Ponte Acquedotto di Gravina: restauro e consolidamento con soluzioni innovative a ridotto impatto ambientale
Lo storico ponte in muratura di Gravina in Puglia è stato restaurato e consolidato con un intervento che integra tecniche tradizionali e soluzioni innovative Mapei, rispettando i vincoli storici, architettonici e ambientali.
Il consolidamento dei ponti in muratura storica rappresenta una delle sfide più delicate per l’ingegneria strutturale contemporanea: intervenire su manufatti di grande valore architettonico e culturale richiede un equilibrio tra sicurezza, compatibilità dei materiali e minimo impatto ambientale. Le tecniche di restauro strutturale oggi integrano approcci tradizionali con soluzioni innovative in grado di migliorare la durabilità e la resistenza delle murature, senza alterarne la morfologia originaria.
Un esempio emblematico è il restauro e consolidamento del Ponte Acquedotto di Gravina in Puglia, realizzato con materiali e tecnologie Mapei appositamente studiati per le murature in tufo. L’intervento, condotto nel rispetto dei vincoli storici, architettonici e ambientali, ha permesso di preservare l’identità del manufatto e al tempo stesso di garantirne la sicurezza strutturale, dimostrando come la ricerca sui materiali per il restauro possa diventare un alleato concreto nella tutela del patrimonio infrastrutturale italiano.
Ponte Madonna della Stella, Gravina: architettura, storia e gli interventi di consolidamento strutturale
Gravina in Puglia, in provincia di Bari, è nota per il suo paesaggio naturale e per la gravina, un canyon scavato dall’erosione dell’acqua. Il ponte Madonna della Stella, costruito nel 1686 per attraversare la gola, è un'imponente struttura ad archi alta 37 m e lunga 90 m che collega le due sponde permettendo ai pedoni di godere di una vista panoramica sul paesaggio circostante e raggiungere la chiesa della Madonna della Stella.
Dopo il crollo causato dal terremoto del 1722, fu ricostruito nel XVIII secolo dalla famiglia Orsini e trasformato in acquedotto. Danneggiato da un’alluvione nel 1855, fu restaurato con conci in tufo. Altri interventi di consolidamento e restauro seguirono nel 1860. Oltre a far parte del patrimonio storico e culturale del territorio che lo ospita, oggi il ponte è un simbolo storico e paesaggistico e ha fatto da sfondo a diversi film, tra cui No Time to Die di James Bond.

Il recente intervento di restauro tra conservazione e valorizzazione
Tra il 2023 e il 2024 sono stati eseguiti interventi di consolidamento e restauro del ponte dell’acquedotto commissionati dal Comune di Gravina. Questi interventi, resi possibili da un contributo della Regione Puglia, hanno tenuto conto del valore storico, architettonico e culturale dell’opera. Un valore riconosciuto anche dal FAI, il Fondo dell’Ambiente Italiano, che, attraverso il bando “I luoghi del cuore” ha affiancato al progetto di restauro un intervento di valorizzazione, che, grazie a un’adeguata illuminazione del percorso pedonale e degli archi, ha reso percorribile anche il secondo livello di arcate. Uno degli obiettivi del restauro era preservare gli elementi più caratteristici del monumento e valorizzare il viadotto nella sua forma originaria, mantenendo quanto più possibile le parti esistenti. Per questo, sono stati effettuati studi mirati, tra cui un’analisi tipologica approfondita della struttura e delle sue criticità, garantendone al contempo la piena funzionalità.
I lavori di restauro, eseguiti senza alterare l’habitat rupestre in cui si trova l’opera, avevano l’obiettivo di risolvere i fenomeni fessurativi e di degrado. In particolare, infiltrazioni di acqua attraverso la pavimentazione di tutto il percorso del ponte hanno dato origine a processi erosivi con presenza di vegetazione infestante e di lesioni lungo il pilone centrale e agli intradossi delle arcate inferiori. Le indagini effettuate non hanno però riscontrato l’instabilità strutturale.
I lavori di restauro hanno coinvolto numerosi attori: i progettisti, l’impresa esecutrice, la Soprintendenza ed il rivenditore autorizzato.
Il coinvolgimento e il contributo di Mapei all'intervento
Per soddisfare le richieste del committente, al momento della scelta dei materiali da utilizzare nelle diverse fasi d'intervento, è stata coinvolta anche l’Assistenza Tecnica Mapei e gli specialisti della linea di prodotti per il risanamento e restauro. La sinergia delle competenze ha permesso di risanare in maniera puntuale i problemi di degrado e strutturali dei piloni e delle arcate, modulando perfettamente gli innovativi sistemi Mapei impiegati.
Interventi di risanamento mirati per lo storico Ponte Acquedotto di Gravina
Rincocciatura e stilatura dei muri di sostegno e delle arcate "faccia vista"
Sui muri di sostegno e sulle arcate “faccia vista” del viadotto l’intervento di ripristino è stato eseguito utilizzando la tecnica della “rincocciatura” e della “stilatura”: le fessure e i vuoti presenti negli elementi calcarenitici della muratura sono stati puliti, rimuovendo anche le parti degradate della malta esistente, prima di effettuare il riempimento con una nuova malta compatibile dal punto di vista chimico-fisico ed elasto-meccanico con i materiali originali. A questo scopo è stata scelta la malta colorata Mape-Antique Allettamento, resistente ai sali, a base di pura calce idraulica naturale e materiale riciclato, esente da cemento, a emissioni di CO2 interamente compensate*.

La malta Mape-Antique Allettamento è stata utilizzata su alcuni tratti dei parapetti in muratura, mentre altre sezioni del viadotto sono state volutamente escluse dalle operazioni di pulizia per conservare i segni del passaggio del tempo (patine biologiche, croste nere, ecc.).
Malta Mape-Antique Allettamento
Mape-Antique Allettamento è una malta colorata a base di pura calce idraulica naturale (NHL), Eco-Pozzolana e materiale riciclato, esente da cemento. Traspirante, resistente ai sali e disponibile in vari colori, è ideale per stilature e ricostruzioni eco-sostenibili di murature faccia a vista, anche storiche. Conforme ai requisiti CAM.
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Interventi di consolidamento con iniezioni di boiacche
Per garantire la corretta funzionalità della struttura del ponte migliorandone le prestazioni meccaniche è stato effettuato un intervento di consolidamento dei paramenti murari con iniezioni di boiacca. La boiacca con la quale sono state riempite le cavità interne dei piedritti in tufo è stata formulata con il legante idraulico Mape-Antique I-15, a base di calce e materiale riciclato, resistente ai sali, esente da cemento e a CO2 interamente compensate*. Il prodotto è stato scelto perché conferisce alle boiacche, una volta indurite, caratteristiche (resistenza meccanica, modulo elastico e porosità) molto simili a quelle delle malte a base di calce, calce-pozzolana o calce idraulica, che venivano tradizionalmente utilizzate nella costruzione degli edifici storici.
Legante idraulico Mape-Antique I-15
Mape-Antique I-15 è un legante idraulico in polvere, esente da cemento, a base di calce, Eco-Pozzolana, sabbie naturali e additivi speciali. Consente di confezionare boiacche da iniezione super fluide con caratteristiche meccaniche, elastiche e di porosità simili alle malte storiche, ma con maggiore resistenza a sali, gelo-disgelo e reazioni alcali-aggregato.
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Su alcuni nuclei murari sono state effettuati degli interventi di consolidamento perforando la struttura per circa 2/3 dello spessore totale ed iniettando la boiacca fluida a base di Mape-Antique I-15 per permettere l’inserimento di barre in ferro zincate. Sulle superfici più ampie, invece, lo stesso prodotto è stato applicato all’interno dei supporti con pompe a bassa pressione.
*Questi prodotti fanno parte della linea di prodotti CO2 Fully Offset in the Entire Life Cycle. Le emissioni di CO2 misurate lungo il ciclo di vita dei prodotti della linea Zero per l’anno 2025 tramite la metodologia LCA, verificate e certificate con le EPD, sono compensate con l’acquisto di crediti di carbonio certificati per supportare progetti di protezione delle foreste.
Cos’è la ristillatura armata delle murature
La ristillatura armata è una tecnica di consolidamento delle murature storiche che prevede il riempimento dei giunti e delle cavità con malte a elevate prestazioni meccaniche e l’inserimento di armature sottili – come barre o cavi in acciaio inox, oppure fibre in vetro o basalto. Questi elementi migliorano la connessione tra i paramenti, aumentano la resistenza a taglio e trazione e rendono la parete più omogenea e duttile. La ristillatura armata è un intervento minimamente invasivo, compatibile con i materiali antichi, ideale per restauri strutturali e consolidamenti localizzati di edifici in muratura.
Cuciture a secco di alcune lesioni dei paramenti murari con barre elicoidali
Oltre alle operazioni di consolidamento e restauro è stato eseguito un intervento di miglioramento statico per garantire maggiore stabilità alla struttura. L’intervento ha previsto cuciture a secco in prossimità di alcune lesioni con l’inserimento nei fori di alloggiamento di barre elicoidali ad altissima resistenza in acciaio inox AISI 316 Mapei Steel Dry, scelte in diametri da 10 e da 8 mm. Queste barre sono caratterizzate da un’elevata resistenza a trazione e sono in grado di ricreare la connessione dei paramenti murari.
Nuove pavimentazioni architettoniche in pietra per il selciato del ponte
Sui camminamenti del secondo livello del primo ordine di arcate del viadotto e lungo tutto il percorso naturalistico di accesso all’opera sono state realizzate nuove pavimentazioni architettoniche che, per tipologia costruttiva ed effetto estetico finale, richiamano le tipiche pavimentazioni che caratterizzano il contesto locale.
Il sistema scelto ha previsto la creazione di un massetto di allettamento con Mapestone TFB Calcix, una malta premiscelata neutra, esente da cemento, a base di calce e con elevata percentuale di riciclato, ideale per realizzare pavimentazioni in pietra di marciapiedi, piazze, strade, anche di pregio storico, soggette a un traffico leggero. In questo caso la malta è stata miscelata con inerte locale e tufina (un materiale locale tradizionale derivante dalla frantumazione del tufo), prima di essere gettato in opera in uno spessore medio di circa 7 cm, consentendo così l’ottenimento di un piano da calpestio compatto, con buone resistenze meccaniche.

Sinergia tra progettisti, Soprintendenza e Mapei
L’impiego delle soluzioni Mapei ha consentito di realizzare gli interventi di restauro nel pieno rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza.
Il ponte è stato così restituito alla comunità con tutto il suo fascino originario, rinnovato ma fedele alla sua storia.
PER APPROFONDIRE LEGGI L'ARTICOLO SU REALTA' MAPEI
PONTE STORICO DI GRAVINA | SCHEDA DI CANTIERE
Committente: Comune di Gravina in Puglia
Direttore dei Lavori: Ing. Nicola Stefanelli
Responsabile Unico del Progetto: Ing. Onofrio Tragni (UTC)
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari: Arch. Mara Carcavallo
Progetto dell’intervento: Ing. Nicola Stefanelli (Esse Ingegneria Srl)
Impresa esecutrice: Land srl (Roma)
Responsabili di cantiere: Geom. Alvaro Caioli, Geom. Tommaso Bellantuono
Distributore Mapei: Tuttoperedilizia srl
Coordinamento Mapei: Arianna Colella, Giammario Dispoto, Gianni Villani, Mariella Ragone, Massimiliano Antichi, Achille Carcagnì, Mapei SpA
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