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Terremoto di magnitudo 7.8 nelle Filippine: ci sono vittime e danni agli edifici, ma allerta tsunami rientrata

Il terremoto ha causato almeno 15 vittime e oltre 200 feriti nella regione di Mindanao, con danni significativi agli edifici di General Santos City e operazioni di soccorso ancora in corso.

Un forte terremoto ha colpito le Filippine meridionali, interessando in particolare l'isola di Mindanao e provocando vittime, feriti e danni a numerosi edifici. Il sisma, stimato fino a magnitudo 7,8 da alcuni istituti sismologici internazionali, ha attivato un'allerta tsunami estesa a gran parte del Pacifico occidentale. Le onde registrate si sono tuttavia mantenute al di sotto delle previsioni più pessimistiche, consentendo la progressiva revoca degli avvisi di emergenza. Restano invece da quantificare con precisione i danni al patrimonio edilizio e infrastrutturale delle aree colpite, mentre proseguono le operazioni di soccorso e le verifiche tecniche sugli edifici.


General Santos tra le aree più colpite: crolli e soccorsi in corso

Un violento terremoto ha colpito le Filippine meridionali, interessando in particolare l'isola di Mindanao. Secondo lo United States Geological Survey (USGS), il sisma ha raggiunto una magnitudo di 7,8 ed è stato localizzato a circa 25 chilometri a ovest-sud-ovest di Burias, con una profondità ipocentrale di circa 35 chilometri. L'evento ha immediatamente attivato le procedure di emergenza nell'intera area del Pacifico occidentale, con l'emissione di un'allerta tsunami che ha coinvolto anche Indonesia, Giappone, Taiwan e altri Paesi costieri.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 15 vittime e oltre 200 feriti, mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso nelle aree maggiormente colpite.

La città di General Santos, nel sud dell'isola di Mindanao, risulta essere una delle località che hanno subito i danni più significativi. Numerosi edifici residenziali hanno riportato gravi lesioni strutturali e in diversi casi si sono verificati crolli parziali o totali.

Le squadre di emergenza stanno operando tra le macerie per individuare eventuali dispersi, mentre le autorità mantengono alta l'attenzione sul possibile aggravarsi del bilancio delle vittime nelle prossime ore.

**Testo ALT immagine:**  *Mappa dell'INGV che mostra la localizzazione del terremoto di magnitudo Mwpd 7.9 registrato l'8 giugno 2026 nel Mare delle Filippine. L'epicentro è indicato al largo dell'isola di Mindanao, con coordinate 5.641 N, 125.177 E e profondità di 68 km. La schermata riporta i principali parametri sismici e la posizione dell'evento nel sud dell'arcipelago filippino.*
I dati del terremoto che hanno colpito le Filippine l'8 giugno- (Crediti: INGV)

Allerta tsunami revocata: onde inferiori alle previsioni iniziali

La forte magnitudo del terremoto aveva indotto il Pacific Tsunami Warning Center a diramare un'allerta per possibili onde fino a tre metri lungo alcune coste delle Filippine. Le previsioni avevano inoltre interessato Indonesia, Taiwan, Giappone, Malesia, Papua Nuova Guinea e numerose altre isole del Pacifico occidentale.

Nelle prime ore successive al sisma, l'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) aveva invitato i residenti delle aree costiere a evacuare verso zone più elevate e a raggiungere l'entroterra.

Lo tsunami si è effettivamente verificato, ma con intensità inferiore rispetto agli scenari peggiori ipotizzati. Le onde osservate non hanno superato 1,40 metri nelle aree filippine monitorate. Secondo il direttore del Phivolcs, onde di circa un metro sono state registrate nelle province di Sultan Kudarat e Sarangani.

Anche in Indonesia sono state rilevate onde anomale in almeno nove località, con un'altezza massima di circa 75 centimetri sull'isola di Sangihe. L'Agenzia indonesiana di Meteorologia, Climatologia e Geofisica (BMKG) ha revocato l'allerta circa quattro ore e mezza dopo la sua emissione, dichiarando conclusa la minaccia tsunami.

Differenze nelle stime dei principali istituti sismologici

Come spesso accade nei minuti e nelle ore successive a un grande terremoto, le valutazioni fornite dai diversi centri di monitoraggio presentano alcune differenze.

L'USGS ha stimato una magnitudo pari a 7,8 e una profondità di circa 35 chilometri. Il Centro di ricerca tedesco per le scienze geologiche (GFZ) ha invece individuato un ipocentro più superficiale, intorno ai 10 chilometri di profondità. L'istituto filippino Phivolcs ha attribuito all'evento una magnitudo di 7,0, mentre l'agenzia indonesiana BMKG ha stimato una magnitudo di 7,7.

Queste discrepanze sono frequenti nelle prime fasi di analisi e derivano dall'utilizzo di differenti reti sismiche, algoritmi di elaborazione e metodologie di calcolo.

Il richiamo delle autorità: «Non aspettate, mettetevi in salvo»

Nel pieno dell'emergenza, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha rivolto un appello diretto alla popolazione delle province interessate.

«Vi prego di dare ascolto all'allerta tsunami. Spostatevi subito in zone più elevate. Non aspettate. La vostra vita è più importante di qualsiasi cosa lasciate indietro».

Il presidente ha inoltre assicurato il pieno supporto del governo nazionale alle comunità di Mindanao, confermando l'attivazione delle agenzie di risposta alle emergenze e delle strutture di protezione civile.

Danni ancora da quantificare agli edifici

Mentre il rischio tsunami appare ormai rientrato, resta aperta la valutazione dell'impatto del terremoto sul patrimonio edilizio e infrastrutturale delle aree colpite. Le verifiche tecniche sugli edifici danneggiati sono appena iniziate e sarà necessario attendere i prossimi giorni per ottenere un quadro più preciso dell'entità dei danni.

L'evento conferma ancora una volta l'elevata esposizione delle Filippine ai rischi sismici e tsunami-genici. L'arcipelago si trova infatti lungo la cosiddetta "Cintura di Fuoco del Pacifico", una delle aree geologicamente più attive del pianeta, caratterizzata dalla frequente interazione tra placche tettoniche e dalla presenza di intense attività sismiche e vulcaniche.

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