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Waterfront di Villammare: un concorso di progettazione per ricucire lungomare, piazze e mobilità lenta

Il Comune di Vibonati punta alla riqualificazione organica del waterfront di Villammare attraverso un intervento da oltre 4 milioni di euro. Il progetto dovrà collegare i diversi tratti del lungomare, ridisegnare piazza Don Giuseppe Maria Paci, migliorare la sicurezza idraulica alla foce del torrente Cacafava e introdurre nuovi percorsi pedonali e ciclabili, pontili e spazi pubblici affacciati sul mare. Scadenza per la presentazione delle proposte progettuali: 28/09/2026.

Il Comune di Vibonati punta alla riqualificazione organica del waterfront di Villammare attraverso un intervento da oltre 4 milioni di euro. Il progetto dovrà collegare i diversi tratti del lungomare, ridisegnare piazza Don Giuseppe Maria Paci, migliorare la sicurezza idraulica alla foce del torrente Cacafava e introdurre nuovi percorsi pedonali e ciclabili, pontili e spazi pubblici affacciati sul mare.


Un sistema unitario per il lungomare di Villammare

Ricostruire un rapporto più diretto tra il centro urbano e il mare, superando la frammentazione che oggi caratterizza il lungomare di Villammare. È questo l’obiettivo principale dell’intervento denominato “Riqualificazione e valorizzazione del waterfront di Villammare – Sistema integrato del lungomare di Vibonati”.

Il Documento di indirizzo alla progettazione predisposto dal Comune individua una strategia complessiva che comprende interventi urbani, paesaggistici, infrastrutturali e idraulici.

L’attuale configurazione del waterfront è infatti il risultato di opere realizzate in epoche differenti e spesso prive di un disegno coordinato. Pavimentazioni, arredi, sistemi di illuminazione e percorsi cambiano da un tratto all’altro, mentre alcune aree risultano scarsamente utilizzate o interessate da fenomeni di degrado fisico e percettivo.

A queste criticità si aggiungono la discontinuità dei collegamenti pedonali, la limitata presenza di percorsi ciclabili e la valorizzazione ancora insufficiente degli affacci sul mare e delle aree con maggiore potenziale paesaggistico.

Il progetto dovrà quindi intervenire sull’intera fascia costiera, mettendo in relazione i tre tratti esistenti del lungomare e restituendo al waterfront un’identità architettonica riconoscibile.

Immagine ortofoto area coinvolta “SKYLINE VILLAMMARE” – RIQUALIFICAZIONE DEL FRONTE MARE DELLA FRAZIONE VILLAMMARE.
Immagine ortofoto area coinvolta “SKYLINE VILLAMMARE” – RIQUALIFICAZIONE DEL FRONTE MARE DELLA FRAZIONE VILLAMMARE. (Bando Disciplinare di Gara Comune di Vibonati)

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Percorsi pedonali, ciclabili e nuovi spazi per la socialità

Uno degli elementi centrali della trasformazione sarà la realizzazione di un sistema continuo di percorsi pedonali e, dove le condizioni lo consentiranno, ciclabili.

La rete dovrà connettere i tratti oggi separati e migliorare l’accessibilità del fronte mare, anche attraverso l’eliminazione delle discontinuità e delle barriere che limitano la fruizione da parte delle persone con ridotta capacità motoria.

Il progetto prevede inoltre:

  • il rifacimento delle pavimentazioni con materiali coerenti, resistenti e adatti all’ambiente marino;
  • la sostituzione e l’integrazione di panchine, corpi illuminanti, segnaletica e dissuasori;
  • la creazione di belvedere, zone di sosta e spazi per la socialità;
  • la riqualificazione del verde urbano con specie compatibili con il contesto costiero;
  • l’adeguamento dei sottoservizi e dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche.

L’obiettivo non è soltanto migliorare l’immagine del lungomare, ma aumentarne la capacità di essere utilizzato durante tutto l’anno, trasformandolo in uno spazio pubblico continuo e accessibile.

Scadenze

  • Termine per la richiesta di chiarimenti: 24/08/2026 ore 11:30;
  • Scadenza per la presentazione delle proposte progettuali: 28/09/2026 ore 11:30.

Piazza Don Giuseppe Maria Paci più integrata con il mare

Un approfondimento specifico dovrà riguardare piazza Don Giuseppe Maria Paci, per la quale viene richiesta una proposta capace di rafforzare il rapporto con il lungomare.

La soluzione dovrà ridefinire la configurazione dello spazio pubblico e proporre anche un intervento di mitigazione dell’impatto visivo dell’edificio situato sul lato nord della piazza.

Non si tratterà quindi di una semplice sostituzione delle pavimentazioni o degli arredi, ma di una revisione complessiva delle relazioni tra la piazza, il tessuto urbano e il fronte costiero.

Due nuovi pontili per l’attracco delle imbarcazioni

Tra gli interventi previsti figurano anche due pontili su palificate, destinati a consentire l’attracco delle imbarcazioni.

Il primo dovrebbe essere collocato nella parte centrale del lungomare, in prossimità della chiesa. Il secondo è invece previsto nel tratto compreso tra il torrente Cacafava e via San Rocco.

Le proposte dovranno essere sviluppate già in fase di prefattibilità con elaborati grafici e fotomontaggi in grado di illustrare:

  • dimensioni e configurazione delle strutture;
  • tecniche esecutive;
  • materiali;
  • inserimento paesaggistico;
  • qualità architettonica e compositiva.

I pontili dovranno quindi essere valutati non soltanto come infrastrutture funzionali, ma come nuovi elementi del paesaggio costiero.

Torrente Cacafava: nuovo ponte e maggiore sicurezza idraulica

La parte tecnicamente più rilevante dell’intervento riguarda la foce del torrente Cacafava, dove l’attuale configurazione determina un restringimento della sezione di deflusso.

Il progetto dovrà eliminare questo effetto di “strozzamento” mediante la realizzazione di un nuovo ponte con luce pari alla distanza tra l’argine orientale e quello occidentale.

La sezione idraulica dovrà essere più ampia rispetto a quella minima risultante dai calcoli, così da garantire un adeguato margine di sicurezza anche durante eventi meteorologici estremi o in presenza di trasporto solido e accumulo di detriti.

L’ampliamento della foce è finalizzato a:

  • aumentare la capacità di smaltimento delle portate di piena;
  • ridurre l’altezza dell’acqua e la velocità della corrente;
  • limitare ristagni e rigurgiti;
  • diminuire il rischio di esondazione;
  • evitare l’accumulo di materiali in corrispondenza dell’attraversamento.

Il nuovo ponte dovrà inoltre ospitare corsie dedicate alla mobilità pedonale e ciclabile, contribuendo alla continuità del sistema del lungomare.

È prevista anche la sistemazione o la realizzazione dei muri di sponda, sia in destra sia in sinistra idraulica, lungo il tratto terminale del torrente, in modo da assicurare il libero deflusso verso il mare.

Dal PFTE al progetto esecutivo

In coerenza con il D.Lgs. 36/2023, il percorso progettuale sarà articolato nei due livelli previsti dal Codice dei contratti pubblici:

  1. progetto di fattibilità tecnica ed economica;
  2. progetto esecutivo.

Prima della redazione del PFTE dovranno essere svolte indagini e studi conoscitivi di natura geologica, archeologica, agronomica e ambientale, accompagnati da rilievi digitali dello stato dei luoghi.

Le attività preliminari dovranno consentire di definire:

  • localizzazione e assetto geometrico delle opere;
  • caratteristiche funzionali;
  • soluzioni strutturali e fondazionali;
  • possibili interferenze archeologiche e paesaggistiche;
  • misure di mitigazione ambientale;
  • attendibilità della previsione economica.

Il PFTE dovrà individuare la soluzione con il miglior rapporto tra costi complessivi e benefici attesi, valutandone la compatibilità con il contesto urbano, ambientale, paesaggistico e archeologico.

Il progetto esecutivo dovrà invece definire ogni elemento in termini di forma, tipologia, qualità, dimensioni, costi, tempi di realizzazione e modalità di manutenzione.

Tempi della progettazione

Il Documento di indirizzo stabilisce scadenze precise.

Le indagini, le prove e le relazioni specialistiche dovranno essere consegnate entro 60 giorni naturali e consecutivi dall’avvio del servizio.

Entro lo stesso termine dovrà essere presentato anche il progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Il progetto esecutivo dovrà invece essere completato entro 60 giorni dall’approvazione del PFTE da parte della stazione appaltante.

Per ciascun livello progettuale, il rapporto di verifica preventiva dovrà essere consegnato entro 20 giorni dall’avvio del relativo servizio di verifica.

La seconda fase, relativa all’esecuzione dei lavori, alla direzione lavori, al coordinamento della sicurezza e ai collaudi, sarà valutata dopo la conclusione della progettazione.

In attuazione delle linee guida sui contratti pubblici e al fine di promuovere la valorizzazione delle competenze dei professionisti di nuova iscrizione, si applicano le seguenti tutele e condizioni di favore:

  • Presenza obbligatoria del giovane professionista nei Raggruppamenti (RTP) I raggruppamenti temporanei di professionisti devono prevedere, quale componente del gruppo di progettazione, la presenza di almeno un professionista (architetto o ingegnere) abilitato all'esercizio della professione da meno di 5 anni alla data di pubblicazione del presente bando, iscritto al rispettivo albo professionale.

Svolgimento del Concorso

1. 1° Grado (Proposta di idee): Aperto a tutti i concorrenti in possesso dei requisiti, finalizzato a selezionare le migliori 3 (tre) proposte ideative che passeranno alla fase successiva, senza formazione di graduatorie di merito.
2. 2° Grado (Progetto di Fattibilità): Richiesto ai soli 3 candidati ammessi e finalizzato all'elaborazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).

Sostenibilità, CAM e principio DNSH

Il progetto dovrà rispettare i Criteri ambientali minimi applicabili e il principio europeo Do No Significant Harm, secondo il quale gli interventi finanziati nell’ambito del PNRR non devono arrecare danni significativi agli obiettivi ambientali.

La progettazione dovrà considerare l’intero ciclo di vita delle opere, comprendendo realizzazione, manutenzione, gestione e fine vita.

Tra gli indirizzi indicati figurano:

  • impiego di materiali locali, riciclabili e a basso impatto ambientale;
  • utilizzo di componenti contenenti materie prime seconde;
  • riduzione dei conferimenti in discarica;
  • reimpiego dei materiali di scavo;
  • tutela degli habitat e delle connessioni ecologiche;
  • progettazione bioclimatica;
  • ispezionabilità e manutenibilità delle opere;
  • riduzione dei consumi energetici;
  • durabilità dei materiali esposti all’ambiente marino.

La sostenibilità dovrà quindi essere integrata fin dalle prime scelte progettuali e non aggiunta successivamente come semplice requisito prestazionale.

Monitoraggio ambientale, geotecnico e strutturale

In relazione alle caratteristiche delle opere, potrà essere predisposto un sistema di monitoraggio articolato in tre fasi:

  • ante operam, per documentare le condizioni ambientali prima dell’apertura del cantiere;
  • in corso d’opera, per controllare gli effetti delle lavorazioni;
  • post operam, per verificare il comportamento dell’intervento durante l’esercizio.

Per i parametri ambientali, geotecnici e strutturali dovranno essere definite soglie di attenzione e soglie di intervento.

Il superamento del primo livello comporterà un’intensificazione dei controlli e un approfondimento delle cause. Il superamento della soglia di intervento richiederà invece azioni correttive sulle lavorazioni o sulle misure di mitigazione.

Progettazione BIM e ambiente di condivisione dei dati

L’incarico dovrà essere sviluppato attraverso metodi e strumenti di gestione informativa digitale.

Il Capitolato informativo disciplinerà la produzione, la gestione e lo scambio dei modelli, dei documenti e dei dati, in coerenza con la serie UNI 11337.

L’aggiudicatario dovrà predisporre un Ambiente di Condivisione dei Dati, accessibile, tracciabile, riservato e sicuro, nel quale saranno conservati modelli, elaborati e informazioni di progetto.

I modelli dovranno:

  • utilizzare coordinate condivise;
  • essere georeferenziati correttamente;
  • essere organizzati per disciplina e tipologia;
  • adottare formati interoperabili e non proprietari;
  • consentire il coordinamento tra architettura, strutture, impianti, sostenibilità e sicurezza;
  • contenere informazioni geometriche e alfanumeriche utili alla gestione di tempi, costi, manutenzione e ciclo di vita.

La modellazione digitale dovrà contribuire a ridurre interferenze, varianti e ritardi, migliorando il coordinamento multidisciplinare e il controllo dell’intero processo.

Un investimento complessivo di 4,086 milioni di euro

Il quadro economico dell’intervento ammonta complessivamente a 4.086.000 euro. La voce principale riguarda i lavori, per un valore di 2.850.000 euro, ai quali si aggiungono 50.000 euro per gli oneri della sicurezza. Il totale della componente lavori indicato nel quadro economico è pari a 3 milioni di euro.

Le somme a disposizione dell’Amministrazione ammontano invece a 1.086.000 euro, così articolate:

  • 360.000 euro per spese tecniche, progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
  • 60.000 euro per incentivi alle funzioni tecniche e spese amministrative;
  • 150.000 euro per imprevisti;
  • 396.000 euro per IVA e oneri fiscali;
  • 120.000 euro per allacci, sottoservizi e forniture.

L’intervento si configura quindi come un progetto complesso, nel quale la riqualificazione dello spazio pubblico si intreccia con la sicurezza idraulica, la mobilità sostenibile, la qualità paesaggistica e la gestione digitale delle opere.

Montepremi e ripartizione

Il budget complessivo allocato per le attività concorsuali e preliminari è pari a € 18.000,00, ripartito secondo il seguente quadro economico:

  • Quota di finanziamento da Contributo della Regione Campania (L.R. 19/2019): € 12.600,00.
  • Quota di cofinanziamento a carico del Bilancio Comunale /
  • Sponsorizzazioni: € 5.400,00.
  • L'importo del premio destinato al vincitore (a saldo della proprietà del PFTE) e gli eventuali rimborsi spese per il 2° e 3° classificato saranno liquidati previa verifica dei requisiti generali di gara.

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FAQ TECNICHE: Waterfront di Villammare: concorso per il lungomare da 4 milioni

Che cosa prevede il progetto per il waterfront di Villammare?
Il progetto prevede la riqualificazione coordinata dei tre tratti del lungomare, oggi caratterizzati da pavimentazioni, arredi e percorsi disomogenei. Comprende nuovi collegamenti pedonali e ciclabili, belvedere, zone di sosta, verde urbano, due pontili e la revisione di piazza Don Giuseppe Maria Paci.
È inoltre prevista una specifica opera di sicurezza idraulica alla foce del torrente Cacafava.

In quali contesti professionali e progettuali si colloca l’intervento?
L’incarico interessa progettazione urbana e paesaggistica, opere marittime, idraulica, strutture, mobilità lenta, sottoservizi e gestione informativa BIM.
Richiede quindi competenze multidisciplinari, con il coinvolgimento di architetti, ingegneri, geologi, agronomi, archeologi e specialisti ambientali.
Nei raggruppamenti è richiesta la presenza di almeno un architetto o ingegnere abilitato da meno di cinque anni.

Quali norme regolano i livelli di progettazione richiesti?
Il percorso è articolato in progetto di fattibilità tecnica ed economica e progetto esecutivo, secondo l’articolo 41 e l’Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023.
Il PFTE deve individuare la soluzione con il miglior rapporto tra costi complessivi e benefici attesi, mentre l’esecutivo definisce compiutamente opere, costi, tempi e manutenzione.
Per BIM e gestione informativa sono richiamate la serie UNI 11337 e le norme UNI EN ISO 19650.

Quali vantaggi produce la riqualificazione unitaria del lungomare?
La continuità dei percorsi può migliorare accessibilità, riconoscibilità urbana e fruizione durante tutto l’anno.
Il progetto integra mobilità pedonale e ciclabile, socialità, affacci sul mare e connessioni tra centro abitato e fascia costiera.
L’unificazione di materiali, illuminazione, arredi e segnaletica riduce inoltre la frammentazione percettiva dell’attuale waterfront.

Quali verifiche progettuali sono necessarie per ponte e pontili?
Il nuovo ponte deve eliminare il restringimento della foce e assicurare una sezione superiore a quella minima risultante dalle verifiche idrauliche.
Per i pontili occorre definire dimensioni, strutture, tecniche esecutive, materiali, fondazioni e inserimento paesaggistico.

Fonte: Comune di Vibonati

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