Ricostruzione post sisma, accelera il cantiere della variante SS 260: avanzamento oltre il 37%
La variante alla SS 260 "Picente" ad Amatrice supera il 37% di avanzamento: completate le fondazioni del nuovo viadotto e avviata la successiva fase costruttiva. L'intervento fa parte del Programma RiViTA per la ricostruzione post sisma.
Proseguono secondo il cronoprogramma i lavori per la variante alla SS 260 "Picente" ad Amatrice, una delle opere infrastrutturali più significative per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del Centro Italia. A quasi un anno dall'avvio del cantiere, l'intervento ha superato il 37% di avanzamento, con il completamento delle fondazioni delle 21 pile del viadotto. L'opera rientra nel Programma RiViTA e punta a migliorare i collegamenti tra Lazio e Abruzzo, aumentando la sicurezza stradale e sostenendo il rilancio economico dell'Appennino centrale.
Sopralluogo al cantiere: superata la fase più complessa dell'opera
Proseguono secondo il cronoprogramma i lavori per la realizzazione della variante alla Strada Statale 260 "Picente" ad Amatrice. A quasi un anno dall'apertura del cantiere, l'opera ha raggiunto un avanzamento superiore al 37%, con il completamento di una delle fasi più complesse: le fondazioni delle 21 pile del nuovo viadotto. Il punto sullo stato dei lavori è stato fatto durante il sopralluogo dell'Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, e del Soggetto Attuatore per il ripristino della viabilità post-sisma 2016, Fulvio Maria Soccodato.
Il sopralluogo tecnico ha confermato il regolare avanzamento dell'intervento, avviato il 4 agosto dello scorso anno e considerato strategico per il rilancio delle aree dell'Appennino centrale colpite dal terremoto del 2016.
La variante interessa un tratto di circa 1,3 chilometri della SS 260 "Picente", tra il km 41+150 e il km 43+800, nel territorio comunale di Amatrice, in provincia di Rieti. L'investimento complessivo ammonta a 54,8 milioni di euro.
Il cantiere procede contemporaneamente su tutti i fronti operativi e ha già raggiunto alcuni dei principali obiettivi costruttivi previsti dal cronoprogramma. In particolare, è stata completata la realizzazione delle fondazioni di tutte le 21 pile del viadotto, una fase particolarmente delicata dal punto di vista tecnico. Parallelamente sono già state ultimate le elevazioni di cinque pile, mentre continuano le lavorazioni sulle restanti strutture.
Gemme: "Un'opera strategica per il futuro delle comunità"
Nel corso della visita, l'Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha espresso soddisfazione per l'andamento dei lavori, sottolineando il valore dell'intervento per il territorio.
"A quasi un anno dall'avvio dei lavori posso ritenermi molto soddisfatto. Il fatto che si proceda spediti è la conferma concreta del nostro impegno per il rilancio di questo territorio gravemente colpito dal sisma del 2016", ha dichiarato.
Secondo Gemme, la nuova variante rappresenta molto più di una semplice infrastruttura viaria. Una volta completata, infatti, consentirà di migliorare la sicurezza della circolazione e ridurre i tempi di percorrenza, contribuendo al tempo stesso ad alleggerire il traffico nel centro abitato di Amatrice e a favorire la ripresa economica e sociale dell'intero comprensorio.
Il risultato assume un significato ancora maggiore considerando le difficoltà affrontate durante l'esecuzione dell'opera, caratterizzata da una notevole complessità ingegneristica e da criticità geologiche emerse in corso d'opera.
Al via la realizzazione dell'impalcato metallico
Con il completamento delle fondazioni, il progetto entra ora in una nuova fase realizzativa. Le prossime attività riguarderanno la costruzione, l'assemblaggio e il successivo varo dell'impalcato metallico, elemento che inizierà a delineare in modo evidente la configurazione definitiva del nuovo viadotto.
Si tratta di un passaggio determinante nell'avanzamento del cantiere, che consentirà di proseguire verso il completamento dell'infrastruttura nei tempi programmati.
Il Programma RiViTA per la ricostruzione dell'Appennino centrale
L'intervento rientra nel Programma RiViTA (Rigenerazione Viaria dei Territori Appenninici), finanziato attraverso il Piano Nazionale Complementare al PNRR dedicato al sisma e inserito nell'ottavo stralcio del programma di ripristino della viabilità nelle aree terremotate del Centro Italia.
Il programma nasce dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le quattro Regioni interessate dal sisma del 2016, con l'obiettivo di rafforzare l'accessibilità delle aree interne appenniniche, migliorarne i collegamenti con la rete infrastrutturale principale e sostenere la ripresa economica dei territori.
La variante di Amatrice costituisce il primo lotto funzionale dell'adeguamento della SS 260 "Picente", arteria strategica di collegamento tra Lazio e Abruzzo. Complessivamente il Programma RiViTA comprende 40 interventi infrastrutturali per un investimento superiore a 3,2 miliardi di euro.
Un viadotto in acciaio Corten lungo oltre 1,2 chilometri
La nuova variante è progettata secondo gli standard della piattaforma stradale "C2", con due corsie da 3,50 metri affiancate da banchine laterali da 1,25 metri.
L'infrastruttura si svilupperà quasi interamente su viadotto per attraversare il torrente Castellano. Il ponte avrà una lunghezza complessiva di 1.213 metri distribuiti su 21 campate e sarà realizzato in acciaio Corten, materiale scelto per le elevate prestazioni in termini di durabilità e ridotta manutenzione.
Il progetto prevede una struttura a travata continua con travi longitudinali principali e una trave centrale in acciaio Corten, soluzione che consentirà di raggiungere luci fino a 90 metri mantenendo un profilo snello e un ridotto impatto paesaggistico. Anche i pilastri sono stati progettati con una forma ispirata ai fusti degli alberi, per favorire l'integrazione dell'opera nel contesto naturale.
L'intervento sarà completato dalla realizzazione di due rotatorie nei punti di collegamento con l'attuale SS 260. Una volta ultimata, la variante rafforzerà il collegamento tra la SS 4 "Salaria" e l'Autostrada A24, migliorando l'accessibilità dell'area di Amatrice e contribuendo al processo di ricostruzione e rilancio dei territori colpiti dal terremoto del 2016.
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