Bonifiche, recupero ambientale e sviluppo: la Terza giornata nazionale di studi conferma la complessità del tema

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Bonifiche ambientali: restano una priorità e un'emergenza, ma anche un'opportunità di sviluppo. Se ne è avuta conferma dai lavori della terza Giornata nazionale di studi sul tema “Bonifica, recupero ambientale e sviluppo del territorio”, che si è svolta lunedì 27 gennaio nell'Aula Pessina della sede centrale dell'Università di Napoli Federico II.
Hanno promosso l'incontro gli Ordini degli Ingegneri e degli Avvocati di Napoli (presieduti rispettivamente da Edoardo Cosenza e Antonio Tafuri), la Camera Forense Ambientale (Cfa, presieduta da Cinzia Pasquale), il Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II (diretto da Sandro Staiano - nella foto in alto, a destra del tavolo). Responsabili scientifici: Cinzia Pasquale, la docente di Diritto dell'energia Gabriella De Maio, il consigliere dell'Ordine degli ingegneri di Napoli Ettore Nardi. Sono intervenuti, tra gli altri, il parlamentare Salvatore Micillo (Commissione Ambiente della Camera), il commissario straordinario Arpac Stefano Sorvino, il vice presidente dell'Associazione costruttori edili di Napoli (Acen) Antonio Giustino.
“Questo incontro - sottolinea il consigliere dell'Ordine degli Ingegneri Ettore Nardi - si svolge in un momento storico importante per Napoli e la Campania: infatti dopo ritardi e rinvii durati oltre un quarto di secolo, sembra finalmente avviata la bonifica del sito ex-Italsider di Bagnoli. Un momento atteso da tutti e che finalmente potrà trasformare radicalmente l'area Ovest della città facendone un volano di sviluppo. E di sviluppo sostenibile".
Attualmente circa il 3% del territorio nazionale - evidenzia il Direttore Staiano - risulta inquinato.
Nel suo intervento introduttivo il Presidente Edoardo Cosenza sottolinea come i tempi di realizzazione di rilevanti interventi pubblici al di sopra dei 50 milioni di euro, “sono in media di 14,7 anni”. Un tempo lungo e che richiede una visione di lungo termine, che non sempre si concilia con le strategie e i tempi della politica. Peraltro, aggiunge Cosenza, mediamente la metà del tempo necessario ai lavori pubblici è impiegata non per l’intervento tecnico in sé, ma per adempimenti burocratici, gare, eventuali ricorsi e contro ricorsi.
Ecco il servizio televisivo di SìComunicazione, con alcune dichiarazioni del Presidente Cosenza, del commissario Arpac Sorvino, del parlamentare Micillo e del Consigliere Nardi.



"Obiettivo della Terza Giornata Nazionale di Studio - precisa Cinzia Pasquale, Presidente della Camera Forense Ambientale - è di offrire ai professionisti ed alla classe dirigente elementi di conoscenza giuridica e tecnica nonché competenze trasversali indispensabili a comprendere e, se possibile, anticipare gli scenari del futuro. Sarà così possibile, ci auguriamo, elaborare strategie competitive e vincenti nel settore ambientale. Sui temi della giornata la normativa specialistica, già complessa ed articolata, è inoltre accompagnata da una giurisprudenza sempre più significativa: quindi è necessario orientare, tanto il settore pubblico quanto quello privato, nella difficile ed eterogenea materia delle bonifiche e tentare di offrire spunti operativi per offrire soluzioni a situazioni complesse”.
“il confronto interdisciplinare fra giuristi e tecnici proposto dal convegno - aggiunge Gabriella De Maio (docente di Diritto dell’energia) - rappresenta un’occasione importante per il nostro territorio per comprendere ed inquadrare il fenomeno delle bonifiche in un’ottica propositiva di recupero ambientale. Con questi incontri scientifici, infatti, il nostro Dipartimento, che opera su un territorio interessato da azioni di bonifica e di rigenerazione urbana, intende valorizzare il collegamento fra accademia e collettività, impiegando la conoscenza come leva per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico”.
Nel suo intervento, che in questo video proponiamo integralmente, il parlamentare Salvatore Micillo (della Commissione ambiente della Camera) ha fatto il punto sulla bonifica di Bagnoli, che finalmente dovrebbe essere avviata, dopo 25 anni di ritardi e ha anche evidenziato come alcuni processi di bonifica giunti a termine si traducano per il nostro Paese in un sensibile risparmio di sanzioni dovute all'Unione Europea proprio per la presenza di territori inquinati, ritenuti una diseconomia globale per il sistema.



Stefano Sorvino, commissario straordinario dell'Agenzia regionale protezione ambiente della Campania-Arpac, nel suo intervento (la cui registrazione integrale proponiamo di seguito) ha ricordato le numerose emergenze ambientali che vedono impegnata la sua agenzia, a Napoli e Provincia e in tutta la regione.



Fra i relatori, anche il consigliere dell'Ordine Massimo Fontana, che ha illustrato alcuni interventi nell'area a Nord di Napoli, evidenziando come sia indispensabile, ogni volta che si pianifica un intervento di risanamento e bonifica, avere anche una chiara strategia per il successivo utilizzo delle aree risanate.
Ecco, in video, i punti essenziali della relazione dell'Ingegner Fontana.



Di seguito riportiamo, infine, un abstract della relazione introduttiva di Gabriella De Maio.gabriella_de_maio-bonifiche.jpg
"Il fenomeno dell’inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle falde rileva, in modo particolare, in Campania in cui sono presenti numerosi siti da bonificare. Il recupero ambientale dei suoli inquinati è oggettivamente una priorità, ma anche un’occasione per favorire lo sviluppo del territorio. Nel tempo, infatti, è mutata l’idea di ambiente, vista non più come ostacolo per le attività produttive, bensì quale «strumento» per una maggiore efficienza e competitività. In questi termini, rileva la compatibilità ambientale di un'impresa e la tutela ambientale da fine ultimo diventa strumento per uno sviluppo sostenibile, che impone di considerare l'ambiente come uno degli interessi che devono essere oggetto di ponderazione, insieme ad altri, per garantire la sopravvivenza del pianeta.
L’operatore che utilizzi le risorse, sottraendole alle riserve naturali, deve informare - nell’esercizio del diritto di proprietà - il suo comportamento ai canoni dell’utilità generale. Il funzionamento del sistema economico, d’altronde, è portato a modificare il sistema naturale e lo modifica con quei processi che comprendono tutti i fenomeni di alterazione, indicati con il termine inquinamento, considerato dagli economisti quale esternalità negativa. Nell’ambito delle tipologie di approccio utilizzabili per contenere tali esternalità negative, si suole distinguere due modelli di riferimento: uno pubblicistico ed uno privatistico. Il primo è il cd. approccio command and control, modello tipicamente procedimentale in cui rientrano i poteri autorizzatori, i poteri di pianificazione, i poteri di controllo e quelli sanzionatori. In questa fase rileva il ruolo del decisore pubblico, in quanto la funzione dell’amministrazione è quella di garantire la tutela dell’ambiente. Tuttavia, questi sistemi di regolamentazione diretta, sebbene diffusi, sono generalmente considerati poco efficienti, e si è passati, così, all’uso di strumenti di tipo economico-finanziario, basati essenzialmente sul mercato (es. imposte pigouviane). In effetti, nella gestione delle esternalità negative emerge la necessità di un approccio multiforme, che tenga in considerazione l’oggettiva circostanza che i problemi ambientali sono poliedrici.
Basti pensare ad una specifica criticità della materia ambiente, individuata da autorevole dottrina, nella globalità. Le questioni ambientali, infatti, hanno una profondità temporale e spaziale per cui noi subiamo gli effetti di comportamenti tenuti da altri in tempo diverso o luogo diverso dal nostro (ad esempio il cosiddetto global warming). Come conseguenza di ciò diventa difficile individuare i responsabili. Ne consegue la rilevanza del ruolo del giurista in tale ambito, avendo egli il compito di “attutire” e di “gestire” gli effetti collegati a cause su cui non si può incidere. Un ruolo da svolgere unitamente ai tecnici e rappresentanti delle istituzioni che operano nell’ambito della materia della tutela ambientale. A mio giudizio, infatti, il confronto interdisciplinare odierno rappresenta un’occasione importante per il nostro territorio, al fine di inquadrare il fenomeno delle bonifiche in un’ottica propositiva e risolutiva di recupero ambientale e non più solo risarcitoria
".

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