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Rigenerazione urbana a Milano: Pichi 12, struttura in acciaio ed edilizia leggera per ottime prestazioni energetiche

Il progetto Pichi 12 ha trasformato un’area abbandonata nel centro di Milano grazie a una struttura in acciaio leggera e flessibile, che ha permesso grande libertà progettuale nonostante i vincoli preesistenti.

Il progetto Pichi 12 ha sfruttato appieno le potenzialità di una struttura in acciaio e dell’edilizia a secco per dare nuova vita ad un’area abbandonata da anni nel cuore di Milano. L’impiego di una struttura leggera, infatti, ha consentito di avere molta libertà nella forma nonostante il forte vincolo dettato dalla struttura esistente. L’impiego di edilizia a secco ha consentito inoltre di ottenere ottime performance energetiche, mantenendo al contempo un’architettura rispettosa del contesto e della tradizione meneghina.


 

Inquadramento dell'opera

Il progetto Pichi 12, realizzato a Milano all’interno del quartiere Navigli, ha previsto la costruzione di un fabbricato residenziale, recuperando un’autorimessa interrata esistente di 3 piani lasciata a rustico, impiegando una struttura portante interamente in acciaio e la metodologia costruttiva completamente a secco. L'uso dell'acciaio e di stratigrafie il più possibile leggere ha consentito di limitare gli interventi di rinforzo al livello delle fondazioni della struttura esistente.

 

Mappa satellitare di una città europea con edifici compatti e vie regolari. Un rettangolo verde evidenzia una specifica area del tessuto urbano, circondata da strade e costruzioni a blocchi. Ampie zone verdi e infrastrutture urbane sono visibili nei dintorni.
Inquadramento territoriale all’interno di Milano (Crediti: FPA)

 

L’intervento si compone di un unico corpo di fabbrica di dimensioni esterne massime pari a circa 51 x 27 m ed è composto da 3 piani oltre al livello del terreno adibito ad ospitare servizi comuni. L’edificio presenta 3 corpi scala in grado di servire 9 appartamenti per piano. Esternamente è presente una scala e una rampa di accesso alle autorimesse interrate.

 

Disegno architettonico che mostra l’area urbana circostante un edificio evidenziato in grigio. Sono rappresentati isolati residenziali, strade, alberature e spazi pubblici, con il volume dell’intervento collocato lungo Via Pichi.
Vista planimetrica dell'intervento (Crediti: FPA)

 

L’edificio, originariamente pensato per ospitare studenti delle vicine università, è stato infine progettato per un’utenza più variegata, mantenendo comunque al piano terra ambienti ospitanti attività comuni e di socializzazione. I tagli degli appartamenti sono mono, bi e trilocali in modo da poter far convivere differenti utenze all’interno dello stesso corpo di fabbrica. Il complesso richiama le corti tipiche degli edifici milanesi, mantenendo però un’apertura verso via Pichi, in grado di generare un filtro tra la dimensione privata dell’appartamento e quella pubblica della strada.

I balconi sono stati inseriti scavando all’interno del volume della struttura, mentre le facciate sono composte dall’alternanza di materiali quali intonaco e lamiera con la presenza anche di un rivestimento in clinker, materiale tipico delle facciate dei palazzi milanesi, di colore verde, in grado di fornire un curioso gioco liscio/ruvido e opaco/lucido.

 

Disegno tecnico che rappresenta la pianta di un complesso residenziale con cortile interno. Vari appartamenti, corridoi, ingressi e spazi comuni sono distribuiti intorno a un grande spazio verde centrale.
Pianta del piano servizi

 

In copertura sono collocati gli impianti a servizio del fabbricato, opportunamente mascherati dal proseguimento della facciata dell’edificio.

L’impiego della tecnologia stratificata a secco ha consentito di ottenere, oltre a grande versatilità e leggerezza, ottime performance termoacustiche.

 

Facciata moderna di un edificio residenziale a più piani con intonaco bianco, balconi e aperture verticali. Al piano terra è presente un ingresso con recinzione metallica e superfici in lamiera ondulata.
Rivestimento esterno in clinker di colore verde (Crediti: FPA)

 

La costruzione preesistente, edificata tra il 2005 e il 2006, è composta di 3 piani interrati adibiti ad autorimessa, la cui copertura si compone di un piazzale esterno adibito a parcheggio privato. La struttura presentava elevazioni in calcestruzzo armato formata da pilastri rettangolari distribuiti attraverso una maglia regolare con interasse massimo pari a 8,50 m. La soletta di copertura, più spessa di quelle sottostanti, è una soletta piena di 45 cm di spessore. La struttura si sviluppa per 3 piani fuori terra con un’altezza complessiva di 18,20 m a partire dal rustico della soletta esistente con interpiani pari a 3,55 m. La struttura prosegue in copertura fino ad una altezza massima di 2,80 m lungo tutto il perimetro del fabbricato per sorreggere un mascheramento per gli impianti.

Le nuove strutture portanti sono state allineate, ove possibile, ai setti esistenti dei piani interrati dell’autorimessa, in modo da trasmettere direttamente i carichi alla fondazione e non gravare sul solaio esistente, progettato per resistere a carichi distribuiti e non a sollecitazioni puntuali importanti tipiche di una struttura a telaio. Nei casi in cui non fosse possibile un allineamento diretto della struttura, si è preferita la realizzazione di sbalzi ed aggetti opportunamente studiati in modo da privilegiare lo scarico diretto sulle strutture esistenti.

L’intervento strutturale si configura normativamente come una sopraelevazione. In virtù di queste considerazioni il progettista ha considerato la struttura intelaiata sismoresistente non dissipativa, calcolando una risposta completamente elastica nei riguardi dell’azione sismica.

 

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