Il futuro della pubblica amministrazione con la UNI 11337-11: l’e-Permit per i procedimenti autorizzativi
La nuova parte della serie UNI 11337 definisce procedure, flussi informativi e requisiti per applicare il BIM ai procedimenti autorizzativi di opere pubbliche e private, introducendo un modello metodologico per la digital compliance e il coordinamento dei pareri.
La UNI 11337-11 definisce un modello metodologico per applicare l’e-Permit ai procedimenti autorizzativi di edifici, infrastrutture e reti. La norma organizza requisiti informativi, istruttorie, controlli di conformità, coordinamento dei pareri e archiviazione del modello autorizzato. Attraverso ruleset, code checking, IFC, XML e contenitori ICDD, il BIM può ridurre frammentazione documentale e incoerenze informative, senza sostituire la responsabilità decisionale degli enti competenti. INGENIO ne analizza implicazioni operative, limiti e prospettive per uffici tecnici, progettisti e stazioni appaltanti.
Che cos’è l’e-Permit secondo la UNI 11337-11 e quali procedimenti riguarda
Oggi è stata pubblicata la nuova UNI 11337-11, dedicata alle procedure e al flusso informativo per l’applicazione dell’e-Permit ai procedimenti autorizzativi di costruzioni di opere pubbliche e private. Il documento è stato elaborato dal gruppo di lavoro UNI/CT 033/SC 05/GL 08 “Gestione amministrativa BIM”.
Il progetto fu avviato nel settembre 2022 e all’epoca era molto ambizioso: il PNRR da una parte investiva nella digitalizzazione della pubblica amministrazione, dall’altra l’enormità di soggetti conservatori ai quali far digerire innovazioni tecnologiche è un processo molto lento. La nuova parte 11 si inserisce nel percorso evolutivo della serie UNI 11337, riferimento nazionale per la gestione digitale dei processi informativi nel settore delle costruzioni.
Dopo aver disciplinato negli anni aspetti fondamentali quali la modellazione informativa, i flussi digitali, la gestione dei dati, la qualificazione delle figure professionali e i processi di verifica, la serie affronta ora un ambito particolarmente innovativo: l’integrazione del BIM nei procedimenti tecnico-amministrativi finalizzati all’autorizzazione delle opere, prendendo in considerazione le relazioni tra progettisti, amministrazioni pubbliche ed enti competenti chiamati a esprimere pareri, nulla osta, autorizzazioni e altri atti comunque necessari alla realizzazione di opere pubbliche e private.
Il cuore della norma è rappresentato dal concetto di e-Permit, inteso come processo digitale utile al recepimento, al coordinamento e all’archiviazione dei pareri da acquisire relativamente a un progetto digitale di un’opera. Il presupposto è che il modello informativo possa diventare il contenitore centrale del procedimento autorizzativo, superando l’attuale frammentazione documentale e consentendo verifiche più rapide, trasparenti e oggettive.
La norma definisce il flusso informativo digitale applicabile ai procedimenti tecnico-amministrativi di autorizzazione di opere pubbliche e private di edilizia, infrastrutture e reti, con l’obiettivo di razionalizzare e ottimizzare i processi attraverso l’analisi delle coerenze informative. L’approccio previsto è applicabile, in termini generali, a ogni tipologia e natura di intervento, dal rifacimento di una veranda alla costruzione di una palazzina residenziale o alla realizzazione di un’opera infrastrutturale.
Il documento individua cinque attività fondamentali:
- digitalizzazione dei contenuti della legislazione vigente;
- definizione dei requisiti informativi di consegna e scambio;
- istruttoria del progetto digitale e rilascio del parere;
- acquisizione e coordinamento dei pareri;
- archiviazione del modello informativo autorizzato.
Uno degli aspetti più innovativi della UNI 11337-11 riguarda il rapporto tra normativa tecnica, legislazione e strumenti digitali. Affinché i procedimenti autorizzativi possano essere realmente supportati da strumenti informativi evoluti, è necessario tradurre prescrizioni normative e legislative in regole digitali, o ruleset, interpretabili da strumenti di verifica applicabili ai modelli informativi.
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Digital compliance: come trasformare le norme in controlli digitali
La norma propone quindi un approccio metodologico orientato alla digital compliance, ossia alla verifica digitale della conformità di un progetto rispetto ai requisiti normativi e legislativi applicabili. In questo quadro, i vincoli prescrittivi e prestazionali costituiscono il terreno più favorevole per la traduzione in controlli automatici, mentre i vincoli qualitativi possono essere, ove possibile, ricondotti a parametri verificabili o a flussi di controllo assistiti.
La UNI 11337-11 sottolinea inoltre la necessità che le fonti normative siano progressivamente rese disponibili in forma strutturata, interpretabile e coerente, così da favorire l’adozione di regole digitali capaci di dialogare con modelli, dati territoriali e sistemi informativi. Qui la sfida si fa complessa perché una macchina non può capire la scelta progettuale idonea oppure il colore rosso, ma ragiona in distanze, pesi e resistenze, valori RGB, cioè tutto ciò che è computabile. Il problema più grosso sarà rendere coerente domanda e risposta, cioè il legislatore e il normatore dovranno impostare la maggior parte dei requisiti riconducibili a valori computabili e i progettisti forniranno modelli digitali sempre più avanzati perché siano valutabili. Purtroppo, resteranno requisiti qualitativi che non possono essere resi quantitativi.
Per consentire l’applicazione dell’e-Permit, ciascun soggetto preposto al rilascio di un parere deve definire specifiche linee guida di processo. Tali linee guida indicano le modalità operative, i requisiti informativi, i formati, le responsabilità e le tecnologie necessarie affinché il modello informativo possa essere validamente sottoposto a istruttoria digitale.
Il documento introduce i requisiti informativi di e-Permit, che comprendono informazioni geometriche, alfanumeriche e documentali necessarie allo svolgimento delle verifiche e all’espressione dei pareri. La loro definizione tiene conto degli usi e degli obiettivi del modello, del livello di fabbisogno informativo, dei soggetti coinvolti e dello scopo specifico del procedimento autorizzativo.
Particolare rilievo assume il tema dell’aggregazione tra modello informativo e documenti esterni. La norma prende atto del fatto che, accanto ai modelli BIM, continuano a essere necessari elaborati, relazioni, immagini, indagini e allegati documentali. Per questa ragione vengono proposte strategie di collegamento semantico tra modello e documentazione, anche attraverso file indice in formato XML, contenitori ICDD e meccanismi basati sullo schema IFC.
La UNI 11337-11 descrive un processo di controllo articolato che prevede una fase preliminare di pre-check. In questa fase vengono verificati la leggibilità dei dati, la completezza dei contenitori informativi, la coerenza del modello rispetto ai requisiti minimi, l’efficacia delle relazioni tra modello e documenti e la presenza del report di verifica e validazione preventiva redatto dal soggetto incaricato.
Le verifiche successive possono essere condotte mediante applicativi di code checking, clash detection, model checking e model validation, al fine di controllare vincoli normativi prescrittivi o prestazionali parametrizzabili, interferenze geometriche, incoerenze informative, requisiti del modello e relazioni tra modello e allegati.
Nonostante la preponderanza dell’aspetto informatico, l’automazione non sostituisce il ruolo del responsabile del procedimento, ma lo supporta. Le decisioni finali, soprattutto per gli aspetti non automatizzabili o legati a valutazioni qualitative, restano infatti in capo ai soggetti competenti. La norma propone quindi un equilibrio tra controllo digitale, tracciabilità del procedimento e responsabilità decisionale dell’operatore pubblico o privato preposto al rilascio del parere.
Nei procedimenti complessi può essere necessario acquisire pareri da parte di più soggetti preposti. La norma disciplina quindi anche il coordinamento digitale dei pareri, individuando il ruolo del soggetto preposto leader e proponendo differenti approcci metodologici: registro e-Permit, metadati interoperabili e piattaforma unica di coordinamento e collaborazione.
In tutti i casi, l’obiettivo è garantire unicità del dato, tracciabilità delle attività, accessibilità controllata alle informazioni, interoperabilità tra ambienti digitali e aggiornamento dinamico del modello informativo a seguito delle eventuali richieste di integrazione. I pareri possono essere espressi come metadati o documenti in formato aperto collegati al modello informativo, evitando duplicazioni e migliorando la trasparenza del procedimento.
La parte finale della norma affronta il tema dell’archiviazione del modello informativo autorizzato. L’archiviazione non è intesa come semplice conservazione documentale, ma come creazione di un patrimonio informativo utilizzabile durante l’intero ciclo di vita dell’opera. La visione è quella di integrare quello che possiamo definire il catasto del futuro e il fascicolo digitale dell’opera.
Il modello autorizzato deve poter essere consultato, aggiornato e collegato ai sistemi informativi territoriali, favorendo la gestione delle varianti, il controllo delle modifiche all’assetto vincolistico, l’accesso ai dati per finalità manutentive, gestionali, patrimoniali, fiscali, statistiche e di pianificazione. In questa prospettiva il progetto digitale autorizzato diventa un punto di accesso unitario alle informazioni dell’opera, con benefici potenziali per amministrazioni, progettisti, gestori e soggetti interessati.
La pubblicazione della UNI 11337-11 rappresenta un ulteriore tassello nel processo di maturazione del BIM in Italia, favorendo il dialogo tra regole, modelli e procedure in modo più strutturato, interoperabile ed efficiente. La norma si rivolge in particolar modo agli uffici tecnici comunali, o comunque pubblici, come strumento di lavoro e base per elaborare procedure interne atte a migliorare l’efficienza del proprio lavoro. Tuttavia, i lavori normativi del settore proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori pubblicazioni strategiche.
Sicuramente la più importante sarà la revisione della UNI EN ISO 19650, nelle parti 1, 2 e 3, nonostante il percorso travagliato che sta attraversando.
L’evoluzione della serie UNI 11337
Nel secondo semestre del 2026 sarà pubblicata la UNI 11337-13 “Linea guida per l’applicazione delle norme riguardanti la gestione informativa mediante il Building Information Modeling negli appalti pubblici nel settore delle costruzioni” che favorisce l’uso del BIM a tutte le stazioni appaltanti. Infine, sono in arrivo anche la parte 7, dedicata ai requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa, e la parte 1, relativa a concetti e principi generali. Parallelamente è stato avviato il nuovo GL 11 “Terminologia BIM”, con l’obiettivo di consolidare e armonizzare il linguaggio tecnico di riferimento.
Cosa devono fare pubbliche amministrazioni e uffici tecnici
Con la UNI 11337-11 il BIM compie dunque un passo ulteriore verso l’integrazione con la pubblica amministrazione, segno che i lavori di normazione supportano a pieno l’evoluzione digitale intrapresa dal paese ormai da qualche anno e sono riconosciuti dal legislatore come riferimento autorevole e prezioso.
FAQ TECNICHE: UNI 11337-11: e-Permit e BIM nei procedimenti autorizzativi
Che cos’è l’e-Permit previsto dalla UNI 11337-11?
L’e-Permit è un processo informativo digitale destinato alla ricezione, all’istruttoria, al coordinamento e all’archiviazione dei pareri necessari per autorizzare un’opera.
Il progetto non è rappresentato esclusivamente da documenti separati, ma da un modello informativo collegato a elaborati e allegati.
L’obiettivo è rendere più tracciabili verifiche, richieste di integrazione e decisioni amministrative.
A quali opere e procedimenti può essere applicato?
Il metodo descritto riguarda opere pubbliche e private nei settori dell’edilizia, delle infrastrutture e delle reti.
L’approccio è concepito per essere adattabile a interventi di diversa scala, dalla modifica edilizia limitata fino alle opere infrastrutturali complesse.
Le modalità operative devono essere definite dall’amministrazione o dal soggetto competente attraverso specifiche linee guida di processo.
Quali sono le principali norme collegate alla UNI 11337-11?
La norma si colloca nel sistema nazionale della UNI 11337 e nel quadro internazionale della serie UNI EN ISO 19650 sulla gestione informativa mediante BIM.
Per i contenitori documentali collegati ai modelli è rilevante anche la serie UNI EN ISO 21597 relativa agli ICDD.
Quali vantaggi offre l’e-Permit alle pubbliche amministrazioni?
L’e-Permit può migliorare unicità del dato, tracciabilità delle attività, coordinamento dei pareri e accessibilità controllata alle informazioni.
I controlli digitali possono individuare dati mancanti, incoerenze, interferenze e difformità parametrizzabili prima della valutazione conclusiva.
I benefici effettivi dipendono tuttavia dalla qualità dei modelli, dei ruleset e delle infrastrutture digitali adottate.
Come deve essere predisposto un modello BIM per l’istruttoria digitale?
Il modello deve contenere le informazioni geometriche e alfanumeriche richieste dal procedimento ed essere collegato alla documentazione esterna necessaria. Prima della consegna occorre verificare leggibilità, completezza, relazioni tra contenitori informativi e conformità ai requisiti di e-Permit.
Formati, struttura dei dati, livello di fabbisogno informativo e report preventivi devono essere definiti dalle linee guida dell’ente competente.
Come vengono gestiti aggiornamento, manutenzione e archiviazione dei dati?
Il modello autorizzato dovrebbe essere archiviato come patrimonio informativo utilizzabile durante il ciclo di vita dell’opera. Deve essere possibile registrare varianti, modifiche, nuovi pareri e aggiornamenti dell’assetto normativo o vincolistico.
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