Conosciamo gli Ordini degli Ingegneri di Sicilia ... AGRIGENTO

01/09/2019 861

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DIVULGARE, FAR CONOSCERE E COMUNICARE QUESTI SONO ALCUNI OBIETTIVI DI INGENIO SICILIA.

ABBIAMO CHIESTO AI SINGOLI PRESIDENTI DI PRESENTARCI E RACCONTARCI LE ATTIVITÀ DEI LORO ORDINI.

ALCUNI PRONTAMENTE HANNO RISPOSTO, ALTRI LO FARANNO PROSSIMAMENTE.

L’ORDINE INGEGNERI DI AGRIGENTO

Riportare la “voce” dei tecnici all’interno del dibattito pubblico, garantire agli iscritti una formazione continua di qualità, riuscire a mettere in comunicazione l’Ordine territoriale con i tanti professionisti che ogni giorno vivono il proprio mestiere in “trincea”, saper ascoltare le necessità e calibrare, in base a questo, la propria azione sul territorio.

Sono queste alcune delle linee guida seguite nell’operato dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, presieduto dal febbraio del 2017 dall’ing. Alberto Avenia e composto da un Consiglio dove forte è la presenza dei liberi professionisti e delle donne.

Ecco la composizione: Epifanio Bellini (vicepresidente); Maria Micciché (segretario); Giuseppe Di Miceli (tesoriere); Domenico Armenio (consigliere); Francesco Buscaglia (consigliere; Maurizio Cattano (consigliere); Calogero Cucchiara (consigliere); Salvatore Di Franco (consigliere); Achille Furioso (consigliere); Angela Rizzo (consigliere); Franco Russo (consigliere); Giuliana Santini (consigliere); Elisa Tagliareni (consigliere); Calogero Zicari (consigliere).

Gli ultimi due anni per l’ordine agrigentino hanno rappresentato un momento di importante cambiamento rispetto all’impostazione fin qui avuta soprattutto soprattutto per quanto ha riguardato la partecipazione al dibattito pubblico e l’apertura al territorio. Questo grazie alla creazione di un ufficio stampa, cui è  stato demandata anche la creazione di un flyer chiamato “L’Ingegnere Agrigentino” che raccoglieva i contributi degli iscritti sia di natura tecnica che in termini di dialogo ordinistico sulla professione.  figura-1.jpg

Tanti gli argomenti su cui l’Ordine e il suo consiglio si sono trovati a confrontarsi in questi tre anni. Tra questi, certamente il più complesso e maggiormente rilevante in termini di dibattito pubblico è quello che ha riguardato il futuro del viadotto “Akragas”. L’infrastruttura, facente parte della Statale Sud occidentale sicula 115, fu realizzato da Riccardo Morandi a fine anni 60 ed è chiuso dal 2017 in attesa di importanti interventi di recupero già progettati e finanziati.

Dopo il crollo del viadotto genovese del Polcevera, in molti avevano iniziato a chiedere a gran voce la demolizione dell’infrastruttura agrigentina – oggi unico collegamento veloce esistente con un intero versante della provincia – rinfocolando antiche polemiche sul fatto che la struttura fu costruita dentro un’area archeologica e creando infondati e pretestuosi paragoni con la tragedia di Genova.

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Essenziale è stato in tal senso l’intervento degli Ingegneri agrigentini, che hanno saputo imporre il primato della tecnica sull’opinione “di pancia” e sulla paura – creata ad arte - e stimolato un importante dibattito a livello locale sulla fragilità del patrimonio infrastrutturale, sollecitando in modo diretto gli enti preposti a seguire la strada del recupero e della manutenzione.

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Un contributo in termini di programmazione che è arrivato anche grazie all’opportunità costituita dalla redazione delle nuove direttive generali al Piano regolatore generale da parte del comune capoluogo, Agrigento. In una città che per troppi anni è stata frenata dall’assenza di uno strumento urbanistico – e poi dalla sua inoperatività – e si è vista infliggere profonde ferite al proprio tessuto connettivo urbano da scelte sbagliate e spesso antistoriche, l’Ordine degli Ingegneri, facendosi parte attiva durante tutti gli incontri previsti con gli stakeholders dall’Amministrazione comunale, ha presentato le proprie osservazioni sul futuro urbanistico della città, gran parte delle quali sono state acquisite nella redazione del documento finale. Il quadro delineato è di una città che finalmente dopo anni può puntare su uno sviluppo urbanistico armonico, che preveda una destinazione turistica per la zona rivierasca, che fermi il consumo di suolo delle periferie – già stellari e sconnesse dal resto della città – e agevoli il recupero dell’edificato nel cuore di un centro storico che da ormai 50 anni si è in larga parte spopolato.

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Di concerto con gli altri ordini professionali gli Ingegneri hanno inoltre lavorato insieme all’Amministrazione comunale per la creazione di un “Urban Center”, cuore pulsante di un più ampio progetto di revisione del futuro della città, che nel 2020 si appresta a celebrare i propri 2600 anni dalla fondazione da parte dei coloni gelesi. Una realtà a cui l’Ordine degli Ingegneri ha creduto molto e contribuito in modo significativo con idee e concretezza e che consentirà, se ben usata, di poter intervenire significativamente sul tessuto urbanistico della città. In tal senso l’Ordine ha lanciato un appello alla cittadinanza a non far mancare il proprio apporto, proponendo urgenze rispetto alle quali intervenire e idee affinché  l’ “Urban Center” potesse dare il proprio contributo progettuale.

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L’Ordine degli Ingegneri di Agrigento è stato inoltre estremamente attivo non solo a garantire appuntamenti di formazione ai propri iscritti, ma ha avuto attenzione particolare per il dibattito ordinistico: nel cuore della Valle dei Templi, tra le altre cose, si è svolto nel 2018 il Consiglio e Consulta regionale, con la presenza anche del presidente dell’Ordine degli Ingegneri Armando Zambrano , del vice presidente del Cni Gianni Massa e del segretario del Cni Angelo Valsecchi. Numerosi sono stati infine gli interventi a tutela e garanzia della professione, in particolare sul tema del cosiddetto “Equo compenso”. L’Ordine ha inoltre promosso un incontro di altissimo profilo tecnico e istituzionale sull’articolo 36 della “finanziaria” regionale che lega il pagamento delle competenze al tecnico con il rilascio del titolo abilitativo da parte dei Comuni.

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Anni di lavoro attento e scrupoloso che oggi hanno consolidato la credibilità di un Consiglio e una Presidenza che hanno saputo far riacquistare agli ingegneri il ruolo dovuto in termini di governo del territorio.

Il Presidente - Ing. Alberto D'Avenia