P-TREX
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Profili pultrusi in PRFV per la copertura di un edificio scolastico: un caso di studio tra progettazione e cantiere

Alla scuola Cento Fiori di Genova, l’intervento PNRR ha introdotto una copertura realizzata con profili pultrusi in PRFV P-TREX: una soluzione leggera e performante, capace di rispondere in modo efficace sia alle esigenze progettuali sia a quelle esecutive di cantiere.

Analisi del contesto e obiettivi

La nuova copertura della scuola dell’infanzia Cento Fiori a Genova rientra negli interventi del PNRR – Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Investimento 1.1, con vincoli stringenti su tempi, controllo costi e durabilità. L’edificio presentava una soletta in C.A. esistente e un parapetto/muro d’attico che racchiude il perimetro della copertura: una configurazione ideale per una soluzione leggera e protetta, destinata principalmente allo smaltimento delle acque meteoriche senza gravare sull’esistente e senza esporre il pacchetto ai carichi da vento ascendente.

Il contesto urbano (spazi ridotti, traffico, difficoltà di sosta) imponeva una logistica “snella”: limitare mezzi di sollevamento, ridurre le interferenze con il quartiere e contenere lavorazioni rumorose/polverose. Da qui la scelta di un sistema con massimo rapporto prestazioni/peso, adattabile in opera e cantierabile con attrezzature comuni.

  

Attori del progetto
Progettazione
: ing. arch. Alessio Ageno.
Impresa esecutrice:
LFM S.p.A., referente di commessa Ing. Donato de Stena
Fornitura e supporto tecnico
: P-TREX  (Gruppo Fibre Net), profili pultrusi in PRFV.

 

Impostazione progettuale

I profili pultrusi in PRFV sono stati selezionati come scelta privilegiata per soddisfare al meglio alcuni requisiti coesistenti:

  • la necessità di tempi stretti nella costruzione delle opere;
  • l’esigenza di eseguire le operazioni di taglio e assemblaggio dei pezzi direttamente sul posto;
  • la leggerezza del sistema costruttivo con l’obiettivo del massimo rapporto tra prestazioni statiche e pesi propri strutturali.

D’altra parte, alcune condizioni al contorno si sono rivelate favorevoli ad una soluzione leggera. La copertura di cui le travi in pultruso sono il sostegno è infatti racchiusa all’interno di una sorta di parapetto/muro d’attico e costituisce essenzialmente il dispositivo di scolo delle acque meteoriche sovrapposto ad una soletta in C.A. esistente con il relativo pacchetto di copertura che svolgono tutte le altre funzioni edilizie, strutturali e d’involucro.

La disposizione sottomessa della copertura leggera in pannelli metallici non coibentati retti dalla struttura in pultruso rende infatti tale sistema esente e protetto da carichi da vento ascendente e quindi dal pericolo di scoperchiamento.

Gli schemi statici sono stati improntati per rispondere a due esigenze:

  • massimizzare le prestazioni degli elementi;
  • minimizzare gli sfridi.

Queste due esigenze sono state armonizzate avendo presente anche il comportamento complessivo dell’orditura nel piano della copertura e quindi attuando lo sfalsamento dei giunti tra due file successive di travate.

Sulla base di queste considerazioni è stato sviluppato lo schema sotto riportato, composto da porzioni di travi di lunghezza standard di 6 metri su appoggi posti ad interasse di 2 metri con pezzi di lunghezze diverse solo alle due estremità di ciascuna travata. Per ottenere lo sfalsamento, si sono alternati i terminali di lunghezza diversa alle due estremità di due travate successive.

 

Disegno tecnico di un piano strutturale con disposizione delle travi metalliche.
Schema di calcolo a cura dell’ing. arch. Alessio Ageno

 

L’interasse delle travate dipende ovviamente dalle proprietà dei pannelli di copertura utilizzati.
Considerato quanto sopra descritto, si può evincere che i profili pultrusi hanno risposto al meglio sia alle esigenze dei comportamenti e dei calcoli statici della progettazione, sia alle esigenze tipiche del cantiere dove, come vedremo in seguito, facilità e velocità operativa diventano due irrinunciabili asset per una efficiente posa in opera.

 

Posa in situ dei profili pultrusi P-TREX
Posa in situ dei profili pultrusi P-TREX
(Foto a cura dell’impresa LFM Spa)

 

Dettagli costruttivi e cantiere

L’impresa LFM S.p.A., con una consolidata esperienza nella progettazione, costruzione, collaudo e manutenzione di edifici e impianti civili ed industriali, ha saputo estendere la propria attività anche nel settore edile, diventando un punto di riferimento di grande rilievo nel settore. A capo della società, nell’ambito di una gestione centralizzata, opera l’Amministratore Unico Ing. Angelo Mari, che guida l’impresa con una visione strategica orientata all'innovazione e alla qualità.

L’impresa LFM S.p.A. ha organizzato un cantiere snello; grazie alla leggerezza dei profili non sono stati necessari mezzi di sollevamento del carico e gru per lo scarico, in un’area urbana a sosta critica e molto trafficata. Questo aspetto ha comportato non solo economie sul budget, ma anche piena approvazione degli operatori in cantiere che hanno movimentato manualmente gli elementi, posizionandoli e fissandoli con rapidità e sicurezza. Le lavorazioni in sito si sono svolte mediante comuni attrezzature per il taglio e le forature si sono limitate a taglio/foratura, controlli di allineamento e avvitature. I pannelli metallici di copertura sono stati direttamente poggiati e fissati con viti autoperforanti, ed ulteriore accelerazione della posa.

L’assenza di saldature, cicli di protezione anticorrosiva e grandi sollevamenti ha ridotto rischi, interferenze e costi indiretti, favorendo il rispetto delle milestone PNRR.

 

Completamento copertura della Scuola Cento Fiori
Completamento copertura della Scuola Cento Fiori
(Foto a cura dell’impresa LFM Spa)

 

Perché il PRFV: vantaggi in cantiere

Il dettaglio esecutivo privilegia connessioni meccaniche semplici e ripetitive, facili da verificare. I profili pultrusi sono tagliati e forati in cantiere con attrezzature comuni; le tolleranze sono assorbite con piastre/appoggi e squadrette di raccordo senza lavorazioni complesse. I pannelli metallici (non coibentati) sono fissati con viti autoperforanti direttamente ai profili, ottenendo un sistema a secco che:

  • riduce tempi e rischi operativi,
  • semplifica i controlli di qualità,
  • consente la sostituzione puntuale di elementi nel ciclo di vita.

La modularità dell’insieme e lo sfalsamento dei giunti agevolano anche la gestione di dilatazioni termiche e piccoli assestamenti locali.

 

Perché PRFV: comportamento del materiale e della sezione

I profili sono realizzati per pultrusione: un processo continuo in cui roving e mat di fibra di vetro vengono impregnati con resina termoindurente e polimerizzati in matrice riscaldata. Il risultato è un composito anisotropo:

  • le fibre longitudinali garantiscono elevata resistenza a trazione e modulo efficace lungo asse;
  • la matrice assicura trasferimento degli sforzi, comportamento trasversale, durabilità, resistenza agli agenti e stabilità dimensionale.

I plus più rilevanti nel caso in esame:

  • Leggerezza (densità ≈ 1/4 dell’acciaio): minori carichi permanenti sulla soletta in C.A. e movimentazione manuale in sicurezza.
  • Resistenza specifica: rapporto resistenza/peso molto favorevole; sezioni snelle ma performanti per le luci adottate.
  • Durabilità/anticorrosione: assenza di ossidazione; idoneità ambientale e oneri manutentivi ridotti.
  • Lavorabilità: taglio/foratura in sito con utensili comuni; velocità di adattamento alle tolleranze reali.
  • Isolamento elettrico e inerzia magnetica: compatibilità con impianti sensibili.

 

Il contributo del Gruppo Fibre Net / P-TREX: supporto tecnico e produzione custom in PRFV

P-TREX , brand del Gruppo Fibre Net , ha fornito non solo profili ma una soluzione integrata di carpenteria in PRFV, studiata sulla base del progetto dell’Ing. Arch. Alessio Ageno:

  • supporto tecnico-ingegneristico nella scelta delle sezioni e dei dettagli, secondo quanto indicato dal progetto dell’Ing. Arch. Alessio Ageno;
  • componenti e accessori per connessioni ripetitive e controllabili, conformemente a quanto prescritto dal progetto dell’Ing. Arch. Alessio Ageno;
  • possibilità di custom quando richiesto dal layout;
  • capacità produttiva industriale e controllo qualità per garantire uniformità prestazionale e tempi certi.

Questo approccio “di sistema” trasforma il profilo pultruso da “materiale” a soluzione costruttiva, con istruzioni di montaggio e check-list utili al collaudo di posa: un valore che riduce incertezza progettuale accelera la transizione progetto-cantiere e tutela le prestazioni in esercizio.

 

Confronto sintetico con alternative tradizionali

  • Legno: leggero e lavorabile, ma sensibile all’umidità e bisognoso di manutenzioni;
  • Acciaio: prestazioni elevate ma peso e logistica più gravosi (gru, protezioni anticorrosive, controlli);
  • PRFV: equilibrio tra peso, resistenza specifica e durabilità, posa semplice, assenza di corrosione e minori lavorazioni specialistiche.

Nel caso Cento Fiori, la copertura interna al parapetto e la funzione prevalentemente idraulica hanno reso il PRFV la soluzione più coerente con velocità, sicurezza e sostenibilità operativa.

 Se vuoi vedere altri casi applicativi dei profili poltrusi P-TREX 

consulta questa sezione

 

   

Risultati e replicabilità

La soluzione ha consentito:

  • rispetto dei tempi e minori interferenze sul contesto urbano;
  • riduzione dei carichi permanenti sulla soletta esistente;
  • controllo delle frecce in esercizio (interasse calibrato, giunti sfalsati);
  • manutenzione semplificata lungo la vita utile;
  • sicurezza operativa migliorata per assenza di grandi sollevamenti e saldature.

Il modello è replicabile su altre scuole e edifici pubblici con analoghe condizioni: coperture racchiuse da parapetto, necessità di snellezza e logistica urbana. La sinergia tra progettista, impresa e P-TREX/Fibre Net ha trasformato il composito in una soluzione affidabile e cantierabile, coerente con gli obiettivi PNRR.

 

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