Due secoli di navigazione a vapore: seminario storico/tecnico all'Ordine

A cura di Andrea Lizza (Consigliere dell'Ordine degli ingegneri di Napoli) 29/09/2018 692

vapore_ferdinando_acquerello.jpg
Il vapore è l’energia che ha “mosso” la Rivoluzione Industriale e che in pratica ha segnato la modernizzazione dei processi produttivi, consentendone l'incremento qualitativo e quantitativo e la standardizzazione. Un’energia, quella del vapore, intuita già nel primo secolo Dopo Cristo da Erone di Alessandria che descrisse la famosa “Eolipila” o “Movapore_tavolo-relatori-2.jpgtore di Erone”, ma che solo tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento ha dato il via alla moderna mobilità di persone e merci così come noi oggi la intendiamo.
Di propulsione a vapore si è parlato il 27 settembre scorso, in un seminario ospitato nell’Aula Magna dell’Ordine degli ingegneri di Napoli che ha avuto per tema “Il Bicentenario della Navigazione a Vapore”.
L’incontro, organizzato dalla Commissione Navale dell’Ordine, coordinata dall’Ingegner Biagio Parisi, ha inteso anzitutto celebrare il Bicentenario della prima nave a vapore del Mediterraneo, la Ferdinando I (qui sopra, in un antico acquerello), il cui viaggio inaugurale verso Genova e Marsiglia si tenne appunto il 27 settembre 1818 e fare il punto sulla situazione dell’industria navale e meccanica.
Ma il seminario, come sarà illustrato meglio più avanti, è stata anche l’occasione per ricordare i numerosi primati tecnologici raggiunti dal nostro Mezzogiorno nella prima parte del secolo Diciannovesimo.
Le relazioni si sono aperte - oltre che con i saluti istituzionali - anche con un intervento del Professor Salvatore D’Agostino, Ordinario della Università di Napoli Federico II, già fondatore e direttore del CibeC (Centro Interdipartimentale di Ingegneria per i Beni Culturali) nonché Presidente della AISI (Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria).
D’Agostino si è soffermato sul tema generale della Storia dell’Ingegneria, con particolare riguardo alla Storia dell’Ingegneria Navale ed alla lunga e prestigiosa tradizione napoletana in questo ambito. 
La storia ed in particolare la storia dell’ingegneria è maestra di vita: solo ben conoscendo il nostro passato possiamo affrontare meglio il nostro futuro.

Successivamente ho svolto personalmente una relazione, soffermandomi – senza alcuno spirito nostalgico, ma facendo parlare i fatti – sui numerosi primati nei campi della scienza e della tecnica che hanno caratterizzato il Regno delle Due Sicilie.
Nell’Ottocento Napoli - come ho ribadito in apertura della mia relazione - è stata indiscutibilmente una grande capitale Europea al pari di Parigi, Vienna e Londra. I rapporti della corte Duosiciliana con le altre corti europee hanno favorito lo scambio di notizie ed informazioni anche di carattere tecnico e scientifico. 
Ma anche in epoca Napoleonica a Napoli si sono vissuti importanti momenti di progresso tecnico e scientifico: nel 1811, sotto Gioacchino Murat, si ha la nascita della Scuola di Applicazione degli Ingegneri di Ponti e Strade, sul modello dell’Ecole Polytecnique. E la Scuola di Applicazione ha avuto un importante ruolo per il successivo sviluppo della Scuola Napoletana degli Ingegneri prima e dopo l’Unità d’Italia. 
La prima nave a vapore che ha solcato il Mediterraneo – la Ferdinando I - viene varata nel 1818 ed è un chiaro esempio di come il Sud sia stato all’avanguardia nel settore delle costruzioni navali: questa unità navale fu difatti interamente costruita dalle maestranze di Stanislao Filosa a Napoli nel cantiere di Vigliena.
Ricordiamo altri primati del Mezzogiorno in ambito navale, fino all’Unità d’Italia:

- Nel 1833 la prima Nave da Crociera “Francesco I”:
- Nel 1836 la prima Compagnia di Navigazione a Vapore nel Mediterraneo;
- Nel 1843 la prima Nave da Guerra a Vapore d’Italia, la “Ercole”;
- Nel 1852 il primo Bacino di Carenaggio in muratura d’Italia (a Napoli);
- Nel 1853 il primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America, il “Sicilia”;
- Nel 1860 la prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia;
- Nel 1860 la prima nave ad elica in Italia (precedentemente i piroscafi erano propulsi col sistema,    decisamente inefficiente, delle ruote a pale sui fianchi dello scafo);
- Nel 1860 la maggiore Industria Navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia).

vapore_francesco-i.jpgUlteriori innovazioni hanno riguardato anche altri campi della tecnica e dell’Ingegneria.
Nel 1832 viene realizzato il primo ponte sospeso in ferro, in Europa Continentale sul fiume Garigliano: Il Real Ferdinando, a cui seguirà nel 1835 il Ponte Maria Cristina sul Calore Irpino a Benevento, entrambi realizzati dall’ingegnere Luigi Giura.
Per quanto riguarda i ponti sospesi, Luigi Giura aveva già in mente nel 1825 la realizzazione di un ponte sospeso sul Garigliano, sul confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio. Un viaggio nel Regno Unito gli permise di visitare sia l’Union Bridge sul fiume Tweed, con luce di 112 metri, progettato da Samuel Brown e costruito nel 1820, sia il ponte sullo stretto del Menai, progettato da Thomas Telford.
Nel Regno delle Due Sicilie lo sviluppo delle competenze in materia tecnico – scientifica veniva assicurato dal costante aggiornamento culturale, basti ricordare il viaggio di istruzione compiuto da Luigi Giura, tra il 1826 ed il 1827, con tre giovani ingegneri in alcuni stati italiani, in
Francia ed in Inghilterra.
Questa sua esperienza rivestirà un ruolo davvero fondamentale per la successiva produzione tecnico – scientifica dei professionisti. Nel corso del viaggio furono acquisite le nozioni e le metodologie più avanzate nell’ambito della costruzione delle strutture metalliche, dei ponti sospesi e delle strade ferrate, tra l’altro molti volumi portati dall’estero in quella occasione ed anche nelle successive sono ancora attualmente custoditi nella Biblioteca della Facoltà di Ingegneria di Napoli.
La Ferrovia Napoli – Portici, inaugurata il 03 ottobre 1839, è in assoluto la prima Ferrovia Italiana e segna l’inizio di una nuova epoca nell’ambito dei trasporti pubblici. 
Nel 1839 spetta a Napoli il primato della prima illuminazione a gas di una città italiana, la capitale del regno delle Due Sicilie è la terza città in Europa dopo Parigi e Londra ad essere illuminata a gas. L’esperimento si tenne il 10 settembre 1839, sotto gli occhi del re, delle autorità e del popolo. Ben 29 lanterne furono disposte all’interno del porticato della Basilica di San Francesco di Paola, che si accesero una dietro l’altra brillando di una luce bianchissima.
Nel 1852 si tenne inoltre il primo esperimento di illuminazione elettrica, l’esperimento ebbe luogo presso la Reggia di Capodimonte nel 1852 e rappresenta un autentico primato essendo stata Napoli la prima città d’Italia ad organizzare un esperimento di illuminazione elettrica.
Nell’Ottocento nel Regno Duosiciliano si svilupparono una fiorente industria manifatturiera e l’industria metallurgica.

Eccone alcuni esempi:
Le Reali Ferriere ed Officine di Mongiana (VV); Le Ferriere di Cardinale (CZ) di Carlo Filangieri;
Il Reale Opificio di Pietrarsa (NA); I Cantieri Navali di Castellammare di Stabia (NA).
Il Regno delle Due Sicilie era inoltre all’avanguardia anche nel settore antincendio: la città di Napoli già disponeva nel 1835 di una efficiente Compagnia dei Pompieri, l’ingegner Francesco Del Giudice oltre che essere un valente comandante è stato anche un abilissimo inventore, infatti si devono a lui i primi autorespiratori per ambienti ostili usati dai Pompieri e le attrezzature per il trasporto dei feriti.
In entrambi i casi è straordinario rilevare che queste apparecchiature ancor oggi utilizzate sono in pratica identiche a quelle messe a punto da Del Giudice, che ha dimostrato di essere un vero precursore. A lui si deve inoltre il primo Regolamento dei Pompieri, redatto nel 1847.
Le immagini delle innovazioni tecniche dell’Ottocento sono state ben rappresentate dai capolavori del pittore Salvatore Fergola, vedutista del Re, che si possono ammirare nel Museo di Capodimonte. Questi dipinti hanno di recente formato oggetto di una interessante mostra dal titolo “Lo splendore di un Regno”.
L’elenco dei primati potrebbe continuare in moltissimi altri campi in cui gli scienziati ed i tecnici che operavano nel Regno hanno scritto pagine di rilievo. Non ci resta che trarre da loro un insegnamento per procedere sulla strada dello sviluppo delle innovazioni scientifiche e tecnologiche. 

Tornando ai lavori del seminario, il successivo intervento, presentato dal collega Admeto Verde, ha condotto i partecipanti in un viaggio attraverso la storia delle costruzioni navali napoletane degli ultimi duecento anni.
In particolare Verde si è soffermato sull’importante ruolo svolto dapprima da John Pattison, giunto a Napoli da Newcastle nel 1842 per dirigere il settore meccanico della Ferrovia Napoli - Castellammare e poi dal nipote Giovanni Alfredo Pattison, nato a Napoli nel 1868, che ha dato un impulso notevole allo sviluppo della cantieristica navale partenopea.
La relazione finale svolta da Biagio Parisi, Coordinatore della Commissione Navale dell’Ordine degli ingegneri di Napoli, ha riguardato l’industria navale e meccanica di ieri ed oggi, attraverso un’analisi puntuale ha illustrato quella che è la realtà del comparto navale e meccanico sia nel passato che nell’attualità, non trascurando di parlare di quelle che sono la aspettative e le speranze di questo settore in cui Napoli ha da sempre rivestito un ruolo di primaria importanza.

a cura di Andrea Lizza