Rendite catastali Superbonus: in arrivo altre 12 mila lettere di compliance
Questa seconda tornata di lettere di compliance riguarda gli edifici con rendite basse sui quali sia stato effettuato un ammontare di lavori sproporzionato rispetto al valore catastale. I contribuenti possono fornire informazioni al Fisco e, nel caso ci siano incongruenze, regolarizzare la propria posizione beneficiando di una sanzione ridotta.
Dopo le circa 3.000 lettere spedite lo scorso aprile, l'Agenzia delle Entrate sta per inviare altre 12 mila missive indirizzate ai contribuenti che potrebbero non aver comunicato le variazioni catastali previste dalla legge in materia di rendite castastali da Superbonus.
Il tutto fa parte della campagna del Fisco atta ad accertare eventuali incongruenze post lavori Superbonus. In pratica lo scopo - figlio dell'art.1 comma 86 della legge 213/2023 - è quello di individuare tutti i soggetti che dopo aver beneficiato del Superbonus edilizio, non hanno adeguato la rendita catastale al valore dell'immobile.
Per individuare i 'beneficiari' delle lettere, l'AdE procede con un incrocio dei dati. In pratica, si mettono a confronto le comunicazioni delle opzioni di cessione del credito relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficientamento energetico, antisismici impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica e "le risultanze della banca dati catastale, per gli immobili per i quali non risulta essere stata presentata, ove prevista", appunto, la dichiarazione di variazione catastale.
Lo scorso 7 febbraio, infatti, la stessa Agenzia aveva avvisato sul contenuto delle lettere di compliance, con apposito provvedimento.
A cosa si riferiscono le nuove lettere di compliance
Come anticipato dal "Il Sole 24 Ore", non si chiedono 'lumi' sugli immobili a rendita nulla, come fatto con le lettere di aprile, ma su quelli con rendite basse sui quali sia stato effettuato un ammontare di lavori sproporzionato rispetto al valore catastale.
Le lettere, in ogni caso, riguarderanno solamente i casi 'limite', cioè quelli con una clamorosa sproporzione tra valore catastale dell'immobile e crediti fiscali oggetto di cessione.
Rendite catastali: cosa deve fare chi riceve la lettera dell'Agenzia delle Entrate
Ribadiamo ancora una volta che non si tratta di accertamento nè di accuse, ma di uno 'spinto' invito a correggere la rendita catastale nel caso non si sia provveduto.
Quindi, chi riceverà le lettere del Fisco potrà, in primis, verificare la correttezza dei dati, spiegare la situazione, fornire ulteriori informazioni e, nel caso in cui la rendita catastale non sia stata aggiornata, regolarizzare la propria posizione beneficiando di una sanzione ridotta.
Tra i dati a disposizione dei contribuenti, il codice fiscale, l'identificativo catastale dell'immobile indicato e, appunto, l'invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione tramite l'apposito servizio "Consegna documenti e istanze", disponibile sul sito dell'AdE, nel caso in cui il contribuente rilevi un errore o intenda fornire dati ed elementi sconosciuti all'Agenzia.
Variazione catastale: per cosa è obbligatoria?
Ricordiamo che per piccoli interventi, come ad esempio l'installazione di una caldaia o il rifacimento della copertura, non è previsto l'obbligo di aggiornare la rendita catastale. E' invece obbligatorio in caso di lavori più rilevanti, che incidono sulle caratteristiche e sul valore dell'immobile.
Tutti i dettagli su quando è necessario aggiornare la rendita, in quali casi va presentata la dichiarazione di variazione e come trasmettere correttamente la comunicazione sono illustrati nell'approfondimento a cura di Nicola Furcolo (vedi link nel box sottostante).
Superbonus e variazione catastale: in arrivo comunicazioni di compliance?
La legge 213/2023 ha previsto che l’Agenzia delle Entrate effettui specifici controlli sugli immobili agevolati da Superbonus, al fine di verificare se sono state effettuate le variazioni catastali. Tuttavia, non sempre occorre procedere all’aggiornamento catastale. Ecco i dettagli
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