PENETRON ITALIA SRL
Data Pubblicazione:

Vasca bianca: dalla teoria alla progettazione consapevole

Dalla gestione delle fessurazioni ai giunti di ripresa, il successo della vasca bianca dipende da progettazione, tecnologia ed esecuzione. Additivi cristallini e controlli rigorosi migliorano durabilità e manutenzione rispetto ai sistemi tradizionali. Leggi l'intervista ad Enricomaria Gastaldo Brac (Penetron).

Nel panorama dell’ingegneria delle strutture interrate, il concetto di “vasca bianca” è sempre più diffuso ma spesso frainteso. L’intervista a Enricomaria Gastaldo Brac chiarisce come non si tratti semplicemente di un calcestruzzo più performante, bensì di un sistema integrato che coinvolge progettazione, tecnologia ed esecuzione.
L’attenzione si sposta quindi dai materiali ai dettagli: giunti, fessurazioni, elementi passanti e fasi di getto diventano determinanti per la tenuta idraulica. Emergono inoltre i vantaggi in termini di durabilità, manutenzione e tempi di cantiere rispetto alle impermeabilizzazioni tradizionali. Un approccio corretto richiede competenze specifiche e un controllo rigoroso in tutte le fasi operative. Solo così la vasca bianca può esprimere appieno il suo potenziale prestazionale nel tempo.


Vasca Bianca: significato corretto e differenza con la vasca nera

Andrea Dari:
In ambito progettuale si parla sempre più spesso di vasca bianca, ma non sempre con un significato univoco. Dal vostro osservatorio, qual è oggi l’errore concettuale più frequente nel modo in cui viene interpretata?

Enricomaria Gastaldo Brac:

La Vasca Bianca come Vasca Strutturale in calcestruzzo già impermeabile (principalmente concepita per le strutture interrate), in contrapposizione alla Vasca Nera ovvero struttura in calcestruzzo con successiva impermeabilizzazione esterna, corticale, eseguita tramite le tradizionali guaine bituminose, bentonite, pvc, sistemi cementizi elastici, poliuretanici, etc, è un concetto generico e non chiaro, confuso spesso con le sole realizzazioni a tenuta idraulica di contenimento “interna” (cisterne, serbatoi, etc.) e non strutture interrate comuni come parcheggi o aree di fondazione degli edifici che debbano essere protette dall’acqua “esterna” del terreno, anche in presenza di falda freatica o marina.

Come progettare una vasca bianca: requisiti, dettagli costruttivi e gestione delle fessurazioni

Andrea Dari:
Quando si può dire davvero che una struttura interrata è progettata come vasca bianca e non semplicemente come un calcestruzzo “più impermeabile del normale” ?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Vasca Bianca vuol dire “progettazione” integrale della struttura impermeabile, con la definizione di tutti i dettagli costruttivi nella loro fase di realizzazione: tavole specifiche di campiture di getto con lo studio dei presidi idonei per la tenuta idraulica di tutti le giunzioni di ripresa di getto, fessurazione programmata ed elementi passanti la matrice strutturale impermeabile. Quindi non solo l’adozione di un mix design “particolare” per il calcestruzzo nella massa ma un’analisi completa dei particolari di realizzazione.

Andrea Dari:
Dal punto di vista della progettazione strutturale, quali sono le condizioni preliminari che rendono sensato adottare una soluzione a vasca bianca rispetto a sistemi tradizionali con membrane?

Enricomaria Gastaldo Brac:

I vantaggi che indicano la Vasca Bianca come Sistema idoneo per il progettista sono molteplici: semplificazione delle lavorazioni e risparmio nelle tempistiche di cantiere in primis, a parità di garanzie finali sull’impermeabilizzazione. Eseguire poi tutta la struttura impermeabile e più durevole è sicuramente una miglioria prestazionale rispetto ad una protezione esterna che nel tempo può essere deteriorata. In caso di infiltrazione il poter individuare direttamente la non conformità di entrata dell’acqua senza avere lo scorrimento tipico dei sistemi tradizionali è significativo per il piano di manutenzione dell’opera.

Andrea Dari:
Il tema delle fessurazioni è centrale. Qual è il corretto approccio progettuale per gestirle in una vasca bianca: limitarle, controllarle o “accettarle” entro determinati limiti?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Direi tutte e tre le opzioni… Determinare le fessure nello stato limite di esercizio è un dovere del progettista: natura delle fessure e ampiezza massima consentita. Controllare le fessure igrometriche con appositi presidi di fessurazione programmata è una miglioria del Progetto Vasca Bianca, limitarle con appropriato “curing”, maturazione controllata secondo le normative vigenti estremamente chiare è un compito dell’impresa esecutrice sotto la responsabilità della Direzione Lavori.

Primo piano di un uomo con occhiali e giacca elegante durante un’intervista, in un contesto fieristico o professionale, con sfondo sfocato.
Enricomaria Gastaldo Brac (AD di Penetron) (Crediti: INGENIO)

Andrea Dari:
Spesso la discussione si concentra sul mix design, ma poi i problemi emergono nei dettagli costruttivi. Quali sono, secondo la vostra esperienza, i punti più critici che il progetto deve presidiare fin dall’inizio?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Le riprese di getto nelle varie campiture esecutive: orizzontali nell’esecuzione delle varie porzioni di platea, orizzontali-verticali tra platea e muri di contenimento, tra le varie solette intermedie e i muri di contenimento, all’imposta tra gli stessi e il solaio di copertura, le riprese di getto nella realizzazioni delle varie fasi dei muri di contenimento verticali, la già citata fessurazione programmata e tutti gli elementi di dettaglio che passano la matrice strutturale impermeabile.

Vantaggi, durabilità e errori da evitare nella vasca bianca in calcestruzzo

Andrea Dari:
In che modo l’uso di additivi cristallini cambia l’approccio alla durabilità e alla manutenzione dell’opera nel tempo rispetto a un’impermeabilizzazione esterna?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Gli additivi cristallini promuovono l’effetto “self healing” di autocicatrizzazione del calcestruzzo nella porosità residua e nelle fessurazioni, catalizzano l’elemento solubile della matrice e migliorano significativamente la resistenza alla carbonatazione, alla penetrazione dei cloruri e dei solfati aumentando la durabilità dell’opera e la vita utile in esercizio, non solo sono una impermeabilizzazione di massa.

Andrea Dari:
Dal vostro punto di vista, dove si colloca la responsabilità principale della tenuta idraulica: nel progetto strutturale, nella tecnologia adottata o nella fase esecutiva?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Anche in questo caso direi in tutte e tre le fasi… Un buon progetto esamina anche la tecnologia di impermeabilizzazione in dettaglio e mette in campo tutta una serie di controlli per la verifica in fase di esecuzione della soluzione proposta. Progettazione e controllo sono attività salienti su cui ricade sempre la maggiore responsabilità della tenuta idraulica.

Andrea Dari:
Nei cantieri reali, quali sono gli errori di posa o di gestione del getto che compromettono più frequentemente le prestazioni di una vasca bianca progettata correttamente?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Senza alcun dubbio la corretta realizzazione in opera del calcestruzzo, importante almeno come la corretta posa dei presidi di Vasca Bianca. L’addestramento delle maestranze e la supervisione continua delle fasi realizzative sono il principale compito del personale tecnico della Vasca Bianca, così come la registrazione delle “non conformità” e la risoluzione delle stesse secondo rigidi protocolli di ripristino.

Andrea Dari:
Guardando alle opere già realizzate, quali tipologie di intervento (residenziale, terziario, infrastrutturale) stanno mostrando i maggiori vantaggi nell’adozione della vasca bianca?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Il settore privato sicuramente ha iniziato prima nel tempo ad adottare il Sistema, penso ai parcheggi interrati e alle grandi opere di fondazione e contenimento sempre interrate, ma anche nelle infrastrutture si sono realizzati manufatti di rilievo con successo: sottopassi ferroviari e stradali, tunnel artificiali, opere idrauliche di varia dimensione e destinazione come depuratori, vasche di volano, canali, etc.

Andrea Dari:
Se dovesse dare un solo consiglio a un progettista che si avvicina per la prima volta a questo tema, quale sarebbe l’elemento da non sottovalutare assolutamente?

Enricomaria Gastaldo Brac:

Innanzitutto le caratteristiche prestazionali del Sistema: in termini di impermeabilità e durabilità, la competenza del progetto di Vasca Bianca specifico, il piano di controlli sul Sistema e le garanzie decennali postume di rimpiazzo e posa in opera indennitarie di qualità

Leggi anche