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Risanamento del sottotetto: come difendersi da nitrati, nerofumo e umidità

Nel restauro dei sottotetti, l’attenzione si concentra su struttura, impermeabilizzazione e isolamento, ma trascurare gli intonaci può compromettere l’intervento. Guano, nerofumo e sali invisibili minacciano la durabilità. Scopri come proteggere le murature con sistemi antisale e idrofobizzanti.

Quando si affronta il restauro di un edificio storico – che sia un maestoso palazzo antico, una venerabile chiesa, un’elegante villa o un rustico dimenticato dal tempo – l’attenzione si concentra, giustamente, sulla copertura.

Gli sforzi maggiori sono solitamente rivolti all’integrità della struttura lignea, cuore portante dell’edificio, e alla ricerca delle soluzioni più avanzate per l’impermeabilizzazione e la coibentazione della nuova copertura. Questi aspetti sono fondamentali per garantire stabilità e efficienza energetica all’intera struttura.

Tuttavia, in questo lodevole e tecnico approccio, si tende troppo spesso a tralasciare un dettaglio critico che può compromettere la bellezza e la longevità degli interventi: la protezione degli intonaci adiacenti al sottotetto.

Trascurare questo aspetto può portare, nel tempo, a spiacevoli e antiestetici sgretolamenti e alla comparsa di macchie giallastre che vanificano parte del lavoro di restauro.

 

Le criticità nascoste nel sottotetto: guano e nerofumo

Due sono le principali cause che possono generare questi fenomeni indesiderati, spesso celate all’interno delle murature e ignorate durante le fasi iniziali del progetto.

 

Come il guano dei piccioni compromette le murature storiche

I sottotetti, in particolare quelli di edifici abbandonati o scarsamente mantenuti, sono spesso rifugio per i piccioni. Nel corso degli anni, si accumulano enormi quantità di guano, un materiale altamente corrosivo e ricco di sostanze organiche.

Quando eventi atmosferici come piogge abbondanti dilavano questi depositi, l’acqua piovana, ormai satura di elementi inquinanti, viene assorbita dalla struttura muraria. Qui, a contatto con il calcio naturalmente presente nelle malte e nelle pietre, innesca una reazione chimica che porta alla formazione di sali nitrati. Questi sali, una volta penetrati in profondità, diventeranno una minaccia costante per i futuri intonaci.

 

Canne fumarie dismesse e nerofumo: un rischio spesso sottovalutato

Molti edifici storici celano al loro interno un reticolo di vecchie canne fumarie, talvolta dimenticate o disattivate da decenni. Queste condotte sono spesso impregnate di nerofumo, un residuo carbonioso altamente solubile.

Anche in questo caso, eventi meteorici eccezionali possono causare la diluizione di questo nerofumo, trasportandolo all’interno della muratura circostante. Sebbene meno aggressivo dei nitrati, il nerofumo può comunque provocare inestetiche colorazioni e favorire il degrado superficiale.

  

Fasi di ristrutturazione del sottotetto: degrado da nerofumo, murature miste e ambienti restaurati
Tre momenti del recupero del sottotetto: ambiente ristrutturato con travi a vista, danni da nerofumo su muratura interna e struttura in pietra e mattoni in fase di consolidamento. Interventi che richiedono soluzioni antisale e trattamenti protettivi per garantire la durabilità degli intonaci. (TECNORED)

  

L’inefficacia delle soluzioni tradizionali e la scienza della protezione antisale

Di fronte a queste problematiche, le tradizionali operazioni di pulizia e ripristino delle superfici murarie, per quanto accurate, risultano assolutamente insufficienti. La natura chimica dei sali e del nerofumo richiede un approccio più mirato e profondo.

  

Barriere antisale per murature: quando e come applicarle

È indispensabile, infatti, prevedere una protezione adeguata e duratura dei nuovi intonaci. Questa barriera protettiva può essere realizzata efficacemente con l’applicazione di boiacche anti-saline specifiche, formulate per affrontare proprio queste insidie.

Prodotti come le boiacche bicomponenti TRH 745 + TRB 305 rappresentano una soluzione d’avanguardia.

 

Quando applicare la barriera antisale nel restauro murario

Vanno applicate direttamente sul sottofondo della struttura muraria – ovvero sulla superficie nuda del muro, dopo la rimozione degli intonaci preesistenti e prima della stesura dei nuovi strati.

Questo procedimento è cruciale per un motivo ben preciso: quando l’impasto bagnato del nuovo intonaco viene steso, la sua umidità andrebbe inevitabilmente a idratare i sali presenti nella muratura. Questa idratazione riattiverebbe i sali, consentendo loro di trasmigrare verso la superficie dei nuovi intonaci durante la fase di asciugatura.

L’azione meccanica demolitiva dei sali, infatti, si sviluppa solamente quando questi entrano in contatto con l’umidità relativa ambientale. Le continue variazioni di umidità provocano variazioni volumetriche e cicli di cristallizzazione e dissoluzione che portano alla disgregazione del materiale superficiale.

 

Fasi di intervento sul paramento murario: dalla rimozione dell’intonaco degradato alla finitura finale
Sequenza delle operazioni di risanamento murario su facciata: 1. Rimozione intonaco ammalorato, 2. Pulizia del supporto, 3. Stesura boiacca antisale, 4. Applicazione rinzaffo, 5. Realizzazione intonaco, 6. Finitura finale. Un ciclo tecnico completo per garantire durabilità ed estetica. (TECNORED)

  

Il sistema anti-salino bicomponente, applicato come barriera, è in grado di impedire fisicamente l’idratazione dei sali da parte dei nuovi intonaci sia durante la fase di applicazione che di asciugatura. Le boiacche creano uno strato isolante che blocca il movimento dei sali. Ciò garantisce una durata eccezionale degli intonaci nel tempo, siano essi tradizionali o macroporosi (spesso usati in contesti di restauro per la loro traspirabilità). La loro efficacia è garantita indipendentemente dal tipo e dalla natura chimica dei sali stessi.

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I danni invisibili dei sali: cicli di idratazione e degrado

È fondamentale comprendere il comportamento dei sali. A differenza dell’acqua, che può evaporare dalle murature, i sali, una volta raggiunta la superficie esterna, cristallizzano.

Una volta cristallizzati, rimangono perennemente condizionati dalle continue variazioni dei tassi di umidità relativa ambientale. Essendo fortemente igroscopici, riescono ad assorbire l’acqua contenuta nell’aria anche a basse umidità, provocando un notevole aumento del loro volume.

Questo fenomeno, simile alla formazione del ghiaccio che disgrega la roccia, si manifesta con il passaggio dallo stato anidro a quello saturo, indipendentemente dalla secchezza o umidità dell’aria. Questo continuo ciclo di espansione e contrazione è la causa principale del degrado superficiale degli intonaci.

Si può facilmente comprendere, quindi, l’importanza vitale di impedire che questi sali raggiungano le superfici esterne. L’obiettivo è che rimangano inerti e stabilizzati all’interno dei materiali da costruzione, non più a contatto con l’aria esterna e, di conseguenza, incapaci di innescare il loro ciclo distruttivo.

   

Oltre i sali: protezione dal nerofumo e dall’assorbimento d’acqua

L’applicazione di queste boiacche anti-saline non si limita alla protezione dai nitrati e dai solfati.

Grazie alle loro proprietà intrinseche, garantiscono le superfici anche dalla possibile diluizione del nerofumo presente nelle canne fumarie dismesse. Agiscono come una barriera fisica che impedisce al nerofumo di migrare verso il nuovo intonaco, mantenendolo così immacolato e preservando il risultato estetico del restauro per decenni.

Trattamenti idrofobizzanti per murature faccia a vista e intonaci

Ma la protezione non si esaurisce qui. Se le murature rimarranno con le superfici faccia a vista, specialmente in contesti storici dove l’estetica originaria è un valore primario, risulterà indispensabile l’utilizzo di idrofobizzanti di superficie, come il tipo TRF 500.

TFR 500 è il protettivo idrorepellente di ultima generazione ad elevata resistenza all’invecchiamento per superfici intonacate e “faccia a vista.

Questi prodotti consentono di evitare l’assorbimento dell’acqua, un aspetto cruciale soprattutto per l’azione combinata di pioggia battente e vento, che può spingere l’umidità in profondità.

Questo presidio, pur se qui enfatizzato per le murature a vista, è altamente auspicabile e consigliato anche su tutti gli intonaci esterni, garantendo un’ulteriore barriera contro gli agenti atmosferici e prolungandone significativamente la vita utile.


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