Torino Esposizioni: dalle sperimentazioni costruttive di Pier Luigi Nervi alle tecniche avanzate di conservazione del moderno
Il recupero di Torino Esposizioni dimostra che il restauro del patrimonio moderno richiede un approccio integrato tra conoscenza storica, diagnostica avanzata e rinforzo strutturale compatibile. Dal Conservation Management Plan alla modellazione HBIM fino ai sistemi SRG e FRC, il progetto traduce il metodo sperimentale di Pier Luigi Nervi in una pratica contemporanea di conservazione.
Torino Esposizioni rappresenta uno dei più avanzati casi italiani di recupero dell’architettura moderna in calcestruzzo armato. Il progetto sul Salone B, concepito da Pier Luigi Nervi come laboratorio sperimentale del ferrocemento e oggi destinato a diventare la nuova Biblioteca Civica di Torino, integra ricerca storica, diagnostica, monitoraggio, HBIM, modellazione FEM e interventi di rinforzo strutturale. Il percorso parte dal Conservation Management Plan sviluppato dal Politecnico di Torino e si traduce in scelte progettuali orientate alla conservazione del valore materico, alla sicurezza sismica e alla durabilità. INGENIO propone un caso studio che evidenzia come il recupero del patrimonio moderno richieda un approccio integrato basato su ricerca, diagnostica, modellazione e controllo esecutivo delle prestazioni.
La rinascita di Torino Esposizioni
Progettato da Roberto Biscaretti di Ruffia e Pier Luigi Nervi alla fine della Seconda guerra mondiale, Torino Esposizioni rappresenta oggi uno dei progetti di recupero dell’architettura del patrimonio moderno più complessi e sfidanti, sia in Italia che nel panorama internazionale.
A pochi mesi dall’inaugurazione del Salone B come futura Biblioteca Civica della Città di Torino, l’edificio torna al centro del dibattito sul restauro e la valorizzazione del moderno.
Nato nel 1947 come salone espositivo, il complesso viene concepito in un contesto storico segnato dalla scarsità di risorse, in particolare di acciaio. A Nervi viene affidato il compito di realizzare in tempi rapidissimi un edificio di grande scala: una sfida che egli trasforma in opportunità. Torino Esposizioni diventa così un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove l’ingegnere Nervi sperimenta e porta oltre i limiti conosciuti le tecniche del calcestruzzo armato, introducendo soluzioni innovative come la prefabbricazione e l’impiego del ferrocemento.
Oggi, coerentemente con la sua natura originaria di luogo di innovazione, il complesso torna a essere un cantiere-laboratorio. L’intervento di recupero ha visto l’applicazione di tecniche avanzate per il rinforzo strutturale del calcestruzzo armato, sviluppate e testate specificamente per questo edificio.
Il processo è stato caratterizzato da un’attenta integrazione tra ricerca e pratica, grazie alla stretta collaborazione tra direzione lavori da parte di ICIS, impresa esecutrice COBAR Spa e produttori, tra cui Kerakoll, evidenziando un approccio condiviso e altamente specializzato alla conservazione del patrimonio moderno.
Patrimonio del moderno e calcestruzzo: l'ex complesso fieristico Torino Esposizioni
Il complesso di Torino Esposizioni rappresenta una delle massime espressioni dell'ingegneria del Novecento, un progetto che nasce nel 1947 dalla necessità della società Torino Esposizioni (con la FIAT come principale azionista) di creare una vetrina d'eccellenza per l'industria automobilistica.
L'intervento, coordinato dall'ingegner Roberto Biscaretti di Ruffia, si imposta sui resti del precedente Palazzo della Moda di Ettore Sottsass Sr., ma è con l'ingresso di Pier Luigi Nervi — che qui agisce nel duplice ruolo di progettista e costruttore — che l'edificio diventa un manifesto dell'innovazione tecnologica post-bellica.
La "Cattedrale moderna" in calcestruzzo di Nervi a Torino Esposizioni
Il cuore dell'opera è il Salone B, una "cattedrale moderna" che fonde ispirazione tecnica e ricerca estetica.
Nervi affronta la sfida di coprire una navata di 95 metri di larghezza proponendo un sistema costruttivo innovativo, che unisce la prefabbricazione in cantiere all'uso di un materiale capace di garantire spessori minimi e forme plastiche: il ferrocemento.

Invenzioni e brevetti di Nervi per Torino Esposizioni
Reinterpretando un composto inventato da Joseph-Louis Lambot a fine Ottocento, Nervi mette a punto un mix di strati di rete d'acciaio e malta dall'estrema duttilità e resistenza. Questa innovazione è associata al Brevetto n. 445781 (1948), basato su elementi prefabbricati "a onda": moduli lunghi circa 4,5 metri, montati su impalcature tubolari e collegati da costoloni gettati in opera. Questa tecnica non è solo una scelta estetica, ma una soluzione statica che permette alla volta di coprire grandi luci con una leggerezza senza precedenti.
L'abside viene invece chiusa da una semi-cupola realizzata con un sistema di prefabbricazione ancora più raffinato: l'uso di formelle a losanga che, una volta unite dal getto di completamento, generano un reticolo di nervature incrociate di straordinaria eleganza geometrica. Questo sistema, formalizzato con il Brevetto n. 465636 (1950), sarà poi utilizzato anche per la costruzione dell’attiguo Salone C e diventerà la firma stilistica di Nervi, replicata in seguito in opere iconiche come il Palazzetto dello Sport a Roma (1956-57) o la Cattedrale di San Francisco (1963-71).
L'opera riscuote un successo critico immediato poiché rappresenta il perfetto punto d'incontro tra la cultura dell'ingegneria e quella dell'architettura, dove la formula statica diventa essa stessa espressione organica.
Torino Esposizioni: «il più bell'edificio mai costruito in Italia»
Subito dopo l'inaugurazione, nel settembre 1948, il Salone B viene celebrato dalla stampa specializzata come «il più bell'edificio mai costruito in Italia», comparendo già nel 1949 sulla prestigiosa copertina della rivista francese “La technique des travaux”. La risonanza internazionale prosegue negli anni successivi, portando lo storico dell’architettura Nikolaus Pevsner a definire Nervi come «il più brillante artista nel cemento armato del nostro tempo».

Da salone espositivo a riusi eterogenei e temporanei che accentuano lo stato di degrado conservativo
La parabola storica del complesso riflette però le difficoltà della conservazione del moderno. Per decenni, i saloni rappresentano il fulcro della vita industriale torinese, ospitando il Salone Internazionale dell'Automobile e diventando il simbolo del miracolo economico.
Tuttavia, con lo spostamento delle attività fieristiche presso il polo del Lingotto, il complesso avvia una fase di difficile transizione. Nel 2001 cessa definitivamente la funzione espositiva originaria, e in occasione delle Olimpiadi Invernali (2006), la struttura viene adattata per ospitare le gare di hockey su ghiaccio. Questo riuso, pur garantendo l'attività del sito, comporta interventi invasivi: l'inserimento di impianti di climatizzazione, nuove vetrature di sicurezza e tinteggiature che appiattiscono i contrasti chiaroscurali del cemento a vista, celando parzialmente il disegno strutturale di Nervi.
Negli anni successivi, il complesso vive una stagione di usi eterogenei e temporanei: ospita le collezioni del Museo Nazionale dell'Automobile durante i lavori di restauro della sua sede e accoglie mostre temporanee d'arte contemporanea. Tuttavia, la mancanza di una destinazione d'uso permanente ne accentua lo stato di degrado conservativo.
Il progetto di recupero con fondi PNRR
Oggi, il complesso sta vivendo una rinascita definitiva grazie ai fondi del PNRR.
Il progetto di recupero punta a trasformare Torino Esposizioni in un hub civico e accademico: il Salone B ospiterà la nuova Biblioteca Civica Centrale, su progetto di Rafael Moneo e Isola Architetti, che prevede la riapertura della prospettiva verso il fiume Po attraverso l'abside vitrea.
Parallelamente, il Salone C è destinato a diventare un polo didattico per il Politecnico di Torino. Questo passaggio sancisce il definitivo superamento della funzione industriale a favore di una vocazione legata alla cultura, allo studio e alla conoscenza, garantendo al contempo la salvaguardia di uno dei monumenti più significativi dell'ingegneria mondiale.
Dalla conoscenza alla gestione: il Conservation Management Plan per Torino Esposizioni
L’avvento della pandemia COVID-19 ha segnato l’avvio di una serie di attività di ricerca e studio che hanno condotto alla definizione del progetto di recupero e alla rinascita di questo capolavoro: Torino Esposizioni.
Nel 2019, il team guidato dal Prof. Rosario Ceravolo del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino riceve un finanziamento da parte della Getty Foundation all’interno dell’iniziativa Keeping it Modern per sviluppare e produrre un Conservation Management Plan (CMP) sull’intero complesso di Torino Esposizioni.
Uno strumento operativo per guidare la conservazione
Il Conservation Management Plan per Torino Esposizioni ( Approfondisci QUI ) nasce come uno strumento operativo per guidare la conservazione e la trasformazione di un complesso di straordinaria rilevanza nel patrimonio del moderno.
Nella sua definizione più essenziale, il CMP è un documento che identifica i valori di un bene e stabilisce le politiche necessarie per garantirne la conservazione nel tempo, affrontando in modo consapevole il tema della gestione del cambiamento.
La stesura del CMP per Torino Esposizioni si è collocata all’interno di una sequenza di eventi e passaggi decisivi, tra cui il riconoscimento del vincolo sull’edificio (DCR 20, n. 20, 02/04/2020) e l’arrivo dei finanziamenti PNRR destinati al recupero dell’intera area del Parco del Valentino. In questo contesto, il CMP ha assunto un ruolo strategico, configurandosi come strumento di indirizzo e supporto per lo sviluppo del progetto esecutivo relativo al recupero del Salone B di Torino Esposizioni.
Il lavoro è stato svolto da un team multidisciplinare coordinato dal Politecnico di Torino che ha coinvolto istituzioni di rilievo nazionale ed internazionale, tra cui la Pier Luigi Nervi Foundation, lo IUAV di Venezia con il gruppo guidato dal Prof. Paolo Faccio, insieme a studi professionali (Leonardo srl), laboratori di analisi dei materiali (CMR Research Materials, Buzzi Built Lab) e aziende specializzate (Ecobeton).
SCARICA IL CMP DI TORINO ESPOSIZIONI
Il processo di ricerca e analisi alla base del Conservation Management Plan
Avviato nel 2021 nell’ambito del progetto di rifunzionalizzazione del complesso, il CMP si è strutturato attraverso un processo rigoroso, articolato in fasi successive e complementari:
- Fase I – Ricerca archivistica
- Fase II – Documentazione e Rilievo
- Fase III – Condition assessment e Valutazione Strutturale
- Fase IV – Strategie di conservazione e stesura di linee guida operative
Queste fasi sono state supportate da attività trasversali di ricerca e studio, comprendenti ricerche archivistiche, prove in itinere, sperimentazioni in laboratorio ed elaborazione dei dati.
Il processo si è sviluppato attraverso un dialogo continuo all’interno di un team multidisciplinare, in cui storici dell’architettura, ingegneri strutturisti e restauratori hanno collaborato in modo integrato.
Tale sinergia ha consentito di definire linee guida per la conservazione e la manutenzione dell’edificio, capaci di rispettare l’intento progettuale originario voluto da Nervi stesso e, al contempo, di rispondere ai requisiti normativi di sicurezza contemporanei.

Ricerca archivistica
Durante la prima fase di ricerca, l’abbondante quantità di materiale pervenuto a noi dai numerosi archivi ha consentito la ricostruzione della cronologia costruttiva e delle trasformazioni dell’edificio nel tempo attraverso fonti eterogenee, tra cui disegni tecnici, relazioni di calcolo originali di Nervi, documentazione fotografica di cantiere, lettere e interviste.
Campagna di rilievo e modellazione avanzata
A questa si è affiancata una campagna di rilievo avanzata, basata su tecniche di laser scanning e modellazione, finalizzata alla comprensione dello stato di fatto e al confronto con la documentazione storica coordinata dal team della prof. Antonia Teresa Spanò del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Indagini diagnostiche e valutazioni strutturali
A seguire, una fase conoscitiva importante è stata quella delle indagini diagnostiche e valutazioni strutturali, che hanno integrato indagini in loco e prove di laboratorio. Attraverso un programma esteso di prove condotto in diversi momenti è stato possibile valutare lo stato di conservazione della struttura.
Le attività hanno incluso:
- Indagini in situ sul calcestruzzo armato e sul sistema del ferrocemento
- Verifica della configurazione originale delle armature attraverso indagini con georadar e pacometro;
- Verifica delle attività di corrosione attraverso la misurazione del potenziale di corrosione;
- Verifica della profondità di carbonatazione degli elementi in ca e ferrocemento;
- Caratterizzazione della resistenza meccanica del calcestruzzo;
- Prove Ultrasoniche;
- Indagini con termocamera per identificare possibili infiltrazioni o aree problematiche
- Carotaggi e prelievo di campioni di calcestruzzo (da sottoporre successivamente a prove di laboratorio);
- Monitoraggio della temperatura e dell’umidità interna degli elementi in ca;
- Monitoraggio della temperatura e umidità ambientale;
- Monitoraggio Strutturale Permanente e verifiche di sicurezza

Verifica della corrispondenza tra i disegni originali di progetto e l'as built
Uno dei principali task ha riguardato la verifica della corrispondenza tra i disegni originali di progetto di Pier Luigi Nervi e le effettive condizioni as built. A tal fine è stata condotta un’indagine diagnostica mediante georadar, finalizzata alla localizzazione delle armature e alla valutazione dello spessore del copriferro negli elementi strutturali principali. La mappatura ottenuta ha consentito di integrare tali informazioni nel modello BIM, arricchendolo con dati puntuali e verificati. Un caso particolarmente significativo è rappresentato dalle analisi condotte sul pilastro inclinato, illustrate nelle figure seguenti.
I risultati evidenziano una corrispondenza pressoché millimetrica tra quanto progettato e quanto realizzato, confermando non solo l’elevata competenza progettuale di Nervi, ma anche il suo straordinario controllo esecutivo in cantiere.

Ricerca applicata sul sistema di copertura in ferrocemento
Un ulteriore contributo significativo del CMP ha riguardato la ricerca applicata sul sistema di copertura in ferrocemento, sviluppata sia durante la fase di redazione del CMP, sia più recentemente grazie al supporto dell’impresa appaltatrice COBAR S.p.A. e del Direttore dei Lavori Strutturali, Ing. Pierluigi Violetto di ICIS Srl.
Torino Esposizioni rappresenta infatti la prima applicazione su larga scala del sistema in ferrocemento da parte di Pier Luigi Nervi, che aveva avviato le prime sperimentazioni con il ferrocemento tra gli anni Trenta e i primi anni Quaranta.
L’unicità di tale sistema costruttivo ha motivato uno studio dedicato, finalizzato ad analizzare il materiale originale impiegato da Nervi e a valutarne lo stato di conservazione attraverso indagini in situ approfondite.
Parallelamente, sono state condotte attività sperimentali all’interno del laboratorio MASTRLAB del Politecnico di Torino per verificare possibili tecniche e trattamenti orientati alla conservazione di questo straordinario materiale come, ad esempio, l’applicazione di tecniche elettrochimiche come la realizzazione, e trattamenti con inibitori di corrosione.

Come citato in precedenza, il CMP ha avuto un ruolo strategico per lo sviluppo del progetto esecutivo. Grazie alle prove eseguite in situ e ai dati raccolti, è stato inoltre possibile elaborare valutazioni sulla sicurezza strutturale e sismica della struttura attraverso la realizzazione di modelli FEM.
Modellazione FEM per il recupero di Torino Esposizioni
La modellazione FEM, sviluppata a partire dai dati geometrici derivati dai rilievi avanzati (Digital Twin/HBIM), informazioni materiche e risultati delle indagini diagnostiche, è stata progressivamente affinata mediante un processo iterativo di calibrazione.
In particolare, il confronto tra risultati sperimentali e numerici, supportato da analisi modali, ha permesso di ottenere un modello affidabile e rappresentativo del comportamento strutturale. Il modello così validato è stato quindi impiegato per analisi statiche e dinamiche, per la valutazione della sicurezza strutturale e sismica.
L’integrazione tra monitoraggio e modellazione ha dunque consentito di sviluppare un quadro conoscitivo avanzato, in cui dati sperimentali e strumenti predittivi convergono in un sistema coerente a supporto delle strategie di conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio costruito.
La sistematizzazione delle informazioni e la definizione delle Linee Guida per la conservazione
Come fase conclusiva, l’insieme delle informazioni raccolte è stato sistematizzato e rielaborato al fine di definire linee guida per l’intervento e la manutenzione della struttura. Per ciascun componente sono state predisposte specifiche schede tecniche, contenenti dati relativi ai metodi costruttivi, alle fasi di realizzazione, alla caratterizzazione dei materiali, allo stato di conservazione e alla presenza di eventuali fenomeni di degrado, nonché alle possibili strategie di intervento.
Queste linee guida sono diventate informazioni importanti che hanno guidato progettisti e professionisti coinvolti nel progetto esecutivo come viene illustrato di seguito in dettaglio riguardo agli interventi di rinforzo strutturale.
Gli interventi di rinforzo strutturale nel dettaglio
A circa 73 anni dalla sua costruzione, il Salone B di Torino Esposizioni, nato come spazio espositivo, è oggi al centro di un articolato progetto di recupero e riqualificazione che ne prevede la trasformazione nella nuova Biblioteca Civica di Torino.
Come emerso dagli studi e dagli approfondimenti condotti durante la preparazione del CMP, e dalle prime fasi di cantiere, la struttura si presenta complessivamente in un buono stato di salute, nonostante l’età, la prolungata negligenza e le condizioni di abbandono che l’hanno caratterizzata per decenni.
Tuttavia, il progetto di riqualificazione ha reso necessario prevedere interventi puntuali e mirati sulla struttura, definiti in coerenza con le linee guida elaborate durante il CMP, e capaci di rispondere alle esigenze normative in ambito sismico e di sicurezza e, al contempo, compatibili con il valore storico dell’opera, garantendo durabilità, affidabilità e sostenibilità nel tempo.
La Direzione Lavori ICIS, in collaborazione con l’impresa COBAR e Kerakoll, ha coordinato tutte le fasi dell’intervento, adottando un approccio integrato che ha previsto non solo la scelta di sistemi certificati ad alte prestazioni, ma anche un rigoroso programma di verifiche sperimentali e controlli di qualità sui sistemi Kerakoll impiegati, condotti prima, durante e dopo la posa.
Nel quadro delle attività di recupero, le principali esigenze progettuali hanno riguardato:
- il ripristino del calcestruzzo armato degradato;
- il rinforzo degli archi in copertura, contrafforti, travi, pilastri e impalcati;
- il miglioramento della risposta strutturale globale, nel rispetto della compatibilità materica e della reversibilità degli interventi.
A partire dalla fase di progettazione sono stati selezionati sistemi a matrice minerale, capaci di integrare interventi di ripristino e rinforzo strutturale certificato, riducendo le variabili operative e garantendo continuità tecnologica tra le diverse lavorazioni.
Questi sistemi offrono numerosi vantaggi prestazionali, tra cui la possibilità di intervenire con spessori ridotti, la bassa permeabilità al vapore e, soprattutto, la reversibilità dell’intervento, aspetto particolarmente rilevante nei casi di opere sottoposte a vincolo di tutela, come nel caso di Torino Esposizioni.
[...] CONTINUA LA LETTURA NEL PDF IN ALLEGATO
Per approfondire gli interventi di rinforzo strutturale adottati nel recupero di Torino Esposizioni, ti invitiamo a scaricare l’articolo completo in formato PDF. Il documento analizza nel dettaglio le soluzioni progettuali e applicative sviluppate per il Salone B, con focus su rinforzo della copertura e dei contrafforti, consolidamento degli impalcati esistenti, verifiche sperimentali e controlli prestazionali sui sistemi di rinforzo, oltre agli interventi di ripristino del calcestruzzo.


FAQ tecniche - Restauro del moderno: Torino Esposizioni | Ingenio
Che cos’è un Conservation Management Plan (CMP)?
È uno strumento di gestione del patrimonio che identifica valori culturali, criticità e linee guida operative per interventi futuri. Nel caso di Torino Esposizioni ha costituito il riferimento per il progetto esecutivo e la manutenzione programmata.
Perché il ferrocemento di Nervi richiede approcci specifici di conservazione?
Il ferrocemento presenta spessori ridotti e una particolare relazione tra rete metallica e matrice cementizia. Diagnostica, monitoraggio e compatibilità materica diventano determinanti.
Quando si utilizzano sistemi SRG nel recupero strutturale?
I sistemi Steel Reinforced Grout vengono adottati per incrementare capacità resistente e duttilità con interventi a basso spessore e matrice inorganica.
Quale ruolo svolgono HBIM e Digital Twin nel restauro del moderno?
Consentono di integrare rilievi, diagnostica, materiali e verifiche FEM in un modello aggiornabile per supportare progettazione e manutenzione.
Quali controlli devono essere previsti sui sistemi di rinforzo?
Prove di pull-off, verifiche di adesione, controlli di posa e prove di strappo secondo documentazione tecnica e riferimenti normativi applicabili.
Perché la reversibilità è importante negli edifici vincolati?
Riduce l’impatto sul manufatto storico e mantiene possibilità di interventi futuri senza perdita irreversibile di materia originale.
Quali errori evitare nel recupero del patrimonio moderno?
Interventi standardizzati, assenza di fase conoscitiva, sostituzioni non compatibili, mancata integrazione tra diagnostica e modellazione.
Architettura
L’architettura contemporanea unisce tecnica, estetica e sostenibilità. Su INGENIO trovi articoli e guide su progettazione integrata, materiali innovativi, BIM e rigenerazione urbana, per progettare edifici efficienti e di qualità.
Calcestruzzo Armato
Esplora la guida completa sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, due elementi fondamentali nell'edilizia. Scopri le composizioni, come l'integrazione di fibre metalliche e polimeriche, e le ultime innovazioni che migliorano le proprietà strutturali. Aggiorna le tue conoscenze sui materiali cementizi per una comprensione avanzata e applicazioni ottimali.
Controlli e Diagnostica
Controlli e diagnostica nelle costruzioni: su INGENIO articoli, normative e tecnologie per garantire qualità e sicurezza di edifici e infrastrutture.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
FEM - Finite Element Method
Gli approfondimenti di Ingenio riguardanti modello FEM (Finite Element Method, Metodo degli Elementi Finiti in italiano).
FRC - Calcestruzzo Fibrorinforzato
Con il topic "FRC" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati sul Ingenio sugli Fiber Reinforced Concrete e riguardanti la progettazione, l'applicazione, l'innovazione tecnica, i casi studio, i controlli e i pareri degli esperti.
Indagini Strutturali
Con il topic "Indagini Strutturali" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati sul Ingenio sul tema della diagnostica strutturale e riguardanti la progettazione, l'applicazione, l'innovazione tecnica, i casi studio, i controlli e i pareri degli esperti.
Ingegneria Strutturale
L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.
Prefabbricati
I prefabbricati sono elementi costruttivi o intere strutture che vengono fabbricati in un luogo diverso rispetto al sito di installazione finale....
Restauro e Conservazione
Con il topic "Restauro e Conservazione" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati che esemplificano il corretto approccio a quel sistema di attività coerenti, coordinate e programmate, dal cui concorso si ottiene la conservazione del patrimonio culturale.
Rinforzi Strutturali
News e approfondimenti su tutto quello che riguarda il rinforzo delle strutture: dalla modellazione e progettazione degli interventi, alla normativa, alla descrizione di soluzioni tecniche e particolari costruttivi.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
