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ReLUIS, la scienza che diventa prevenzione: la rete universitaria al fianco dei territori a rischio

RELUIS coordina una rete nazionale di università e centri di ricerca al servizio della prevenzione sismica, della gestione delle emergenze e del supporto tecnico alle istituzioni. Un modello di cooperazione scientifica che unisce conoscenza, territorio e decisioni operative.

La riduzione del rischio sismico in Italia passa sempre più attraverso un’integrazione strutturata tra ricerca scientifica, istituzioni e territorio. In questo quadro si inserisce l’azione di RELUIS, la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e Strutturale, che da oltre vent’anni affianca il Dipartimento della Protezione Civile e numerose amministrazioni pubbliche. Dalla risposta alle emergenze agli studi per la prevenzione, RELUIS rappresenta oggi un’infrastruttura di conoscenza diffusa, capace di trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti per la sicurezza del costruito e delle infrastrutture.


La Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e Strutturale (RELUIS) rappresenta oggi una delle infrastrutture scientifiche più articolate e diffuse sul territorio nazionale nel campo della riduzione del rischio sismico e della sicurezza delle costruzioni. Nata nel 2003, all’indomani dell’Ordinanza 3274 che ha profondamente rinnovato l’approccio normativo alla classificazione sismica del territorio italiano, ReLUIS si è progressivamente consolidata come centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, a partire dal 2004. La sua forza distintiva risiede nella capillarità territoriale: università e centri di ricerca distribuiti lungo tutta la Penisola consentono di coniugare produzione scientifica di alto livello, supporto alle istituzioni e capacità di intervento rapido nei contesti emergenziali.

In occasione del convegno sul Progetto DPC-ReLUIS 2024-2026 (Napoli, 14-15 ottobre 2025) il Presidente del Consorzio Mauro Dolce ne ha presentato le attività.

Nel progetto di Protezione Civile ReLUIS 2024–2026 sono coinvolte circa cinquanta università e centri di ricerca, con oltre cinquanta dipartimenti universitari, centinaia di coordinatori di attività e un migliaio tra docenti e ricercatori. Questa rete non solo produce risultati scientifici condivisi, in grado di raggiungere un ampio consenso all’interno della comunità tecnica, ma garantisce anche una presenza locale qualificata nei territori colpiti da eventi calamitosi o interessati da programmi di prevenzione. È una caratteristica che rende ReLUIS un interlocutore particolarmente efficace per le pubbliche amministrazioni, chiamate a tradurre il sapere scientifico in decisioni operative.

 

Dalla ricerca all’azione: il ruolo di ReLUIS nelle emergenze e nella prevenzione

La capacità di “mettersi in moto” rapidamente è una delle cifre distintive dell’azione di RELUIS. In occasione dei principali eventi sismici degli ultimi decenni – L’Aquila nel 2009, l’Emilia nel 2012, il Centro Italia nel 2016–2017 – la rete ha fornito supporto scientifico e tecnico, contribuendo alla comprensione dei danni, alla valutazione della vulnerabilità del costruito e alla definizione di strategie di intervento. Questo stesso approccio è oggi in atto nell’area dei Campi Flegrei, dove RELUIS è impegnata nell’applicazione di strumenti sviluppati negli anni precedenti per la caratterizzazione del costruito e la valutazione della vulnerabilità, in un contesto reso particolarmente complesso dal bradisismo.

In quest’area, l’impiego delle schede CARTIS a scala di comparto e di edificio ha consentito una lettura sistematica delle caratteristiche edilizie e costruttive, fornendo una base conoscitiva utile alla successiva valutazione della vulnerabilità sismica. Le attività hanno coinvolto più atenei, con un forte coordinamento tra le università campane e del basso Lazio, e si sono affiancate a rilievi speditivi delle cortine edilizie e a studi sull’evoluzione della vulnerabilità nel tempo. Si tratta di un esempio emblematico di come la ricerca, se organizzata in rete e orientata alle esigenze delle istituzioni, possa diventare uno strumento operativo per la gestione del rischio.

Parallelamente, ReLUIS ha costruito negli anni una fitta rete di collaborazioni istituzionali che vanno ben oltre il rapporto con la Protezione Civile. Accordi e attività comuni sono stati sviluppati con Rete Ferroviaria Italiana, con il Ministero della Cultura per la tutela del patrimonio, con diversi dicasteri competenti in materia di infrastrutture, ambiente e sviluppo economico, con il Dipartimento della Polizia di Stato e con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, in particolare per la sperimentazione delle Linee Guida sui ponti. Questa pluralità di interlocutori testimonia come le competenze maturate in ambito sismico e strutturale abbiano oggi una rilevanza trasversale, che investe infrastrutture strategiche, beni culturali e sistemi complessi.

 

Il progetto ReLUIS 2024–2026: nuovi temi, nuove sfide

Il programma ReLUIS 2024–2026 si articola in una serie di linee di ricerca che coprono l’intero spettro delle problematiche legate alla valutazione del rischio, alla vulnerabilità del costruito e al supporto alle attività di emergenza. Accanto ai filoni consolidati, dedicati in particolare al rischio sismico e alla sicurezza delle costruzioni esistenti, emergono nuove direttrici che riflettono l’evoluzione delle sfide contemporanee. Da un lato, l’attenzione si amplia ai pericoli naturali diversi dal sisma e agli effetti a cascata di eventi industriali, riconoscendo la crescente interdipendenza tra sistemi naturali e infrastrutturali. Dall’altro, viene posto con maggiore forza il tema del ciclo di vita e della sostenibilità delle costruzioni e delle infrastrutture, in un’ottica che integra sicurezza strutturale, durabilità, impatti ambientali e resilienza nel tempo.

Questa visione integrata si riflette anche nella produzione di strumenti operativi destinati a una platea ampia di professionisti e amministratori. Oltre alle pubblicazioni scientifiche dei singoli gruppi di ricerca, ReLUIS promuove la realizzazione di volumi di sintesi sotto forma di linee guida, manuali e raccolte di contributi tecnici, resi disponibili gratuitamente. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati lavori dedicati all’uso dei software di calcolo per la verifica sismica degli edifici in muratura, ai contributi della comunità RELUIS per l’aggiornamento della normativa tecnica italiana e alle linee guida per l’utilizzo dei dati interferometrici satellitari nell’interpretazione del comportamento strutturale delle costruzioni. Quest’ultimo tema, in particolare, apre prospettive interessanti per l’integrazione tra monitoraggio remoto, analisi strutturale e politiche di prevenzione.

Conoscenza condivisa e dialogo con le istituzioni

Uno degli aspetti più rilevanti dell’esperienza ReLUIS è la costante attenzione al dialogo con i portatori di interesse istituzionali. La presenza di referenti del Dipartimento della Protezione Civile e di altre amministrazioni all’interno dei processi di indirizzo scientifico consente di orientare la ricerca verso obiettivi concreti e immediatamente utili. In questo senso, la rete svolge un ruolo di “ponte” tra comunità scientifica e decisori pubblici, riducendo il rischio che i risultati della ricerca restino confinati in ambiti accademici.

La dimensione di rete favorisce anche una rapida mobilitazione delle competenze in occasione di iniziative di divulgazione e formazione rivolte ai cittadini, come avvenuto durante la Settimana Nazionale della Protezione Civile, quando decine di università hanno organizzato eventi, visite ai laboratori, incontri pubblici e momenti di confronto. È un segnale importante: la prevenzione del rischio non passa solo attraverso norme e modelli di calcolo, ma anche attraverso la costruzione di una consapevolezza diffusa, alimentata dal contatto diretto tra ricerca, istituzioni e società civile.

In un Paese ad alta pericolosità sismica come l’Italia, ReLUIS rappresenta dunque non solo una rete di eccellenza scientifica, ma un’infrastruttura di conoscenza al servizio della sicurezza collettiva. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a integrare ricerca avanzata, strumenti operativi e capacità di risposta rapida, in un contesto in cui i rischi si fanno sempre più complessi e interconnessi.

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CONVEGNO DPC-ReLUIS 2024-2026 - Introduzione - Dolce

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