onere della prova

Condoni e Sanatorie

Condono negato per vincoli paesaggistici e mancata prova della data di ultimazione dell'abuso

Il TAR del Lazio con la sentenza n. 7930/2026 conferma il diniego di condono edilizio per mancata prova della data dell’abuso edilizio, applicando quanto previsto dalla legge sul terzo condono e rilevando anche la presenza di vincoli paesaggistici ostativi alla sanatoria.

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Condoni e Sanatorie

Aree vincolate e condono, tra silenzio-rifiuto e onere della prova della data di ultimazione dei lavori

L’articolo analizza la conferma dell’ordine di demolizione di un capannone abusivo in area vincolata, evidenziando l’inammissibilità dei ricorsi per mancanza di specifiche prove sull’effettiva data di realizzazione dell’abuso. In materia di condono edilizio in zona paesaggistica è richiesto un parere espresso dell’autorità competente, senza possibilità di silenzio-assenso.

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Condoni e Sanatorie

Condono edilizio in pendenza: l’ampliamento è illegittimo, soprattutto in aree vincolate

L’articolo si focalizza sull’analisi condono edilizio e ampliamenti in aree agricole soggette a vincolo paesaggistico. Nel caso esaminato l’immobile non può essere regolarizzato per la non conformità urbanistica, la pendenza di un precedente condono e l’onere probatorio non soddisfatto dal richiedente.

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Abuso Edilizio

Opere abusive ante 1967: chiarimenti su responsabilità del proprietario e su onere della prova della preesistenza

Il TAR della Puglia conferma che gli ordini di demolizione di opere abusive abbiano carattere reale e possono essere eseguiti nei confronti del proprietario anche se lo stesso non abbia materialmente commesso l’abuso, purché sia titolare dell’immobile al momento dell’ingiunzione. La sentenza chiarisce che ad ogni modo l’onere della prova sulla legittimità delle opere spetta al privato, che deve fornire documentazione chiara e concordante per dimostrare la preesistenza dell’immobile rispetto ai vincoli urbanistici.

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Abuso Edilizio

Manutenzione o ristrutturazione? Attenzione al titolo edilizio: senza prove scatta la demolizione anche per interventi ante 1967!

La sentenza del TAR Liguria n. 639/2025 chiarisce che l’ordine di demolizione è un atto vincolato, che non richiede una motivazione rafforzata nemmeno a distanza di tempo. Centrale è l’onere probatorio in capo al privato e l’utilizzo della verificazione tecnica per accertare l’epoca degli interventi. Il TAR ribadisce inoltre che ampliamenti volumetrici e trasformazioni rilevanti non possono essere qualificati come manutenzione straordinaria, ma richiedono il permesso di costruire, confermando la demolizione degli abusi edilizi non riconosciuti come ante 1967.

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Condoni e Sanatorie

È possibile l’annullamento del contratto di compravendita per vizi dell’immobile?

L’acquisto di un immobile può nascondere difformità urbanistiche che, in alcuni casi, portano a richiedere l’annullamento o la risoluzione del contratto di compravendita. Una recente sentenza del Tribunale di Palermo ha chiarito che le difformità lievi, prive di impatto volumetrico o urbanistico, non legittimano l’annullamento/risoluzione del contratto. L’onere della prova resta comunque a carico dell’acquirente, che deve dimostrare con perizie tecniche la reale gravità dei vizi lamentati.

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Abuso Edilizio

Abusi edilizi su piccoli manufatti pre-1967: non sempre sono legittimati dal tempo!

Il fenomeno degli abusi edilizi riguarda anche piccoli manufatti come tettoie, depositi agricoli e pollai, spesso considerati "storici" dai proprietari. La sentenza n. 1176/2025 del TAR Lombardia conferma che il passare del tempo non legittima opere realizzate senza titolo abilitativo.

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Abuso Edilizio

Datazione degli abusi edilizi e onere della prova: come evitare la demolizione

La corretta datazione degli abusi edilizi è centrale per stabilire se un’opera sia legittima o demolibile. La sentenza TAR Campania n. 986/2025 ribadisce che l’onere della prova ricade sul proprietario, chiamato a dimostrare con documenti e perizie l’epoca di realizzazione dell’intervento.

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Abuso Edilizio

Abusi edilizi: chi deve provare che risalgono a prima del 1967 per evitare la demolizione?

In virtù del principio di vicinanza della prova, è il proprietario (o il responsabile dell'abuso) assoggettato a ingiunzione di demolizione che deve provare il carattere risalente del manufatto, collocandone la realizzazione in epoca anteriore alla c.d. legge ponte 761/1967.

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Condoni e Sanatorie

Condono edilizio: le prove sull'epoca di realizzazione dell'abuso sono a carico del richiedente

L'onere di provare l'esistenza dei presupposti per il rilascio del provvedimento di sanatoria straordinaria - condono edilizio, tra cui, in primis, la data dell'abuso grava sul richiedente. Ecco perchè

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Condoni e Sanatorie

Condono edilizio tra data di realizzazione e consistenza originaria dell'immobile abusivo: l'onere della prova è del privato

Grava sul privato l'onere di provare la data di realizzazione e la consistenza originaria dell'immobile abusivo, in quanto solo l'interessato può fornire inconfutabili atti, documenti ed elementi probatori che possano radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione di un manufatto.

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