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Miglioramento sismico di scuole e ospedali senza interrompere i servizi: le soluzioni di ISAAC

Il miglioramento sismico di scuole e ospedali può essere affrontato senza interrompere servizi essenziali, ricorrendo a soluzioni di retrofit non invasive. Le tecnologie ISAAC, basate su sistemi di controllo attivo delle vibrazioni, consentono di aumentare la sicurezza degli edifici pubblici mantenendoli operativi durante gli interventi.

Gli Active Mass Damper sono dispositivi di controllo attivo della risposta dinamica installabili su edifici esistenti per ridurre vibrazioni, oscillazioni e sollecitazioni indotte dal sisma. Nell’ambito della sicurezza sismica della PA, ISAAC propone questa tecnologia come risposta a un’esigenza operativa centrale: intervenire su scuole, ospedali e strutture pubbliche senza chiudere l’edificio o interrompere i servizi.


Oltre l’adeguamento sismico: una questione di sistema

L’Italia detiene il primato del più alto rischio sismico nel Mediterraneo, una condizione dettata dalla sua collocazione geologica. Con un patrimonio immobiliare pubblico di circa 44.000 edifici — gran parte dei quali costruiti tra gli anni ’50 e ’70 prima delle moderne normative antisismiche — la messa in sicurezza di strutture critiche, come scuole e ospedali, deve essere una priorità assoluta.

La normativa italiana, dalla Legge 64/1974 fino alle “Norme tecniche per le costruzioni” (NTC 2018), impone requisiti sempre più stringenti per la sicurezza strutturale e non strutturale, al fine di garantire la resilienza del territorio.

Per questo motivo, per la Pubblica Amministrazione italiana, la sicurezza sismica non è più solo un tema tecnico, ma una questione sistemica. Intervenire su scuole, ospedali e infrastrutture strategiche significa operare su nodi essenziali della vita collettiva. Ogni scelta progettuale ha un impatto che va oltre la struttura: coinvolge servizi, comunità, responsabilità istituzionali.

Il punto critico è noto, ma spesso sottovalutato nella sua portata operativa: la maggior parte degli interventi tradizionali di adeguamento sismico è intrinsecamente incompatibile con la continuità d’uso degli edifici.

Cantieri invasivi, delocalizzazioni temporanee, sospensione delle attività. A questi si sommano costi indiretti rilevanti, che spesso diventano il vero ostacolo decisionale.

In questo scenario, la domanda che la PA si trova ad affrontare non è più “come adeguare”, ma:
come mettere in sicurezza senza interrompere la vita di un edificio?

Sicurezza sismica: il limite delle soluzioni tradizionali

Le tecniche di intervento consolidate agiscono prevalentemente sulla capacità resistente della struttura: rinforzi, irrigidimenti, sostituzioni di elementi.

Un approccio efficace, ma che presenta tre criticità strutturali per la committenza pubblica:

  • Invasività elevata, con impatto diretto su tempi e complessità del cantiere
  • Interferenza con le funzioni, spesso non compatibile con edifici in esercizio
  • Difficoltà di integrazione nei cicli autorizzativi, finanziari e realizzativi della PA, spesso aggravata dalla necessità di gestire varianti in corso d’opera, che aumentano l’incertezza su tempi, costi e responsabilità.

Il risultato è un paradosso operativo: gli edifici pubblici più fragili e strategici, come scuole e ospedali, sono spesso quelli che restano non protetti più a lungo, perché la necessità di garantirne la continuità operativa rende difficilmente applicabili gli interventi sismici tradizionali.

ISAAC: dalla resistenza alla risposta dinamica

È in questo contesto che si inserisce il contributo di ISAAC antisismica, che propone un cambio di paradigma: passare da un approccio basato sulla resistenza a uno basato sulla gestione attiva della risposta dinamica.

La tecnologia sviluppata dall’azienda si fonda su sistemi Active Mass Damper (AMD), dispositivi installati in copertura o sottotetto che interagiscono in tempo reale con il comportamento dell’edificio e ne smorzano le vibrazioni.

Il principio è noto in ambito ingegneristico, ma qui trova una declinazione applicativa orientata al retrofit del costruito:

  • rilevazione continua delle accelerazioni
  • modellazione dinamica del comportamento strutturale
  • generazione di forze in controfase attraverso masse controllate
  • riduzione delle ampiezze di oscillazione e delle sollecitazioni

Non si interviene sulla struttura per modificarla, ma si agisce sul suo comportamento per stabilizzarla. Una tecnologia non invasiva, adattiva e monitorata, che trasforma la sicurezza sismica in una funzione continua dell’edificio. L’efficacia di questo approccio è stata validata attraverso test sperimentali su scala reale condotti presso laboratori indipendenti, in cui edifici dotati di sistemi Active Mass Damper hanno mostrato una significativa riduzione della risposta sismica e delle sollecitazioni, anche in condizioni di input severo.

Un passaggio fondamentale, che consente di passare da un’innovazione teorica a una soluzione applicabile e verificabile in contesti reali.

Scopri come ISAAC supporta la Pubblica Amministrazione nella messa in sicurezza sismica senza interrompere i servizi.
Sicurezza sismica non invasiva per edifici pubblici

Implicazioni operative per la Pubblica Amministrazione

L’adozione di un approccio di questo tipo non è solo una scelta tecnologica, ma una leva gestionale. Per la PA, significa intervenire su tre dimensioni critiche.

Continuità operativa

L’installazione dei sistemi non richiede l’interruzione delle attività. Questo aspetto è determinante per strutture sanitarie, dove la continuità è imprescindibile e per edifici scolastici, dove la chiusura genera impatti organizzativi e sociali. La sicurezza viene integrata nel funzionamento ordinario, non ottenuta attraverso la sospensione del servizio.

Riduzione dell’invasività

L’assenza di interventi strutturali rilevanti riduce:

  • tempi autorizzativi
  • complessità progettuale
  • interferenze con il patrimonio esistente

Un elemento particolarmente rilevante nel caso di edifici vincolati o ad alta complessità impiantistica.

Installazione di sistemi Active Mass Damper su una scuola della provincia di Caserta (zona sismica 2) senza interrompere le attività scolastiche.
Installazione di sistemi Active Mass Damper su una scuola della provincia di Caserta (zona sismica 2) senza interrompere le attività scolastiche. (ISAAC)

Compatibilità con i tempi della PA

La rapidità di installazione e la modularità dei sistemi consentono una maggiore aderenza ai cicli di programmazione e finanziamento.

Questo rende possibile pianificare interventi scalabili, rispettare scadenze stringenti (come quelle legate al PNRR) e migliorare la capacità di spesa e rendicontazione.

Vista di un dispositivo Active Mass Damper installato in copertura
Vista di un dispositivo Active Mass Damper installato in copertura (ISAAC)

EVENTO

Intervenire senza fermare: la sfida della sicurezza sismica della PA al centro di Forum PA 2026

Queste criticità non sono teoriche, ma emergono ogni giorno nei processi decisionali della PA. Per questo, saranno al centro di Forum PA 2026, che si terrà a Roma dal 9 all’11 giugno, e sarà dedicato alla costruzione di una “PA che genera futuro”: la chiusura del ciclo del PNRR e l’accelerazione portata dalle tecnologie emergenti, stanno imponendo alla PA una revisione profonda dei propri modelli decisionali, operativi e di investimento.

All’interno del format “I Pitch di Forum PA: Innovazione in Azione”, ISAAC porterà un contributo focalizzato su un nodo operativo spesso critico per la PA: come intervenire sulla sicurezza sismica degli edifici pubblici senza comprometterne la funzionalità.

Martedì 9 giugno, ore 15:40 – 16:00, Sala 8
Relatore: Davide Costadone, Head of Sales & Marketing – ISAAC

L’intervento si concentrerà su tre direttrici principali:

  • Superare il vincolo della discontinuità operativa, mostrando come sia possibile intervenire su edifici strategici senza interromperne le attività
  • Integrare innovazione tecnologica e sostenibilità economica, con soluzioni compatibili con i tempi e i modelli di spesa della PA
  • Portare casi e approcci applicabili, in grado di ridurre il divario tra disponibilità tecnologica e reale adozione

Partecipa allo speech ISAAC a Forum PA 2026 per approfondire approcci operativi non invasivi alla sicurezza sismica degli edifici pubblici.
FORUM PA 2026


FAQ TECNICHE - Sicurezza sismica PA: soluzioni non invasive ISAAC per scuole e ospedali

Perché la sicurezza sismica è una priorità per la Pubblica Amministrazione?

La sicurezza sismica rappresenta una responsabilità diretta per la Pubblica Amministrazione, sia nella tutela delle persone sia nella continuità dei servizi essenziali. In Italia si registrano ogni anno migliaia di eventi sismici e il loro impatto economico può arrivare fino a 15–30 miliardi di euro annui, incidendo in modo significativo sulle risorse pubbliche.

Tuttavia, per gli enti pubblici il tema non si esaurisce nella prevenzione del danno strutturale. Il vero elemento critico è la capacità degli edifici di continuare a funzionare anche in condizioni di emergenza. Scuole, ospedali e uffici pubblici devono garantire operatività, perché rappresentano un presidio per la comunità.

Per questo motivo, oggi la sicurezza sismica viene sempre più interpretata come capacità di proteggere non solo l’edificio, ma anche il servizio che ospita, nel rispetto delle responsabilità tecniche, amministrative e sociali della PA.

Quali obblighi normativi ha la PA sugli edifici esistenti?

Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) richiedono alla Pubblica Amministrazione di valutare la sicurezza sismica degli edifici esistenti, con particolare attenzione a quelli pubblici e strategici, come scuole e ospedali. In questi contesti, non è sufficiente una riduzione generica del rischio, ma è necessario adottare soluzioni che garantiscano livelli adeguati di sicurezza e, quando possibile, un miglioramento misurabile delle prestazioni.

Questo implica la scelta di interventi che siano coerenti con il quadro normativo, supportati da evidenze tecniche e sostenibili nel lungo periodo, sia dal punto di vista economico che gestionale.

È possibile migliorare la sicurezza sismica senza interrompere le attività?

Sì, ed è oggi uno dei criteri più rilevanti nelle decisioni della Pubblica Amministrazione. Le soluzioni tradizionali richiedono spesso interventi invasivi che comportano la chiusura temporanea degli edifici e l’interruzione dei servizi. Questo genera complessità organizzativa e costi indiretti difficili da sostenere, soprattutto in contesti come scuole, ospedali o uffici pubblici.

Le tecnologie antisismiche non invasive permettono invece di intervenire mantenendo l’edificio operativo, evitando sospensioni delle attività e trasferimenti temporanei. In questo modo, la sicurezza viene migliorata senza compromettere la funzione dell’edificio, con un impatto significativamente ridotto sull’organizzazione e sulla comunità.

Qual è il reale costo di un evento sismico per un edificio pubblico?

Il costo di un evento sismico non si limita ai danni strutturali. Per la Pubblica Amministrazione, l’impatto più rilevante è spesso legato alla perdita di operatività dell’edificio e alla gestione delle conseguenze. L’interruzione dei servizi, la necessità di riorganizzare le attività e la gestione dell’emergenza generano effetti economici e sociali che possono superare il costo diretto del danno.

In Italia, il costo complessivo dei terremoti può arrivare fino a 15–30 miliardi di euro all’anno, a dimostrazione di quanto il tema incida sul sistema Paese. Per questo motivo, oggi la valutazione degli interventi non si basa più solo sulla riduzione del danno, ma sulla capacità di garantire continuità operativa e stabilità nel tempo.

Come si misura l’efficacia di un intervento antisismico?

L’efficacia di un intervento antisismico viene valutata attraverso parametri tecnici definiti dalla normativa, tra cui l’indice di sicurezza sismica. Questo indicatore consente di misurare in modo oggettivo la capacità di un edificio di resistere a un evento sismico, confrontando la situazione prima e dopo l’intervento.

Un miglioramento significativo di questo indice rappresenta un incremento concreto della sicurezza e un avvicinamento ai livelli richiesti per l’adeguamento. Ad esempio, un passaggio da 0,51 a 0,85 indica un’evoluzione sostanziale delle prestazioni strutturali. Accanto ai parametri tecnici, è sempre più rilevante considerare anche la capacità dell’intervento di garantire continuità operativa, riduzione del rischio per le persone e sostenibilità nel lungo periodo.

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