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Terremoto a Pisa, ML 4.3 e Mw 4.1: sorgente distensiva a 8 km sotto la pianura

Il terremoto del 4 agosto 2026 in provincia di Pisa ha raggiunto magnitudo locale ML 4.3 e magnitudo momento Mw 4.1, con ipocentro a circa 8 km di profondità. Le analisi indicano un meccanismo focale prevalentemente normale, compatibile con una struttura distensiva sepolta sotto la pianura pisana.

Il sisma del 4 agosto 2026 è stato localizzato a circa 6,7 km a sud-ovest di Pisa, con ipocentro a circa 8 km di profondità. L’analisi dell’Università di Pisa stima una magnitudo momento Mw 4.1 e individua un meccanismo focale prevalentemente normale, coerente con il regime distensivo della Toscana occidentale. La ShakeMap INGV indica scuotimenti fino al V grado MCS.

Un terremoto di magnitudo locale ML 4.3 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale INGV alle 10:15 del 4 agosto 2026, con epicentro localizzato 6,7 km a sud-ovest di Pisa e una profondità ipocentrale di circa 8 km

L’evento assume un interesse particolare dal punto di vista sismotettonico perché interessa la pianura pisana e il settore costiero compreso tra Pisa e Livorno, un’area nella quale la sismicità strumentale risulta presente ma generalmente caratterizzata da eventi di magnitudo contenuta. 

I parametri essenziali dell’evento sismico

I dati disponibili consentono di sintetizzare così il terremoto principale:

  • data: 4 agosto 2026;
  • ora: 10:15 circa, ora italiana;
  • magnitudo locale: ML 4.3;
  • magnitudo momento: Mw 4.1 secondo le elaborazioni dell’Università di Pisa;
  • profondità: circa 8 km;
  • localizzazione: circa 6,7 km a sud-ovest di Pisa;
  • meccanismo focale: prevalentemente normale, con una componente trascorrente secondaria;
  • scuotimento massimo stimato dalla ShakeMap: fino al V grado MCS.

Il gruppo di Sismologia del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, dopo l’elaborazione dei dati della sequenza, ha infatti stimato per l’evento principale una magnitudo momento Mw 4.1. L’analisi del tensore momento indica un meccanismo focale normale con una modesta componente strike-slip

È probabilmente questo il dato più interessante per chi si occupa di sismica: secondo i ricercatori pisani, l’evento può essere interpretato come l’attivazione di una struttura distensiva sepolta sotto la pianura pisana, alla profondità di circa 8 km, in accordo con il quadro tettonico già conosciuto per questo settore della Toscana occidentale.

ShakeMap fino al V grado MCS, risentimento molto esteso

La ShakeMap elaborata da INGV, utilizzando i dati delle reti sismiche e accelerometriche di INGV e Dipartimento della Protezione Civile, restituisce nell’area epicentrale livelli di scuotimento stimati fino al V grado della scala MCS.

Il quadro macrosismico derivato dalle segnalazioni della popolazione è leggermente diverso: sulla base dei primi 1.868 questionari raccolti attraverso il sistema Hai Sentito Il Terremoto?, INGV ha rilevato intensità fino al IV grado MCS.

La scossa è stata avvertita in un territorio molto ampio, interessando in particolare le province di Pisa, Livorno, Lucca, Firenze e La Spezia, con segnalazioni anche da Genova e Bologna.

La differenza tra il massimo restituito dalla ShakeMap e quello ricavato dai questionari macrosismici è un elemento da leggere correttamente: si tratta infatti di due prodotti costruiti attraverso informazioni e metodologie differenti, il primo derivato principalmente dai dati strumentali e da modelli di scuotimento, il secondo dagli effetti percepiti e segnalati sul territorio.

Una sequenza con repliche di bassa magnitudo

Nella prima ora successiva alla scossa principale, INGV ha localizzato cinque repliche, tutte con magnitudo inferiore a 2.0

Il monitoraggio condotto dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa ha successivamente portato il numero degli eventi riconosciuti a 11 repliche entro le ore 16 dello stesso giorno

Il quadro iniziale è quindi quello di una sequenza caratterizzata da un evento principale chiaramente dominante e da repliche energeticamente molto inferiori.

La sismicità del settore Pisa-Livorno

INGV classifica il settore interessato dall’evento come caratterizzato da pericolosità sismica media. La distribuzione della sismicità strumentale osservata dal 1985 mostra una concentrazione degli eventi soprattutto lungo il settore costiero tra Pisa e Livorno

Il riferimento storico più significativo resta il terremoto di Orciano Pisano del 14 agosto 1846, al quale il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani attribuisce una magnitudo stimata Mw 6.0. Molto più recentemente, il 19 ottobre 2013, un evento di magnitudo 3.4 aveva interessato la costa pisana.

Il sisma del 4 agosto 2026 non rappresenta quindi, per energia liberata, un evento severo. È però un episodio tecnicamente interessante perché permette di osservare direttamente la cinematica attiva di una struttura crostale sepolta al margine della pianura pisana e di confrontare localizzazione ipocentrale, soluzione focale, distribuzione dello scuotimento e risentimento macrosismico in un territorio densamente urbanizzato.

Per chi si occupa di ingegneria sismica, più della magnitudo in sé, sono proprio questi dati a rendere l’evento significativo: profondità relativamente ridotta, sorgente distensiva, prossimità a un’area urbana e risposta dello scuotimento superficiale costituiscono gli elementi utili per leggere tecnicamente il terremoto e inserirlo nel quadro della pericolosità sismica della Toscana occidentale.

Fonti: INGV – INGVterremoti; Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa.

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