Resistenza al fuoco delle coperture: classificazione Broof e conformità RTV con isolanti in lana minerale
La resistenza al fuoco delle coperture è regolata da normative e linee guida specifiche che richiedono classificazioni Broof sempre più elevate, soprattutto in presenza di impianti fotovoltaici. Le nuove linee guida dei Vigili del Fuoco per coperture con impianti FV (2025) privilegiano sistemi Broof (t3), rendendo centrale la corretta progettazione della stratigrafia e l’uso di isolanti idonei.
La resistenza al fuoco delle coperture è un requisito fondamentale nella progettazione edilizia, disciplinato da norme europee e aggiornato dalle linee guida dei Vigili del Fuoco. Le classificazioni BROOF identificano le prestazioni dei sistemi in caso di incendio esterno, con requisiti più stringenti per coperture con impianti fotovoltaici. La specifica tecnica CEN/TS 16459 introduce criteri per l’estensione dei risultati di prova, rendendo centrale la stratigrafia e la scelta dei materiali isolanti. Sistemi basati su lana minerale consentono di rispettare i requisiti RTV e migliorare sicurezza e prestazioni termo-acustiche.
Classificazione BROOF delle coperture: cosa prevede la normativa
La resistenza agli incendi esterni delle coperture è un tema sul quale si concentra una crescente attenzione in edilizia. Le prestazioni al fuoco delle coperture sono regolate da norme nazionali, mentre i metodi di prova si basano su standard europei.
Metodi di prova CEN/TS 1187 (t1, t2, t3, t4)
I quattro metodi di prova previsti dalla CEN/TS 1187, già UNI ENV 1187:2007, sono trascritti da metodi di prova vigenti in alcuni Paesi in precedenza.

t1, t2, t3, t4 non indicano una scala di maggiore o minore resistenza al fuoco, ma identificano solamente il metodo di prova impiegato. In molte normative nazionali, tali prestazioni sono richieste su tutti i tetti di edifici rilevanti, non solo su coperture fotovoltaiche.
Classi da BROOF a FROOF: significato tecnico
Le prestazioni vengono classificate con le lettere: dalla “BROOF ”, che indica la massima possibile, alla “FROOF”, che equivale a “nessuna prestazione”.
La classificazione BROOF (t2) è quella che prevede le regole di estensione più ampie nel campo di applicazione del prodotto testato su diversi piani di posa, mentre le altre classificazioni (t1), (t3) e (t4) valgono solo sulla stratigrafia testata nel rilascio del certificato, ad esclusione di estensioni limitate.
Anche le prove BROOF (t2) hanno una ulteriore importante differenziazione.
Una copertura può essere BROOF (t2):
- su superfici incombustibili (provata su un massetto in calcestruzzo);
- su superfici combustibili (provata su EPS o su truciolato in legno).
Nel primo caso, la certificazione varrà solo per prodotti applicati su superfici incombustibili mentre, ne secondo, varrà per l’uso su substrati sia combustibili sia incombustibili.
RTV V.13: requisiti antincendio per coperture negli edifici civili
D.M. 30/03/2022 – RTV Chiusure d’ambito degli edifici civili (Capitolo V.13) Prove in accordo alle norme UNI EN 13501-5 – UNI CEN/TS 1187
La RTV Chiusure d’ambito degli edifici civili (Capitolo V.13) descritta nella precedente sezione 13 regolamenta anche il comportamento al fuoco delle coperture.

Classi SA, SB, SC: obblighi progettuali
Come visibile nella tabella sottostante, che mostra i requisiti minimi per i vari campi di applicazione e confronto con sistemi Saint-Gobain, non sono richiesti requisiti di reazione al fuoco per le coperture di edifici di tipo SA.
Per gli edifici di tipo SB devono essere realizzate le fasce di separazione in corrispondenza delle proiezioni degli elementi costruttivi di compartimentazione orizzontale e verticale sulla copertura.
Le fasce di separazione ed eventuali altre protezioni devono avere classe di comportamento al fuoco esterno BROOF (t2), BROOF (t3), BROOF (t4) oppure essere di classe di resistenza al fuoco EI 30.
Per gli edifici di tipo SC l’intera superficie deve avere le caratteristiche sopra descritte previste per le fasce di separazione.

Coperture con impianti e materiali combustibili: requisiti antincendio RTV
La presenza in copertura (o in adiacenza ad essa) di materiali combustibili o di impianti di produzione o trasformazione di energia (ad esempio impianti fotovoltaici o solari, impianti di produzione di calore, impianti di condizionamento, ecc.) rappresenta un elevato rischio per la sicurezza, in quanto potrebbero essere fonte di innesco dell’incendio.
Per questo motivo la RTV V.13 (2022) prevede che la porzione di copertura interessata abbia almeno una delle due seguenti caratteristiche:
◾ classe di comportamento al fuoco esterno BROOF (t2) BROOF (t3) o BROOF (t4);
◾ classe di resistenza al fuoco EI 30.
Coperture con impianti fotovoltaici: nuovi requisiti VVF 2025
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato la Linea Guida n. 14030 del 1° settembre 2025 per la prevenzione incendi relativa agli impianti fotovoltaici, in cui il requisito BROOF non si riferisce più al singolo materiale, ma all’intero sistema di copertura, comprensivo di supporto, isolante, strati impermeabili e modalità di posa.
In presenza di impianti fotovoltaici viene rafforzato il livello di prestazione richiesto, indicando come soluzione ordinaria coperture classificate BROOF (t3) o (t4), mentre la sola BROOF (t2), spesso utilizzata in passato, non è più considerata generalmente adeguata per i nuovi interventi.
Regole di estensione delle prove: applicazione della CEN/TS 16459
Assume quindi un ruolo centrale l’applicazione delle regole di estensione delle prove secondo la UNI CEN/TS 16459, limitando le possibilità di utilizzo improprio delle certificazioni. Questa specifica tecnica, infatti, fornisce una guida sul processo e lo sviluppo di applicazioni estese utilizzando i risultati di prova ottenuti secondo la CEN/TS 1187 e inclusi nei relativi Rapporti di Prova e altre informazioni pertinenti, al fine di valutare e classificare le prestazioni di tetti o sistemi di copertura dei tetti.
Inoltre, fornisce una metodologia per considerare i possibili effetti sulla classificazione determinata secondo la UNI EN 13501-5 in seguito alla variazione di uno o più parametri del prodotto e della sua destinazione d’uso.
Parametri tecnici “provino tipico”: densità, λ, spessore
Il capitolo “C” della CEN/TS 16459 entra nel merito sull’estensibilità dei risultati ottenuti con il metodo di prova BROOF (t3); in particolar modo, il paragrafo “C.3.3” è dedicato interamente alle regole specifiche di estensione per test di classificazione BROOF (t3) eseguiti su membrane bitume-polimero.
Il paragrafo definisce chiaramente la necessità di utilizzare durante le fasi di test, un “provino tipico” con determinati requisiti in termini di stratigrafia, in modo da poter estendere il più possibile il risultato della prova dal sistema sottoposto a test a sistemi alternativi.
Il provino, delineato nel paragrafo “C.3.3.2”, prevede tra gli altri requisiti uno strato isolante in lana minerale (vetro o roccia), con uno spessore da 40 mm a 60 mm e una massa volumica di almeno 120 kg/m3. Questo pannello isolante può essere ricoperto di bitume o meno.
Applicazione su coperture esistenti
Qualora questo provino tipico superi la prova, è possibile utilizzare le regole di estensione dei risultati ottenuti secondo il “Prospetto C.4, Parametri e regole per membrane bituminose armate” della normativa CEN/TS 16459, che a sua volta contiene indicazioni specifiche applicabili per rifacimenti di vecchie coperture bituminose - “Applicazione su tetti esistenti (ristrutturazione)” - e su altri supporti.
Secondo le regole sopracitate, il risultato ottenuto per il provino tipico è valido per:
- Sistemi in cui la piattaforma di supporto era già impermeabilizzata, purché sia installato materiale isolante complementare e a condizione che questi pannelli siano conformi a quanto segue:
- materiale isolante costituito da pannelli con o senza rivestimento bituminoso applicato in fabbrica, realizzati con lana minerale, perlite, vetro cellulare, approvato per questo uso e avente uno spessore di almeno 30 mm, una conduttività termica λ di almeno 0,035 W/mK*, ed una massa volumica (densità) di almeno 110 kg/m3 (tipo Isover Superbac 112,5 Roofine).
- Sistemi in cui la piattaforma di supporto era già impermeabilizzata, senza l'aggiunta di nuovo materiale isolante, a condizione che questo vecchio sistema fosse già classificato BROOF (t3) (o considerato tale) e che la piattaforma di supporto sia in acciaio profilato trapezoidale con materiale isolante, oppure in calcestruzzo (muratura) o calcestruzzo leggero, con o senza pannelli isolanti.
- Sistemi senza materiale isolante con solai di supporto in calcestruzzo.
(*) Nota: un valore λ di almeno 0,035 W/mK è inteso come valore richiesto minimo, con valori superiori accettabili (ad es. 0,036 W/mK è considerato un valore accettabile).
Riferimenti normativi per la resistenza al fuoco delle coperture
La progettazione e la verifica delle prestazioni al fuoco delle coperture si basano su un quadro normativo integrato tra standard europei e disposizioni nazionali:
UNI EN 13501-5
Definisce il sistema di classificazione della resistenza al fuoco esterno delle coperture (classi da BROOF a FROOF), sulla base dei risultati delle prove sperimentali.
CEN/TS 1187
Specifica i metodi di prova (t1, t2, t3, t4) per la valutazione del comportamento al fuoco esterno delle coperture in diverse condizioni di esposizione.
CEN/TS 16459
Fornisce le regole per l’estensione dei risultati delle prove, definendo i criteri tecnici per applicare una classificazione ottenuta a sistemi di copertura con variazioni di stratigrafia o condizioni d’uso.
D.M. 30 marzo 2022 - RTV V.13
Introduce i requisiti antincendio per le coperture negli edifici civili, stabilendo obblighi in funzione della tipologia di edificio (SA, SB, SC) e delle condizioni di rischio (presenza di impianti o materiali combustibili).
Linea Guida n. 14030/2025 – Vigili del Fuoco
Aggiorna i criteri di prevenzione incendi per impianti fotovoltaici, richiedendo la classificazione del sistema di copertura nel suo complesso e privilegiando prestazioni BROOF (t3) o (t4).
Sistemi Saint-Gobain: conformità normativa e applicazioni
Ruolo della lana minerale
Quanto descritto sopra è riportato nei rapporti di classificazione Saint-Gobain (esempio: Test di classificazione BROOF (t3) di Bituver PRO-20 Mineral TF) e indica in modo inequivocabile come le lane minerali siano l’isolante principale da utilizzare sia per la preparazione dei provini oggetto di test di resistenza al fuoco esterno con il metodo BROOF (t3), sia per ottemperare ai requisiti delineati dalle nuove Linee guida dei VVF in fase di ristrutturazione e rifacimenti di coperture già impermeabilizzate con membrane bitume-polimero.
Stratigrafie certificate BROOF(t3)
In particolare, Isover Superbac 112.5 Roofine rispetta perfettamente i requisiti descritti nella UNI CEN-TS 16459 – Prospetto C 3.3 - Applicazione su coperture esistenti (“ristrutturazione”), ed è quindi considerato isolante idoneo per l’applicazione di stratigrafie classificate BROOF (t3) direttamente su coperture già impermeabilizzate.
I sistemi Saint-Gobain per l’isolamento e l’impermeabilizzazione delle coperture risultano pertanto conformi ai requisiti minimi previsti dalla RTV Chiusure d’ambito degli edifici civili e idonei per la realizzazione delle fasce di separazione in edifici di tipo SC o dell’intera superficie in edifici di tipo SC.
L’utilizzo inoltre di isolanti in lana di vetro abbina alle elevate prestazioni di comportamento al fuoco e isolamento termico anche prestazioni di sostenibilità, isolamento acustico, resistenza meccanica, traspirabilità.
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FAQ tecniche sulla resistenza al fuoco delle coperture
Come viene classificata la resistenza al fuoco esterno delle coperture secondo la normativa vigente?
La classificazione è definita dalla UNI EN 13501-5 e prevede classi da BROOF (massima prestazione) a FROOF (assenza di prestazione), determinate sulla base dei risultati delle prove eseguite secondo la UNI CEN/TS 1187.
Qual è il significato dei metodi di prova t1, t2, t3 e t4?
I metodi t1, t2, t3 e t4, definiti dalla UNI CEN/TS 1187, non rappresentano livelli crescenti di prestazione, ma identificano differenti configurazioni di prova per valutare il comportamento al fuoco esterno delle coperture.
In quali condizioni una copertura classificata BROOF (t2) è applicabile a diversi supporti?
Una classificazione BROOF (t2) ottenuta su supporto combustibile consente l’estensione dell’applicazione sia su substrati combustibili sia incombustibili, mentre se ottenuta su supporto incombustibile è valida solo per applicazioni su superfici analoghe.
Quali requisiti antincendio impone la RTV V.13 per le coperture degli edifici civili?
Le RTV V.13 (D.M. 30/03/2022) prevede, in funzione della tipologia di edificio (SA, SB, SC), l’adozione di fasce di separazione o la protezione dell’intera copertura con sistemi classificati BROOF (t2, t3, t4) oppure con elementi aventi resistenza al fuoco almeno EI 30.
Quali prescrizioni si applicano alle coperture con presenza di impianti energetici o materiali combustibili? Secondo la RTV V.13 (2022), in presenza di impianti (es. fotovoltaico) o materiali combustibili, le porzioni di copertura interessate devono essere progettate con classificazione BROOF (t2, t3 o t4) oppure con resistenza al fuoco EI 30, al fine di ridurre il rischio di innesco e propagazione dell’incendio.
Quali indicazioni introducono le Linee Guida dei Vigili del Fuoco del 2025 per le coperture con impianti fotovoltaici?
Le Linee Guida n. 14030/2025 del Vigili del Fuoco stabiliscono che la classificazione BROOF deve riferirsi all’intero sistema di copertura e indicano come soluzione ordinaria l’impiego di sistemi classificati BROOF (t3) o (t4), superando l’utilizzo generalizzato della classe BROOF (t2).
Come si applicano le regole di estensione delle prove secondo la CEN/TS 16459?
La CEN/TS 16459 definisce le modalità per estendere i risultati delle prove ottenute secondo UNI CEN/TS 1187, introducendo il concetto di “provino tipico” e criteri tecnici (stratigrafia, densità, spessore, conducibilità) per valutare la validità della classificazione al variare delle condizioni di impiego.
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