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Strutture di contenimento post-sisma di murature e facciate con poliuretano espanso e strutture reticolari in acciaio. Rinforzo per il contenimento di volte in muratura

Due esempi di interventi di messa in sicurezza post-sismica, tratti dal mio nuovo libro in corso di pubblicazione su Ingenio, illustrano l’applicazione di poliuretano espanso rigido a celle chiuse per il fissaggio degli elementi labili, affiancata dalla realizzazione di strutture reticolari in acciaio di contrasto alle murature dissestate dal sisma. A disposizione le tavole progettuali libere da copyright.

Nuovo Libro di Massimo Mariani
Testo e tavole progettuali tratti da
"INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DEGLI EDIFICI IN MURATURA. PARTICOLARI COSTRUTTIVI"
in corso di pubblicazione online su INGENIO
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In questo articolo trovi i paragrafi 1.1.7 e 1.1.8 del Capitolo 1 – Opere Provvisionali

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Strutture provvisionali di contenimento delle spinte generate dalle volte e strutture di contrasto di un campanile a vela in condizioni di pre-collasso

La prima parte dell’intervento provvisionale successivo al sisma, è stata finalizzata a bloccare le parti labili della struttura del campanile a vela non collassate di figura 1.1.7a anche per scongiurare pericoli durante le operazioni di messa in sicurezza stessa.

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7.a - Prospetto laterale della chiesa oggetto della messa in sicurezza provvisionale post-sismica che evidenzia il crollo di parte del suo campanile. (Massimo Mariani)

 

Per tutto ciò si è reso indispensabile stabilizzare le murature rimaste in bilico, facendo ricorso all’applicazione di poliuretano espanso a celle chiuse, totalmente rimovibile all’atto dei successivi interventi di consolidamento e restauro. Questa operazione è stata eseguita con l’applicazione del poliuretano spruzzato da una distanza di un paio di metri dall’àmbito da consolidare (figure 1.1.7b, 1.1.7c).

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7b - Sistema strutturale provvisionale di contrasto esterno alla chiesa, di cui alla figura precedente, formato da un telaio di tubi e giunti di acciaio e messa in sicurezza del campanile. - Prospetto laterale (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7c - Sistema strutturale provvisionale, descritto nelle figure precedenti e sua messa in sicurezza in attesa dell’intervento definitivo di consolidamento e restauro. - Prospetto laterale – Particolare campanile (Massimo Mariani)

 

Tutto ciò è stato possibile con il ricorso ad una piattaforma oleodinamica che ha garantito la giusta distanza degli operatori dalla struttura in fase di pre-collasso e la protezione dalle sostanze spruzzate. Lo strato di poliuretano espanso è stato armato al suo interno con una rete in fibra di vetro adagiata durante l’operazione di spruzzo sulla parte da consolidare.

Una volta conclusa l’operazione di rivestimento con il poliuretano espanso, si è proceduto alla realizzazione di una impalcatura in tubi e giunti che ha avuto la funzione di sostegno delle murature del campanile, delle pareti esterne della chiesa adiacenti ad esso e di ausilio in futuro alle opere di consolidamento e restauro per il recupero post-sismico dell'edificio; in tal modo la quasi totalità dei ponteggi di contrasto per la messa in sicurezza della chiesa potrà essere recuperata per un suo utilizzo anche durante le opere di consolidamento (figure 1.1.7d, 1.1.7e, 1.1.7f, 1.1.7g).

Inoltre, sulle pareti esterne da contrastare è stata posta a contatto una rete di acciaio zincato. Tale adiacenza è stata garantita da basette regolabili dei tubi della struttura di contrasto.

Per impedire lo scorrimento dei piedi dell’impalcatura questa è stata bloccata con funi di acciaio e tenditori ancorati alla base delle facciate per mezzo di golfari avvitati su barre filettate di acciaio poste all'interno di perforazioni che sono state saturate con resine epossidiche bicomponenti. Questa operazione è possibile anche con sostanze cementizie o a base di calce additivate. Le funi sono state bloccate da morsetti ad attrito e messe in tensione con tenditori manuali.

La messa in sicurezza del campanile è stata completata attraverso la puntellatura delle aperture con legname e con una cerchiatura esterna per mezzo di fasce in poliestere fornite di tenditori “a cricchetto”.

Passando alla chiesa: per la messa in sicurezza delle volte soprastanti la navata e l’abside si è fatto ricorso a funi di acciaio poste perimetralmente e diagonalmente alla quota delle imposte delle volte. La “croce di Sant’Andrea” orizzontale disegnata dalle funi di acciaio ha avuto lo scopo di “controventare” gli ambienti nei confronti delle sollecitazioni sismiche trasversali e di costituire il vincolo per una rete in nylon ad alta tenacità che è stata resa solidale a tutte le funi di perimetro e diagonali per mezzo di fili avvolgenti, anch’essi in nylon (figura 1.1.7h). La rete così legata e tesa ha avuto il compito di impedire la caduta di parti, anche piccole di intonaco o di muratura sulle persone e sulle cose durante una qualsiasi scossa sismica ed è servita inoltre a scongiurare la frantumazione a terra di parti affrescate che, in questo modo, potranno essere recuperate e ricomposte al loro posto.

Le funi di acciaio sono state unite in ogni loro collegamento con morsetti ad attrito e sono state presollecitate manualmente per mezzo dei tenditori anch’essi di acciaio. Il vincolo delle funi alle strutture verticali è stato ottenuto per mezzo barre filettate inserite in fori nella muratura saturati con resine epossidiche bicomponenti (figure 1.1.7i e 1.1.7j).

Questo tipo di intervento sarà reversibile e non causerà alcuna minima alterazione agli stucchi e agli affreschi presenti.

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7d - Sistema strutturale di rinforzo provvisionale per la messa in sicurezza post-sismica composto da tubi e giunti di acciaio (vedi figure precedenti). - Pianta a livello delle coperture (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7e - Sistema strutturale provvisionale post-sismico di cui alle figure precedenti. - Prospetto laterale (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7f - Sistema strutturale di rinforzo provvisionale descritto nelle figure precedenti. - Sezione trasversale alla navata della chiesa (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7g - Sistema strutturale provvisionale post-sismico di cui alle figure precedenti. - Sezione – Particolare perpendicolare alla vela del campanile (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7h - Intervento provvisionale post-sismico di rinforzo planare-orizzontale all’interno della chiesa ottenuto con funi, tenditori e morsetti ad attrito di acciaio, presollecitati a mano, collocati perimetralmente e diagonalmente alla quota delle imposte delle volte. - Pianta (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7i - Particolare dei vincoli delle funi di acciaio per il rinforzo planare-orizzontale provvisionale post-sismico dell’interno della chiesa (vedi figura precedente). - Pianta (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.7j - Particolare del vincolo delle funi per il rinforzo planare-orizzontale provvisionale post-sismico sulle murature portanti dell’interno della chiesa (vedi figura precedente). - Sezione (Massimo Mariani)

 

Rinforzo murario provvisorio ottenuto con poliuretano espanso rigido a celle chiuse e costruzione di una struttura reticolare in acciaio di contrasto alle murature in fase di pre-collasso post-sismico

L’intervento post-sismico di messa in sicurezza è stato eseguito su una chiesa dell’Italia Centrale a pianta rettangolare, ad unico ambiente, diviso da un arco già oggetto di consolidamento del 1735, a seguito dei sismi del 1703.

I lavori del precedente intervento del 1735 sull’edificio furono finalizzati al rinforzo esterno delle pareti portanti di perimetro, ricorrendo a ringrossi (speroni) di spessore variabile (figura 1.1.8a).

Nei successivi interventi post-sismici fu ricostruita l’intera copertura, comprese le riprese murarie di sommità, nelle quali furono alloggiate le orditure portanti del tetto. Queste ultime sono costituite da travi di acciaio profilato e lamiera grecata sopra le quali fu eseguito un getto in c.a. Sempre in occasione dei consolidamenti post-sismici richiamati, furono conformate volte posticce (camere canna), in gesso, appese alle strutture del tetto per mezzo di tondini di acciaio.

Subito dalla prima analisi è risultato evidente che l’apertura sulla parete est aveva subìto un collasso esclusivamente di tipo disgregativo (figura 1.1.8a). Non erano infatti presenti segni di rottura a flessione e a taglio, ma testimonianze di un crollo per alterazione della costituzione muraria originaria sommata alla “memoria del danno” cumulata dalla parete dai precedenti sismi. Era presente anche una lesione orizzontale laddove fu effettuata la ripresa muraria già descritta. Tale testimonianza è giustificata dagli studi e dalle pubblicazioni, riportati in “Appendice”, eseguiti da Francesco Pugi, da Alessio Francioso e dallo scrivente sui danni dovuti anche alla componente verticale del sisma.

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8a - Prospetto laterale della chiesa oggetto di un intervento provvisionale post-sismico di messa in sicurezza. Sono evidenti gli interventi di rinforzo del 1735, eseguiti dopo il sisma del 1703, costituiti da speroni di muratura esterni di spessore variabile (“a scarpa”). (Massimo Mariani)

 

In sintesi, le opere provvisorie per la messa in sicurezza della chiesa sono state le seguenti:

  • fissaggio preliminare delle frange di muratura rimaste dopo il crollo facendo ricorso al poliuretano espanso a celle chiuse, applicato a spruzzo da una distanza non inferiore a due metri.

Durante l’operazione di spruzzo a distanza nel poliuretano è stata inserita, tra due strati successivi, una rete in fibra di vetro che ha conferito rigidezza al corpo murario così da poter accogliere i puntelli di contrasto al ribaltamento.

  • costruzione di telai reticolari, esterni alle facciate, composti da elementi tubolari e giunti di acciaio che hanno avuto l’onere di coadiuvare le strutture murarie portanti durante il perdurare sismico, in attesa dell’intervento di consolidamento definitivo.

All’interno della chiesa è stata costruita una struttura intelaiata reticolare composta di cavalletti prefabbricati e giunti di acciaio che è servita per raggiungere le volte, ormai pericolanti, puntellandole diffusamente e per consentire di poter operare in sicurezza anche durante la futura fase del consolidamento finale (figura 1.1.8b e 1.1.8c). I telai esterni sono stati rinforzati con una catenaria orizzontale composta da funi, tenditori e morsetti ad attrito di acciaio che ha avuto il compito di tenere il sistema di supporto in aderenza alla struttura da coadiuvare e di costituire un presidio al ribaltamento della stessa.

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8b - Costruzione di due telai reticolari provvisori post-sismici esterni ed interni alla chiesa, composti da elementi tubolari e giunti in acciaio (all’esterno) e da cavalletti prefabbricati e giunti di acciaio (all’interno). I telai sono stati rinforzati con una catenaria orizzontale formata da funi, tenditori e morsetti ad attrito anch’essi di acciaio. (Massimo Mariani)

 

Le strutture di contrasto sono state rese solidali alle murature per mezzo di piedini regolabili.

Per placcare la coltre muraria nei confronti della sua ulteriore alterazione disgregativa, fenomeno già manifestato nella parte crollata, si è fatto ricorso anche ad una rete di acciaio zincata a caldo, diffusa su tutte le superfici esterne e interne alla chiesa. (figure 1.1.8d, 1.1.8e, 1.1.8f, 1.1.8g)

La struttura reticolare è stata coadiuvata anche da ancoraggi al piede ottenuti con funi di acciaio, morsetti ad attrito e tenditori che sono stati vincolati ai tubolari e alla muratura.

L’insieme reticolare in tubi e giunti di acciaio ha avuto la duplice funzione di formare un’armatura di rinforzo e di contrasto alle pareti e alle strutture in difficoltà e di divenire apparato di cantiere per le future opere di consolidamento strutturale e di restauro architettonico. Si è stimato che in questo modo il costo delle opere provvisionali è stato ridotto di più del 60%.

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8c - Costruzione di telai provvisori post-sismici di contrasto alle murature dissestate dal sisma descritti nelle figure precedenti. - Sezione (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8d - Strutture provvisorie post-sismiche di contrasto alle murature dissestate dal sisma ottenute con telai reticolari esterni posti sulla facciata, composti da elementi tubolari e giunti di acciaio. - Prospetto (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8e - Strutture provvisorie post-sismiche di contrasto descritte nelle figure precedenti. - Prospetto (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8f - Strutture provvisorie post-sismiche di contrasto descritte nelle figure precedenti. - Prospetto (Massimo Mariani)

 

Opere provvisionali di contrasto post sisma: strutture reticolari in acciaio e poliuretano espanso per il fissaggio temporaneo di parti labili
Figura 1.1.8g - Strutture di contrasto provvisorie alle murature dissestate dal sisma ottenute con telai reticolari di acciaio esterni sulla facciata e con una placcatura della coltre muraria nei confronti di una ulteriore alterazione disgregativa, per mezzo di una rete di acciaio zincata a caldo. (Massimo Mariani)

 


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