Calcestruzzo: additivi, SCM e nuove sfide prestazionali secondo Master Builders Solutions
Dalla progettazione prestazionale del calcestruzzo all’uso crescente di SCM e additivi di nuova generazione, la chimica diventa decisiva per garantire lavorabilità, resistenza e durabilità. Ivana Torresan (Master Builders Solutions) analizza criticità, soluzioni innovative e sfide emergenti, dalle pavimentazioni industriali alla prefabbricazione.
Il calcestruzzo moderno è un materiale ingegnerizzato le cui prestazioni dipendono dall’equilibrio tra lavorabilità, resistenza meccanica e durabilità. L’introduzione di SCM e cementi a basso contenuto di clinker aumenta la complessità del mix design, rendendo essenziale l’impiego di additivi chimici avanzati. Le nuove tecnologie consentono di migliorare la sostenibilità, mantenere le prestazioni nel tempo e rispondere alle esigenze di cantiere e prefabbricazione.
Calcestruzzo "ingegnerizzato": come bilanciare lavorabilità, resistenza e durabilità
Negli approfondimenti pubblicati su INGENIO emerge con forza un tema: oggi il calcestruzzo non può più essere considerato un materiale “standard”, ma un materiale da progettare in funzione delle prestazioni richieste. Quanto conta, in questo scenario, la capacità di governare in modo integrato resistenza, lavorabilità e durabilità?
Ivana Torresan
Il calcestruzzo del futuro diventerà sempre più un materiale “ingegnerizzato”, non più una semplice ricetta di cemento, acqua ed aggregati da mescolare. Lavorabilità allo stato fresco e resistenza a compressione e durabilità allo stato indurito sono tre caratteristiche fondamentali che non sono indipendenti tra loro in quanto modificarne una può influenzare sensibilmente anche le altre.
Infatti, se si punta a progettare un calcestruzzo con elevate resistenze a compressione, con elevato contenuto di cemento, potremmo avere un materiale poco lavorabile, difficile da mettere in opera e conseguentemente manufatti con elevate difettosità (vuoti, nidi di ghiaia) e scarsa durabilità. Possiamo aumentare l’acqua migliorando la lavorabilità, ma riducendo la resistenza e la durabilità. Ridurre il rapporto acqua/cemento aumenta la resistenza a compressione ma ne peggiora la lavorabilità.
L’uso di additivi disperdenti di ultima generazione consente di gestire in modo ottimale la riduzione d’acqua, il mantenimento di lavorabilità anche in condizioni estreme e la durabilità dei manufatti in calcestruzzo.
SCM e calcestruzzo low carbon: criticità reologiche e ruolo degli additivi
La transizione verso cementi e calcestruzzi a minore impronta carbonica rende sempre più centrale il ruolo degli SCM - materiali cementizi supplementari. Quali sono oggi le principali criticità che si incontrano nel mantenimento della lavorabilità e delle prestazioni, e come può intervenire la chimica del calcestruzzo per superarle?
Ivana Torresan
La diffusione degli SCM (Supplementary Cementitious Materials) è indispensabile per ridurre l’impronta carbonica, ma introduce una complessità maggiore nella gestione delle miscele di calcestruzzo (Leggi qui un nostro approfondimento dedicato).
L’aggiunta di materiali di tipo pozzolanico, ad esempio, può modificare la cinetica di idratazione e la microstruttura della pasta legante allo stato indurito e la reologia. Aggiunte di filler calcareo possono influenzare la lavorabilità ed il suo mantenimento a causa della maggiore richiesta d’acqua dovuta ad una elevata superficie specifica, all’eventuale adsorbimento di polimeri disperdenti policarbossilati, oppure aumentarne la viscosità rendendo l’impasto più coesivo e più difficile da pompare.
Additivi specifici e la progettazione di nuove molecole di disperdenti “taylor-made” possono facilitare la formulazione, produzione e messa in opera di miscele a ridotta impronta carbonica “green” caratterizzate da un maggiore contenuto di SCM, mentre attivatori ed acceleranti consentono di compensare la lentezza nello sviluppo delle resistenze a compressione, derivante dal minor contenuto di cemento e/o di clinker utilizzato in miscela.
Polimeri di nuova generazione per calcestruzzo: lavorabilità prolungata e prestazioni costanti
In questo contesto stanno assumendo un ruolo molto interessante i nuovi estensori di lavorabilità e i riduttori di acqua basati su polimeri di nuova generazione. Quali risultati stanno offrendo oggi queste soluzioni, sia in termini di mantenimento della consistenza sia in termini di equilibrio tra prestazioni meccaniche, durabilità e ottimizzazione del mix design?
Ivana Torresan
L'obiettivo di un produttore di calcestruzzo è quello di fornire al suo cliente un calcestruzzo costante dal punto di vista qualitativo e prestazionale, nonostante le sempre più frequenti variabilità dei materiali che compongono il mix design.
Oltre alle già apprezzate famiglie di superfluidificanti MasterCO2re e MasterEase, la linea MasterSure EW (Extreme Workability) è la nuova proposta di Master Builders Solutions per ottenere prestazioni del calcestruzzo estreme in termini di mantenimento della lavorabilità, adattabile alle diverse tipologie di nuovi cementi a basso contenuto di clinker, sabbie, aggregati non perfettamente puliti e uso di acque di riciclo.
La chimica innovativa di MasterSure EW, studiata presso i laboratori di ricerca di Master Builders Solutions, è basata su una nuova generazione di polimeri sintetizzati appositamente per il rilascio progressivo nel tempo di molecole di disperdente. Questo consente di avere calcestruzzi lavorabili per periodi molto lunghi, anche superiori alle due ore in condizioni climatiche estreme e senza ritardo nello sviluppo delle resistenze meccaniche alle brevi stagionature.
Master Builders Solutions al GIC 2026: additivi “su misura” per cementi complessi e cantieri ad alte prestazioni
Master Builders Solutions sarà presente al GIC: con quale messaggio vi presentate a questo appuntamento e quali soluzioni ritenete più strategiche da portare all’attenzione degli operatori del calcestruzzo, delle pavimentazioni e del cantiere specializzato?
Ivana Torresan
Da sempre leader nelle soluzioni tecniche e tecnologiche per il calcestruzzo, Master Builders Solutions si presenta al GIC di Piacenza con pacchetti di soluzioni e di additivi “su misura” per sistemi cementizi sempre più complessi.
La presenza di SCM, la variabilità e disponibilità dei materiali, i cementi a basso contenuto di clinker, la richiesta di bassi rapporti acqua – cemento, di lunghi mantenimenti di lavorabilità, di elevata durabilità e di requisiti sempre più prestazionali, necessitano di esperti che riescano a risolvere velocemente le problematiche che ogni giorno si presentano in cantiere.
Master Builders Solutions, con la sua rete di vendita di tecnici esperti e un gruppo di ricerca e marketing innovativo, supporta i clienti nello sviluppo di soluzioni per un calcestruzzo più sostenibile e duraturo attraverso:
🔹 Riduttori d’acqua ad alte prestazioni
Soluzioni progettate per ottimizzare il rapporto acqua/cemento, migliorare la lavorabilità e garantire prestazioni costanti anche in condizioni critiche:
- MasterCO2re
- MasterSure EW
- MasterEase
- MasterGlenium PAV
🔹 Additivi per la durabilità del calcestruzzo
Tecnologie specifiche per incrementare la vita utile delle opere, migliorare la microstruttura e ridurre i fenomeni di degrado:
- Master X-Seed
- Master X-Seed STE
- MasterLife CI 35
- MasterSuna SBS
- MasterLife WP 1000
- MasterLife MS
- MasterLife SRA
Pavimentazioni industriali: equilibrio tra rapidità, durabilità e controllo del ritiro
Un altro ambito che presidiate con attenzione è quello delle pavimentazioni industriali, dove si intrecciano requisiti molto severi: planarità, resistenza, tempi di esecuzione, controllo del ritiro, durabilità. Quali sono oggi, secondo voi, le nuove sfide tecnologiche più rilevanti in questo settore?
Ivana Torresan
Le necessità del mercato sono la velocità nell’esecuzione e la durabilità della pavimentazione. Un rapido sviluppo delle resistenze alle brevi stagionature, specialmente durante il periodo invernale, ed il mantenimento della lavorabilità sono requisiti necessari per la messa in opera e la finitura superficiale.
Oltre agli specifici additivi riduttori d’acqua, linea MasterGlenium PAV, un ottimo supporto per la prevenzione del ritiro è data dall’utilizzo degli additivi riduttori di ritiro liquido, MasterLife SRA serie 900, dal corretto dosaggio di agenti espansivi, MasterLife SRA 150 e MasterLife SRA 155 che consentono di progettare pavimentazioni jointless e dagli agenti stagionanti in emulsione acquosa, MasterKure WB.
La sfida più grande non è quella di spingere una singola prestazione, ma far convivere requisiti estremi e spesso in conflitto come rapidità verso durabilità, fluidità verso stabilità della miscela, sostenibilità verso prestazioni iniziali, in particolare con l’uso sempre più frequente dei nuovi cementi a basso contenuto di clinker.
Disarmanti e prefabbricazione: qualità superficiale, sicurezza e controllo del processo
Il tema dei prodotti disarmanti può apparire secondario a chi guarda solo alla miscela, ma in realtà incide in modo determinante sulla qualità finale del manufatto, sulla finitura e sull’efficienza del processo produttivo. Quanto pesa oggi questo aspetto nella prefabbricazione e, più in generale, nel controllo qualitativo del calcestruzzo?
Ivana Torresan
I disarmanti sono considerati dei prodotti accessori ma la loro prestazione, soprattutto nell’industria della prefabbricazione dove l’estetica dei manufatti è uno dei fattori chiave di marketing, è molto importante e il disarmante deve essere considerato come un componente del processo produttivo e del controllo qualità a tutti gli effetti.
Un disarmante non adeguato può causare delle macchie oleose o variazioni di colore oltre che adesioni localizzate al cassero. Questo incide direttamente sul valore commerciale del manufatto, non solo estetico ma, in presenza di porosità evidenti, anche funzionale in termini di durabilità superficiale. In termini di efficienza produttiva, un buon disarmante dovrebbe ottimizzare o ridurre i tempi di pulizia dei casseri, diminuire gli scarti e le rilavorazioni / ripristini di elementi danneggiati.
In ambienti come prefabbricazione e cantieri dove l’uso dei disarmanti è quotidiano, la sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale per la salute degli operatori, la prevenzione degli infortuni e la conformità normativa.
I principali rischi legati ai disarmanti sono l’esposizione chimica visto che, soprattutto i disarmanti a base solvente, possono contenere composti organici volatili (VOC) e sostanze irritanti o nocive con possibili rischi di irritazioni cutanee e oculari, problemi respiratori ed esposizione cronica a sostanze potenzialmente dannose.
L’infiammabilità con rischi di incendio ed esplosione in ambienti poco ventilati, rischio di scivolamento, cadute ed incidenti se l’applicazione non controllata lascia dei residui su casseri e su pavimentazioni.
È quindi importante la corretta scelta del prodotto e la tendenza è sempre più rivolta all’utilizzo di prodotti a basso contenuto di VOC, formulazioni meno pericolose, esenti da solventi ed idrocarburi, meglio se a base vegetale e biodegradabile come la nostra linea MasterFinish RL vegetale ed in emulsione acquosa. Per il corretto utilizzo si consiglia sempre la lettura della scheda di sicurezza.
Master Builders Solutions al GIC Expo 2026
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Master Builders Solutions ti aspetta al GIC Expo 2026, l’evento di riferimento per i professionisti della filiera
📅 16–18 aprile 2026
📍 Fiera di Piacenza
🏢 Padiglione 1 – Stand C140
👉 Allo stand di Master Builders Solutions potrai:
- confrontarti direttamente con tecnici ed esperti di settore
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