Rinforzo strutturale con FRP: la soluzione G&P Intech per mantenere aperto il traffico durante il cantiere
Nel Nodo di San Benigno a Genova, il rinforzo con tessuti e lamine pultruse in fibra di carbonio della G&P Intech ha interessato l’impalcato esistente del sottopasso di Via Milano. L’intervento di rinforzo a flessione e taglio ha garantito la transitabilità temporanea durante le fasi di demolizione e ricostruzione.
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Il rinforzo delle infrastrutture esistenti rappresenta una delle principali sfide negli interventi di trasformazione della viabilità urbana e autostradale. Nel Nodo di San Benigno, a Genova, la necessità di mantenere attivi i flussi di traffico durante le fasi di demolizione e ricostruzione ha richiesto una soluzione strutturale mirata.
Per il sottopasso di Via Milano è stato quindi progettato un intervento di rinforzo temporaneo dell’impalcato esistente, finalizzato a garantirne la transitabilità anche ai mezzi pesanti. La soluzione ha previsto l’impiego di sistemi FRP in fibra di carbonio G&P Intech, applicati per incrementare la resistenza a flessione e a taglio delle travi.
Un intervento poco invasivo, calibrato sulle esigenze della fase transitoria e compatibile con il mantenimento della viabilità durante il cantiere.
Rinforzo FRP dell’impalcato per garantire la continuità della viabilità
L’adeguamento del Nodo stradale e autostradale di Genova, nell’ambito del sistema A7–A10–A12 e del Nodo di San Benigno – Lotto 2, richiede una successione di interventi compatibile con la circolazione tra l’uscita autostradale di Genova Ovest, la sopraelevata Aldo Moro, Lungomare Canepa e il porto. In questo contesto si inserisce il progetto di rinforzo del sottopasso di Via Milano, propedeutico alla demolizione parziale dell’impalcato esistente e al suo utilizzo in configurazione modificata prima della realizzazione del nuovo sottopasso.

La demolizione parziale dell’opera esistente si è resa necessaria ai fini della costruzione della nuova opera, pensata realizzata per fasi successive per garantire il mantenimento dei flussi di traffico veicolare, da e verso l’autostrada, lungomare Canepa ed il Porto.
L’intervento di demolizione parziale dell’opera esistente ed il relativo rinforzo strutturale sono stati limitati al solo impalcato disposto nella zona più a Nord. La rimodulazione temporanea della viabilità ha previsto una corsia per senso di marcia, con adeguamento dei dispositivi di sicurezza.
La struttura oggetto di intervento, risalente agli anni ’30 del secolo scorso, presenta un’unica campata semplicemente appoggiata di luce teorica pari a 21,50 m. L’impalcato originario è costituito da 11 travi in calcestruzzo armato con sezione a T, collegate da una soletta gettata in opera di spessore 20 cm e da cinque traversi di altezza e spessore variabile. In assenza della documentazione costruttiva originale, le geometrie e le armature sono state ricostruite attraverso rilievi laser scanner e campagne di indagine, comprendenti prove georadar e saggi localizzati.

In considerazione della demolizione di 3 delle 11 travi di impalcato e della rimodulazione temporanea delle corsie fisiche di traffico mediante l’intervento di adeguamento dei dispositivi di sicurezza stradali, è stato studiato lo stato di sollecitazione delle restanti 8 travi, effettuando la verifica strutturale delle sezioni critiche di tutti gli elementi strutturali costituenti l’impalcato. Le analisi svolte, sviluppate considerando lo stato di conservazione dell’opera e le azioni da traffico, hanno evidenziato che alcune verifiche a flessione e a taglio non risultavano soddisfatte in assenza di rinforzo. L’obiettivo progettuale pertanto non ha riguardato un adeguamento permanente dell’intero manufatto, ma un intervento calibrato sulla fase transitoria, finalizzato alla transitabilità ai mezzi pesanti prevista dal Codice della Strada (transitabilità di tipo 2).
La soluzione adottata ha previsto l’ìmpiego di sistemi FRP (Fiber Reinforced Polymer) di G&Pintech applicati alle travi esistenti, distinguendo il contributo dei tessuti in fibra di carbonio ad alto modulo elastico C-SHEET 390/600 da 600 g/mq per il rinforzo a taglio applicati con adesivo epossidico RESIN 75 da quello delle lamelle preformate ad alto modulo elastico CFK 200/2000 applicate con adesivo in pasta RESIN 90 per il rinforzo a flessione.
Pur risultando strettamente necessario per le travi interne, il rinforzo è stato esteso cautelativamente anche alle travi di bordo.

L’intervento di rinforzo del Sottopasso di Via Milano, nell’ambito dell’adeguamento del Nodo di San Benigno a Genova, ha rappresentato un esempio concreto delle potenzialità offerte dai materiali compositi FRP nel consolidamento e nell’adeguamento strutturale delle infrastrutture esistenti.
L’impiego dei sistemi G&P Intech, attraverso l’applicazione di tessuti in fibra di carbonio C-SHEET 390/600 e lamine preformate CFK 200/2000, ha permesso di rispondere alle specifiche esigenze progettuali di incremento della resistenza a flessione e taglio dell’impalcato, mediante soluzioni di rinforzo mirate e poco invasive.
L’esperienza del Sottopasso di Via Milano conferma come i sistemi FRP costituiscano una risorsa tecnologica per affrontare le sfide legate alla riqualificazione del patrimonio infrastrutturale esistente, coniugando prestazioni meccaniche elevate, versatilità applicativa e contenimento dell’impatto degli interventi sulle strutture.
Gli argomenti trattati possono essere approfonditi interpellando l’ufficio tecnico di G&P Intech, disponibile nel fornire un supporto tecnico ai professionisti e alle imprese per individuare le soluzioni tecniche più adeguate alle casistiche di progetto.
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FAQ - G&P Intech - Rinforzi FRP
Perché è stato necessario rinforzare il sottopasso di Via Milano a Genova?
Il rinforzo si è reso necessario per mantenere la transitabilità dell’impalcato durante le fasi di demolizione parziale e ricostruzione previste nell’adeguamento del Nodo di San Benigno.
Quali sistemi FRP sono stati utilizzati nell’intervento?
Sono stati impiegati sistemi G&P Intech in fibra di carbonio, con tessuti C-SHEET 390/600 per il rinforzo a taglio e lamine preformate CFK 200/2000 per il rinforzo a flessione.
Qual era l’obiettivo strutturale dell’intervento?
L’obiettivo non era l’adeguamento permanente dell’intera opera, ma un rinforzo calibrato sulla fase transitoria, capace di garantire la transitabilità anche ai mezzi pesanti prevista dal Codice della Strada.
Perché sono stati scelti materiali compositi in fibra di carbonio?
I sistemi FRP consentono di incrementare la capacità resistente degli elementi strutturali con interventi mirati, poco invasivi e compatibili con strutture esistenti caratterizzate da vincoli operativi e geometrici.
Come è stata valutata la struttura esistente prima del rinforzo?
In assenza della documentazione costruttiva originale, geometrie e armature sono state ricostruite attraverso rilievi laser scanner, indagini georadar e saggi localizzati, seguiti dalle verifiche strutturali delle sezioni più critiche.
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