Caleffi, viaggio nella Smart Factory dove si costruisce la qualità degli impianti idrotermosanitari
La Smart Factory Caleffi, raccontata da Antonello De Magistris, integra produzione, collaudi, automazione e logistica per gestire 7.200 codici e circa 40 milioni di pezzi l’anno. Il modello punta su filiera interna, supply chain europea, Industrial IoT e competenze tecniche.
Antonello De Magistris, Direttore Produzione & Logistica di Caleffi Spa, racconta il modello industriale con cui l’azienda governa produzione, collaudi, automazione e logistica dei componenti per impianti idrotermosanitari. L’articolo analizza una Smart Factory che gestisce 7.200 codici, oltre 90 Paesi serviti e circa 40 milioni di pezzi l’anno, con supply chain per il 98% europea, più di 20.000 posti pallet e un approccio basato su qualità diffusa, dati industriali e formazione tecnica.
Smart Factory Caleffi: qualità, automazione e filiera interna per i componenti idrotermosanitari
Nel settore dell’impiantistica, la qualità di un componente non si misura solo nella sua prestazione tecnica, ma nella capacità di garantire continuità, sicurezza ed efficienza lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto. È su questo equilibrio tra affidabilità industriale, innovazione di processo e servizio al mercato che si fonda il modello produttivo di Caleffi, realtà italiana attiva a livello internazionale nel campo dei componenti per impianti idrotermosanitari.
Ne abbiamo parlato con Antonello De Magistris, Direttore Produzione & Logistica di Caleffi Spa, per approfondire come l’azienda governa una filiera complessa che integra progettazione, manifattura, collaudi, automazione, digitalizzazione e logistica.

Dai numeri della produzione — 7.200 codici commercializzati in oltre 90 Paesi e circa 40 milioni di pezzi prodotti ogni anno — emerge una Smart Factory in cui controllo qualità, tracciabilità, competenze tecniche e sostenibilità operano come leve strategiche per rispondere alle esigenze di progettisti, installatori, distributori e mercati internazionali.
Dalla progettazione al collaudo: dentro il modello Caleffi per componenti impiantistici affidabili
Caleffi opera in un ambito in cui la qualità del componente incide direttamente sull’efficienza, sulla sicurezza e sulla continuità di funzionamento degli impianti. Dal suo punto di osservazione, come è organizzata la produzione per garantire precisione, ripetibilità e affidabilità su larga scala, anche per mercati e applicazioni molto diversi tra loro?
Antonello De Magistris
Siamo consapevoli dell'impatto che i nostri prodotti hanno sulla quotidianità delle persone e di come facciano la differenza sia negli impianti domestici sia in strutture sensibili come ospedali e scuole. È per questo che l’attenzione alla qualità guida l'intero processo. Sia i nostri prodotti sia i nostri processi sono sottoposti a rigorose verifiche nazionali e internazionali da parte degli enti omologatori.

La nostra scelta strategica è di mantenere all’interno i passaggi chiave: progettazione, manifattura e collaudi costituiscono un patrimonio aziendale inalienabile. Parallelamente, investiamo in automazione e digitalizzazione per garantire la massima ripetibilità su piccoli e grandi volumi. Non ci limitiamo a una verifica finale: la qualità è diffusa lungo tutta la catena produttiva grazie a controlli in tempo reale e collaudi automatici. Questo approccio integrato ci permette di coniugare scala industriale, affidabilità e rapidità di risposta nel mercato nazionale ed estero.
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Smart Factory e filiera interna: i numeri della produzione Caleffi
Nel tempo Caleffi ha sviluppato un modello industriale molto strutturato. Quali scelte ritiene oggi più strategiche per mantenere il controllo sulla qualità: internalizzazione dei processi, automazione, tracciabilità, competenze specialistiche o integrazione tra questi fattori? Ci sono numeri che, più di altri, aiutano a comprendere la dimensione industriale di Caleffi: volumi produttivi, referenze a catalogo, linee automatizzate, persone coinvolte, spedizioni, mercati serviti. Quali indicatori raccontano meglio la complessità produttiva e logistica dell’azienda?
Antonello De Magistris
Credo che oggi più che mai la vera leva strategica risieda nell’integrazione tra competenze, processi e capacità di governare gli eventi disruptive che si manifestano con frequenza sempre maggiore. I numeri descrivono chiaramente questa complessità: gestiamo un catalogo di 7.200 codici di articoli commercializzati nei cinque continenti in oltre 90 Paesi, per un volume complessivo di circa 40 milioni di pezzi prodotti all’anno.
La produzione si concentra in due stabilimenti nel raggio di 10 km in provincia di Novara, per una superficie totale di 93.000 metri quadrati coperti.
Come abbiamo detto prima, copriamo l’intera filiera: dalle lavorazioni meccaniche allo stampaggio plastico, fino al montaggio e al collaudo del singolo pezzo. A muovere questo ecosistema sono 600 tra tecnici e operatori, coordinati da sistemi di pianificazione e piattaforme digitali che ci rendono a tutti gli effetti una Smart Factory.
Materie prime, logistica e stoccaggio: come Caleffi rende più resiliente la produzione
Negli ultimi anni la supply chain è diventata un tema centrale per molte imprese manifatturiere. In un contesto segnato da variabilità dei mercati, disponibilità delle materie prime e tempi di approvvigionamento non sempre prevedibili, quali strategie adottate per garantire continuità produttiva e capacità di risposta al mercato?
Antonello De Magistris
Un dato fondamentale da cui partire è che il 98% delle materie prime che utilizziamo è di origine europea. A questo si affiancano gli importanti investimenti che stiamo sostenendo per la nostra logistica per incrementare la nostra capacità di stoccaggio che ha ormai superato la quota di 20.000 posti pallet (una superficie equivalente a circa tre campi da calcio messi uno accanto all’altro).

In sintesi, il nostro obiettivo è disporre di una supply chain il più possibile corta, strutturata su direttrici garantite e supportata da una capacità di immagazzinamento in grado di assorbire le perturbazioni dei mercati di fornitura. Raggiungere questo traguardo richiede un’analisi meticolosa sulla stratificazione delle scorte e lo sviluppo di un modello logistico-produttivo che sia al contempo scalabile e fortemente reattivo.

Componenti per impianti: come Caleffi organizza logistica, magazzini automatici e customer care
La logistica è spesso percepita come una fase finale, ma in realtà incide in modo diretto sul servizio a distributori, installatori e operatori dell’edilizia. Come è organizzato il sistema logistico Caleffi per assicurare tempi affidabili, tracciabilità delle forniture e capacità di risposta alle richieste del mercato?
Antonello De Magistris
Per quanto concerne il mercato Italia, la nostra logistica è strutturata per rispondere con la massima tempestività e precisione alle esigenze dei nostri clienti e partner. Per gli ordini urgenti di articoli a catalogo disponibili a magazzino, ottimizziamo i passaggi interni per garantire l'evasione e la partenza dei materiali in tempi estremamente rapidi.
A questa efficienza operativa affianchiamo un servizio di customer care diretto: siamo fermamente convinti che la reattività tecnologica non debba mai sostituire il valore della relazione umana.
Questo equilibrio è reso possibile e sostenuto da una logistica integrata direttamente nei nostri siti produttivi, in cui i magazzini automatici verticali lavorano in sinergia con moderne linee di spedizione. Un flusso automatizzato in cui, però, l'esperienza e il controllo delle nostre persone restano il fattore cruciale.
Efficienza industriale: Caleffi riduce del 33% i kWh per ora lavorata con dati e automazione
Produzione e logistica generano una grande quantità di dati: tempi ciclo, scarti, consumi energetici, performance delle linee, rotazione di magazzino, livelli di servizio. Come vengono utilizzati questi indicatori per ottimizzare i processi, migliorare l’efficienza industriale e ridurre l’impatto ambientale dell’organizzazione?
Antonello De Magistris
Evitiamo la “bulimia da dati” e l'errore concettuale di pensare che debbano essere loro a dettare la strategia. Nel nostro modello distinguiamo i “KPI di governo”, essenziali per gestire un sistema complesso, dai “KPI prestazionali”, orientati al raggiungimento degli obiettivi. Personalmente, sono convinto che se i primi vengono gestiti correttamente, i secondi ne siano una naturale conseguenza.
Per questo motivo, la nostra impostazione prevede la raccolta del dato il più vicino possibile al punto in cui si genera, ricorrendo anche a soluzioni Industrial IoT (Internet of Things) per gestire quella che mi piace definire la “domotica di fabbrica”. Tra questi sistemi possiamo citare quello che regola automaticamente l’illuminazione, ottimizza il recupero del calore generato dalle centrali di aria compressa, controlla la temperatura e la portata di aerotermi ed estrattori per milioni di metri cubi d’aria, e sincronizza i sistemi ausiliari di produzione.
Questi interventi coordinati ci hanno permesso di ridurre del 33% i kWh per ora lavorata e, con nuovi investimenti in fotovoltaico, di aumentare di quasi 40 volte l’energia autoprodotta espressa in MWh.
La fabbrica digitale non funziona senza persone: il modello Caleffi tra automazione, competenze e nuove generazioni
L’automazione viene spesso associata unicamente all’incremento della produttività, ma l'avvento di linee digitalizzate trasforma profondamente anche il fattore umano. Nel vostro caso, in che modo queste tecnologie hanno ridefinito e valorizzato il ruolo degli operatori e quanto è centrale la formazione interna per costruire le competenze necessarie a governare processi industriali così complessi?
Antonello De Magistris
In Caleffi l’evoluzione tecnologica non significa sostituire le persone, ma metterle in condizione di lavorare meglio, semplificando le attività operative così da renderle più sicure e sostenibili. Questa scelta risponde anche alle sfide di un mercato del lavoro in profonda trasformazione: se da un lato la manodopera tradizionale scarseggia, dall'altro cresce la necessità di tecnici specializzati capaci di governare la fabbrica digitale.
In un panorama così caratterizzato, la formazione interna è una leva strategica per coltivare competenze sempre più rare. Nelle nostre lavorazioni meccaniche, ad esempio, processiamo ogni anno un volume di materiale pari a 1,5 volte il peso della Torre Eiffel: un'attività che richiede attrezzisti e operatori esperti. Nonostante la tecnologia si sia evoluta enormemente grazie a CNC e celle robotizzate, la padronanza dei materiali e del disegno tecnico restano cruciali come trent'anni fa.
A ciò si lega a doppio nodo la sfida del ricambio generazionale e del trasferimento del nostro patrimonio di esperienza, un percorso che richiederebbe anche l'evoluzione del sistema scolastico, che dovrebbe familiarizzare maggiormente con il contesto della fabbrica moderna.
Per supportare questo passaggio, ci stiamo dotando di una piattaforma LMS (Learning Management System) in modo da offrire una formazione continua, digitale e integrata nella quotidianità lavorativa. Guardiamo infine alle tecnologie di frontiera, come l’intelligenza artificiale, per continuare a innovare e rendere Caleffi un’azienda sempre più dinamica e attrattiva per le nuove generazioni.
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