Edilizia sostenibile, l’Italia ci crede: per il 59% degli operatori crea più valore del costruire tradizionale
Il 59% degli operatori italiani considera la costruzione sostenibile capace di generare più valore rispetto all’edilizia tradizionale, ben oltre le medie europea e mondiale. Dal Barometro Saint-Gobain 2026 emerge però la richiesta di regole più chiare, incentivi mirati e maggiore attenzione alla riqualificazione del patrimonio esistente.
L’Italia mostra una consapevolezza particolarmente avanzata sui temi della costruzione sostenibile, dell’efficienza energetica e dell’impiego di materiali a ridotto impatto ambientale.
Secondo il 4° Barometro della Costruzione Sostenibile di Saint-Gobain, il 59% degli operatori italiani ritiene infatti che costruire in modo sostenibile significhi generare maggiore valore rispetto all’edilizia tradizionale. Una convinzione che supera nettamente sia la media europea sia quella mondiale e che coinvolge anche i cittadini. La transizione, tuttavia, è ancora lontana dall'essere completata: l’85% degli stakeholder ritiene necessario accelerare. Al centro delle richieste emergono normative più chiare sull’efficienza energetica, incentivi stabili e politiche orientate alla riqualificazione degli edifici esistenti.
Un quadro che evidenzia una filiera tecnicamente matura, ma ancora in attesa delle condizioni necessarie per trasformare la sostenibilità in una pratica diffusa e strutturale.
Costruzione sostenibile: l’Italia accelera, ma chiede regole certe e incentivi stabili
Sulla costruzione sostenibile l’Italia ha già fatto la sua scelta culturale: oltre metà degli operatori del settore (59%) la considera una via di creazione di valore rispetto alla costruzione tradizionale. Un dato più alto sia della media mondiale (+12 punti) sia di quella europea (+14 punti). In più, 2 stakeholder su 3 (65%) vedono la costruzione sostenibile come priorità assoluta (+6 punti sull’Europa). A contraddistinguerla dalla costruzione tradizionale sono soprattutto i concetti di efficienza energetica (54% degli operatori contro il 33% mondiale) e l’uso di materiali sostenibili (45% contro il 30%). La strada però è ancora lunga: l’85% pensa sia necessario fare di più. Per passare alla fase di attuazione gli operatori chiedono alle istituzioni regole più chiare sull’efficienza, incentivi mirati alla domanda, una spinta sulla ristrutturazione del patrimonio esistente.
Sono gli highlight emersi dal 4° Barometro della Costruzione Sostenibile di Saint-Gobain, basato sull’indagine internazionale condotta in 30 Paesi, su 4.800 stakeholder (professionisti e studenti del settore, membri di associazioni, funzionari pubblici) e 30.000 cittadini; per l’Italia, 160 stakeholder e 1.000 cittadini.
La domanda di regole: il 34% chiede normative, quasi quattro volte la media mondiale
La costruzione sostenibile è prioritaria e genera maggior valore secondo gli operatori italiani, ma cosa occorre per portarla a sistema?
Su questo l’agenda italiana è netta. Tra le azioni indicate come urgenti, il 34% degli stakeholder sceglie l’introduzione di normative per favorire l’efficientamento energetico: la stessa risposta è scelta dal 9% degli operatori globali e dal 21% di quelli europei. È il più ampio scarto positivo registrato dal Barometro su una singola voce in questa edizione. La richiesta non viene solo dal settore: anche il 27% dei cittadini italiani indica le normative sull’efficienza come priorità, contro l’8% del mondo. Diciannove punti sopra la media globale, una pressione che arriva dal basso e non solo dalla filiera. Coerentemente, il 28% degli stakeholder italiani mette al primo posto la ristrutturazione degli edifici esistenti (17% nel mondo) e il 20% chiede maggiori aiuti pubblici ai privati (11% globale).
Tre indicazioni convergenti:
- regole più chiare sull’efficienza;
- una politica di incentivi mirata al retrofit del patrimonio esistente;
- una stabilità di lungo periodo che permetta a famiglie e imprese di programmare gli investimenti.
Gaetano Terrasini: “La filiera italiana è matura, ora servono regole stabili e incentivi mirati”
“Il Barometro 2026 conferma quello che vediamo ogni giorno nel mercato italiano: c’è un consenso forte, fra operatori e cittadini, sul valore che la costruzione sostenibile può portare al Paese – ha commentato Gaetano Terrasini, Amministratore Delegato di Saint-Gobain Italia. La filiera italiana è matura sui materiali, sull’isolamento, sull’efficienza energetica; e gli operatori chiedono alle istituzioni le condizioni per portare questa cultura a sistema: regole stabili, incentivi mirati alla ristrutturazione del patrimonio esistente, programmi di lungo periodo. La crescita di questa consapevolezza rappresenta una grande opportunità per chi, come noi, lavora ogni giorno sui materiali ad alte prestazioni e sulle soluzioni per la sicurezza e la resilienza del costruito."
Materiali, riciclo, involucro: gli operatori italiani sono in linea o sopra la media mondiale
Quando si scende al livello degli elementi che compongono la costruzione sostenibile, gli operatori italiani mostrano un livello di maturità pari o superiore a quello dei colleghi internazionali sulle voci che pesano di più nella filiera dei materiali e dell’involucro.
Il 62% degli stakeholder italiani indica il riciclo e il riuso dei materiali fra gli elementi chiave del costruire sostenibile, contro il 58% della media mondiale; il 65% richiama l’uso di energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio (62% mondo); il 48% mette in evidenza il buon isolamento dell’involucro degli edifici, contro il 45% globale.
L’efficienza energetica degli edifici è citata dal 64% degli operatori italiani, in linea con il 63% mondiale. È il segnale che la filiera italiana ha un’identità tecnica forte sulle componenti dove si gioca davvero la prestazione dell’edificio sostenibile, dai sistemi a secco all’isolamento termico e acustico, dalla finitura ai prodotti per il calcestruzzo a basse emissioni. Anche i cittadini convergono su questa lettura, mostrando un buon livello di consapevolezza sul tema: il 58% di loro indica i materiali sostenibili come definizione principale dell’edilizia sostenibile, contro il 35% nel mondo, una differenza di 23 punti.
Architetti, ingegneri, imprese e istituzioni: gli attori al centro della transizione italiana
A chi spetta guidare la transizione del costruito?
Il profilo italiano disegna una mappa precisa. Al vertice ci sono gli architetti e gli ingegneri (59% degli stakeholder italiani li indica fra gli attori chiave, in linea con il 56% mondiale), seguiti dalle aziende private del settore (44%, contro il 38% globale) e dalle istituzioni pubbliche nazionali (39%, contro il 27% del mondo: dodici punti in più, lo scarto positivo più ampio dell’intera domanda).
L’Italia chiede dunque un’alleanza fra competenze tecniche, mondo industriale e governance nazionale, mentre la dimensione locale appare meno presente nel quadro che il settore italiano si attende: gli amministratori locali vengono indicati come attori chiave dal 20% degli stakeholder italiani, contro il 30% mondiale. C’è spazio, in altre parole, per un coinvolgimento più strutturato del livello territoriale nell’agenda della transizione del costruito.
Il quadro globale: consenso generale sulla direzione, focus 2026 sulla finanza
I dati internazionali del 4° Barometro mostrano un consenso mondiale sulla direzione di marcia: l’87% degli stakeholder mondiali e l’83% di quelli europei ritiene che occorra fare di più in materia di costruzione sostenibile. Per la prima volta, l’edizione 2026 introduce uno studio qualitativo internazionale dedicato a banche, banche di sviluppo e assicurazioni, con l’obiettivo di capire quanto adattamento e resilienza climatica degli edifici stiano entrando nei modelli di rischio, di credito e di copertura assicurativa: la resilienza guadagna terreno ovunque (citata dal 26% degli stakeholder globali, +5 punti sul 2025), pur restando ancora difficile da tradurre in indicatori comparabili a quelli del carbonio. Il 47%, infine, è anche il dato che mostra quanta strada possa ancora percorrere il mercato sul fronte della domanda finanziaria e della percezione di valore della costruzione sostenibile rispetto alla costruzione tradizionale.
SCARICA IL 4° BAROMETRO DELLA COSTRUZIONE SOSTENIBILE

Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
