prevede inoltre obblighi di solarizzazione progressiva degli edifici tra il 2026 e il 2030, abbinati a requisiti di infrastruttura per la mobilità elettrica. Per accompagnare i proprietari nel percorso di riqualificazione, gli Stati membri sono tenuti ad attivare one-stop shops, sportelli integrati di consulenza tecnica e finanziaria. Infine, per gli edifici non residenziali viene introdotto lo Smart Readiness Indicator (SRI), uno strumento di valutazione della capacità degli edifici di interagire con le reti energetiche e di adattarsi alle esigenze degli occupanti. Fonte: Commissione europea, DG Energy – energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-performance-buildings/energy-performance-buildings-directive_en

Dodici Stati membri su ventisette hanno presentato la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP): Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovenia, Spagna e Austria.
La mappa in Figura evidenzia una distribuzione geografica eterogenea, con una prevalenza di paesi del Nord e dell'Est Europa, mentre le grandi economie dell'Europa occidentale — Italia, Germania, Francia e Polonia — risultano assenti. Il dato complessivo è significativo: quasi il 56% degli Stati membri non ha rispettato la prima scadenza concreta della direttiva, segnalando un ritardo sistemico nel processo di recepimento che la Commissione europea sta già monitorando attraverso le procedure di infrazione avviate.

Tabella 1 – Confronto tra Italia, Germania, Austria e Spagna per il recepimento dell’EPBD
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Indicatore |
Italia |
Germania |
Austria |
Spagna |
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PNRE – bozza entro dic. 2025 |
❌ Non presentato |
❌ Non presentato |
⚠️ Presentata la bozza del documento |
✅ Presentato |
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Recepimento formale entro maggio 2026 |
❌ Non avviato |
⚠️ GModG in iter parlamentare |
⚠️ OIB-RL 6 quasi finalizzata |
⚠️ CTE in revisione |
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Procedura infrazione aperta |
✅ Sì (PNRE + caldaie) |
❌ Proroga richiesta |
❌ Non risulta |
❌ Non risulta |
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Strumento normativo principale |
D.Lgs. 192/2005 + Decreto Req. Minimi 2025 |
GModG (sostituisce GEG) |
OIB-RL 6 + leggi Länder |
CTE + RITE (revisione) |
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Nuova scala A–G APE/CEE |
Da introdurre col recepimento |
Prevista nel GModG |
Prevista con OIB-RL 6 |
Prevista con nuovo CTE |
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Passaporto di ristrutturazione |
Da introdurre |
Rinviato (iSFP esistente) |
OIB-Leitfaden in elaborazione |
Previsto nel CTE |
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Sistema incentivi strutturato |
Parziale (post-Superbonus) |
BEG garantita fino al 2029 |
Sanierungsoffensive attiva |
Piano Estatal Vivienda 2026-30 |
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Investimenti stimati al 2030 |
N.D. |
N.D. |
N.D. |
39.350 mln € |
Italia e EPBD IV: due procedure di infrazione e nessun recepimento formale a maggio 2026
Il caso italiano è il più critico tra i quattro paesi esaminati. Ad oggi (maggio 2026) a pochi giorni prima della scadenza di recepimento – l'Italia non ha ancora un decreto di recepimento formale, non ha consegnato il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE) e ha subìto una procedura di infrazione da parte della Commissione europea.
Il PNRE non presentato e la procedura di infrazione della Commissione europea
La prima scadenza concreta dell'EPBD IV era il 31 dicembre 2025: entro quella data ogni Stato membro avrebbe dovuto inviare alla Commissione europea una bozza del proprio Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici. L'Italia non ha rispettato questa scadenza. Solo otto Paesi UE hanno presentato il PNRE entro i termini previsti.
A marzo 2026 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per mancata consegna del piano di ristrutturazione nei tempi previsti. Si tratta del secondo contenzioso aperto nei confronti del nostro paese nel giro di pochi mesi: a fine 2025 era già stata avviata un'altra procedura per non aver rispettato gli obblighi relativi al divieto di incentivazione delle caldaie a combustibile fossile (Art. 17, par. 15 della direttiva, con scadenza 1° gennaio 2025).
Il vuoto legislativo: perché la Legge di Delegazione europea 2025 esclude l'EPBD IV
Nonostante l'approvazione della direttiva risalga ad aprile 2024, il processo di recepimento nazionale non è stato avviato né sul piano legislativo né su quello programmatorio.
La legge di delegazione europea 2025 non include la EPBD IV tra le direttive da recepire: nel corso dell'esame parlamentare alla Camera (AC 2574) erano stati presentati tre emendamenti da M5S e PD per introdurre la delega al recepimento, ma sono stati respinti sia alla Camera che al Senato. Il Piano Nazionale di Ristrutturazione non emerge neppure come asse di lavoro nelle relazioni programmatiche del governo 2025.
Decreto Requisiti Minimi MASE 2025: cosa introduce e cosa non è recepimento EPBD
Sul piano tecnico, si è mossa qualcosa in parallelo al recepimento formale. Il Decreto MASE del 28 ottobre 2025 – Decreto Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno 2026 – aggiorna le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici incidendo sulla classe che risulterà dagli APE redatti dopo quella data. Non introduce però la nuova scala A–G europea né costituisce recepimento dell'EPBD.
Il parco edilizio italiano secondo SIAPE/ENEA: 70% del residenziale in classe E, F o G
La fotografia del parco edilizio italiano restituita dalla banca dati SIAPE di ENEA (che a fine 2023 conteneva circa 5,6 milioni di APE) è la seguente:
- Circa il 70% degli edifici residenziali è classificato in classe E, F o G
- Circa il 52% degli edifici non residenziali è in classe E, F o G
- L'Italia conta circa 12 milioni di edifici residenziali; gli interventi dovranno prioritariamente riguardare i circa 5 milioni con le prestazioni peggiori
- Il tasso annuale di ristrutturazione profonda rimane largamente inferiore all'1%.

Pubblicato il 23 febbraio 2026 il Rapporto Annuale 2025 sulla Certificazione Energetica degli Edifici, elaborato da ENEA e CTI, analizza oltre 1,2 milioni di APE emessi nel 2024 e trasmessi al sistema SIAPE.
I dati confermano un miglioramento progressivo delle prestazioni energetiche del parco edilizio nazionale, in particolare nel residenziale, con una crescita delle classi intermedie e alte. Permangono però margini significativi di miglioramento, soprattutto per gli edifici più vecchi e meno efficienti.
Nell’attuale contesto, la copertura e la qualità della certificazione energetica diventano una priorità strategica: la rappresentatività complessiva degli APE rispetto al patrimonio edilizio nazionale resta ancora limitata, rendendo necessario ampliare i casi di certificazione obbligatoria e introdurre incentivi alla certificazione volontaria.

Tra le principali novità dell'edizione 2025 figurano il completamento dell'integrazione della Campania in SIAPE – che porta di fatto a una copertura nazionale completa dal 2026 – l'introduzione di controlli semantici preventivi sugli APE per migliorarne la qualità prima dell'invio, e l'evoluzione del Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici (PNPE²- disponibile al link), arricchito con nuove funzionalità tra cui il Libretto dell'Edificio Digitale e il Sistema Esperto per la Prestazione Energetica (SEPE).
Il rapporto include inoltre un'analisi specifica sul valore sociale dell'APE come strumento di empowerment e cambiamento culturale, e i risultati di un questionario rivolto a circa 1.500 amministratori di condominio, che evidenziano un giudizio complessivamente positivo ma con margini di miglioramento sulla chiarezza degli indicatori certificativi.
Il report è disponibile al seguente link.
...CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO INTEGRALE.
All'interno l'articolo continua con l'analisi della Germania Austria e Spagna.
FAQ TECNICHE -Recepimento EPBD IV: stato dell'arte in 4 paesi UE a maggio 2026
Qual è la scadenza per il recepimento dell'EPBD IV e quale obiettivo finale persegue?
La Direttiva (UE) 2024/1275 doveva essere recepita da tutti gli Stati membri entro il 29 maggio 2026. L'obiettivo è la decarbonizzazione completa del parco edilizio europeo entro il 2050, intervenendo su ristrutturazione, efficienza energetica, digitalizzazione e finanziamento.
Qual è la situazione dell'Italia rispetto al recepimento?
L'Italia è il caso più critico tra i quattro paesi analizzati: a maggio 2026 non ha ancora un decreto di recepimento formale, non ha presentato il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (PNRE) e ha ricevuto due procedure di infrazione dalla Commissione europea. La Legge di Delegazione Europea 2025 non includeva nemmeno la delega al recepimento dell'EPBD IV.
Cosa prevede il Gebäudemodernisierungsgesetz (GModG) tedesco in merito alle energie rinnovabili?
Il GModG sostituisce il GEG 2024 e abolisce la cosiddetta "Heizungsgesetz" che imponeva il 65% di FER per i nuovi impianti, introducendo al suo posto la "Bio-Treppe": quote crescenti di combustibili climaticamente neutri (10% dal 2029 fino al 60% dal 2040). Secondo uno studio dell'Öko-Institut, questa modifica comporterebbe circa 9,6 milioni di tonnellate di CO₂-eq aggiuntive non ridotte nel settore edilizio.
Come si distingue la Spagna nel panorama del recepimento europeo?
La Spagna è l'unico paese dei quattro ad aver presentato la bozza del PNRE entro la scadenza del 31 dicembre 2025 e ha avviato la revisione del Código Técnico de la Edificación (CTE) in modo strutturato. Gli investimenti stimati per raggiungere gli obiettivi EPBD al 2030 ammontano a circa 39.350 milioni di euro.
Quanti e quali Stati membri hanno presentato la bozza del PNRE entro i termini?
Solo 12 Stati membri su 27 hanno presentato la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici entro dicembre 2025, tra cui Belgio, Spagna, Austria e alcuni paesi del Nord e dell'Est Europa. Le grandi economie dell'Europa occidentale - Italia, Germania, Francia e Polonia - risultano assenti, segnalando un ritardo sistemico già monitorato dalla Commissione europea attraverso procedure di infrazione.
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