Torna il Bonus Colonnine, via alle domande! Fino a 1.500 euro di contributo (8.000 per i condomini)
Il contributo, da richiedere sulla piattaforma di Invitalia, copre l'80 per cento delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente
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Riapre, per il 2026, il Bonus Colonnine: dalle ore 12.00 di martedì 22 settembre, infatti, i consumatori potranno presentare la domanda di adesione al contributo del MIMIT per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica ad uso privato. Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del MIMIT.
L’apertura dello sportello fa seguito alla pubblicazione del decreto direttoriale del 4 agosto 2026, che definisce procedure e regole per il cosiddetto Bonus Colonnine Domestiche. La misura, prevista nel programma pluriennale per il settore automotive definito con il DPCM dello scorso giugno, prevede una dotazione di 68 milioni di euro fino al 2030.
Bonus Colonnine: copertura dell'80% delle spese. Il contributo
Il bonus colonnine domestiche è un contributo pari all'80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (come, ad esempio, colonnine o wall box).
Il contributo può arrivare fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente, ma il limite sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
A chi si rivolge
Possono beneficiare del contributo le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni.
Risorse
Le risorse a disposizione sono pari a:
- 15 milioni di euro per 2026;
- 15 milioni di euro per ciascuna annualità dal 2027 al 2029;
- 8 milioni di euro per l’anno 2030.
Come funziona
Gli interessati possono presentare la domanda tramite la piattaforma online, all’indirizzo indicato prima dell'apertura dello sportello.
L’accesso può essere effettuato tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso si può procedere alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.
Apertura e chiusura sportello
Le domande per la concessione del contributo possono essere presentate dai soggetti richiedenti a partire dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 e fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2027.
Spese ammissibili
- per l’annualità 2026, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026;
- per le annualità dal 2027 al 2029, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre della rispettiva annualità;
- per l’annualità 2030, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2030.
Spese ammesse a rimborso e regole
Le spese possono comprendere:
- a) l'acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese, se necessarie, quelle per l'installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;
- b) le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- c) i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo Pod (point of delivery).
Le spese di cui sopra devono essere sostenute mediante pagamenti tracciabili e non possono essere effettuate mediante finanziamento.
Ai fini dell’ammissibilità al contributo, le infrastrutture di ricarica devono avere le caratteristiche indicate all'articolo 4 del decreto direttoriale del 4 agosto 2026.
Per le persone fisiche, oltre ai requisiti di cui al citato articolo 4, le infrastrutture di ricarica devono essere destinate a uso esclusivamente privato e non accessibili al pubblico.
In caso di posa in opera sulle parti comuni degli edifici condominiali, le infrastrutture devono essere destinate all’utilizzo collettivo da parte dei condòmini e non accessibili al pubblico.
IL DECRETO DIRETTORIALE MIMIT DEL 4 AGOSTO E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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