D. Bramanti Vs C. De Luca. Il ruolo dell’Ordine Ingegneri di Messina per una nuova città

01/05/2018 2571

triolo--segretario-e-tesoriere.jpg Si è concluso il primo "round" elettorale.

Il Prof. Dino Bramanti e l'On. Cateno De Luca si contenderanno la poltrona di Sincado di Messina al ballottaggio.

Si rammenta che, l’Ordine degli Ingegneri di Messina pur avendo a cuore le sorti della propria città ha fatto una scelta di “neutralità politica” decidendo di non essere direttamente coinvolto nella competizione elettorale nonostante diversi candidati risultavano iscritti allo stesso.

L'auspicio di questo Ordine è quello di poter intraprendere immediatamente una seria e fattiva collaborazione prescindendo dal colore politico o dal nome del Sindaco che verrà eletto.

I professionisti locali conoscono meglio di ogni altro le problematiche del territorio.

Gli Ingegneri, si metteranno a disposizione per una crescita condivisa della propria città nel rispetto dei ruoli.

bramanti.png  de-luca-3.jpgRammentiamo che attualmente esiste un PRG non idoneo alle attuale aspettative cittadine e ne tantomeno quello proposto dalla precedente amministrazione si può ritenere "calzante" per lo sviluppo cittadino.

L'attuale PRG rappresenta il fallimento per eccellenza, incapace di dare quelle risposte idonee all’imprenditoria, alle professioni e alla politica, disegnato solo per rimandare ai posteri,  la formazione di piani esecutivi di iniziativa pubblica e privata, nel tentativo di riordinare e riqualificare le più belle zone della città, tralasciando soprattutto i villaggi al destino dell’abbandono, senza aver provveduto a mettere mano a nessun dei piani particolareggiati previsti dalle norme di attuazione rendendoli inefficaci con decadenza dei relativi vincoli espropriativi,  i cui valori storici e ambientali rappresentano roba di poco conto.

Sono necessari interventi urgenti per dare vigore e  vivibilità ai villaggi, per creare nuove centralità in armonia fra loro, avviando interventi di recupero del tessuto edilizio degradato e prevedendo una nuova politica per la casa con adeguate opere di urbanizzazioni.

Sarebbe utile dettare nuove regole, semplici prive di quei strumenti attuativi che hanno bloccato il recupero  nei contesti degradati, l’affaccio al mare, la riqualificazione della zona falcata, la dismissione ed il riutilizzo delle aree militari e delle ferrovie.

Sono tutte occasioni mancate alla riqualificazione ambientale, al riordino urbanistico-edilizio e alla localizzazione di attrezzature compatibili con la fruizione del mare.

I piani particolareggiati di risanamento delle zone centrali della città invase dalle baracche e metafora del degrado, adottati  in epoche ormai remote dal  Consiglio Comunale e scaduti nel maggio 2012, sono relativi a luoghi sfortunati,  da visitare solo nel periodo elettorale e mai più.- Diversamente in queste zone si potrà procedere ad una rimodulazione dei piani per rispondere alle nuove esigenze abitative e relativi servizi utilizzando anche capitali privati con ricorso al partenariato pubblico-privato.

I piani di zona perimetrati nella cartografia del PRG hanno rappresentato il vano tentativo per trasferire quella cubatura di alcune aree a rischio idrogeologico, verso zone più appetibili, dove le procedure  di “trasloco” sarebbero legittimate dal pubblico interesse.

Le zone turistiche ricettive, di espansione mista residenziale-commerciale e direzionale, subordinati ai piani quadro e la successiva formazione dei piani esecutivi, sono stati la vera complicazione del PRG, un rompi capo, non solo per gli utenti ma soprattutto per i titolati al rilascio delle autorizzazioni tecnico-amministrative.

Il prodotto finale è evidente nelle zone B di completamento, in quelle aree localizzate ai margini del Piano Borzì, soprattutto lungo la riviera nord, dove spiccano palazzi con sei piani f.t. oltre piano in deroga e locali sottotetto, edificati solo da lottizzazioni speculative e dove gli interventi di recupero edilizio rappresentano briciole per i soli nostalgici sentimentali.

Le zone centrali, le cosiddette zone B1 del centro città, non hanno consentito l’edificazione di quel prodotto edilizio di qualità che avrebbe dovuto caratterizzare la città metropolitana dello Stretto, la dove, si doveva e poteva sfruttare in modo limitato l’utilizzo del suolo, edificando in altezza e utilizzando la restante parte in aree a verde e parcheggi.

Non si può sottacere, il divieto assoluto all’edificazione dei comparti, il cui completamento avrebbe ridato dignità e stile agli isolati del vecchio piano Borzì, pensato nella sua tessitura regolare sia in pianta che in elevazione.

Le zone A e B devono rappresentare un’occasione importante per riqualificare il patrimonio edilizio esistente utilizzando la cosiddetta “volumetria premiale” per interventi di ristrutturazione a sostegno della messa in sicurezza e/o riduzione del rischio sismico e idrogeologico, ed altresì interventi mirati dal punto di vista della qualità architettonica e dell’efficienza energetica, mediante l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e delle tecniche costruttive della bioedilizia, coerentemente con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali ed urbanistiche delle zone ove tali immobili sono ubicati.Una seconda importante problematica attiene agli insediamenti abusivi da recuperare (sorti generalmente lungo le fasce costiere e nei villaggi collinari) che sono stati perimetrali e classificati zone B5 che prevedono l’attuazione attraverso piani particolareggiati.- Dette zone sono stati un fallimento assoluto.- Nessun piano esecutivo è stato posto in essere, come pure le zone C2 di espansione per l’edilizia economica e popolare, le zone C3 di espansione mista residenziale, commerciale e direzionale non hanno mai avuto una reale attuazione per l’incongruente normativa di attuazione.

Oggi più che mai, la nuova Amministrazione deve ridisegnare un nuovo strumento urbanistico più idoneo e completo, che miri soprattutto a dare quelle risposte “condivise” dall’interesse collettivo, nel rispetto di ciò che rimane ancora di integro, delle sue valenze storiche e paesaggistiche, con il coraggio di garantire un utile e tanto auspicato riordino urbanistico.

La Redazione