Requisiti Minimi degli edifici: i chiarimenti MASE su prestazione energetica, impianti e passaggio all’EPBD IV
Il MASE ha recentemente pubblicato un nuovo documento di chiarimenti sull'applicazione dei requisiti minimi, con un formato e un nome diversi rispetto alle tradizionali FAQ: le "Indicazioni agli operatori". Ne abbiamo parlato con Roberto Nidasio, che ha seguito in prima persona i lavori del gruppo di lavoro del CTI, Comitato Termotecnico Italiano in qualità di coordinatore del GC 90 - Gruppo Consultivo "Legge 90".
In data 18.6.2026 sono state pubblicate le “Indicazioni agli operatori in merito all’applicazione della disciplina sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica 28 ottobre 2025, di aggiornamento del decreto interministeriale 26 giugno 2015” a firma di Andrea Maria Felici, Direttore della Direzione generale domanda ed efficienza energetica (DEE) del MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (nel presente articolo il documento verrà indicato come “Indicazioni agli operatori” * IN ALLEGATO IN PDF).
Requisiti minimi: intervista a Roberto Nidasio (CTI) sulle ‘Indicazioni agli operatori’ pubblicate a giugno 2026
Dalle FAQ alle "Indicazioni agli operatori"
Clara Peretti
Il nuovo documento ha un nome e un formato diversi rispetto alle precedenti FAQ. C'è una motivazione specifica?
Roberto Nidasio
Il cambio di formato è stato richiesto dal MASE. L'idea iniziale era di revisionare semplicemente le tre serie di FAQ già pubblicate sui requisiti minimi — eliminando le righe superate o aggiornandole, ma mantenendo il formato domanda/risposta. Nei primi incontri, però, il MASE ha indicato una preferenza diversa: pubblicare il documento come "indicazioni". Il documento finale è firmato dal Direttore della Direzione generale domanda ed efficienza energetica (DEE) del MASE — la direzione che segue questi temi.

Clara Peretti
Che valore giuridico ha un documento di questo tipo? Un tecnico che lo applica può considerarlo vincolante?
Roberto Nidasio
Pur non essendo una legge, questo documento è un riferimento operativo che un tecnico non può ignorare senza rischio. L’obiettivo è dare una lettura coordinata di alcuni passaggi che potevano essere fonte di dubbio.
Le principali novità del documento
Clara Peretti
Quali sono stati, dal tuo punto di vista, i temi più discussi nella stesura?
Roberto Nidasio
Il lavoro nasce innanzitutto per fare ordine sulle tre serie di FAQ esistenti, che con l'entrata in vigore dei nuovi requisiti minimi andavano comunque riviste. Una parte era già stata recepita direttamente nel testo del nuovo decreto. Le FAQ sul decreto linee guida e sul decreto relazioni tecniche restano invece valide, perché quei due decreti non sono stati modificati. Le FAQ sul decreto FER (prima il D.Lgs. 28, poi il D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 199, ora il D.Lgs. 5/2026) andavano invece revisionate, anche solo per aggiornare riferimenti non più attuali. In molti casi il chiarimento è rimasto sostanzialmente identico al precedente, con al più una sistemazione editoriale; in altri sono emersi elementi di novità, anche a seguito del confronto con gli operatori.
Le principali novità in sintesi
- Definizione di “Ristrutturazione dell'impianto termico”
- trattamento di condizionamento chimico dell’acqua calda sanitaria.
- Trasmittanza termica di finestre da tetto, lucernari e cupole
- Ampliamenti, recuperi e cambi di destinazione d'uso — riordino delle definizioni e degli obblighi, in precedenza fonte di confusione nella tabella riepilogativa del decreto.
- Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
Clara Peretti
Com’è strutturato il documento?
Roberto Nidasio
Il documento è organizzato in 4 sezioni, rispecchiando i quattro provvedimenti sui quali interviene:
- Applicazione del D.Lgs. 192/2005 (disciplina generale) — 1 punto
- Applicazione della disciplina sui requisiti minimi (DM 28.10.2025/Allegato 1) — 14 punti
- Applicazione delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica (APE) — 23 punti
- Indicazioni per la relazione tecnica di progetto — 2 punti
Delle 40 indicazioni complessive, circa i due terzi riproducono — spesso quasi letteralmente — risposte già fornite nelle FAQ 2015/2016/2018, confermandone la validità sotto il nuovo impianto normativo. Il resto consolida orientamenti già maturati nella prassi (CTI, ANCE, ecc.) ma non ancora messi a sistema in un documento ufficiale, oppure introduce contenuti realmente nuovi legati alle novità del DM 28.10.2025.
Clara Peretti
Uno dei punti più rilevanti riguarda la definizione di "ristrutturazione dell'impianto termico". Perché è diventato un tema centrale?
Roberto Nidasio
Il concetto non è nuovo, ma è stato rivisto e reso più rilevante perché richiamato anche dal decreto FER, che con l'Allegato 3 ha esteso il proprio ambito di applicazione agli interventi di ristrutturazione dell'impianto termico. La scelta — condivisa con il MASE — è stata di restare fedeli alla definizione della norma primaria, cioè il D.Lgs. 192. Da qui è emerso con maggiore chiarezza il concetto di intervento su tutti i sottosistemi presenti, così come previsto dalla definizione del 192.
Clara Peretti
Collegato a questo, avete affrontato anche il concetto di "modifica sostanziale"?
Roberto Nidasio
Sì. Anche questo termine non era mai stato definito in modo puntuale. Senza arrivare a una quantificazione eccessivamente rigida, il documento fornisce ora delle indicazioni su cosa si debba intendere per modifica sostanziale.
Clara Peretti
Il ruolo del CTI in questo processo va oltre la semplice raccolta e revisione delle FAQ: è anche l'organo tecnico di supporto al Ministero.
Roberto Nidasio
Il ruolo istituzionale del CTI è, in primis, sulla normazione: prepara la normativa tecnica di settore, molto legata al tema dell'efficienza energetica degli edifici (metodi di calcolo e non solo). Da qui è nato lo stretto rapporto con il MASE su questi decreti, più marcato rispetto ad altri ambiti — anche perché, guardando all'attuazione della EPBD IV, normativa tecnica e legislazione devono necessariamente dialogare: non si possono fissare limiti e requisiti senza tenere conto di come sono effettivamente strutturati i calcoli.
Clara Peretti
Con l'avanzare del recepimento della EPBD IV, è previsto un aggiornamento delle UNI TS 11300?
Roberto Nidasio
Il piano di lavoro CTI guarda con attenzione al fronte legislativo, perché tutto troverà applicazione con la EPBD IV. Non ci sono stati aggiornamenti recenti delle UNI TS perché finora non li ritenevamo prioritari: il quadro è rimasto stabile, con i limiti che già conosciamo.
Il cambiamento importante arriverà con la EPBD IV: le UNI TS 1300, con ogni probabilità, non manterranno la forma attuale, perché ci si appoggerà molto di più alla normativa tecnica europea. L'idea è di usare le norme europee ove possibile, con le UNI TS che assumeranno un ruolo di linea guida per l'applicazione delle norme europee stesse e da "integratori" laddove il quadro europeo presenti lacune — un impianto simile a un allegato nazionale, seguito da un documento finale di raccordo.
Clara Peretti
Quanto lavoro resta da fare, in concreto, per essere pronti all'applicazione della EPBD IV?
Roberto Nidasio
Buona parte è già pronta: la direttiva richiama pacchetti di norme già pubblicati — penso alla serie UNI EN 16798, ma non solo — comprese quelle sul metodo orario. Non ci aspettiamo una rivoluzione nei contenuti tecnici, quanto una metodologia più allineata alle normative europee, in linea con un trend più generale. Mancano ancora alcune appendici nazionali e una serie di moduli nazionali di dettaglio.
Un'eccezione riguarda l'emissione: qui il concetto di rendimento resta diverso da quello europeo, e su questo aspetto specifico verrà probabilmente sviluppato un documento a livello nazionale. Per il professionista, in ogni caso, i dati di calcolo da inserire non cambieranno nella sostanza: cambierà lo strumento software, non la fisica tecnica sottostante — un percorso già sperimentato in parte con la UNI TS 11300, che già si appoggiava a norme europee per il calcolo dell'involucro (meno per gli impianti).
Intervista raccolta e curata da Clara Peretti. Si ringrazia l’Ing. Roberto Nidasio (CTI) per la disponibilità.
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