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VMC ed EPgl,nren: quanto pesano gli errori in 6 zone climatiche

La VMC correttamente impostata riduce l’EPgl,nren in tutte le sei zone climatiche analizzate. Il vantaggio può però annullarsi quando il software sovrastima occupanti e infiltrazioni n50 o utilizza rendimento e consumi elettrici non riferiti alla portata di progetto.

La prima parte dell’analisi ha individuato quattro errori ricorrenti nell’inserimento dei dati VMC nei software di calcolo energetico certificati CTI. Questa seconda parte ne misura gli effetti sull’EPgl,nren, confrontando il medesimo edificio residenziale nelle zone climatiche da A a F.

Le simulazioni considerano ricambi naturali, VMC correttamente configurata e differenti combinazioni di errori su occupazione, bilanciamento delle portate, infiltrazioni n50, recupero termico e assorbimento dei ventilatori. INGENIO documenta così quando un input scorretto può annullare il beneficio energetico della VMC e renderla apparentemente penalizzante.


Perché la compilazione dei dati VMC nei software CTI genera EPgl,nren errati

Nella prima parte dell’articolo era stato presentato il caso di un appartamento al primo piano di una abitazione indipendente, in zona climatica E con 2877 GG.

È stato messo a confronto il suo indice di prestazione energetica con quello relativo al caso dell’aerazione. È stato inoltre precisato che la relativa facilità con la quale si compilano i dati relativi alla VMC nei software di calcolo può indurre a numerosi errori. Questi, purtroppo, generano, in alcuni casi, valori di EPgl,nren più alti rispetto alla condizione in cui avviene un ricambio dell’aria naturale “convenzionale”: probabilmente per questo motivo si è diffusa l’idea che la VMC peggiori le prestazioni energetiche di un immobile.

Obiettivo di questa seconda parte dell’articolo è quello di mettere a confronto gli indici di prestazione energetica, calcolati con uno o più errori di compilazione per il medesimo appartamento in diverse località climatiche italiane.

Si precisa che le analisi possono essere rappresentative solo di questo edificio: i medesimi errori in altri contesti (dove le portate di ventilazione in gioco sono più elevate, come ad esempio negli edifici terziari) potrebbero comportare incidenze differenti.

L'edificio di riferimento: caratteristiche dell'appartamento analizzato

L’edificio considerato

Le caratteristiche dell’edificio analizzato nel primo articolo sono nuovamente riportate in Figura 1 e Tabella 1 per facilità di consultazione.

planimetria dell’appartamento analizzato nei casi studio di questo articolo
Figura 1: planimetria dell’appartamento analizzato nei casi studio di questo articolo (a sinistra) e modello tridimensionale (a destra). (V. Raisa)

La zona riscaldata (superficie utile 135,77 m2 e volume netto 407,31 m3) comprende sei ambienti, le cui caratteristiche dimensionali sono riportate nella tabella 1.

Tabella 1: caratteristiche dimensionali degli ambienti dell’appartamento.
Tabella 1: caratteristiche dimensionali degli ambienti dell’appartamento. (V. Raisa)

Calcoli di EPgl,nren nel caso dell’aerazione (“ricambi naturali”)

Come si è visto nella prima parte dell’articolo secondo la UNI TS 11300-1 i ricambi d’aria convenzionali per il calcolo energetico, per la sola edilizia residenziale, sono pari a 0,3 h-1.

In Tabella 2 sono riportati gli indici di prestazione energetica dell’appartamento oggetto di studio calcolati in assenza di VMC per varie località climatiche italiane, compresa quella relativa all’appartamento reale che è la E.

Indici di prestazione energetica EPgl,nren in kWh/m2 – Caso dei ricambi naturali
Zona climatica:
F – 4433 GG
Zona climatica:
E – 2877 GG
Zona climatica:
D – 1821 GG
Zona climatica:
C – 1034 GG
Zona climatica:
B – 772 GG
Zona climatica:
A – 568 GG
390,23
289,09
145,87
120,79
73,11
58,98

Tabella 2: valori di EPgl,nren per varie località climatiche: ricambi d’aria naturali.

I valori di Tabella 2 costituiscono il riferimento per i confronti con le successive casistiche che contemplano l’adozione della ventilazione meccanica.

Questo perché attualmente la VMC può essere incentivata fiscalmente nell’ambito del Conto Termico 3.0 se viene dimostrato che essa genera un miglioramento dell’indice di prestazione energetica rispetto al caso dei cosiddetti “ricambi naturali”.

APPROFONDISCI QUI
Quando la VMC può essere incentivata con il Conto Termico 3.0?

Calcoli di EPgl,nren nel caso di ventilazione meccanica senza errori

Sempre nella prima parte dell’articolo era stato illustrato che, al momento, il calcolo delle portate di ventilazione di progetto avviene secondo i valori contenuti nell’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1: questi sono articolati in più Categorie e più Livelli di Inquinamento.

L’impostazione mantenuta in tutte le analisi energetiche di questi articoli fa riferimento alla Categoria II e al Livello di Inquinamento Basso.

In Tabella 3 sono riportati gli indici di prestazione energetica dell’appartamento oggetto di studio, con VMC, calcolati “senza errori” per le varie località climatiche italiane.

Indici di prestazione energetica EPgl,nren in kWh/m2 – Caso della VMC senza errori
Zona climatica:
F – 4433 GG
Zona climatica:
E – 2877 GG
Zona climatica:
D – 1821 GG
Zona climatica:
C – 1034 GG
Zona climatica:
B – 772 GG
Zona climatica:
A – 568 GG
370,98
271,08
136,56
114,19
69,90
56,64

Tabella 3: valori di EPgl,nren per varie località climatiche: con VMC, senza errori.

Confrontando Tabella 2 e Tabella 3 si osserva che il sistema di VMC progettato per l’appartamento considerato (riferimento a 4 persone, n50 pari a 0,2 h-1 efficienza di recupero di calore pari a 85% e consumi elettrici dei ventilatori pari a 50 W totali, come indicato nella prima parte dell’articolo) induce un miglioramento dell’indice di prestazione energetica in tutte le località climatiche.

Calcoli di EPgl,nren nel caso di ventilazione meccanica con errori

A partire dalla medesima configurazione del sistema edificio-impianto di cui sopra sono di seguito calcolati gli indici di prestazione energetica nelle varie località climatiche, inserendo alcuni errori.

Errore N.1 - Risultati con un uso scorretto dell’indice di affollamento

Secondo l’errore N.1 descritto nella prima parte dell’articolo, applicando l’indice di affollamento in ogni ambiente dell’appartamento si ottiene una occupazione di 9,5 persone contro il numero reale massimo previsto pari a 4.

Con questo approccio si può osservare in Figura 2 che l’impianto di ventilazione risulta completamente sbilanciato poiché dei 239,41 m3/h totali calcolati ambiente per ambiente (si veda Tabella 3 della prima parte dell’articolo) 211,68 m3/h figurano come immessi, mentre 27,72 m3/h come estratti.

Questo perché l’impostazione di base del software è quella di assegnare le immissioni ai locali “nobili” e le estrazioni ai locali “sporchi” (cioè bagni e cucine). In ogni caso nella sezione dedicata all’impianto di ventilazione è possibile modificare queste impostazioni. Spesso, però, questa opzione viene trascurata.

portate dell’impianto di ventilazione derivanti dalle impostazioni di calcolo
Figura 2: portate dell’impianto di ventilazione derivanti dalle impostazioni di calcolo riconducibili all’Errore N.1 descritto nella prima parte dell’articolo. (V. Raisa)

In Tabella 4 sono riportati gli indici di prestazione energetica dell’appartamento oggetto di studio con riferimento ad un numero di 9,5 occupanti, anziché 4 e con l’impianto di ventilazione sbilanciato come si vede in Figura 2.

Indici di prestazione energetica EPgl,nren in kWh/m2 – Caso della VMC con l’Errore N.1
Zona climatica:
F – 4433 GG
Zona climatica:
E – 2877 GG
Zona climatica:
D – 1821 GG
Zona climatica:
C – 1034 GG
Zona climatica:
B – 772 GG
Zona climatica:
A – 568 GG
379,95
277,84
138,14
114,98
70,68
57,32

Tabella 4: valori di EPgl,nren per varie località climatiche: con VMC ed errore N.1.

L’errore applicato induce un aumento dell’indice di prestazione energetica (Tabella 4) che comunque rimane inferiore a quello corrispondente ai “ricambi naturali” (Tabella 2).

Errore N.2: Portate addizionali di infiltrazione sovrastimate

L’errore N.2 descritto nella prima parte dell’articolo consiste nella scelta delle infiltrazioni addizionali n.50 dalla tabella presente nella UNI TS 11300-1 anche quando gli infissi siano certificati.

Nel caso dell’appartamento oggetto di analisi, con infissi nuovi classificati in classe 4, i ricambi d’aria a 50 Pa corrispondono a 0,2 h-1. Se si utilizzasse la tabella della norma si sarebbe indotti a scegliere un valore dalla colonna “edificio residenziale monofamiliare” riportata in Figura 3.

Il fatto che l’intestazione della prima colonna parli genericamente di involucro e non di infissi, potrebbe indurre a fare riferimento anche all’opzione media o alta nel caso di un edificio esistente.

schermata della sezione del software dedicata alla scelta dei ricambi d’aria a 50 Pa secondo i valori contenuti nella UNI TS 11300-1
Figura 3: schermata della sezione del software dedicata alla scelta dei ricambi d’aria a 50 Pa secondo i valori contenuti nella UNI TS 11300-1. (V. Raisa)

In Tabella 5 sono riportati gli indici di prestazione energetica calcolati con i valori di n50 inappropriati. Si può osservare che questo tipo di errore incide molto più del precedente sul valore di EPgl,nren.

Permeabilità
Indici di prestazione energetica EPgl,nren in kWh/m2 - Caso della VMC con l’Errore N.2
Zona climatica:
F – 4433 GG
Zona climatica:
E – 2877 GG
Zona climatica:
D – 1821 GG
Zona climatica:
C – 1034 GG
Zona climatica:
B – 772 GG
Zona climatica:
A – 568 GG
bassa
382,67
279,22
140,47
117,45
72,04
58,36
media
420,88
313,55
156,59
133,86
84,14
68,37
alta
492,20
367,36
182,14
155,65
103,39
85,31

Tabella 5: valori di EPgl,nren per varie località climatiche: con VMC ed errore N.2.

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RIFERIMENTI NORMATIVI
UNI/TS 11300-1:2014
Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva ed invernale

UNI EN 16798-1:2019 (con Appendice Nazionale, novembre 2025)
Prestazione energetica degli edifici – Ventilazione per edifici – Parte 1: Parametri ambientali interni

EPBD 2024 (Direttiva UE 2024/1275)
Energy Performance of Buildings Directive – rifusione 2024


FAQ TECNICHE - Come la compilazione dei dati sulla VMC falsa l’indice di prestazione energetica

La VMC è mai stata oggetto di incentivi fiscali al 50%o al 65%?

No. Negli anni passati sono stati previsti vari incentivi fiscali in edilizia come, ad esempio, per la sostituzione di generatori di calori, di infissi, ecc. Nulla di tutto ciò per la VMC.

La FAQ 16D di ENEA parlava di una incentivazione fiscale per la VMC?

Si. Secondo tale FAQ la VMC – esclusivamente con recupero di calore - era ammessa alle detrazioni fiscali (Ecobonus e Superbonus) solo se abbinata ad un intervento trainante. Per ottenere l'incentivo il progettista doveva compilare una asseverazione tecnica attestante il risparmio energetico derivante rispetto al caso dei “ricambi naturali” e l'impossibilità tecnica di correggere i ponti termici nel caso di installazione di un cappotto termico.

Nel 2026 è stato concesso uno specifico incentivo fiscale dedicato agli impianti di VMC?

Assolutamente NO. Nonostante la EPBD 2024 richiami fortemente l’importanza degli impianti di ventilazione per assicurare una buona qualità dell’aria negli ambienti interni, la VMC risulta ancora la grande esclusa da qualsiasi incentivo fiscale dedicato.

Come fare se un edificio con VMC ha un indice di prestazione energetica peggiore rispetto al caso dei “ricambi naturali”?

Come prima cosa è importante verificare se la compilazione dei dati dell’impianto di VMC sono stati inputati correttamente nel software, secondo quanto scritto nelle due parti dell’articolo. Nel caso in cui non siano stati commessi errori può accadere che le portate calcolate secondo la UNI EN 16798-1 siano particolarmente “elevate” in quanto, secondo un accordo con la committenza, è stato fatto riferimento alla classe di qualità

I della norma. In questi casi occorre valutare che la qualità dell’aria interna sarà sicuramente elevata. Ovviamente, se si incrementano le portate di ventilazione, aumentano di conseguenza anche i consumi energetici del sistema edificio-impianto. Il confronto di queste prestazioni con la casistica dei “ricambi naturali” non ha senso, poiché l’aerazione non potrà mai generare una qualità dell’aria comparabile con quella ottenibile tramite una VMC ad “alta portata”.

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