I cambiamenti climatici e lotta alla desertificazione in Sicilia

Carta della Desertificazione (protocollo MEDALUS): strumento per perseguire la Sostenibilità Ambientale dei Territori

Riassunto

Gli AA. eleggono le Carte della Vulnerabilità e/o Sensibilità e/o Rischio Desertificazione documenti base per conoscere il grado di idoneità di un territorio ad accogliere un manufatto di tipo estensivo. Carte attese dal legislatore per la caratterizzazione del Comparto Ambientale Ecosistema degli Studi di Impatto Ambientale.

Premessa

Il dibattito sull’ Ambiente, nasce tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Ogni risorsa naturale trova i suoi limiti nella disponibilità e nella capacità di assorbimento dell’ecosistema; in altre parole matura la coscienza dei limiti dello sviluppo. Prende avvio il concetto di Sostenibilità e Sviluppo Sostenibile, contenuto nel Rapporto Our Common Future (1987) della World Commission on Environment and Development (Commissione Bruntland), quello sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.

In tema di sostenibilità l’impegno italiano si sostanzia dal 2000 con una serie di azioni a cura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), del sistema ANPA (oggi ISPRA), ARPA, APPA, del Coordinamento Agenda 21. Nella Strategia di azione ambientale per uno sviluppo sostenibile il MATTM individua, come strumento per rendere più sistematica, efficiente ed efficace, l’applicazione della VIA (Valutazione Impatto Ambientale), l’istituzione degli Osservatori Ambientali, finalizzati alla verifica dell’ottemperanza alle pronunce di compatibilità ambientale, nonché il monitoraggio dei problemi ambientali in fase di realizzazione delle opere di particolare rilevanza. Il MATTM riconoscendo, altresì, che la VIA sulle singole opere non è sufficiente a garantire la sostenibilità complessiva, la integrata con Piani e programmi, mediante la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA) per i Siti Natura 2000.

Introduzione

All’incremento di richieste di autorizzazione a realizzare opere impattanti soprattutto per estensività territoriale ha fatto seguito uno snellimento del percorso burocratico-autorizzativo ma reso difficile dalla presenza di vincoli ambientali.

In questo contributo si analizzano gli strumenti che possono essere adottati per esprimere un giudizio sufficientemente oggettivo e ripetibile di Compatibilità Ambientale. Sempre più spesso investitori privati si trovano a dover fronteggiare richieste particolarmente stringenti di amministrazioni locali riguardo ai criteri prescrittivi che devono rispettare gli impianti. Gli enti locali spesso devono gestire il fenomeno della diffusione, ad esempio, del fotovoltaico e dell’eolico sul loro territorio – specialmente nel caso di siti rurali, montani o di interesse storico-artistico – attraverso linee guida, normative, modifiche ai regolamenti edilizi. Ecco perché è auspicabile che la ricerca applicata fornisca agli operatori del settore strumenti affidabili per valutare la compatibilità territoriale e ambientale. Al di là dell’illustrazione di generiche misure di mitigazione, ancora oggi non si dispone in modo compiuto di strumenti che possono essere adottati per valutare questo tipo di impatti.

Metodologia

La scommessa degli strumenti di Sostenibilità Ambientale - Valutazione d'Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione d'Incidenza Ambientale - è quella di individuare ambienti eco-compatibili ad ospitare un manufatto. Procedura non semplice e che, spesso, si traduce in un giustificativo inaccettabile dal punto di vista sociale.

Mentre il dibattito sulla singola specie più o meno rara o più o meno a rischio si traduce in un confronto delle parti interessate, ben più complesso è il valore da assegnare agli habitat e ai biotopi. L'assenza di una scala di gradi di idoneità ambientale si traduce in prese di posizione molto soggettive.

In Italia esistono due strumenti cartografici interessanti per avviare un approccio di misurazione del grado di idoneità di un territorio ad accogliere un manufatto: la Carta Natura e la Carta della Sensibilità e/o Vulnerabilità e/o Rischio Desertificazione.

Di queste la prima, grazie all'impegno del sistema delle ARPA, ha raggiunto un discreto grado di copertura del territorio nazionale e si avvia ad approfondimenti restituiti da scale operative (1:50.000). La seconda, invece, è disponibile per le regioni dell'Italia meridionale e, tranne alcune restituzioni in scala 1:50.000, ancora è relegata alla scala 1:250.000. Le suddette Carte sono gli unici strumenti conoscitivi di tipo ecosistemico. La realizzazione della Carta Natura è complessa e richiede un impegno di risorse umane altamente qualificate nonché economico.

La Carta Desertificazione è invece un agile documento che restituisce informazioni sulla vulnerabilità, fragilità e sensibilità di un ambito territoriale e fornisce altresì informazioni qualitative sullo Stato dell’Ambiente. Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia ne sono dotate (vedasi Bibliografia). Il protocollo internazionale MEDALUS, adottato dalle suddette regioni, individua otto fra classi e subclassi di rischio desertificazione: dal non affetto al critico 3, che è considerato il livello massimo di rischio.

La Sicilia dispone di più Carte della Desertificazione in scala 1:250.000 (Cancellieri et alii, 2017). La Carta realizzata da Piccione et alii (2009) con risoluzione a terra di 50 m per lato, si presta a restituzioni di maggiore dettaglio - fino alla scala 1:50.000 ma, soprattutto, consente una restituzione bi-temporale del rischio (1° e 2° metà del XX secolo). Prerogativa vincente per studiare i trend evolutivi ed involutivi del rischio. L’intervallo temporale scelto dagli autori consente di confrontare le trasformazioni del territorio in ottica di mitigazione o meno del rischio desertificazione.

La scommessa culturale è quella di poter continuare a realizzare opere dell'ingegno umano e di immergerle nell'ambiente perseguendo il minor impatto ambientale, alla luce delle migliori tecnologie e metodiche disponibili al momento; nello specifico individuare siti antropizzati idonei.

Si rende necessario ricercare un percorso rispettoso della qualità ambientale, prerogativa di un ambiente naturale, nonché di un suolo fertile, risorsa strategica per il corretto mantenimento delle colture agrarie.

Applicazione

Le Figg. 1, 2, 3 e 4 restituiscono la sequenza di Carte relative al percorso metodologico per conoscere le tessere di territorio a diverso grado di idoneità ad accogliere un manufatto di tipo estensivo (l’esempio riportato attiene al comprensorio comunale di Militello in Val di Catania - Sicilia). La sequenza delle Carte Tematiche che portano all’individuazione dei Siti Idonei è la seguente:

·         le due Carte delle aree sensibili alla desertificazione (protocollo MEDALUS) di due periodi statisticamente attendibili - prima e seconda metà del XX secolo (Figg. 1 e 2);

·         la Carta delle  variazioni intervenute (miglioramenti e peggioramenti del grado di rischio desertificazione (Fig. 3);

·           la Carta dei Gradi di Idoneità dal punto di vista territoriale-ambientale ad accogliere manufatti di tipo estensivo. Quest’ultima individua tre livelli di idoneità sulla base delle classi di Sensibilità Ambientale del metodo MEDALUS (Fig. 4):

§  IDONEITÀ ALTA = Subclassi di Sensibilità MEDALUS Critico 1 + Critico 2 + Critico 3 (Aree altamente degradate, caratterizzate da incendi perdite di materiale sedimentario e in cui i fenomeni di erosione sono evidenti);

§  IDONEITÀ MEDIA = Subclassi di Sensibilità MEDALUS Fragile 1 + Fragile 2 + Fragile 3 (Aree limite, in cui qualsiasi alterazione degli equilibri tra risorse ambientali e attività umane può portare alla progressiva desertificazione del territorio. Ad esempio, il prolungarsi delle condizioni di siccità può portare alla riduzione della copertura vegetale e a successivi fenomeni di erosione);

§  idoneità minima = Classe di Sensibilità MEDALUS Potenziale (Aree a rischio di desertificazione qualora si verificassero condizioni climatiche estreme o drastici cambiamenti nell’uso del suolo. Si tratta di terre abbandonate gestite in modo non corretto nel passato).

Considerazioni

VIA, VAS e VIncA sono strumenti di Sostenibilità Ambientale che diventeranno sempre più efficaci nella misura in cui si adotteranno metodologie consolidate e validate attraverso robusti protocolli condivisi dalla comunità scientifica.

Le informazioni che discendono dagli strati tematici della Carta Natura e della Carta Desertificazione potrebbero essere la chiave di volta per superare i suddetti limiti che vengono addebitati ai summenzionati strumenti di Sostenibilità Ambientale.

Obiettivi che potranno essere perseguiti adeguatamente con quegli Studi Ambientali che restituiranno in modo compiuto ed esaustivo la Componente Ambientale Ecosistemica, richiesta dal legislatore.

Di recente (Duro et alii, 2014, 2015, 2016) hanno elaborato l’indice ESPI (Environmentally Sensitive Patch Index) che consente di restituire in una scala 0-100 la sensibilità complessiva alla desertificazione di un ambito territoriale; finalizzato al superamento del limite del MEDALUS che non prevede la stima della sensibilità ambientale di un ambito di territorio (nazione, regione, provincia, comune, bacino idrografico, ecc.) restituito da un valore. Attraverso l’ESPI si persegue l’indicizzazione univoca, con possibilità di produrre graduatorie e ricondurre ad una classificazione e ad un confronto agevole dei livelli di rischio di aree e per periodi diversi.

Gli AA. stanno dotando l’ESPI di ulteriori 4 indici che consentono di conoscere l’incidenza dei macrofattori predisponenti: clima, vegetazione, suolo e gestione del territorio. Con la procedura integrata ESPI (cinque indici) si aprono nuovi scenari in quanto si potranno eseguire caratterizzazioni dettagliate della Qualità Ambientale di un Territorio e stimare il grado di mitigazione perseguibile.

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AUTORI

Cancellieri Francesco Componente Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio

Piccione Andrea Dottore in Ingegneria Civile

Piccione Vincenzo BioNaturalista

Veneziano Vincenzo Ph. D. in Biologia ed Ecologia Vegetale in Ambiente Mediterraneo, Catania, Italia