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Rigenerazione urbana e infrastrutture verdi: a Casalecchio un quartiere diventa resiliente con il calcestruzzo drenante

Le infrastrutture verdi rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per adattare le città ai cambiamenti climatici. Il progetto per il quartiere Croce di Casalecchio di Reno (BO) dimostra come calcestruzzo drenante, rain garden e sistemi SuDS possano aumentare permeabilità dei suoli, resilienza urbana, biodiversità e qualità dello spazio pubblico.

Il progetto "Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce", realizzato a Casalecchio di Reno nell'ambito del Programma Regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027, rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana orientata all'adattamento climatico. Attraverso rain garden, sistemi Sustainable Drainage Systems (SuDS), nuove alberature e percorsi ciclopedonali in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, l'intervento migliora la gestione delle acque meteoriche, aumenta la permeabilità dei suoli, riduce l'isola di calore urbana e incrementa biodiversità e qualità dello spazio pubblico.


Masterplan del quartiere Croce: progettazione, finanziamenti europei e certificazione SITES

Gli eventi meteorologici estremi, l'aumento delle superfici impermeabili e la necessità di migliorare la qualità ambientale degli spazi pubblici stanno spingendo sempre più amministrazioni a ripensare il rapporto tra città, acqua e verde urbano. È in questo contesto che si inserisce “Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce”, l’intervento di rigenerazione urbana inaugurato il 7 luglio 2026 dal Comune di Casalecchio di Reno che ha interessato il parco dell'ex Galoppatoio, il vialetto Baldo Sauro, piazza Zampieri e parte della viabilità del quartiere Croce.

Planimetria delle aree interessate dal progetto di rigenerazione urbana del quartiere Croce a Casalecchio di Reno. (arch. Filippo Piva)

Finanziamenti FESR Emilia-Romagna e governance del progetto di rigenerazione urbana

Il progetto del valore complessivo di oltre 1,9 milioni di euro, co-finanziato con 1,5 milioni di euro dai fondi europei della Regione Emilia-Romagna (Programma regionale Fesr 2021-2027) nell'ambito delle 20 Operazioni di Importanza Strategica – Progetti Europa 27 dedicate alla realizzazione di infrastrutture verdi e blu, ha permesso di migliorare la qualità dello spazio pubblico attraverso interventi dedicati al verde urbano, alla mobilità sostenibile, alla sicurezza e all'uso più sostenibile della risorsa idrica. L’intervento ha inoltre incrementato la permeabilità dei suoli, favorito la biodiversità urbana e rafforzato la capacità del quartiere di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici, contribuendo a rendere gli spazi pubblici più resilienti e vivibili.

Render di progetto della riqualificazione del quartiere Croce: infrastrutture verdi, rain garden e percorsi ciclopedonali integrati per migliorare qualità urbana, biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici. (arch. Filippo Piva)

Questo è uno dei tanti interventi che, insieme ai Comuni, stiamo realizzando in tutta l'Emilia-Romagna per rendere le nostre città più verdi, più accessibili e più capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Calcestruzzo drenante e altre soluzioni per migliorare la permeabilità dei suoli

Tra gli elementi caratterizzanti del progetto rientra la realizzazione di circa 1.700 m² di percorsi ciclabili in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON di Heidelberg Materials, progettati per integrarsi con il sistema dei rain garden e con le altre soluzioni adottate per migliorare la permeabilità dei suoli e la resilienza climatica dell'intero comparto.

La collaborazione tra amministrazione, progettisti e imprese

Il Masterplan generale di riqualificazione degli spazi pubblici del quartiere Croce a Casalecchio di Reno è stato elaborato nel 2022 dal paesaggista arch. Filippo Piva e dall’arch. Davide Raffaelli di PAMPA Studio.

«Il piano è stato candidato dal Comune nel 2023 al bando regionale dedicato alle infrastrutture verdi e blu nelle aree urbane e periurbane, ottenendo le risorse necessarie per passare dalla fase di pianificazione alla realizzazione. Dal 2024 lo sviluppo progettuale e la direzione dei lavori sono stati seguiti dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto dall'ing. Gianpiero Sticchi, dall'arch. Giuseppe Anastasi e dal sottoscritto. Fin dalle prime fasi il progetto è stato impostato secondo i principi della certificazione SITES (Sustainable Sites Initiative), uno dei principali protocolli internazionali dedicati alla progettazione, realizzazione e gestione sostenibile degli spazi aperti, con l'obiettivo di massimizzare i benefici ambientali, sociali ed ecosistemici generati dall'intervento e di valorizzare il ruolo delle infrastrutture verdi nella trasformazione dello spazio pubblico», racconta Filippo Piva.

Per l'amministrazione comunale, l'intervento rappresenta uno dei progetti più significativi realizzati negli ultimi anni nell'ambito delle politiche di rigenerazione urbana e adattamento climatico. «Grazie al co-finanziamento dei fondi europei della Regione Emilia-Romagna abbiamo trasformato un'area nevralgica della nostra città in uno spazio più verde, sicuro e, soprattutto, più inclusivo. Questo progetto non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma una visione strategica che risponde alle sfide dei cambiamenti climatici attraverso soluzioni come i rain garden e la mobilità dolce, garantendo al contempo una maggiore accessibilità per tutti i cittadini», sottolinea Matteo Ruggeri, sindaco di Casalecchio di Reno.

I lavori sono stati affidati dalla Committenza a Rete Costruttori Bologna, che ha operato attraverso le imprese consorziate Cattoli Srl, incaricata degli interventi nelle aree stradali, e CGA Costruzioni Generali Appennino Srl, responsabile delle opere all'interno del parco dell'ex Galoppatoio.

Perché il progetto di Casalecchio rappresenta un caso studio per la rigenerazione urbana

“Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce” non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma l'espressione di un nuovo modo di concepire lo spazio pubblico.

«L'obiettivo era realizzare un intervento capace di rispondere concretamente agli effetti dei cambiamenti climatici, sia sotto il profilo delle ondate di calore sia rispetto alla gestione delle precipitazioni sempre più intense e concentrate. Per questo amministrazione comunale, progettisti e azienda fornitrice della soluzione hanno condiviso la scelta di adottare superfici permeabili e materiali in grado di favorire l'infiltrazione delle acque meteoriche, ridurre il surriscaldamento delle superfici e integrarsi con il sistema del verde urbano. Si tratta di un approccio che affonda le radici in esperienze e competenze maturate nel tempo e che ha trovato in questo intervento un'importante occasione di applicazione su scala urbana», spiega Barbara Negroni, Agronoma e Assessora alla Transizione Ecologica, Infrastrutture Verdi e Qualità Urbana del Comune di Casalecchio di Reno.

«I risultati sono stati evidenti fin dai primi episodi di pioggia intensa. Mentre in altre zone della città si sono verificati fenomeni localizzati di ristagno, il comparto della Croce ha dimostrato un comportamento molto efficace sotto il profilo del drenaggio e dell'assorbimento delle acque. Questo ci conferma la validità delle scelte progettuali adottate e rafforza la volontà dell'amministrazione di continuare a utilizzare soluzioni analoghe nei futuri interventi di rigenerazione urbana», conclude Negroni.

Permeabilità dei suoli, biodiversità e servizi ecosistemici nello spazio pubblico

L'area interessata dall'intervento si estende per circa 23.000 m² e comprende il parco dell'ex Galoppatoio, il vialetto Baldo Sauro, via Domenico Zampieri, via del Francia, via De' Carracci e piazza Zampieri. Il progetto è stato concepito per generare benefici ambientali, sociali ed ecosistemici su scala di quartiere, intervenendo contemporaneamente sulla qualità del verde urbano, sulla mobilità dolce, sull'accessibilità degli spazi pubblici, sulla gestione sostenibile delle acque meteoriche e sulla capacità dell'ambiente urbano di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici. Tra i risultati attesi rientrano anche l'incremento della capacità di assorbimento della CO₂, l'aumento della produzione di ossigeno e il miglioramento complessivo dei servizi ecosistemici forniti dal verde urbano.

«Abbiamo eliminato oltre 2.200 m² di superfici impermeabili sostituendole con pavimentazioni drenanti, aree verdi e sistemi di drenaggio sostenibile. Sono stati inoltre messi a dimora 36 nuovi alberi in sostituzione di esemplari non più idonei e introdotti oltre 4.000 arbusti ed erbacee perenni, contribuendo a incrementare la presenza di habitat favorevoli agli insetti impollinatori e ad aumentare i benefici ecosistemici generati dal verde urbano», spiega Filippo Piva.

Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni di crescita delle alberature. Nelle aree stradali sono stati realizzati nuovi spazi permeabili in grado di garantire una maggiore disponibilità di suolo, acqua e ossigeno per gli apparati radicali, contribuendo a migliorare la salute e la longevità degli alberi.

Rain garden e drenaggio sostenibile delle acque meteoriche

Il progetto integra inoltre una rete di rain garden, superfici permeabili e sistemi di accumulo in grado di favorire l'infiltrazione e il riutilizzo delle precipitazioni.

I rain garden sono stati collocati lungo i percorsi e nelle aree verdi del parco svolgendo una duplice funzione: da un lato contribuiscono alla qualità paesaggistica degli spazi, dall'altro permettono di intercettare e rallentare il deflusso delle acque piovane favorendone l'assorbimento nel terreno.

«Quando le precipitazioni superano la capacità di infiltrazione del suolo, le acque vengono raccolte e convogliate verso una vasca di accumulo da 30 m³ destinata all'alimentazione dell'impianto di irrigazione. Il sistema consente così di ridurre il carico sulle reti di smaltimento delle acque meteoriche tradizionali e di valorizzare la risorsa idrica all'interno del ciclo naturale del parco», afferma Piva.

Mobilità dolce e infrastrutture verdi: i nuovi percorsi della Croce

Tra gli interventi realizzati all'interno del parco dell'ex Galoppatoio rientra la nuova rete di percorsi ciclopedonali che collega scuole, asilo, piscina, aree gioco e spazi dedicati alle attività sportive e ricreative, migliorando la connessione tra le diverse funzioni presenti nel quartiere e favorendo una mobilità più sicura e sostenibile.

Il nuovo tracciato ha sostituito il precedente percorso promiscuo asfaltato introducendo una distinzione funzionale tra mobilità ciclabile e percorsi pedonali.

I 1.700 m² di piste ciclabili sono stati realizzati in calcestruzzo drenante di colore sabbia i.idro ECO LOW CARBON DRAIN di Heidelberg Materials, mentre i percorsi pedonali sono stati eseguiti in calcestre, creando una chiara differenziazione sia funzionale sia materica. La scelta della colorazione chiara consente alle piste di inserirsi armoniosamente nel paesaggio del parco, contribuendo al contenimento del surriscaldamento urbano durante il periodo estivo.

Vista dei nuovi percorsi ciclopedonali e delle aree verdi riqualificate nel parco dell'ex Galoppatoio, realizzati per incrementare permeabilità dei suoli, accessibilità e resilienza climatica. (Massimo Gennari)

La pavimentazione è stata progettata come parte integrante del sistema di Sustainable Drainage Systems (SuDS) adottato nel quartiere e lavora in sinergia con i rain garden e le altre infrastrutture verdi, concorrendo alla gestione delle acque meteoriche e al rafforzamento della resilienza climatica dell'intero comparto.

Perché il calcestruzzo drenante migliora la gestione delle acque meteoriche

Grazie a una specifica selezione degli aggregati e a un mix design ottimizzato, il materiale garantisce una capacità drenante fino a 100 volte superiore a quella di un terreno naturale, favorendo l'infiltrazione delle acque meteoriche e contribuendo al mantenimento del naturale ciclo dell'acqua.

«La struttura porosa della pavimentazione favorisce l'infiltrazione delle precipitazioni nel terreno e contribuisce a mantenere condizioni più favorevoli per le alberature esistenti e per lo sviluppo degli apparati radicali. Inoltre limita ristagni e ruscellamenti superficiali e riduce la presenza di superfici bagnate o scivolose, migliorando la sicurezza e la percorribilità dei percorsi destinati alla mobilità dolce. La superficie continua e priva di giunti garantisce invece elevata accessibilità e, ove necessario, la carrabilità leggera dei mezzi di servizio», afferma Sandri.

Dettaglio della struttura porosa del calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO LOW CARBON. (arch. Filippo Piva)

«Alle prestazioni drenanti si affiancano ulteriori benefici legati all'effetto albedo superiore rispetto alle tradizionali pavimentazioni bituminose, grazie al quale il materiale può contribuire a ridurre le temperature superficiali estive fino a 30°C, favorendo la mitigazione dell'isola di calore urbana. I valori di Solar Reflectance Index (SRI), pari a 33 nella versione grigia e a 46 nella versione bianca, superano ampiamente il valore minimo previsto dai CAM (29), contribuendo a migliorare il comfort degli spazi aperti», aggiunge Sandri.

Il materiale è stato fornito dalla cementeria Heidelberg Materials di San Cesario sul Panaro mentre le attività di posa del drenante sono state affidate a Ibuild Italia, società del gruppo specializzata nella realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo, che ha seguito l'intero processo esecutivo, dalla stesa alla compattazione del materiale fino alla successiva protezione delle superfici nella fase di maturazione, assicurando il raggiungimento delle prestazioni meccaniche e drenanti richieste dal progetto.

Particolare della realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo drenante, caratterizzata da una struttura ad alta porosità che favorisce il rapido drenaggio delle acque piovane. (arch. Filippo Piva)
Dettaglio della superficie finita del percorso ciclopedonale in calcestruzzo drenante. (arch. Filippo Piva)

i.idro ECO LOW CARBON DRAIN: prestazioni drenanti e sostenibilità ambientale

Le prestazioni idrauliche della soluzione si accompagnano a specifiche caratteristiche di sostenibilità ambientale. Il materiale impiega infatti TERMOCEM GREEN CEM III/A 42,5 N, un cemento d'altoforno contenente oltre il 40% di materiale riciclato pre-consumo.

«In un progetto come quello della Croce, dove gestione delle acque meteoriche, qualità ambientale e fruibilità degli spazi pubblici rappresentano elementi centrali, questa tecnologia ha consentito di coniugare prestazioni funzionali e attenzione agli aspetti ambientali», sottolinea Sandri.

«Prodotto nello stabilimento Heidelberg Materials di Cagnano Amiterno, il legante presenta emissioni di CO₂ inferiori a 550 kg per tonnellata, rispetto a valori generalmente superiori a 750 kg per tonnellata per un tradizionale cemento CEM I. Grazie alla sostituzione di parte del clinker con loppa d'altoforno e all'ottimizzazione del processo produttivo, la soluzione consente di ridurre l'anidride carbonica incorporata fino al 30% rispetto a pavimentazioni equivalenti realizzate con materiali tradizionali, garantendo al tempo stesso il rispetto dei requisiti CAM relativi al contenuto di materia riciclata».

L'impiego di questa soluzione riflette il più ampio impegno di Heidelberg Materials verso la transizione sostenibile del settore delle costruzioni, attraverso lo sviluppo di materiali capaci di contribuire alla decarbonizzazione, all'uso circolare delle risorse e alla gestione responsabile dell'acqua.

La qualità urbana come risultato di una visione condivisa

La Croce rappresenta oggi un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa tradursi in interventi capaci di migliorare simultaneamente la qualità dello spazio pubblico, le prestazioni ambientali e la fruibilità dei quartieri. Un risultato ottenuto attraverso la collaborazione tra amministrazione, progettisti, imprese e fornitori di soluzioni tecnologiche, che ha permesso di trasformare esigenze diverse in un progetto unitario e coerente.

L'approccio sviluppato a Casalecchio di Reno conferma come le strategie di adattamento climatico possano diventare un'opportunità per ripensare gli spazi urbani e generare benefici duraturi per l'ambiente e per la comunità.


FAQ tecniche - Infrastrutture verdi e calcestruzzo drenante

Che cosa si intende per infrastrutture verdi?

Le infrastrutture verdi sono un insieme di soluzioni progettuali che integrano vegetazione, superfici permeabili e sistemi naturali di gestione delle acque meteoriche per migliorare la resilienza climatica delle città. Oltre a ridurre il rischio di allagamenti, contribuiscono a incrementare la biodiversità, mitigare l'isola di calore urbana e rendere gli spazi pubblici più fruibili e sostenibili.

Quali vantaggi offre il calcestruzzo drenante nei percorsi ciclopedonali?

Il calcestruzzo drenante favorisce l'infiltrazione delle acque meteoriche direttamente nel terreno, limitando ristagni e ruscellamenti superficiali. Nel progetto di Casalecchio di Reno è stato impiegato per circa 1.700 m² di piste ciclabili, contribuendo alla gestione sostenibile delle acque, alla sicurezza della mobilità dolce e alla riduzione delle temperature superficiali grazie all'elevato indice di riflettanza solare (SRI).

Come funzionano i rain garden e quale ruolo svolgono nei sistemi SuDS?

I rain garden sono aree verdi progettate per raccogliere temporaneamente le acque piovane, rallentarne il deflusso e favorirne l'infiltrazione nel terreno. Integrati nei Sustainable Drainage Systems (SuDS), contribuiscono a ridurre il carico sulle reti di drenaggio tradizionali, migliorano la qualità dell'acqua e favorendo il suo riutilizzo, come avviene nel progetto attraverso una vasca di accumulo destinata all'irrigazione.

Perché aumentare la permeabilità dei suoli è importante nelle città?

La permeabilità dei suoli consente di ripristinare parte del ciclo naturale dell'acqua, riducendo il rischio di allagamenti durante gli eventi meteorologici intensi e migliorando le condizioni di crescita delle alberature urbane. Nel progetto sono stati sostituiti oltre 2.200 m² di superfici impermeabili con pavimentazioni drenanti e nuove aree verdi, incrementando anche i servizi ecosistemici e la biodiversità.

Perché il progetto di Casalecchio di Reno rappresenta un modello di rigenerazione urbana?

L'intervento affronta contemporaneamente diverse esigenze della città contemporanea:

  • adattamento ai cambiamenti climatici,
  • gestione sostenibile delle acque meteoriche,
  • incremento del verde urbano,
  • mobilità dolce e miglioramento della qualità dello spazio pubblico.

L'integrazione tra infrastrutture verdi, rain garden, superfici drenanti e percorsi ciclopedonali dimostra come sia possibile progettare quartieri più resilienti e sostenibili attraverso un approccio multidisciplinare.

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