Rischio Vesuvio: non deve essere un alibi per l'immobilismo

Il confronto fra professionisti e amministrazioni locali e territoriali va allargato e rafforzato, in un’ottica di sinergia e di arricchimento di esperienze e di competenze. Il ruolo dei professionisti è infatti fondamentale quando si pianificano strategie per il territorio”: così Michele Maddaloni, consigliere delegato della Città Metropolitana di Napoli, al convegno promosso dall'Ordine degli ingegneri di Napoli sulla prevenzione del rischio vulcanico che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 20 aprile al Museo archeologico virtuale (Mav) di Ercolano sul tema "Vesuvio: opportunità e sviluppo".

Prende così forma l’idea di dare vita a veri e propri “stati generali” sui rischi ambientali, promossa dall’Ordine degli ingegneri di Napoli, presieduto da Edoardo Cosenza, che ha organizzato un ciclo di incontri nei Comuni Vesuviani sul tema "Convivere con i rischi naturali". Il ciclo è partito da Torre Annunziata, con un forum sul rischio sismico “e dopo la tappa ad Ercolano – spiega il consigliere dell’Ordine degli ingegneri Gennaro Annunziata (nella prima foto, col microfono, durante l'intervento introduttivo), che cura l’organizzazione di questi appuntamenti – ci sarà un incontro a Castellammare di Stabia dove si affronterà il tema del dissesto idrogeologico, tipo di emergenza che penalizza particolarmente la costa a Sud del comune stabiese”. 

L’obiettivo è di evidenziare, prosegue Annunziata “Quanto il nostro territorio, pur fortemente attrattivo in termini turistici, presenti un’elevata vulnerabilità ed esposizione ai rischi naturali, ma allo stesso tempo vogliamo spiegare come gli effetti negativi di questi eventi possano essere prevenuti e ridotti attraverso scelte della politica illuminate e lungimiranti, con l’apporto professionale di ricercatori e tecnici, in sinergia con le amministrazioni locali. Un’occasione di approfondimento sulle normative, sulle scelte operative, strutturali e non, sulle tecnologie più efficaci per limitare il rischio, mettendo in evidenza come una loro piena applicazione potrebbe, oltre che salvaguardare vite umane, beni e attività, portare vantaggi economici derivanti dall’indotto”.
Non a caso questi incontri sono aperti anche al pubblico, sebbene prevedano l’attribuzione di Crediti professionali tanto per gli iscritti all’Ordine degli ingegneri di Napoli, quanto per gli appartenenti alle altre organizzazioni professionali che, di volta in volta, decidono di aderire al progetto formativo e informativo.

A moderare tutti gli incontri è il direttore del quotidiano Metropolis, Raffaele Schettino.

cosenza-mav.jpgCome ha sottolineato durante la sua relazione ad Ercolano il Professor Edoardo Cosenza, Presidente dell'Ordine degli ingegneri di Napoli (nella seconda foto, a destra), il Vesuvio "non rappresenta solo un rischio, ma è soprattutto una grande risorsa". E per affrontare su basi serie e attendibili le questioni legate al vulcano partenopeo, occorre sgombrare il campo da informazioni talvolta sensazionalistiche e quindi fuorvianti. Cosenza ha infatti ribadito, in apertura della sua relazione, che in questo momento il Vesuvio - sulla base di indicatori oggettivi rilevati - non desta particolare allarme (è infatti in codice verde), mentre viceversa assai più preoccupante è l'attività registrata nel sistema vulcanico dei Campi Flegrei (già da tempo in codice giallo).  Per giunta, mentre il cono del Vesuvio rappresenta un “edificio vulcanico” dal quale sappiamo che avverrà l’eruzione, è ben più difficile prevedere dove si aprirà la bocca eruttiva dei Campi Flegrei quando quel sistema, collassato nei millenni, si ridesterà.

"Noi abbiamo la certezza - ricorda Cosenza - che una nuova eruzione del Vesuvio ci sarà, ma non sappiamo quando. Tuttavia sappiamo anche che probabilmente non sarà quell'evento catastrofico ed estremo" che pure a volte si paventa e che spesso i mass media hanno enfatizzato.

Infrastrutture viarie adeguate sono indispensabili per la sicurezza - ricorda Cosenza - vanno quindi certamente adeguate per un possibile esodo in caso di allarme, ma il loro adeguamento rappresenterà comunque un beneficio per il territorio vesuviano e per migliorarne la fruibilità turistica.  Infatti ancora oggi il comprensorio vesuviano è penalizzato da un sistema viario e infrastrutturale inadeguato anche per la gestione della mobilità ordinaria.

A questo proposito il Presidente degli ingegneri ha proposto una slide (vedere immagine in basso a destra) che evidenzia gli interventi raccomandabili per il miglioramento della viabilità.

Fra l’altro va migliorata la viabilità che interseca perpendicolarmente il tracciato della Ferrovia Circumvesuviana, oggi quasi ovunque “strozzata” da sottopassi che restringono la carreggiata, realizzati molti decenni fa e che occorre necessariamente allargare. Anche in questo caso si tratterebbe di un intervento sicuramente indispensabile per rendere più scorrevoli i flussi di traffico, quindi per migliorare la vivibilità e la fruibilità turistica del territorio, ma anche per rendere più rapido l’esodo della popolazione in caso di allarme.

Stesso discorso - secondo Cosenza - va fatto per le infrastrutture sanitarie e di servizio da usare ogni giorno che vanno adeguate.
mappa-mav.jpgParticolare attenzione ai fini dell’attrattività turistica del territorio Vesuviano – ha ricordato Cosenza - va posta proprio alla funzionalità e prossimità dei presidi ospedalieri. Infatti la vicinanza e la raggiungibilità di queste strutture è un parametro sempre più considerato dai tour operator nella progettazione dei pacchetti turistici. Attualmente il numero dei visitatori nell’area è in crescita – come ha ricordato anche il Sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto - , ma occorrono strategie coordinate per trasformare questo trend positivo in un dato per quanto possibile stabile e certo, in grado di generare sviluppo duraturo e diffuso.

In definitiva anche i cittadini che vivono nella cosiddetta "zona rossa" hanno diritto a infrastrutture efficienti e moderne, che presuppongono un tipo di gestione del territorio adeguato alle nuove sfide imposte dall’economia.

Il "rischio Vesuvio" - insomma - non deve rappresentare un alibi per il mancato sviluppo del territorio, da intendersi non in termini di popolazione residente (la cui presenza va, anzi, alleggerita), ma in termini di infrastrutture e di servizi adeguati.

Se gli interventi illustrati nel convegno verranno realizzati, “quando dovremo affrontare l’emergenza – ha concluso Cosenza – saremo pronti a fronteggiarla. Ma fino a quel momento godremo comunque di infrastrutture che miglioreranno la vivibilità del territorio per i residenti e per i turisti”.