Umidità di risalita e ponte termico al piede della muratura: due problemi, una soluzione
L’umidità di risalita può comparire anni dopo la costruzione causando muffe, distacchi e ponti termici. Gasbeton IDRO riduce capillarità e dispersioni alla base delle murature grazie all’impiego di speciali agenti idrofuganti, migliorando durabilità ed efficienza energetica degli edifici.
Gasbeton IDRO è un blocco in calcestruzzo aerato autoclavato additivato con agenti idrofuganti distribuiti in massa, pensato per il primo corso delle murature nelle nuove costruzioni. Il sistema affronta due criticità dello stesso nodo costruttivo: la risalita capillare dell’umidità dalla base della parete e il ponte termico lineare tra solaio e muratura. Disponibile in versioni per tamponamenti e murature portanti, consente al progettista di migliorare durabilità, continuità termica e controllo del rischio igrometrico. INGENIO, grazie alla soluzione di Bacchi Spa, lo inquadra come soluzione tecnica da valutare in fase progettuale, non come intervento di risanamento su edifici esistenti.
Umidità di risalita e ponte termico: perché il primo corso della muratura è il nodo critico
Il problema che nessuno vede (finché è tardi)
Generalmente, i danni da umidità di risalita emergono a costruzione terminata e possono anche rimanere latenti per molto tempo. Si manifestano mesi, a volte anni dopo: intonaci che sfiorano, macchie ad aloni sui muri, rigonfiamenti, muffe, ecc…
Il problema maggiore è che, nella grande maggioranza dei casi, il danno è molto complesso da risolvere alla radice. Si deve ricorrere a delle azioni correttive che spesso agiscono sui sintomi del problema, non sulle cause. Inoltre, si dovranno riparare eventuali danni estetici, o peggio, strutturali o di qualità di vita interna. Questo significa lavori invasivi su edifici nuovi o relativamente recenti, con enorme disagio di proprietari e abitanti.
La causa comune? L'acqua e la sua capacità di “arrampicarsi”.
Da dove arriva l'acqua
In un edificio di nuova costruzione, i vettori di umidità alla base delle murature sono quattro, e tutti meritano attenzione progettuale:
- Terreno di fondazione. L'acqua nel sottosuolo è quasi sempre presente, anche in zone apparentemente asciutte. La falda, le piogge stagionali, la conformazione del terreno: sono variabili che il progettista non controlla, ma deve considerare.
- Infiltrazioni nelle guaine. Le membrane impermeabilizzanti dei plinti o delle platee di fondazione possono presentare discontinuità, punti di sovrapposizione mal eseguiti, perforazioni accidentali. L'acqua si insinua lentamente ed inesorabilmente attraverso ogni varco, anche se minimo.
- Ristagni d'acqua piovana in cantiere. Durante la costruzione, la cappa collaborante del solaio è esposta alle precipitazioni per settimane o mesi. L'acqua si accumula, satura il calcestruzzo fresco, e viene assorbita dalle murature prima ancora che l'edificio sia completato.
- Perdite di impianti idraulici. Scarichi, pluviali, tubazioni e adduttrici nascosti nei getti possono cedere localmente, alimentando un'umidità cronica.
In tutti questi scenari il meccanismo è identico: l'acqua si diffonde attraverso i materiali assorbenti, come terreno, sottofondi e calcestruzzi, e risale all'interno delle pareti attraverso il fenomeno fisico della capillarità, la cui velocità di diffusione dipende da parametri chimico-fisici e meccanici della muratura, tra cui i materiali usati e le condizioni di esercizio. La prima fila di blocchi sul solaio è il punto focale.
Qui il contatto tra parete e potenziali veicoli di umidità offre un punto di ingresso verso le murature. Se questo nodo è permeabile, diventa un sifone.
Il fenomeno fisico: capillarità nelle murature anisotrope
L'umidità di risalita è dovuta alla capacità dell'acqua di penetrare nelle murature e risalire verso l'alto — in apparente contrasto con la gravità — attraverso i capillari presenti nei materiali costituenti la muratura stessa. Le tracce possono fermarsi a pochi centimetri o estendersi a più metri di altezza, a seconda dello spessore e della porosità della parete.
Nelle murature tradizionali in laterizio — per loro natura anisotrope, con comportamento differente in direzione verticale e orizzontale — la risalita segue i giunti di malta orizzontali e la struttura porosa dei mattoni. La prima fila di blocchi, posata direttamente sulla cappa collaborante, è il nodo critico: è lì che l'umidità entra, e da lì si propaga verso l'alto.
Il risultato visibile, negli edifici senza adeguata protezione, lo conosciamo tutti: intonaci che si sfaldano in prossimità del pavimento, efflorescenze saline, rigonfiamenti. Il distacco dello strato superficiale nei laterizi avviene per effetto della cristallizzazione dei sali; il congelamento dell'umidità contenuta nel sistema capillare aumenta di volume producendo spinte deterioranti.
Il secondo problema: il ponte termico al piede della muratura
L'umidità non è l'unica criticità alla base delle murature. In quel nodo costruttivo — dove la parete verticale incontra il solaio orizzontale — si concentra uno dei ponti termici lineari più trascurati nella pratica progettuale quotidiana.
Il valore Ψ (psi) è il coefficiente di trasmissione termica lineica, espresso in W/mK, che quantifica il flusso di calore lungo un ponte termico per unità di lunghezza e per una differenza di temperatura unitaria tra interno ed esterno. Al piede di una muratura tradizionale, senza interruzione termica, questo valore può incidere significativamente sul bilancio energetico complessivo dell'involucro — soprattutto negli edifici a basso consumo, dove le dispersioni per trasmissione attraverso le superfici opache sono già state ridotte al minimo.
Il problema è strutturale: i blocchi per muratura standard hanno prestazioni termiche accettabili in campo corrente, ma al piede della parete la continuità termica tra solaio e muratura crea una zona fredda che non si risolve con l'isolamento a cappotto applicato in facciata.
La soluzione: Gasbeton IDRO
Dalla necessità funzionale di ridurre i ponti termici alla base delle murature tradizionali e, in contemporanea, la trasmissione dell'eventuale umidità di risalita nasce il Blocco IDRO del sistema GASBETON.
Il Blocco IDRO è un blocco per muratura realizzato in calcestruzzo aerato additivato con agenti idrofuganti distribuiti uniformemente in tutto il suo volume, non in superficie. Questo significa che la protezione idrofuga non si perde con il taglio in cantiere.
Questo blocco disponibile in diverse misure e densità si adatta perfettamente alla muratura soprastante proteggendola da eventuale umidità presente nei getti con cui viene a contatto. La prima fila di Blocchi IDRO viene posata con apposita Malta Ancorante IDRO : una malta da allettamento con proprietà idrofughe, che gestisce l'interfaccia tra il solaio e il primo blocco.
Insieme, i due prodotti riducono drasticamente la quantità d'acqua che entra nel sistema e ne rallentano significativamente la risalita nel tempo. Non si tratta di una barriera impermeabile in senso assoluto, ma di un elemento fortemente ritardante ed attenuante, che abbatte il fenomeno capillare nella zona più critica.
Due densità, due destinazioni d'uso
Il Blocco IDRO è disponibile in due versioni con caratteristiche strutturali differenti: Evolution IDRO (densità 480 kg/m³, fbk 2,8 N/mm²) e Sysmic IDRO (densità 580 kg/m³, fbk ≥ 5 N/mm²).
Questa distinzione non è un dettaglio commerciale — è una scelta progettuale precisa:
- Evolution IDRO è adatto per il primo corso di tramezze interne e murature di tamponamento non portanti, dove il carico verticale sulla prima fila è contenuto.
- Sysmic IDRO, con resistenza caratteristica a compressione fbk ≥ 5 N/mm², è idoneo anche per murature portanti, non solo in calcestruzzo aerato, incluse quelle in zona sismica — nel rispetto dei requisiti minimi di resistenza previsti dalla normativa per le murature portanti (NTC 2018).
Il progettista ha quindi uno strumento unico che copre entrambe le condizioni, con la chiarezza di dover scegliere la versione corretta in funzione della destinazione strutturale della muratura.
Esclusivamente per nuove costruzioni
È importante chiarire l'ambito applicativo: il sistema Gasbeton IDRO è una soluzione costruttiva per edifici di nuova realizzazione. Non è un sistema di risanamento per edifici esistenti. In quei casi — dove l'umidità di risalita si manifesta su murature già costruite — esistono approcci dedicati (iniezioni, intonaci macroporosi, elettro-osmosi) che esulano da questo contesto.
In una nuova costruzione, inserire il Blocco IDRO come primo corso della muratura è un intervento a costo marginale rispetto al totale dell'opera, con un ritorno significativo in termini di durabilità dell'involucro e prestazioni energetiche del nodo critico.
Due problemi risolti in un unico gesto costruttivo.
No, la guaina taglia-muro non è una soluzione paragonabile
La guaina bituminosa tagliamuro è una soluzione consolidata, ma presenta limiti strutturali che vale la pena conoscere.
- Risolve un problema solo. La guaina può interrompere la risalita capillare, ma non fa nulla sul ponte termico lineare al piede della muratura e non impedisce alla porzione sottostante di muratura di impregnarsi di umidità, con potenziali danni degradanti. Il Blocco IDRO, evita che anche il primo corso di muratura si saturi di umidità e, con λ₁₀,dry di 0,110–0,130 W/mK, introduce una resistenza termica reale in quel nodo. Un elemento, due problemi risolti.
- È vulnerabile alla posa. Un corrugato che la perfora, un intonacatore che la taglia a filo muro, una quota variata in corso d'opera: la protezione viene meno in modo invisibile. Il Blocco IDRO ha l'idrofugo distribuito in tutto il volume — non perde le sue proprietà nemmeno se tagliato in cantiere.
- Introduce un piano di scorrimento non modellato. Nelle murature portanti in zona sismica, le NTC 2018 (D.M. 17/01/2018) impongono fbk ≥ 5 MPa per agS > 0,075g. La guaina interposta tra solaio e primo corso crea di fatto una discontinuità alla base della parete il cui comportamento a taglio non è normato in modo univoco. Il Blocco IDRO Sysmic (fbk ≥ 5 N/mm², fvko = 0,3 N/mm²) soddisfa i requisiti NTC 2018 senza introdurre incertezze strutturali.
- L'umidità degrada le prestazioni termiche dichiarate. La UNI EN 1745 prescrive di maggiorare la conducibilità termica dei materiali da costruzione del 6% per ogni punto percentuale di umidità in volume. Una muratura umida alla base non è solo un problema estetico: significa che i valori termici reali in esercizio divergono da quelli calcolati in progetto, con effetti sul bilancio energetico dell'edificio ai sensi del DM 26/06/2015.
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FAQ TECNICHE: Umidità di risalita: blocco IDRO per nuove murature
Che cos’è Gasbeton IDRO?
Gasbeton IDRO è un blocco per muratura in calcestruzzo aerato autoclavato additivato con agenti idrofuganti distribuiti nell’intero volume. È pensato per essere posato come primo corso della muratura nelle nuove costruzioni. La protezione non è superficiale, quindi non viene meno in caso di taglio del blocco in cantiere.
In quali contesti si utilizza il blocco IDRO?
Il sistema è destinato alle nuove costruzioni, in particolare al nodo tra solaio, platea o cappa collaborante e primo corso della muratura. Può essere impiegato per tramezze, tamponamenti e, nella versione Sysmic IDRO, per murature portanti se compatibile con il progetto strutturale. Non è un sistema di risanamento per edifici esistenti.
Quale problema tecnico risolve rispetto all’umidità di risalita?
Riduce l’assorbimento capillare dell’acqua nella zona più esposta, cioè il piede della muratura. Non va considerato una barriera impermeabile assoluta, ma un elemento ritardante e attenuante della risalita. La prestazione va valutata insieme a corretta impermeabilizzazione, posa e gestione dei ristagni d’acqua in cantiere.
Perché incide anche sul ponte termico al piede della muratura?
Il piede della parete è un nodo in cui la continuità tra solaio e muratura può generare dispersioni lineiche. Il blocco IDRO, con λ₁₀,dry dichiarata 0,110–0,130 W/mK, introduce una resistenza termica nel primo corso. Il valore Ψ del nodo deve comunque essere calcolato nel progetto energetico con metodo conforme.
Quali norme devono essere considerate?
Sono pertinenti le NTC 2018 per le murature portanti, la UNI EN 1745 per le proprietà termiche delle murature e la UNI EN 771-4 per i blocchi in calcestruzzo aerato autoclavato. Per l’applicazione strutturale in zona sismica occorre verificare requisiti di resistenza, categoria del blocco, malta, dettagli costruttivi e progetto esecutivo.
Quali attenzioni servono in posa?
Il blocco va collocato come primo corso, con Malta Ancorante IDRO o sistema compatibile indicato dal produttore. La posa deve garantire continuità, planarità, corretta quota e assenza di discontinuità non previste. Occorre evitare ristagni prolungati, tagli impropri, interruzioni della malta e interferenze impiantistiche nel nodo.
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