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Struttura ibrida a secco e facciate climatiche: il progetto del Nuovo Ospedale di Brescia

Il nuovo ospedale di Brescia concentrerà in 60.500 m² le principali funzioni clinico-tecnologiche, con oltre 745 posti letto. Main Hospital, Children Hospital e CareRing integreranno cura, ricerca, paesaggio, flussi separati e spazi terapeutici secondo i principi One Health.

Il nuovo ospedale di Brescia è un campus sanitario progettato per integrare assistenza, ricerca, didattica e paesaggio secondo i principi One Health. Il progetto vincitore riorganizza le funzioni clinico-tecnologiche in un Main Hospital e in un Children Hospital, collegati dal CareRing: un anello paesaggistico di oltre un chilometro che separa i flussi tecnici dai percorsi sanitari. Luce naturale, orientamento intuitivo, giardini terapeutici, facciate a controllo solare e struttura ibrida legno-acciaio concorrono alla qualità degli ambienti e all’adattabilità futura.


Un ospedale curare anche attraverso l’architettura? Il progetto del nuovo campus di Brescia

Si è concluso il concorso internazionale per la realizzazione dell’Ospedale del Futuro di Brescia. Il progetto vincitore, sviluppato da Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli, è stato presentato questo pomeriggio al Teatro Grande di Brescia, alla presenza del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, del Direttore Generale della ASST Spedali Civili di Brescia Luigi Cajazzo e delle cariche istituzionali coinvolte.

La cerimonia è stata accompagnata da un ensemble d'eccezione: un quartetto d'archi, Jiwon Kang al pianoforte e due voci femminili, Viviana Nebuloni, soprano e Marina Serpagli, mezzosoprano. La musica ha attraversato l'intero evento in tre momenti — l'apertura, l'intermezzo e la chiusura — intrecciando il respiro del grande cinema e la tradizione operistica, dal raccoglimento allo slancio verso il futuro.

Spedale Civile di Brescia, Masterplan.
Spedale Civile di Brescia, Masterplan. (Viz by Park)

Il progetto presentato affronta la trasformazione di uno dei principali presidi sanitari lombardi come occasione per ridefinire il ruolo stesso dell’ospedale contemporaneo: una infrastruttura pubblica integrata capace di generare benessere collettivo. Saranno applicati i principi di One Health, secondo cui salute umana, ambiente e sistemi sociali costituiscono un unico campo interdipendente. Questo si traduce in una strategia che intreccia cura, didattica, ricerca e paesaggio in un organismo unitario, pensato per evolvere nel tempo. I lavori inizieranno nel 2028 e l’investimento sarà di 274 milioni di euro, con previsione di risorse aggiuntive da parte di Regione Lombardia.

L’impianto originario progettato dall’ing. Angelo Bordoni agli inizi del Novecento rappresenta la matrice generativa del progetto. Il nucleo esagonale e l’andamento radiale saranno reinterpretati come struttura portante di un nuovo assetto territoriale.

Spedali Civili di Brescia, Drone.
Spedali Civili di Brescia, Drone. (Viz by Park)

La natura avvolgerà l’intero campus, in modo tale che i pazienti, il personale e i visitatori si muovano nel paesaggio tanto quanto nell’architettura. I nuovi volumi si apriranno verso l’esterno, verso la luce, l’aria e il profilo montano delle Prealpi. Le funzioni clinico tecnologiche saranno concentrate nei nuovi volumi per un totale di 60.500 metri quadrati e oltre 745 posti letto, mentre i padiglioni storici verranno progressivamente rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e scientifiche. Il rapporto con la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia sarà così consolidato e reso strutturale, rafforzando la vocazione universitaria del complesso e configurando il campus come sistema integrato in cui assistenza e ricerca operano in continuità.

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Main Hospital

Il Main Hospital si articola in tre bracci interconnessi che reinterpretano la logica radiale dell’ospedale esistente, aprendo l’impianto verso la città. Al piano terra una lobby continua e completamente vetrata costituirà la soglia urbana dell’intervento. Lo spazio si affaccia su una nuova piazza pubblica e stabilisce una relazione con il tessuto circostante, trasformando l’ospedale in un luogo permeabile e riconoscibile.

Spedali Civili di Brescia, Main Hospital, vista frontale.
Spedali Civili di Brescia, Main Hospital, vista frontale. (Viz by Park)

All’interno l’organizzazione privilegia chiarezza distributiva, luce naturale e orientamento intuitivo. I principi dell’Healing Architecture sono applicati attraverso scelte misurabili: controllo della qualità della luce, comfort acustico, proporzioni calibrate, affacci verso il paesaggio delle Prealpi bresciane. Ogni camera è concepita come ambiente di decompressione, dove la relazione visiva con l’esterno diventa parte integrante del processo di cura.

Le estremità dei bracci, configurate come grandi serre vetrate, ospitano spazi che estendono la dimensione interna verso l’esterno, attenuando la percezione di chiusura.

Il Main Hospital valorizza le funzioni già presenti attraverso una più efficace organizzazione delle relazioni tra aree cliniche, diagnostiche, interventistiche, intensive, logistiche e di supporto. Prossimità funzionali, chiarezza dei flussi e riduzione dei tempi di percorrenza contribuiranno a migliorare continuità operativa, efficienza gestionale e qualità dell’esperienza di cura.

Le facciate integreranno soluzioni avanzate di controllo solare e ottimizzazione energetica. La trasparenza sarà governata attraverso un sistema tecnologicamente sofisticato che bilancia prestazioni ambientali e continuità visiva, rendendo la facciata uno strumento attivo di regolazione climatica oltre che un elemento espressivo.

Spedali Civili di Brescia, Main Hospital.
Spedali Civili di Brescia, Main Hospital. (Viz by Park)

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Children Hospital

Il Children Hospital si configura come organismo autonomo composto da tre volumi cilindrici con altezze differenti. Il sistema di terrazze e corti interne rappresenterà un vero e proprio giardino terapeutico, con la natura che entrerà a diretto contatto con ogni reparto dell’ospedale. Il paesaggio sarà una componente strutturale dell’esperienza terapeutica.

Spedali Civili di Brescia, Ospedale per bambini.
Spedali Civili di Brescia, Ospedale per bambini. (Viz by Park)

La lobby di ingresso si sviluppa con un grande atrio a tutta altezza che diventa uno spazio di socialità, accogliendo aree gioco e zone di consultazione in un’atmosfera luminosa e protetta.

Spedali Civili di Brescia, Children Hospital Room.
Spedali Civili di Brescia, Children Hospital Room. (by CRA Carlo Ratti Associati)

CareRing e paesaggio

Il CareRing è il principio spaziale centrale del progetto: un anello continuo di oltre un chilometro in cui il paesaggio organizza mobilità, logistica e vita pubblica. Più che una semplice infrastruttura, il ring è un dispositivo paesaggistico che connette il campus alla città, le persone alle ecologie e l’idea di salute alla qualità dei luoghi. Nel sottosuolo concentra i flussi tecnici e operativi, separandoli dai percorsi sanitari per garantire efficienza e sicurezza. In superficie si sviluppa come sistema verde continuo, con piazze alberate, giardini terapeutici e spazi aperti accessibili. Il paesaggio orienta i flussi, favorisce il benessere quotidiano e costruisce nuove relazioni tra ospedale, campus e città. Paesaggio, movimento e funzioni ospedaliere convergono così in un’unica figura spaziale, espressione del principio One Health e dell’idea che la salute umana sia inseparabile da quella ambientale.

Struttura, adattabilità e tecnologia

La struttura ibrida in legno e acciaio, assemblata a secco, riduce l’impatto carbonico e ottimizza i tempi di realizzazione, ma soprattutto introduce un principio di modularità che consente riconfigurazioni future. L’architettura è concepita come sistema aperto, predisposto ad accogliere l’evoluzione delle tecnologie mediche e dei modelli di cura.

La dimensione digitale attraversa il progetto: sistemi di orientamento intelligente, gestione dei flussi e monitoraggio ambientale diventano strumenti operativi per migliorare efficienza e sicurezza senza imporsi visivamente. La componente esperienziale integra dispositivi fisici e piattaforme digitali per rendere l’accesso e la fruizione più intuitivi e inclusivi introducendo principi per ridurre passaggi ridondanti, interferenze e tempi improduttivi e favorendo la reingegnerizzazione delle attività quotidiane.

L’ospedale sarà un’infrastruttura pubblica capace di tradurre in architettura i principi di One Health. La concentrazione delle funzioni clinico-tecnologiche nei nuovi volumi rafforzerà le relazioni tra le diverse aree del complesso, trasformando l’ospedale in una rete clinica, logistica e digitale più efficiente, leggibile e resiliente.

Un campus sanitario in cui precisione tecnica, responsabilità ambientale e qualità spaziale convergono in una visione di lungo periodo della salute collettiva.


FAQ TECNICHE: Ospedale del Futuro di Brescia: progetto, struttura e Healing Architecture

Che cos’è il progetto dell’Ospedale del Futuro di Brescia?

È il progetto di trasformazione del campus degli Spedali Civili attraverso nuovi edifici destinati alle funzioni cliniche, diagnostiche, intensive e pediatriche.
Prevede un Main Hospital, un Children Hospital e la rifunzionalizzazione progressiva dei padiglioni storici.
Il sistema integra assistenza, ricerca universitaria, didattica, logistica e paesaggio.

In quali contesti si applicano i principi progettuali adottati?

I criteri sono applicabili a ospedali, poliambulatori, strutture pediatriche e campus sanitari complessi.
Risultano particolarmente rilevanti quando occorre separare flussi pubblici, sanitari, logistici e tecnici.
L’approccio può essere adottato sia nelle nuove costruzioni sia nella riorganizzazione di presidi esistenti.

Quali norme regolano luce naturale, automazione e gestione digitale?

La UNI EN 17037:2022 disciplina la valutazione della luce diurna, della vista verso l’esterno e dell’abbagliamento.
La UNI EN ISO 52120-1:2022 riguarda automazione, controllo e gestione tecnica degli edifici.
La serie UNI EN ISO 19650 disciplina invece la gestione informativa BIM.

Quali vantaggi offre la Healing Architecture in un ospedale?

La Healing Architecture punta a ridurre disorientamento, stress ambientale e percezione di isolamento.
Nel progetto viene tradotta in luce naturale, viste sul paesaggio, comfort acustico, percorsi leggibili e spazi verdi.

Come sono organizzati i percorsi e i flussi ospedalieri?

Il CareRing separa i flussi tecnici e operativi, collocati prevalentemente nel sottosuolo, dai percorsi sanitari e pubblici.
Il Main Hospital privilegia prossimità tra aree cliniche, diagnostiche, interventistiche e intensive.
La progettazione esecutiva dovrà verificare interferenze, tempi di percorrenza, accessibilità ed evacuazione.

Come vengono affrontate adattabilità, manutenzione e durabilità?

La struttura ibrida legno-acciaio assemblata a secco è concepita per favorire modularità e riconfigurazioni future.
La durabilità dipenderà dalla protezione al fuoco, dall’umidità, dai dettagli dei nodi e dall’accessibilità degli impianti

Fonte: Politecnica

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