Non toccate il BONUS FACCIATE 90%

Ad oggi e lo possiamo dire a gran voce, se c’è un Bonus che funziona (oltre a quello per le ristrutturazioni al 50%) è proprio il Bonus Facciate al 90%.

Purtroppo in Italia siamo abituati a rendere difficile ciò che risulta di semplice attuazione.

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La possibile quanto probabile modifica dal 90% al 75% equivarrebbe alla “morte” del Bonus Facciate.

Ci verrebbe da chiedere: come mai questa “folle idea”?

Purtroppo i mal pensanti (e sono in tanti) ritengono che per far decollare il “difficile” EcoBonus 110% occorre eliminare la “concorrenza sleale” del Bonus Facciate.

Il Bonus Facciate (e lo dimostrano i tantissimi cantieri che sono già partiti) risulta di semplicissima attuazione contrariamente al Super Bonus.

Con il Bonus 90%, non è necessario passare da cervellotiche interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate o dell’Enea, con particolari asseverazioni, responsabilità e sicuramente con costi di gran lunga inferiori agli interventi previsti dal Super Bonus.

Meglio perdere un 10% (che poi può diventare anche 20% nel caso di cessione del credito ad un istituto bancario) ed essere garantiti dal risultato finanziario, che avventurarsi in maghi del settore, general contractor o altro che a parole garantirebbero un risultato che dovrebbe essere moltiplicato per tutti gli anni di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il semplice e tipico rifacimento dei prospetti ridurrebbe il previsto indotto commerciale fatto da aziende che producono cappotti termici, impianti fotovoltaici, termici, passando da infissi e riscaldamenti e così via.

Sarebbe più logico, rendere in qualche modo meno “sofisticato” l’uso del Super Bonus 110% e non necessariamente “uccidere” il Bonus Facciate.

La destrezza politica che nasconde interessi economici, ci porta a pensare che alzando il tetto del bonus ristrutturazione da 50% a 75% si celerebbero i malumori per una riduzione dell’aliquota del Bonus Facciate.

Purtroppo i numeri ci dicono che il Bonus 90% al momento vince su tutto.

In un precedente articolo avevamo spiegato che si possono rifare i prospetti di fabbricati ricadenti in zona A e B (visibili da strada) solo con due semplici passaggi: la fattura dell’impresa e il “bonifico parlante” da parte della committenza.

Il credito maturato lo si può cedere a terzi o ancora meglio ad istituto bancario.

Immaginiamo che il Sig. Pino Rando voglia procedere al rifacimento facciate 90% e debba spendere € 200.000,00 tra lavori, iva e costi professionali.

Se non si eseguono “trasformazioni” sui prospetti e si mantengono le caratteristiche originarie del fabbricato, non occorrerà la presentazione di alcun progetto o autorizzazione (nemmeno dalla Soprintendenza).

Si deve stare solo attenti a non superare il 10% di intonaco da sostituire riferito alla superficie disperdente per non “confrontarsi” con l’Enea.

E’ buona norma fare un computo metrico (non previsto per Legge) per un possibile controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Servirà solo fare istanza al Comune per l’occupazione del suolo.

Fatti i lavori e anticipando la spesa, acquisendo il credito d’imposta e cedendo lo stesso ad esempio alle Poste Italiane (al momento tra quelli più efficaci e con tassi più bassi), entro 60 giorni verranno restituiti circa € 155.000,00.

Al completamento dell’iter, il condominio per fare un lavoro da € 200.000,00 ne spende solo € 45.000,00.

C’è un detto che dice:  Se credi che un professionista ti costi troppo è perché non hai idea di quanto ti costerà un incompetente!

La competenza non vale solo nel campo tecnico ma anche per quello politico … NON TOCCATE IL BONUS FACCIATE 90%