Scarico fumi scaldabagno a gas in condominio? Ecco quando è illegittimo
La sentenza del Tribunale di Roma, chiarisce che lo scarico dei fumi di uno scaldabagno può risultare illegittimo quando l’installazione nella chiostrina condominiale non garantisca adeguate condizioni di sicurezza e aerazione e violi il regolamento edilizio comunale.
Le regole condominiali e quelle sulla sicurezza degli impianti non possono essere ignorate quando sono in gioco la salute e la vivibilità degli spazi comuni. La sentenza del Tribunale di Roma si colloca in tale contesto in quanto tratta proprio un contenzioso nato per l’installazione di un tubo di scarico collegato a uno scaldabagno a gas di un laboratorio da parrucchiere, i cui fumi venivano scaricati nella chiostrina interna del condominio. Con la consulenza tecnica viene accertato che l’impianto fosse privo di adeguato sbocco esterno e violava il regolamento edilizio del Comune, causando il ristagno di gas e infiltrazioni di fumo negli appartamenti. Il giudice ha quindi dichiarato illegittima la collocazione del tubo di scarico nella chiostrina in ragione delle criticità tecniche accertate dalla CTU e in virtù anche della violazione del regolamento edilizio comunale, ordinandone la rimozione o l’adeguamento secondo le prescrizioni tecniche.
Scarico fumi di uno scaldabagno a gas
Lo scarico fumi dello scaldabagno a gas è un componente imprescindibile per il funzionamento dell’impianto, poiché consente l’espulsione dei gas evitando accumuli nocivi e rischi per la salute.
In generale, i sistemi di evacuazione possono funzionare per mezzo del:
- tiraggio naturale, sfruttando la risalita spontanea dei fumi caldi, meno densi e quindi più leggeri dell’aria circostante;
- tiraggio forzato, mediante ventole che espellono i gas all’esterno.
Nei sistemi a tiraggio naturale, il tubo di scarico deve essere realizzato con materiali resistenti alle alte temperature e avere un percorso il più possibile lineare, così da garantire una corretta dispersione dei fumi.
Si comprende quindi come gli impianti di scarico dei fumi all’interno degli edifici condominiali possano diventare un tema molto dibattuto soprattutto quando tali elementi di scarico vengono installati in (o a ridosso di…) cortili interni, chiostrine o cavedi privi di adeguata aerazione. La questione non riguarda soltanto il rispetto del decoro o delle distanze, ma anche i profili di sicurezza e salubrità degli ambienti. Proprio su questi principi si inserisce la recente decisione del Tribunale di Roma, che ha dichiarato illegittimo il posizionamento di un tubo di scarico di uno scaldabagno a gas all’interno di una chiostrina condominiale, ordinandone la rimozione o l’adeguamento secondo le prescrizioni tecniche indicate dal consulente nominato dal giudice.
Condominio e scarico fumi: illegittimo lo scarico dello scaldabagno nella chiostrina se pericoloso e non aerato
In un condominio alcuni residenti hanno contestato uno scaldabagno installato da un laboratorio da parrucchiere, accusato di scaricare fumi nella chiostrina interna causando disagi e problemi di aerazione. La consulenza tecnica disposta dal Tribunale, CTU, ha evidenziato la criticità dell’impianto e la violazione del regolamento edilizio comunale, poiché i fumi non venivano convogliati correttamente all’esterno dell’edificio.
Posizione scarichi impianti: cosa stabilisce la legge
Il giudice ha stabilito che “in primo luogo non è necessaria autorizzazione dell’assemblea dei condomini per l’installazione del tubo di scarico dei fumi laddove però si rispetti il principio delle distanze e soprattutto si rispetti i regolamenti comunali esistenti sul punto, dovendosi (...) tenere in particolare considerazione plurime constatazioni e precisamente che la fonte dell’immissione è ‘uno scaldabagno a gas metano a camera stagna’, che i gas da esso provenienti ‘scaricano’ all’intero della chiostrina condominiale – ove ci sono, peraltro, ‘altri impianti sia privati che condominiali’ -, che l’impianto è privo di un’aereazione dal basso, con la conseguenza che manca il ricambio dell’aria ed i gas tossici pesanti (pag. 7 dell’elaborato) ristagnano nella chiostrina; b) quindi, tenendo in particolare considerazione lo stato dei luoghi e gli esiti della CTU, che si richiamano, può dirsi che il problema è la pericolosità del posizionamento del tubo di scarico nella chiostrina condominiale; profilo che sicuramente deve essere adeguatamente valutato ai fini della dimostrazione della fondatezza della domanda nel presupposto che le richieste degli attori sono state confortate dall’accertamento tecnico espletato nel corso del giudizio, che ha tenuto conto dello stato dei luoghi e delle modalità di funzionamento dello scaldabagno (...)”.
Non serve l’autorizzazione dell’assemblea condominiale per installare il tubo di scarico dei fumi, purché si rispettino le distanze legali e i regolamenti tecnici e comunali, tuttavia nel caso concreto lo scarico dello scaldabagno a gas immetteva fumi nella chiostrina condominiale, che conteneva altri impianti ma non garantiva un'adeguata aerazione, con ristagno pericoloso di gas tossici.
Il problema non è l’autorizzazione condominiale, ma la conformità tecnica dell’impianto installato.
Difatti “(…) sussiste la violazione dell’art. 32 del regolamento edilizio del Comune di Roma con le conseguenti violazioni relative all’installazione del (...) all’esercizio dell’attività di parrucchiere”.
In conclusione: lo scarico dei fumi al servizio di una singola unità immobiliare può non richiedere un’autorizzazione dell’assemblea condominiale purché il suo utilizzo non comprometta la sicurezza e/o la salubrità degli ambienti altrimenti l’installazione non è consentita.
Scarica la sentenza in allegato
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FAQ Tecniche: Scarico fumi scaldabagno: quando è illegittimo in condominio | Ingenio
Quando uno scarico fumi in condominio può essere considerato illegittimo?
Uno scarico fumi può risultare illegittimo quando compromette sicurezza, salubrità o aerazione degli spazi comuni. Nel caso analizzato dal Tribunale di Roma, il problema derivava dal ristagno dei gas combusti in una chiostrina priva di adeguato ricambio d’aria. La valutazione tecnica della CTU è risultata determinante per accertare la pericolosità dell’impianto.
Serve l’autorizzazione dell’assemblea condominiale per installare uno scarico fumi?
In linea generale no, se l’impianto serve una singola unità immobiliare e non altera parti comuni o diritti degli altri condomini. Restano però obbligatori il rispetto delle distanze, delle norme tecniche e dei regolamenti edilizi comunali. In presenza di rischi per salute o sicurezza, l’impianto può essere contestato anche senza preventiva delibera assembleare.
Quali norme tecniche regolano gli scarichi dei prodotti della combustione?
Tra i riferimenti principali rientrano la UNI 7129 per impianti domestici alimentati a gas e il D.M. 37/2008 sugli impianti tecnologici. Possono inoltre applicarsi regolamenti edilizi comunali e prescrizioni ASL. Per casi specifici relativi a cavedi, chiostrine e ventilazione: [Verificare specifica tecnica/norma].
Perché una chiostrina può essere critica per lo scarico fumi?
Le chiostrine interne possono presentare ventilazione insufficiente e favorire il ristagno dei gas combusti. Il problema aumenta in presenza di altri impianti, aperture abitative o assenza di aerazione dal basso. La conformazione geometrica del cavedio incide direttamente sulla dispersione dei fumi e sulla sicurezza degli occupanti.
Quali verifiche deve effettuare il progettista o installatore?
Occorre verificare conformità normativa, percorso dei condotti, aerazione del locale e modalità di evacuazione dei prodotti della combustione. Devono essere controllati sbocchi terminali, tiraggio, interferenze con aperture e presenza di altri impianti. È inoltre necessario acquisire eventuali prescrizioni comunali o condominiali applicabili.
Quali errori tecnici ricorrono negli scarichi fumi condominiali?
Gli errori più frequenti riguardano scarichi in cavedi non ventilati, terminali troppo vicini a finestre o balconi, assenza di canna fumaria conforme e utilizzo improprio di condotti esistenti. Critica anche la mancata verifica della compatibilità tra apparecchio installato e sistema di evacuazione. [Verificare specifica tecnica/norma].
Come devono essere gestiti controlli e manutenzione degli impianti a gas?
Gli impianti devono essere sottoposti a manutenzione periodica e verifica dei fumi secondo normativa vigente e indicazioni del produttore. Occorre controllare integrità dei condotti, ventilazione e corretto funzionamento dello scarico. In ambito condominiale è opportuno documentare gli interventi con relazioni tecniche e dichiarazioni di conformità.
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