La Tragedia di Genova e i Problemi di Messina

Francesco Triolo - Presidente 01/06/2018 4494

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I fatti di Genova gettano sgomento e preocupazione.

Piena solidarietà ai parenti delle vittime per questo “maledetto” giorno.

La vicinanza e il grande dolore, accomuna il mondo intero per una tragedia forse evitabile.

Chi scrive non mi sente di esprimere giudizi, ma di fare delle semplici riflessioni, prima da uomo e poi da ingegnere.

Ho avuto modo di vedere le news in TV, letto notizie su giornali e commenti sui social.

Mi sono fatto un’idea chiara.

C’è molta confusione!!!

Consumata la tragedia, si passa alla fase del facile populismo che conduce al cosiddetto “danno post evento”.

Il cittadino che diventa ingegnere; il tecnico professionista che con estrema facilità esprime giudizi su circostanze tecniche a Lui  “sconosciute” e giornali che pur di scrivere e dare notizie citano fonti non attendibili.

Forse occorrerebbe avere la dignità di tacere per qualche giorno e verificare tecnicamente le cause dell’accaduto.

Il vero ingegnere prima di esprimere un giudizio in relazione alle proprie specifiche competenze affronta il problema con dati “alla mano”.

La risoluzione di qualsiasi tematica è frutto di un approfondito studio con contezza cognitiva, che permette allo stesso di dare un parere autorevole.

L’opinione pubblica ha bisogno di essere “guidata” in un percorso tecnico credibile.

Troppi pensatori e facili commenti soprattutto da parte di tecnici che cavalcano l’onda della disgrazia determinando allarmismi ingiustificabili.

E’ quanto sta accadendo di riflesso a Messina.

Si ritorna a parlare e a glorificare chi da anni ha pensato di interdire il passaggio su due corsie dell’autostrada nel tratto di Boccetta, per non parlare del problema del cavalcavia accostandolo con troppa facilità al Ponte Morandi o delle tante palazzine sorte negli ultimi anni.

Sicuramente qualsiasi determinazione anche estrema (come la chiusura di ponti o viadotti), deve essere suffragata NON da un diffuso “convincimento popolare” di pericolo, ma da elementi tecnici che ne comprovino l’emergenza sull’elemento strutturale.

Di certo, la prevenzione e il controllo sono le migliori armi per evitare disgrazie come questa.

Sicuramente “l’ignoranza tecnica” e il facile “allarmismo diffuso”, possono essere ancor più gravi di quanto accaduto.

Occorre, che gli Enti preposti (soprattutto per le strutture pubbliche) continuino a monitorare e verificare lo stato d’uso delle opere.

Bisogna anche saper attinge ai fondi necessari per la “difesa dell’esistente” e quindi attrezzarsi con professionisti esperti a controllare e censire il patrimonio strutturale presente.

In ambito locale, si è d’accordo con quanto sta facendo il Sindaco di Messina che al momento ha chiuso 21 scuole per ragioni di sicurezza strutturale e impiantistico.

Tantissime di esse, non hanno i CPI (Certificati Prevenzione Incendi) e gli impianti elettrici a norma.

Non sono state mai eseguite (solo in rarissimi casi) le verifiche sismiche previste nel 2003 e prorogate fino al 2013 (con tanti fondi a disposizione) per valutare il grado di vulnerabilità sismica delle stesse.

Mancano le certificazioni di collaudo e di conformità strutturale.

L’Ordine degli Ingegneri di Messina cercherà di collaborare con l’amministrazione comunale e con tutti gli Enti che lo richiederanno, mettendosi a completa disposizione della cittadinanza per dare un contributo fattivo (sempre nei limiti delle previsioni di Legge) e fornendo specialisti nel settore.

Si rammenta che il 30 settembre gli Ingegneri di Messina hanno aderito alla PRIMA GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE SISMICA.

Questo è una data importante per avvicinare il cittadino ad una realtà tecnica alquanto complessa.

L’ingegnere fornirà elementi e spiegazioni per far comprendere che il patrimonio esistente si può proteggere e migliorare grazie agli incentivi statali che aiuteranno il privato ad affrontare importanti spese per la sicurezza del loro fabbricato.

 

Francesco Triolo