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Rischio frane e sicurezza dei ponti: come migliorare la classificazione e il monitoraggio con strumenti digitali e linee guida operative

Nuovi strumenti digitali, WebGIS e manuali operativi sviluppati dal progetto ReLUIS-ACaMIR supportano Province e tecnici nella valutazione del rischio da frana dei ponti, migliorando monitoraggio, classificazione e gestione della sicurezza delle infrastrutture.

L'Italia è il Paese europeo maggiormente esposto al rischio da frana e questa condizione impone un'attenzione crescente anche alla gestione della sicurezza delle infrastrutture viarie. Sebbene i crolli dei ponti direttamente causati da fenomeni franosi rappresentino una quota limitata rispetto ai dissesti di origine idraulica, la valutazione preventiva del rischio da frana è diventata un elemento imprescindibile nella gestione delle opere esistenti. È questo il tema affrontato dalla prof.ssa Stefania Sica e dall'ing. Antonella Ambrosino nell'ambito del convegno finale del progetto ReLUIS-ACaMIR, illustrando gli strumenti sviluppati per supportare Province e tecnici nella compilazione delle schede di rischio da frana previste dalle Linee Guida ministeriali.


Il rischio da frana nei ponti: un fenomeno limitato ma da conoscere con precisione

Aprendo il proprio intervento, la prof.ssa Stefania Sica ha ricordato come l'Italia continui a detenere il primato europeo per numero di fenomeni franosi censiti. Nel giro di poco più di due anni, infatti, il Catalogo IFFI è passato da circa 625.000 a oltre 689.000 frane censite, con un incremento di circa il 10%, confermando un'evoluzione continua del quadro nazionale della pericolosità da frana.

Nonostante questo scenario, i casi di collasso totale o parziale di ponti imputabili esclusivamente a fenomeni franosi risultano numericamente contenuti nel periodo analizzato tra il 1952 e il 2025. Secondo quanto evidenziato il rischio principale per le infrastrutture resta infatti quello legato ai fenomeni idraulici e allo scalzamento delle fondazioni.

La Campania rappresenta uno dei territori più delicati sotto questo profilo. Le mappe della pericolosità PAI mostrano infatti un'estesa presenza di aree classificate a pericolosità elevata (P3) e molto elevata (P4), rendendo indispensabile una corretta valutazione delle condizioni geologiche e geomorfologiche in cui sono inserite le opere infrastrutturali.

Manuali operativi e formazione per supportare le Province

Uno degli obiettivi principali del progetto ReLUIS-ACaMIR è stato quello di rendere concretamente applicabili le procedure previste dalle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio da frana dei ponti.

Per raggiungere questo risultato, il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Sica ha sviluppato una serie di strumenti operativi destinati ai tecnici delle Province, spesso privi di specifiche competenze geologiche o geotecniche.

Il lavoro ha riguardato anzitutto l'organizzazione di applicativi WebGIS capaci di facilitare la compilazione delle sezioni dedicate al rischio da frana, accompagnati da guide operative distribuite agli enti territoriali. Parallelamente sono stati predisposti un manuale metodologico, contenente criteri di classificazione fino ai livelli più avanzati di analisi, e una guida specifica dedicata alle attività di ispezione e monitoraggio.

Grande attenzione è stata riservata anche alla formazione. Il gruppo di ricerca ha infatti organizzato incontri online con i tecnici provinciali, fornendo assistenza continua durante il caricamento dei dati e collaborando con gli sviluppatori della piattaforma per migliorarne progressivamente funzionalità e strumenti di analisi statistica.

L'obiettivo non è sostituire lo specialista geologo o geotecnico, ma consentire ai tecnici incaricati delle compilazioni di raccogliere dati affidabili e omogenei, riducendo gli errori nella compilazione delle schede e aumentando la qualità complessiva delle informazioni disponibili.

Le criticità nella valutazione del rischio frana

Nel corso della relazione sono emerse anche alcune delle principali difficoltà applicative delle attuali Linee Guida.

Tra queste assume particolare rilevanza la stima della magnitudo del fenomeno franoso, identificata dal parametro relativo al volume mobilizzabile della frana. Si tratta di un'informazione fondamentale perché consente di comprendere quale porzione della struttura possa essere interessata dall'evento e quindi di valutare correttamente la classe di attenzione.

Altrettanto complessa risulta la determinazione del grado di interferenza tra il corpo di frana e il ponte. La relazione distingue infatti tra interferenza diretta, quando il dissesto coinvolge le fondazioni dell'opera, e interferenza indiretta, come avviene nei casi di colate detritiche o caduta massi che impattano sulla struttura senza interessarne direttamente le fondazioni.

Per supportare i professionisti nella valutazione di questi parametri, il gruppo ReLUIS ha predisposto specifiche indicazioni metodologiche all'interno della collana ReLUIS Bridge, fornendo criteri semplificati per stimare, ad esempio, la profondità della superficie di scivolamento e il volume potenzialmente mobilizzabile della frana.

La piattaforma ACaMIR diventa uno strumento di analisi e prevenzione

La seconda parte dell'intervento, affidata all'ing. Antonella Ambrosino, ha mostrato le potenzialità della piattaforma ACaMIR nella gestione informatizzata delle informazioni sul rischio da frana.

Grazie all'integrazione con sistemi WebGIS è oggi possibile consultare automaticamente numerosi database territoriali, tra cui il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) e il Catalogo IFFI, consentendo di compilare molte sezioni della scheda direttamente attraverso informazioni già disponibili.

Il sistema permette inoltre di accedere alle carte geologiche, consultare i layer relativi all'uso del suolo, recuperare dati sulla velocità dei movimenti franosi e utilizzare formule semplificate per stimare la magnitudo del fenomeno partendo dall'area interessata dal dissesto.

Secondo l’ing. Ambrosino, l'integrazione automatica di queste banche dati rappresenta un passaggio fondamentale per incrementare il livello di compilazione delle schede e ottenere un quadro conoscitivo molto più affidabile dell'intero patrimonio infrastrutturale regionale.

Dalle dashboard alle strategie di gestione del patrimonio infrastrutturale

Uno degli sviluppi più interessanti illustrati durante la presentazione riguarda la possibilità di trasformare la piattaforma ACaMIR in uno strumento di analisi avanzata.

Le dashboard consentono infatti di correlare le caratteristiche dei ponti con le tipologie di fenomeno franoso, mettendo in relazione dati quali tipologia strutturale, luce dell'opera, velocità del movimento, magnitudo e livello di rischio.

Le prime elaborazioni hanno già restituito indicazioni significative. La provincia di Salerno presenta il maggior numero di opere interessate da rischio frana, seguita da Avellino, Caserta e Benevento, mentre Napoli non evidenzia casi censiti. Inoltre, nell'analisi condotta sulla provincia di Benevento è emerso che i ponti maggiormente interessati risultano essere quelli ad arco e quelli con luce complessiva inferiore ai dieci metri, confermando alcune evidenze già emerse nelle precedenti attività di monitoraggio.

L'obiettivo finale resta quello di incrementare progressivamente il livello di compilazione delle schede da parte delle Province, così da disporre di una base informativa sempre più completa e omogenea. Solo attraverso dati affidabili, integrati e costantemente aggiornati sarà infatti possibile individuare con maggiore precisione le opere che necessitano di approfondimenti e programmare interventi di monitoraggio e manutenzione realmente basati sul livello di rischio.

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI STEFANIA SICA E ANTONELLA AMBROSINO.


Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'utilizzo di strumenti di IA (ChatGpT).

IN SINTESI
-L'Italia resta il Paese europeo più esposto al rischio da frana, ma i collassi dei ponti direttamente causati da fenomeni franosi sono meno frequenti rispetto a quelli dovuti a rischio idraulico e scalzamento delle fondazioni.
-Il progetto ReLUIS-ACaMIR ha sviluppato strumenti operativi come manuali metodologici, guide per le ispezioni, applicativi WebGIS e attività di formazione per supportare le Province nella compilazione delle schede di rischio frana.
-Le principali criticità riguardano la stima della magnitudo della frana e dell'interferenza con il ponte, parametri fondamentali per definire correttamente la classe di attenzione prevista dalle Linee Guida.
-La piattaforma ACaMIR integra banche dati pubbliche, consentendo di automatizzare parte della compilazione delle schede e di realizzare dashboard capaci di correlare caratteristiche dei ponti e fenomeni franosi.
-Le prime analisi mostrano che la provincia di Salerno è quella maggiormente interessata dal rischio da frana, mentre i dati raccolti permettono già di individuare le tipologie di ponti più vulnerabili e di migliorare la programmazione delle attività di monitoraggio e manutenzione.

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