VI Convegno Internazionale "ReUSO". L'Ordine degli Ingegneri di Messina sarà presente.

01/06/2018 2168

lione.jfif

VI Convegno Internazionale ReUSO

Il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina ospiterà nei giorni 11, 12, 13 ottobre 2018 il “VI Convegno Internazionale ReUSO” sulla documentazione, conservazione e recupero del patrimonio architettonico e sulla tutela paesaggistica, dopo le edizioni di Granada 2017, Pavia 2016, Valencia 2015, Firenze 2014, Madrid 2013.

Questa VI edizione costituirà una importante vetrina e una significativa occasione di confronto Nazionale e Internazionale.

Noi ci saremo!!! Tale evento prevedrà il patrocinio gratuito da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Messina.

Nel pomeriggio di venerdì 12 e nella mattina di sabato 13 verranno organizzate delle attività collaterali, con la presentazione di materiali, prodotti e sistemi, di aziende già selezionate, attraverso “demo” e seminari dedicati.

Verrà offerto ai professionisti che vorranno usufruirne uno spazio espositivo in cui, attraverso la presentazione di poster in formato unificato, potranno illustrare progetti, realizzazioni, lavori congruenti con i temi di ReUSO Messina 2018.

Chi volesse dare un contributo tecnico, invii una mail a: presidenteing.messina@gmail.com entro e non oltre il 20 settembre.

Verrà contattato dal coordinatore per concordare le modalità di partecipazione.

L’organizzazione ha allestito un apposito sito web ove si potrà accedere con facilità “reusomessina.it”.

Un plauso al Direttore del Convegno ReUSO Messina 2018, Prof.ssa Ing. Raffaella Lione, stimata Docente Ordinario della Facoltà D’Ingegneria di Messina di Architettura Tecnica, che ha saputo farsi “interprete” delle modifiche radicali che ha subito il Nostro territorio, facendosi promotrice di un evento Internazionale e proprio nella città di Messina.

Il legame tra Ordine Ingegneri Messina e il Dipartimento di Ingegneria deve rappresentare un punto di partenza per una “divulgazione” di una cultura tecnica basata su un’informazione che dovrà costituire elemento fondamentale per una pianificazione urbana della città di Messina

Si riportano integralmente le considerazioni dei Prof.ri Susana Mora e Calogero Bellanca che ricordando la genesi dell’espressione Re-Uso attraverso alcune precisazioni terminologiche ribadiscono obiettivi e significati originari, affinché, nel pur necessario clima di multidisciplinarietà, resti salda la declinazione primitiva dei Convegni ReUso.

In Europa, e non solo, uno degli aspetti più emblematici della conservazione del patrimonio architettonico, paesaggistico, archeologico e storico artistico è quello dell’uso compatibile. Questo risulta uno dei nodi emblematici della cultura architettonica contemporanea. In questi ultimi due, tre decenni si è ulteriormente diffusa la tendenza all’uso, e talvolta all’abuso, non solo riferita ai singoli organismi architettonici ma ad interi contesti urbani e di interi centri storici di diversa dimensione. Ecco che sorge spontaneo fornire qualche chiarimento terminologico, sempre in ottica internazionale.

Il restauro … non è il semplice ripristino, il risarcimento di una struttura, la riparazione funzionale o il rifacimento, non è il cosiddetto riuso, con i suoi derivati quali rivitalizzazione, rivalutazione, riabilitazione, rianimazione, recupero, rigenerazione, conversione o ammodernamento.

Il restauro afferma che ogni intervento costituisce un caso a sé, non inquadrabile in categorie, non regole prefissate, ma da interpretare con originalità, caso per caso, nei suoi criteri e metodi. Sarà la preesistenza, interrogata con sensibilità e preparazione storico-critica e con competenza tecnica e tecnologica a rispondere e illuminare l’uomo colto. Il perdurare della crisi economica ha prodotto spinte forse eccessive per riusare in modo superficiale e danneggiare, distruggendo in modo irreparabile l’essenza, lo spirito e la realtà del patrimonio esistente.

Si perché il riuso è molto più semplice da realizzare e meno impegnativo da un punto di vista dello studio dell’organismo architettonico. Perché il restauro prevede la conoscenza vera e approfondita, con il rilievo architettonico, con l’analisi storico-critica per giungere alle proposte per il restauro nell’ottica di conservare i valori veri e autentici senza cancellare la storia del monumento nel tempo. Mentre il riuso sembra finalizzato al consumismo dei beni architettonici aprendo la strada ad una trasformazione arbitraria e incontrollata.

E ancora per fare una certa giustizia scientifica, il corretto termine Reuso, concepito da restauro e uso compatibile insieme, con semplicità da un gruppo di validi colleghi nel 2013 sensibili di fronte alle sempre più spregiudicate realizzazioni architettoniche in corso di attuazione, inizia a riflettere e organizza un primo incontro a Madrid in reazione a questo drammatico periodo per il nostro passato e presente.”