65° Congresso nazionale degli ingegneri: "Possiamo contribuire a costruire un paese nuovo"

23/05/2021 1115

lavorare-come-ingegnere-in-australia-thumb.jpg

“La prossima settimana non faremo consiglio, saremo tutti Parma!”. Questo, è stato l’invito del Presidente del nostro Ordine. E cosi siamo stati telematicamente a Parma tra il 17 e il 21 maggio. 106 ordini, oltre 500 delegati, tutti insieme riuniti al 65° Congresso nazionale degli ingegneri: quell’ officina luogo di smontaggio e rimontaggio, di confronto e di costruzione.

Una forma inusuale; c’è mancato il nostro inno, l’incontro con i colleghi, il conversare durante la pausa, il passeggiare tra le vie di Parma….tante cose, forse troppe. Ma nonostante ciò siamo rimasti collegati quotidianamente ai lavori all’interno della piattaforma. Sapevamo che pur non potendoci vedere eravamo uniti da un filo comune: “Imparare a sapere ballare sotto la pioggia!”

Noi ingegneri? Si… proprio noi. Il congresso ci ha insegnato “nuovi passi”, come muoverci per poter affrontare al meglio il futuro, NEXT. Con il PNRR next generation avremo una “musica” nuova da saper “ballare” e il nostro compito sarà riavviare il motore con un “passo” diverso da quello che avevamo prima della pandemia. Siamo stati rimessi al centro del dibattito politico.  Possiamo contribuire a costruire un paese nuovo con la responsabilità di ciascuno. Come? 

Con la formazione continua, facendo orientamento per incrementare il numero di iscritti alla facoltà di ingegneria sin dalla scuola dell’infanzia, facendo in modo che l’ingegneria sia anche DONNA, coniugando la cultura tecnica con la cultura umanistica, rendendo l’Impresa “saggia” E “enciclopedia”, ascoltando le esigenze del territorio per una progettazione partecipata,  interpretando il cambiamento, ricordando che il paesaggio è sintesi tra natura e cultura, che è necessario promuovere le comunità energetiche e che bisogna riformare la pubblica amministrazione.

ll Piano nazionale per la ripresa e la resilienza è un’occasione irripetibile, ci dice il nostro Presidente Zambrano, forse l’ultima, per consentire al Paese di liberarsi delle zavorre e delle inefficienze che lo condizionano da decenni e che non gli consentono di liberare completamente le grandi energie e i talenti di cui dispone.

Perché di talenti ne abbiamo avuto nella nostra storia e continuiamo ad averne; c’è ancora spazio per quelle lucciole di Pasolini che non sono e non devono essere solo un ricordo; c’e ancora il sapore buono della nostra ingegneria!

 Dobbiamo ricercare e promuovere quei luoghi in cui saperi e le competenze diventano unità,  sintesi di un processo interdisciplinare di persone, per tessere il percorso tra il mondo del possibile e quello del reale.

Ce lo chiede la prima parte dell’art. 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”

Con la partecipazione a questo “congresso laboratorio” ci siamo impegnati a costruire la democrazia, a guardare il futuro facendo memoria del passato, della nostra storia,  a lavorare a quella transizione che partendo da un Punto A, diverso per tutti, donne e uomini, illuminati e visionari arriveranno a quel punto B comune, con PASSIONE E FIDUCIA e perché no, anche con la guida dello “SPIRITO” individuando la “stella” per proseguire dritti fino al mattino…… perché L’INGEGNERE non vive: FUNZIONA!

Giusy Anna Giacalone - Consigliere Ordine degli Ingegneri Trapani