occupazione di suolo pubblico

Cappotto termico

Cappotto termico e suolo pubblico: quando lo sconfinamento è legittimo

La sentenza TAR Toscana n. 1034/2025 stabilisce che un cappotto termico con minimo sconfinamento su suolo pubblico inutilizzabile non è automaticamente illegittimo. Chiariti i limiti al potere inibitorio dei Comuni e il valore della corretta qualificazione degli interventi edilizi in tema di efficientamento energetico.

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Condoni e Sanatorie

La richiesta di condono non blocca i canoni sull’occupazione di suolo pubblico

Il condono edilizio e le autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico, sono due procedimenti autonomi e non intercambiabili. Con il condono si vogliono sanare irregolarità e ripristinare la legalità delle opere realizzate, senza tuttavia autorizzare comportamenti scorretti o elusivi delle norme. La Corte di Cassazione chiarisce che la richiesta di condono edilizio non sospende o esenta dal pagamento dei canoni per l’occupazione abusiva di suolo pubblico. Infatti, l’occupazione illegittima di aree demaniali o comunali, ancorché in presenza di istanze di condono per strutture realizzate su tali aree, debba essere affrontata separatamente e con le dovute autorizzazioni.

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Abuso Edilizio

Chiarimenti sulla tutela inerente all’occupazione di suolo pubblico

L'occupazione del suolo pubblico necessita di un'autorizzazione da parte dell'ente gestore, tipicamente il Comune, e il pagamento della TOSAP per compensare l'uso di tali aree, sottratto temporaneamente alla pubblica utilità. L'articolo 35 del DPR 380/01 stabilisce la demolizione degli interventi abusivi su suoli demaniali, rinforzando così la protezione delle aree pubbliche, come chiarito anche dalla sentenza del CGAR per la regione siciliana n. 176/2025.

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Edilizia

Quando il codice della strada impedisce l’occupazione del suolo pubblico

L’occupazione temporanea del suolo pubblico deve rispettare le disposizioni stabilite dall'Amministrazione comunale per tutelare l'interesse collettivo. Con una recente sentenza del Tar Lazio si ribadisce l'incompatibilità dell'occupazione di suolo pubblico su strade classificate come viabilità principale per esigenze di sicurezza stradale, riaffermando il divieto previsto dal Codice della Strada.

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