Riqualificazione energetica a Roma: fino al 20% di risparmio e meno emissioni entro il 2040
Uno studio ENEA afferma che Roma può ridurre fino al 20% i consumi energetici delle abitazioni grazie alla riqualificazione edilizia. Gli edifici restano infatti la principale fonte di emissioni della città.
La riqualificazione energetica degli edifici si conferma una priorità strategica per il futuro di Roma. Secondo uno studio ENEA, il patrimonio residenziale della Capitale offre un potenziale risparmio fino al 20%, con benefici significativi sia sul piano ambientale che economico. Gli edifici, infatti, sono responsabili di circa il 60% delle emissioni complessive della città. Negli ultimi anni, gli incentivi hanno già favorito centinaia di migliaia di interventi, ma resta ancora ampio il margine di miglioramento. Per centrare gli obiettivi climatici, sarà necessario accelerare gli interventi, puntando soprattutto sui condomini più energivori e sulle famiglie in difficoltà.
Il patrimonio edilizio della Capitale conta 1.28 mln di abitazioni, con oltre 175 mila edifici
Il patrimonio edilizio di Roma rappresenta uno dei principali ambiti su cui intervenire per ridurre consumi ed emissioni.
Secondo uno studio elaborato da ENEA nell’ambito del Climate City Contract della Capitale, esiste un potenziale risparmio energetico fino al 20% per il settore residenziale, che comprende circa 1,28 milioni di abitazioni distribuite in oltre 175 mila edifici. Un dato particolarmente rilevante se si considera che circa il 60% delle emissioni complessive della città è legato proprio agli edifici.
All’interno di questo scenario, il comparto residenziale si conferma il principale responsabile dei consumi energetici: quasi il 60% dell’energia utilizzata negli edifici romani è infatti assorbita dalle abitazioni. Seguono il terziario privato, con il 26%, e gli edifici pubblici, che incidono per il 14,3%.
Un’analisi basata su oltre 400 mila attestati di prestazione energetica (APE) evidenzia inoltre una criticità diffusa: circa due terzi degli immobili residenziali si collocano nelle classi energetiche più basse (F e G), segno di prestazioni inefficienti e di un ampio margine di miglioramento.

Incentivi e risultati: progressi già avviati
Negli ultimi anni, le politiche di incentivazione hanno già prodotto effetti concreti. Dal 2013, a Roma sono stati realizzati oltre 350 mila interventi di riqualificazione energetica grazie a strumenti come Ecobonus, Superbonus, Bonus Casa e Conto Termico. Gli investimenti complessivi hanno superato i 6,1 miliardi di euro, generando un risparmio di oltre 1 TWh all’anno, pari a circa il 9% dei consumi del settore residenziale nel 2022.
Anche il patrimonio pubblico mostra ambiti prioritari di intervento: gli ospedali risultano i più energivori (27,8%), seguiti da edifici amministrativi (22,8%) e scuole (11,6%).
Gli scenari futuri: interventi mirati e inclusione sociale
Lo studio ENEA propone diversi scenari di riqualificazione, tra cui uno particolarmente ambizioso che prevede circa 100 mila interventi l’anno, con un risparmio energetico superiore a 100 GWh annui. Per raggiungere questi obiettivi, sarà fondamentale concentrare gli interventi su specifici segmenti del patrimonio edilizio, in particolare sui condomini costruiti tra il secondo dopoguerra e gli anni Ottanta, spesso caratterizzati da elevate dispersioni energetiche.
Un’attenzione particolare dovrà essere riservata anche alle famiglie in condizioni di povertà energetica, con l’obiettivo di migliorare il comfort abitativo e ridurre il peso delle bollette. In questo contesto, l’integrazione tra riqualificazione energetica e inclusione sociale diventa un elemento chiave.
Tra gli edifici prioritari figurano oltre 40 mila grandi condomini con basse prestazioni energetiche (circa 600 mila alloggi) e circa 750 edifici residenziali pubblici di grandi dimensioni.
Riduzione delle emissioni e nuovi modelli di intervento
Nel periodo compreso tra il 2025 e il 2040, la riduzione delle emissioni potrebbe variare tra 250 mila e 450 mila tonnellate di CO₂ all’anno, a seconda degli scenari adottati. Un risultato che contribuirebbe in modo significativo agli obiettivi di neutralità climatica della città.
Per rendere efficace questo processo, sarà necessario adottare un approccio integrato che combini diversi fattori: elettrificazione dei consumi, miglioramento dell’involucro edilizio, digitalizzazione, utilizzo di fonti rinnovabili e strumenti finanziari innovativi in grado di attrarre nuovi investimenti.
Un ruolo importante potrà essere svolto anche da nuove figure professionali, come i facilitatori sociali, capaci di favorire il dialogo tra tecnici, istituzioni e cittadini. Questo coinvolgimento sarà essenziale per evitare conflitti, accelerare i lavori e garantire il successo degli interventi.
Una leva per la transizione energetica
La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio romano non rappresenta solo un’opportunità per ridurre le emissioni, ma anche una leva strategica per migliorare la qualità della vita urbana. Intervenire sugli edifici significa infatti rendere le abitazioni più efficienti, confortevoli e sostenibili, contribuendo allo sviluppo di una città più resiliente e inclusiva.
In questo percorso, la sfida non è solo tecnica o economica, ma anche culturale: richiede una visione condivisa e una partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni ai cittadini. Solo così Roma potrà affrontare con successo la transizione energetica e avvicinarsi agli obiettivi di neutralità climatica.
IL REPORT INTEGRALE DI ENEA È SCARICABILE IN ALLEGATO.
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