Accettazione dei materiali per i rinforzi strutturali: documentazione, prove e responsabilità
Accettazione materiali strutturali in cantiere significa verifiche documentali e prove obbligatorie secondo NTC 2018. La Direzione Lavori ha responsabilità diretta nel validare o rifiutare i materiali, inclusi sistemi FRP e CAM®. Senza controlli corretti, il collaudo statico può risultare compromesso. Questo articolo chiarisce obblighi, prove e documentazione necessari per garantire sicurezza e conformità.
Il controllo dei materiali per il rinforzo strutturale in cantiere non è un semplice appello di presenza, ma un passaggio fondamentale per garantire qualità e sicurezza. L’accettazione non si limita alla verifica della documentazione: richiede anche prove a campione sui materiali consegnati, ed è compito della Direzione Lavori (DL) valutare l’idoneità e, se necessario, rifiutare ciò che non risponde ai requisiti richiesti.
Riferimenti normativi NTC 2018: classificazione dei materiali (casi A, B e C)
La documentazione tecnica dei materiali
Con l’arrivo dei materiali, il Direttore dei Lavori deve recepire e verificare la documentazione tecnica che accompagna ogni fornitura.
I riferimenti normativi per i documenti da avere in possesso sono chiari: le NTC 2018 al capitolo 11 definiscono i casi A, B, C per la qualificazione dei materiali strutturali aventi marcatura CE, qualifica nazionale o CVT.
Seguono le medesime regole tutti i materiali, inclusi quelli impiegati per i rinforzi strutturali.
Marcatura CE, DOP, CVT e CIT: quali documenti verificare in cantiere
CASO A
Prodotti con norma armonizzata (CPR).
È obbligatoria la marcatura CE sempre accompagnata dalla Dichiarazione di Prestazione (DOP) che permette la libera circolazione nel mercato unico europeo.
Il certificato 3.1 è un documento aggiuntivo che non può mai sostituire la marcatura CE. Il certificato, chiamato anche di collaudo, è rilasciato dal produttore e attesta le caratteristiche meccaniche e chimiche di un lotto/partita di materiale.
CASO B
Prodotti senza norma armonizzata, ma con Linee Guida nazionali.
Devono seguire la qualificazione secondo NTC quindi devono possedere Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale
CASO C
Prodotti innovativi senza norma armonizzata né Linee Guida.
Necessitano di Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego (CIT) rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale
Analizzando i casi suddetti nello specifico dei sistemi di rinforzo strutturale abbiamo come esempi che ricadono nel caso A) l’acciaio o il calcestruzzo che si impiegano per l’incamiciatura oppure i mattoni che si usano per eseguire il cuci-scuci nelle murature.
Nella casistica B) ricadono i rinforzi con tessuti in FRP (inteso come assemblato di tessuto + resina + eventuali primer) perché esistono Linee Guida CSLP che regolano la qualificazione.
Nel caso C) ricade ad esempio il vetro per uso strutturale.
Le prove sui materiali
Alla parte documentale si affiancano le prove sui materiali.
I risultati vengono certificati dal laboratorio, indicando identificativo del campione, norme di riferimento e date delle prove. I campioni devono essere conservati almeno 30 giorni e la DL può richiedere ulteriori verifiche a carico del fornitore o installatore.
I controlli in cantiere (controlli documentali e prove di accettazione) hanno il compito di dimostrare che i materiali rientrano nell’ambito autorizzativo e costituiscono la base per la validità del collaudo statico.
Generalmente le prove che la Direzione Lavori deve obbligatoriamente eseguire per l’accettazione dei materiali in cantiere sono:
- Calcestruzzo: prelievo di provini in cantiere e prova di compressione
- Acciaio: prove di trazione su campioni (es. 3 prove ogni 90 ton per carpenterie metalliche)
- Elementi per muratura: prove di resistenza a compressione su campioni (almeno 6 elementi ogni 350mc)
- Malte: prove di flessione e compressione (1 campione ogni 350 mc)
Per la descrizione dettagliata degli obblighi della DL si rimanda all’articolo:
Controllo sui materiali in cantiere: il ruolo chiave della Direzione Lavori nel garantire sicurezza e collaudo

Requisiti e controlli nel caso di impiego di tessuti in FRP
Nel caso di impiego di sistemi di rinforzo mediante l’uso di FRP, in mancanza di marcatura CE, il materiale che arriva in cantiere deve possedere il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT). Accompagnano ogni fornitura anche le schede tecniche di prodotto, i certificati di conformità, il manuale di installazione e le istruzioni operative.
Secondo le Linee Guida CSLP 2019 e CNR-DT 200 R2/2026 il prelievo dei campioni deve essere contestuale alla posa e nelle stesse condizioni ambientali.
Controlli sui rinforzi FRP: prove di trazione, pull-off e delaminazione
Generalmente si eseguono:
- prove di trazione (3 provini per ogni tipologia) su tessuti FRP impregnati in sito: per verificare la resistenza ultima del sistema
- prova di adesione (pull-off test) su testimoni incollati (almeno 3 prove): per verificare la prestazione dell’adesione con sollecitazione ortogonale alla superficie
- prova di strappo a taglio (test di delaminazione) su testimoni incollati (almeno 3 prove): per verificare la prestazione dell’adesione con sollecitazione parallela alla superficie
Per la descrizione dettagliata si rimanda all’articolo: I controlli che deve fare un Direttore Lavori quando in un cantiere si usano FRP e FRCM
Requisiti e controlli nel caso di impiego di cuciture attive CAM®
Nel caso applicativo del Sistema CAM®, utilizzato per il rinforzo di strutture in muratura, calcestruzzo armato e grandi opere, i materiali risultano tutti coperti da marcatura CE.
L’uso della tecnologia CAM® ricade nel primo dei tre casi descritti dalla norma.
Tuttavia la Edil CAM Sistemi è stata qualificata dal Servizio Tecnico Centrale con Dichiarazione di Idoneità n°194/2023.
La Dichiarazione di Idoneità è un documento rilasciato dal Presidente del CSLP su parere del Consiglio, che attesta l’idoneità di un sistema costruttivo diverso da quelli previsti dalle NTC per uno specifico scopo. È necessario nei casi descritti al 4.6 delle NTC2018 per gli “altri sistemi costruttivi”.
Sistema CAM®: le prove di accettazione
Normalmente le prove richieste dalla Direzione Lavori riguardano:
- i nastri in acciaio inossidabile che, conformi alle UNI EN 10088-4 (completi di marcatura CE e certificato 3.1 del materiale di origine secondo la UNI EN 10204 e) vanno testati per classe e lotto, con tipologie di prova conformi alle norme UNI EN 10088-4 §7.4 :
- Nastri CAM® senza giunzione: n° 3 prove di trazione e allungamento
- Nastri CAM® con giunzione: n° 3 prove di trazione
- gli angolari, piatti, elementi in carpenteria in acciaio al carbonio conformi alle UNI EN 10025-2 (completi di marcatura CE e certificato 3.1 del materiale di origine secondo UNI EN 10204 e DOP del trasformatore) vanno testati per lotto e spessore utilizzato, con tipologie di prova conformi alle norme UNI EN 10025-2 §8.3.2.1 e §8.4.1 in quantità conforme alle Uni EN 10025-1 §9.2.2.1 e §10.2.2 ed in particolare con°1 prova di trazione e n° 3 prove di resilienza
- le barre in acciaio B450C conformi alle NTC 2018 (completi di marcatura CE e certificato 3.1 del materiale di origine) vanno testati per lotto e diametro utilizzato, con tipologia di prova prevista dalle norme all’§11.3.2.1 ed in particolare con n°3 prove: trazione, allungamento, piega e raddrizzamento


Verifica documentale
Tracciabilità dei materiali e validità del collaudo statico
La verifica di documenti e certificazioni connesse ai materiali consentono al Direttore dei Lavori di garantire identificazione e tracciabilità dallo stabilimento produttivo al cantiere.
Analogamente deve essere garantirà la tracciabilità per le prove eseguite sui materiali.
A chiusura dei lavori, i risultati delle prove diventano la base per il Collaudatore statico, che deve validare la rispondenza dell’opera ai requisiti progettuali.
L’accettazione dei materiali strutturali non è mai una formalità, ma un processo strutturato che unisce documentazione, prove sperimentali e controllo in cantiere, sotto la responsabilità della Direzione Lavori e del Collaudatore. La conoscenza puntuale di tutti i passaggi garantisce non solo la conformità normativa, ma soprattutto la sicurezza formale e strutturale dell’opera realizzata.
In questo delicato iter, a sostegno del processo di qualità, entra in gioco la Dichiarazione di Corretta Posa in Opera (DCPO), documento non sempre obbligatorio, ma che può essere richiesto proprio a garanzia delle applicazioni realizzate.
La DCPO è fornita a fine lavori dall’installatore, che nel caso del Sistema CAM® è la Edil CAM Sistemi Srl o impresa da essa espressamente autorizzata.
RIFERIMENTI NORMATIVI
◾ NTC 2018
◾ CNR-DT 200 R2/2026
◾ Linee Guida CSLP FRP 2019
◾ UNI EN 10204
FAQ Tecniche: Accettazione materiali strutturali: controlli e norme NTC | Ingenio
Cos’è l’accettazione dei materiali in cantiere?
È il processo con cui la Direzione Lavori verifica che i materiali strutturali rispettino i requisiti normativi e progettuali. Include controlli documentali e prove sperimentali. Non è una formalità ma un passaggio essenziale per la validità del collaudo statico.
In quali contesti è obbligatoria?
In tutte le opere strutturali, nuove o esistenti, dove si utilizzano materiali portanti o sistemi di rinforzo (calcestruzzo, acciaio, FRP, sistemi CAM®, murature). È sempre richiesta prima della messa in opera definitiva.
Quali norme regolano l’accettazione dei materiali?
Le NTC 2018 (Capitolo 11) definiscono i criteri di qualificazione (casi A, B, C). Per FRP si applicano Linee Guida CSLP 2019 e CNR-DT 200. Per acciai e materiali metallici si applicano norme UNI EN specifiche.
Quali sono i principali vantaggi di un corretto controllo?
Garantisce sicurezza strutturale, conformità normativa e tracciabilità. Riduce il rischio di contenziosi e assicura la validità del collaudo. Costituisce evidenza tecnica per il collaudatore.
Quali prove devono essere eseguite in cantiere?
Dipendono dal materiale: compressione per calcestruzzo, trazione per acciaio, prove meccaniche per murature e malte. Per FRP si eseguono prove di trazione, pull-off e delaminazione.
Come si garantisce la durabilità dei materiali?
Attraverso controlli di qualità, certificazioni (CE, CVT, CIT) e verifiche di posa. La corretta installazione e le condizioni ambientali incidono direttamente sulle prestazioni nel tempo.
Quali errori devono essere evitati?
Accettare materiali senza verifica documentale, omettere prove in cantiere, non garantire tracciabilità, utilizzare certificati non conformi (es. 3.1 senza CE) e trascurare le responsabilità della DL.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
