Stop cornicioni killer: a Napoli si definiranno per la prima volta in Italia le linee guida d'intervento

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Mobilitazione contro i cornicioni-killer: ingegneri napoletani al lavoro con una commissione speciale promossa dall'Ordine e presieduta dal professor Marco Di Ludovico (Università Federico II) che per la prima volta in Italia definirà linee guida e una modulistica per stabilire criteri standard di mappatura e rilievo delle situazioni a rischio e per individuare le soluzioni tecniche più adeguate alla definitiva messa in sicurezza delle facciate.
Se ne è parlato venerdì 12 luglio durante il convegno sul tema "Sicurezza e interventi di consolidamento per le facciate degli edifici", organizzato nella Basilica di San Giovanni Maggiore dall'Ordine degli ingegneri di Napoli, presieduto da Edoardo Cosenza, che ha chiamato a raccolta per un confronto interprofessionale anche architetti, amministratori condominiali e l'associazione dei costruttori edili di Napoli, Acen, per un'azione comune contro la nuova emergenza che a giugno ha fatto un'altra vittima in via Duomo: il commerciante Rosario Padolino.
"Metteremo a disposizione dei 92 comuni della provincia le nostre competenze - ha spiegato il presidente dell'Ordine degli ingegneri Edoardo Cosenza - per la digitalizzazione dei rilievi e la formazione di una banca dati che individui tempestivamente le situazioni di potenziale pericolo. Auspichiamo che i Comuni rispondano, prevedendo incentivi per i giovani colleghi che vorranno lavorare in questa attività".
Cosenza ha anche auspicato che i Comuni vengano incontro ai condomìni che mettono in sicurezza le facciate, almeno non facendo loro pagare la tassa per l'occupazione di suolo, connessa alla messa in opera di ponteggi e mantovane necessari ai lavori di recupero.
Ed ecco le dichiarazioni di Cosenza per VideoMetro, il Tg diffuso su maxischermi nelle stazioni della Metropolitana di Napoli.




Le "reti verdi" per ingabbiare le facciate pericolanti, non sono una soluzione - è stato ribadito - , ma solo un rimedio temporaneo, che può logorarsi nel tempo, come la tragedia di via Duomo ha purtroppo dimostrato.
"Occorre un cambio di mentalità - ha ricordato la presidente dell'Acen Federica Brancaccio - : le statistiche rivelano una buona propensione dei proprietari a investire in ristrutturazioni, ma soprattutto per migliorare l'estetica e la funzionalità delle proprie case, non per la sicurezza".
Nel territorio provinciale si registra con una percentuale elevata di edifici degradati. Secondo i dati dell'ultimo censimento 2011, infatti, il 59% degli edifici residenziali in provincia di Napoli ha più di 40 anni, percentuale che arriva all'80% nel Comune capoluogo.
Nel decreto Sblocca cantieri, recentemente convertito in legge - come ha ricordato la Presidente della Fondazione Ordine ingegneri e del Centro formazione e sicurezza in edilizia, ingegner Paola Marone - c'è anche una importante novità: "per gli edifici condominiali dichiarati degradati è possibile la nomina di un amministratore giudiziario direttamente dal Sindaco del Comune in cui l'immobile è ubicato, che potrà assumere decisioni di urgenza relativamente alle situazioni di pericolo".
Si è anche ipotizzata la creazione di un tavolo tecnico per l'utilizzo di fondi europei per la riparazione di facciate a rischio. "I fondi europei - è stato infatti spiegato - potrebbero infatti essere attivati in quanto gli interventi sugli edifici privati nel centro storico che si affacciano sulla pubblica via risultano, ai sensi della legge Regionale 16/2004, di preminente interesse pubblico perché migliorano la vivibilità urbana e la sicurezza collettiva".
Le informazioni per aderire alla nuova Commissione speciale sulla sicurezza delle facciate e la relativa modulistica, sono disponibili QUI