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Riforma del Testo Unico Edilizia: confronto a Roma tra Professioni tecniche e Parlamento

Le professioni tecniche incontrano l’On. Erica Mazzetti per discutere il DDL delega che avvia la riforma organica del Testo Unico Edilizia. Obiettivo: semplificazione normativa, uniformità nazionale e definizione chiara dei titoli edilizi.

I rappresentanti delle Professioni dell’area tecnica si sono riuniti a Roma per un incontro istituzionale con l’On. Erica Mazzetti (FI), con l’obiettivo di approfondire e condividere i principi contenuti nel disegno di legge delega per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia.

L’iniziativa si inserisce in un momento cruciale per il settore delle costruzioni. Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri dello scorso 5 dicembre, è arrivata infatti la pubblicazione, sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, dell’atto di autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge (24 febbraio 2026). La cosiddetta “bollinatura” del testo rappresenta un passaggio formale decisivo: segna l’avvio dell’iter parlamentare per una riforma organica attesa da oltre vent’anni, destinata a riscrivere in modo strutturale il quadro normativo del settore edilizio.

 

Verso il Codice dell’edilizia e delle costruzioni

L’autorizzazione riguarda il disegno di legge delega per l’adozione del nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Si tratta dell’atto costituzionalmente necessario che consente al Governo di trasmettere il testo al Parlamento per l’esame e la discussione, al termine dei quali potranno essere emanati uno o più decreti legislativi attuativi.

Durante l’incontro, il confronto si è concentrato su alcuni nodi centrali della riforma. In primo luogo, la necessità di definire con chiarezza i perimetri degli interventi riconducibili ai diversi titoli edilizi, superando le incertezze interpretative che negli anni hanno generato contenziosi e rallentamenti procedurali.

Altro tema fondamentale è quello dell’uniformità normativa su tutto il territorio nazionale. I professionisti hanno evidenziato l’urgenza di adottare procedure unificate, in grado di superare le difformità attualmente esistenti tra le diverse Regioni. In quest’ottica, è stata condivisa l’esigenza di delimitare con precisione i principi fondamentali della legislazione statale e concorrente, anche attraverso la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), oltre a tracciare confini chiari tra normativa edilizia e disciplina urbanistica.

 

Una disciplina organica e integrata

Per i Professionisti tecnici, il nuovo Testo dovrà rappresentare una disciplina organica e sistemica, capace di abbracciare tutti gli aspetti della materia: dalla progettazione edilizia agli impianti, fino alla riqualificazione energetica. L’obiettivo è costruire un impianto normativo che integri in modo coerente i diversi ambiti del settore delle costruzioni, offrendo principi chiari e strumenti operativi certi a chi opera quotidianamente sul campo.

La riforma punta inoltre a ridurre il peso della burocrazia, attraverso la semplificazione delle procedure e l’eliminazione delle disposizioni ormai superate, che saranno abrogate con l’entrata in vigore del nuovo Codice. Il testo dovrà diventare uno strumento realmente funzionale per progettisti e tecnici, favorendo efficienza, trasparenza e certezza del diritto.

Particolare attenzione è stata posta sull’istituzione del “fascicolo del fabbricato”, considerato uno strumento innovativo e strategico per garantire una conoscenza puntuale e aggiornata del patrimonio edilizio esistente. Un passaggio ritenuto essenziale anche in chiave di sicurezza, manutenzione e programmazione degli interventi.

Infine, tra i principi cardine della riforma, è stata sottolineata la centralità della responsabilità del professionista nell’attività di progettazione edilizia. In questo quadro, è emersa la richiesta di istituire un tavolo permanente di confronto con le professioni tecniche, per accompagnare l’evoluzione normativa con il contributo diretto di chi sarà chiamato ad applicare le nuove disposizioni.

Al termine dell’incontro, i Presidenti delle Professioni tecniche hanno manifestato piena disponibilità a proseguire il dialogo con il legislatore, offrendo il proprio contributo qualificato nelle successive fasi dell’iter parlamentare. Un impegno volto a garantire che la futura riforma dell’edilizia risponda concretamente alle esigenze operative del settore e rappresenti un reale passo avanti verso modernizzazione, semplificazione e qualità normativa.

 

Hanno partecipato all'incontro:

  • Consiglio nazionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali;
  • Collegio Nazionale dei Periti Agrari e periti Agrari Laureati;
  • Consiglio dell’Ordine nazionale dei Tecnologi alimentari;
  • Federazione nazionale degli ordini dei Chimici e dei Fisici;
  • Consiglio nazionale degli Ingegneri;
  • Consiglio nazionale dei Geologi;
  • Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

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