SuperEcoBonus: idee per migliorarlo, un appello al Quirinale

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E’ possibile migliorare la normativa sul SuperEcoBonus per rendere ancora più efficace il sistema di incentivi fiscali che consente quasi di azzerare i costi per il miglioramento sismico e l’efficientamento energetico degli edifici. E' il senso della battaglia che l’Ordine degli Ingegneri di Napoli sta sostenendo in queste settimane e che trae spunto anche dalle iniziative di un Senatore dell’Ordine, l’ingegnere Michele Di Lorenzo, il quale ha inviato appelli su questo tema al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
Gli appelli (ripresi anche dalla stampa, vedere immagine in alto - Ndr) evidenziano che la normativa induce talvolta a privilegiare interventi di riqualificazione energetica, dunque principalmente cappotti termici sulle facciate, senza tenere conto dello stato delle strutture che spesso sono di edifici molto vecchi. Strutture, insomma, che non garantiscono più la necessaria sicurezza statica.
Tale paradossale situazione porta e continua a portare ad irrazionali conseguenze agli stessi lavori di ristrutturazione dei vecchi fabbricati ad uso abitativo”, sostiene Michele Di Lorenzo.
La via d’uscita sarebbe di prevedere che per i fabbricati ultimati da oltre 50 anni, occorra subordinare gli interventi previsti dall’ecobonus a preventivi lavori di miglioramento statico finanziabili con il sismabonus.
Spiega il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli Edoardo Cosenza:Il provvedimento del Sismabonus nacque bene, premiando di più gli interventi maggiormente incisivi dal punto di vista sismico. Il senso era che più diminuiva il rischio sismico più alto era l’incentivo riconosciuto. Dopo ha assunto una veste diversa, lo Stato ha immesso più risorse, e questo è positivo, ma non c’è premialità in funzione della qualità dell’intervento e non c'è obbligo di un chiaro miglioramento sismico. Molto interessante la proposta fatta con passione e caparbietà dal Senatore dell'Ordine Michele Di Lorenzo”.
Le proposte migliorative inviate al Quirinale e al Ministero dell’Economia, sono state intanto sottoposte al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici, la massima autorità tecnica italiana.
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