Tall Buildings 2026: il ruolo dei grattacieli nella rigenerazione urbana in Italia tra sostenibilità e densificazione
La 15° Edizione del Convegno "Tall Buildings – Rigenerazione urbana" 2026, organizzato da Guamari, analizzerà il ruolo degli edifici alti nei processi di trasformazione urbana, tra sostenibilità, innovazione tecnologica ed esperienze internazionali, offrendo strumenti utili a progettisti e operatori del settore. Appuntamento al 30 giugno 2026 presso la Triennale di Milano. Ingenio sarà media partner dell'evento.
Martedì 30 giugno 2026 si terrà la 15° edizione del Convegno “Tall Buildings – rigenerazione urbana” 2026 con l'obiettivo di analizzare il ruolo degli edifici alti nei processi di trasformazione urbana, superando l’approccio formale per concentrarsi su impatti concreti.
L’iniziativa, coordinata da Guamari con il supporto di un comitato scientifico multidisciplinare, mette a confronto esperienze italiane e internazionali. Al centro: densificazione sostenibile, riduzione dell’embodied carbon, uso di materiali innovativi e tecnologie costruttive avanzate. L’obiettivo è individuare modelli replicabili in grado di migliorare qualità urbana, efficienza e resilienza delle città.
Ingenio sarà media partner dell'evento.
Come progettare edifici alti che rigenerano la città: strategie e casi studio nel Convegno Tall Buildings 2026
Martedì 30 giugno 2026
SALONE D’ONORE TRIENNALE MILANO
viale Emilio Alemagna 6, 20121 Milano
Patrocinato da Università Iuav di Venezia e Politecnico di Milano
Coordinato da Aldo Norsa (Guamari) e Dario Trabucco (Iuav)
(Media partner: Ingenio)
La società Guamari ha avviato un’indagine mirata per analizzare in profondità il ruolo che gli edifici alti – realizzati o attualmente in costruzione in Italia – stanno giocando nei processi di rigenerazione urbana. Si tratta di un tema sempre più centrale nel dibattito architettonico e urbanistico contemporaneo, in cui la verticalità non è più solo una scelta formale o funzionale, ma diventa leva strategica per la trasformazione delle città.
Questo filone di ricerca sarà al centro della quindicesima edizione del convegno “Tall Buildings – rigenerazione urbana”, che quest’anno si presenta con un respiro ancora più ampio rispetto al passato. L’evento si terrà martedì 30 giugno nella cornice del Palazzo della Triennale di Milano, luogo simbolo della cultura progettuale italiana e internazionale.
Il convegno non si limiterà a una riflessione sul contesto nazionale, ma aprirà il confronto a esperienze globali grazie alla collaborazione con organismi di primo piano come il Council on Vertical Urbanism (CVU). Questo dialogo internazionale permetterà di mettere in luce alcuni tra i più significativi interventi realizzati all’estero, offrendo spunti comparativi e nuove chiavi di lettura per il panorama italiano.
RIGUARDA IL CONVEGNO
TALL BUILDINGS - EDIZIONE 2025
Una delle principali novità di questa edizione riguarda l’impostazione scientifica dell’evento. Per la prima volta, infatti, il professor Aldo Norsa – storico coordinatore del convegno – ha deciso di affiancarsi a un comitato scientifico composto da esperti di alto profilo. Il contributo di questo gruppo sarà determinante non solo per orientare i contenuti del dibattito, ma anche per valutare in modo rigoroso i progetti analizzati.
Al termine dell’incontro verranno infatti individuati e comunicati i casi più emblematici in cui gli edifici alti si sono rivelati veri motori di rigenerazione urbana nelle città italiane. I progetti ritenuti più significativi saranno inoltre oggetto di un riconoscimento, a testimonianza del loro impatto concreto sul tessuto urbano e sociale.
In questo modo, il convegno si conferma non solo come momento di confronto tra professionisti, ma anche come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto nelle nostre città, dove l’architettura verticale si afferma sempre più come catalizzatore di innovazione, qualità urbana e sviluppo sostenibile.
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In vista dell'evento di quest'anno la redazione di Ingenio ha intervistato anche il Professore associato Dario Trabucco, co-organizzatore dell'evento.
Grattacieli e rigenerazione urbana: quando l’edificio alto diventa spazio pubblico, servizi e qualità urbana
- Professor Trabucco, il convegno mette al centro il rapporto tra edifici alti e rigenerazione urbana. Quali condizioni devono essere rispettate perché un edificio alto non sia solo un oggetto architettonico iconico, ma diventi davvero un dispositivo capace di generare qualità urbana, servizi, spazio pubblico e nuove relazioni con il contesto?
Dario Trabucco
L’edificio alto si colloca sempre in un contesto, talvolta quasi incastrato in un lotto specifico (soprattutto in città già fortemente costruite come New York o Hong Kong), altre volte, come nel caso di Milano, come elemento focale di un intervento di rigenerazione più ampio, spesso diventando punto focale di un intero quartiere e aggiungendosi a uno skyline altrimenti basso.
In entrambi i casi il rapporto viene costruito attraverso l’attacco a terrà, dove la monumentalità e il design devono adattarsi alla scala umana e urbana: creare un passaggio, offrire protezione ai passanti, assume proporzioni consone a quanto li circonda.
Edifici alti nelle città italiane: densificazione urbana, skyline e rischio speculazione edilizia
- In Italia il dibattito sugli edifici alti è spesso polarizzato, soprattutto in città storiche e stratificate. Qual è oggi, secondo lei, il ruolo possibile della verticalità nel modello urbano italiano? E quali errori progettuali o urbanistici andrebbero evitati per non trasformare la densificazione in semplice speculazione edilizia?
Dario Trabucco
La prima cosa da evitare è il progetto "di design", svincolato dal contesto per dimensioni, forma, materiali, ecc. un edificio alto è già alto quando supera di un po’ i tetti di ciò che lo circonda. L’importante è che l’edificio alto o “altino” contribuisce a concentrare la città, portando uffici o residenza (o un mix dei due, cosa che in Italia ancora ci si ostina a non fare) vicino alle infrastrutture di trasporto pubblico. Il problema delle città, soprattutto quelle italiane e europee caratterizzato da strade strette è la mancanza di spazio. Liberare suolo e sfruttare la posizione dei mezzi pubblici è fondamentale per entrare subito a far parte del tessuto urbano, riconoscendone i materiali e colori caratteristici, le proporzioni, i dettagli.
Rigenerazione urbana e valore immobiliare: come misurare l’impatto reale dei grattacieli sul quartiere
- Guamari ha avviato un’indagine sui progetti italiani realizzati o in costruzione, con l’obiettivo di individuare i casi più emblematici. Quali criteri ritiene fondamentali per valutare se un edificio alto abbia effettivamente contribuito alla rigenerazione urbana: prestazioni ambientali, mix funzionale, accessibilità, impatto sociale, spazio pubblico, valore immobiliare o altri indicatori?
Dario Trabucco
Il valore immobiliare del “vicinato” è un parametro quantitativo che riassume tutte le altre questioni: se il valore del quartiere cresce vuol dire che il nuovo edificio è percepito come un elemento di pregio, se cala vuol dire che il nuovo intervento viene visto come una ferita, una cicatrice non sanabile nel quartiere. Ma bisogna guardare anche oltre: la sostenibilità ambientale e sociale è ora un “must” da cui non si può prescindere e le nuove costruzioni, soprattutto se alte, devono fornire un esempio. Come detto prima il mix funzionale in Italia non si fa: o solo uffici, o solo residenze. All’estero invece anche su interventi di taglia “italiana” si cerca un mix, in modo che l’edificio resti attivo anche durante i fine settimana, dopo l’orario di ufficio ecc. Le torri “spente” la sera, o peggio ancora con le luci accese ma nessuno dentro, mettono tristezza e denotano un edificio (e quindi un investimento) che viene sfruttato solo per metà del tempo.
Embodied carbon negli edifici alti: materiali biogenici, strutture decarbonizzate e sostenibilità ambientale
- Lei coordinerà la tavola rotonda dedicata a “Embodied carbon: materiali biogenici, compositi e decarbonizzati”. Nel caso degli edifici alti, quali sono oggi le strategie più promettenti per ridurre l’impronta senza compromettere sicurezza, durabilità, prestazioni strutturali e qualità architettonica?
Dario Trabucco
Le industrie dell’acciaio e del calcestruzzo stanno investendo importanti risorse per decarbonizzare la parte strutturale degli edifici, cioè la componente spesso più importante dell’intera costruzione, per non parlare del legno, di cui anche in Italia non si fa ancora uso in edifici alti, nonostante molti interessanti esempi all’estero. Ma forti miglioramenti si stanno avendo e si avranno anche nell’industria del vetro, dell’alluminio, delle vernici e componenti chimiche, e dei componenti maggiori.
Progettare grattacieli: integrazione tra architettura, ingegneria, impianti, facciate e cantiere
- Gli edifici alti richiedono un forte coordinamento tra architettura, ingegneria, impianti, facciate, sicurezza e gestione del cantiere. Quanto conta oggi l’integrazione precoce tra discipline per governare complessità, costi, tempi e impatti ambientali? E quali competenze dovrebbero diventare centrali nei prossimi anni?
Dario Trabucco
Risposta facile: contatto tantissimo, anzi sono l’unico modo per poter sperare di avere successo in un progetto. Il professionista che lavora in solitudine al tavolino e poi chiama “gli altri” a risolvere i problemi non esiste più, e forse non è mai nemmeno davvero esistito! Un progetto, soprattutto un progetto complesso come un grattacielo (o un ospedale, o un aeroporto, ecc.) richiede da subito la competenza di un ampio team di progettisti in grado di controllare sia gli aspetti prettamente progettuali che anche gestionali dell’edificio. Decidere subito che schema di finanziamento utilizzare, o quale strategia di sostenibilità perseguire sono questioni altrettanto importanti che decidere se fare il grattacielo in calcestruzzo o in acciaio e a pianta tonda o rettangolare.
Vertical urbanism e modelli internazionali: cosa può imparare l’Italia dagli edifici alti nel mondo
- La collaborazione con il Council on Vertical Urbanism apre il convegno a una lettura internazionale del tema. Guardando alle esperienze estere, quali insegnamenti possono essere trasferiti al contesto italiano? Esistono modelli realmente replicabili oppure ogni edificio alto deve essere valutato come risposta specifica a una città, a un mercato e a un sistema normativo?
Dario Trabucco
Un mix di entrambe le cose: deve essere un edificio per quella città ma è chiaro che bisogna imparare dalle esperienze fatte all’estero, in contesti nei quali l’edificio alto esiste da più tempo e si è maggiormente sviluppato.
Grattacieli, cittadini e trasformazione urbana: come costruire consenso sulla verticalità
- Il tema degli edifici alti interessa da vicino progettisti, amministrazioni, investitori, ma anche i cittadini che vivono quotidianamente la trasformazione urbana. Come può un convegno come “Tall Buildings – rigenerazione urbana” contribuire a rendere più comprensibile il valore — o le criticità — della verticalità anche per la collettività? E quali strumenti servono per costruire un dialogo più trasparente tra progetto, decisione pubblica e percezione dei cittadini?
Dario Trabucco
La concertazione è fondamentale, e anche in questo caso le esperienze di pianificazione partecipata che si hanno all’estero, specie in Francia e nei Paesi nordici, può fornire un esempio. Se si riescono a spiegare alle persone comuni che il grattacielo non è solo un palazzone enorme ma riesce a generare, grazie alla densificazione della città, opportunità per tutti il processo è molto più semplice e indolore. Tutti capiscono che se invece di due edifici bassi ne costruisco uno più alto e un parco pubblico, o una scuola, o allargo una piazza già esistente il vantaggio è della collettività. Però è un processo lungo e che richiede tempo e capacità.
Voglio credere che la conferenza Tall Building, giunta oramai alla 15 edizione, abbia aiutato a costruire una “cultura” italiana dell’edificio alto, facendo accettare un po’ di più questo tipo edilizio che può svolgere un ruolo molto importante in città grandi come Milano, Torino, Napoli, ecc.
Comitato scientifico 15° Convegno Tall Buildings
- Giuseppe Amaro (GAe Engineering)
- Andrea Dari (Ingenio)
- Valeria Falcone (Assoimmobiliare)
- Emilio Faroldi (Politecnico di Milano)
- Francesca Federzoni (Oice)
- Bruno Finzi (Collegio dei Tecnici dell'Acciaio)
- Mauro Eugenio Giuliani (Redesco Progetti)
- Guido Alberto Inzaghi (Studio Legale Inzaghi)
- Angelo Marchetti (Filiera Legno)
- Andrea Nonni (PPAN)
- Jacopo Palermo (Teha Group)
- Luca Alberto Piterà (Aicarr)
- Silvia Ricci (Ance)
- Paolo Rigone (Unicmi)
- Dario Trabucco (Università IUAV di Venezia / CVU)
- Patricia Viel (ACPV Architects)
Il programma dell'evento
REGISTRAZIONE E CAFFÈ DI BENVENUTO (9:30 – 10:00)
SALUTI (10:00 – 10:10)
10:00 Stefano Boeri (Triennale Milano)
10:05 Emilio Faroldi (Politecnico di Milano)
PROMUOVERE LA RIGENERAZIONE URBANA (10:10 - 13:00)
- 10:10 No al fallimento del mercato nell’urbanistica verticale - Ezio Micelli (IUAV)
- 10:35 Torino - Marco Brugo (AI Group) e Roberta Ingaramo (Ordine Architetti Torino)
- 11:00 Milano – Simona Galateo (Libera Università di Bolzano) e Cino Zucchi (CZA)
- 11:25 Bologna – Francesco Conserva (Open Project) e Simona Tondelli (Università di Bologna)
- 11:50 Roma - Benedetta Bonifati (Acer), Guendalina Salimei (TStudio) e Gabriele Scicolone (Artelia)
- 12:15 Napoli - Rosa Pascarella (Comune di Napoli) e Ambrogio Prezioso (Città Moderna / Est(ra)Moenia)
- 12:40 Jesolo - Peter Reichegger (R.I.V. Group) e Sandro Favero (F&M Ingegneria)
BUFFET LUNCH (13:00 - 14:00)
PROGETTI E TECNOLOGIE (14:00 - 18:00)
- 14:00 Mauro Eugenio Giuliani (Redesco) - “Guardare in alto”
- 14:20 Claudio Raviolo e Patricia Viel (ACPV Architects) - The Sky Taipei
- 14:40 Giuseppe Tortato - Torri residenziali a Lagos
- 15:00 Massimo Iosa Ghini – 830 Brickell a Miami (interior design)
- 15:20 Piero Lissoni - Il progetto “Tegra + Lissoni” in Brasile
- 15:40 Giulia Maria D’Arco (Baumschlager Eberle) - CEG Yancheng Industrial Park
- 16:00 Violeta Grau Bullon (3XN) - 2 Finsbury Avenue a Londra
- 16:20 Nicola Scaranaro (Foster + Partners) - Riviera Tower ad Atene
- 16:40 Tavola rotonda coordinata da Dario Trabucco (IUAV) – “Embodied carbon: materiali biogenici, compositi e decarbonizzati”
- 17:10 Tavola rotonda coordinata da Gianni Bartoli (Università di Firenze) – “Innovazioni strutturali e costruttive per cantieri efficienti e sicuri”
- 17:40 Segnalazione dei progetti scelti dal Comitato Scientifico
COCKTAIL DI CHIUSURA (18:00)

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